Hideo Kojima, storia e lavoro di un poliedrico visionario

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Giuseppe Licciardi
Nato con un pad nella mano sinistra e un mouse nella destra. Ancora non si conosce la sua vera provenienza, molti pensano faccia parte di un' antica razza aliena che mira a divulgare il videogioco come arte. Per ora si sa solo che studia per diventare Ingegnere Informatico, ma forse è solo una scusa per mimetizzarsi tra gli essere umani.
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Nato con un pad nella mano sinistra e un mouse nella destra. Ancora non si conosce la sua vera provenienza, molti pensano faccia parte di un' antica razza aliena che mira a divulgare il videogioco come arte. Per ora si sa solo che studia per diventare Ingegnere Informatico, ma forse è solo una scusa per mimetizzarsi tra gli essere umani.

Tempo di lettura: 6 minuti

Nel settore dei videogiochi abbiamo come il sentore che ci sia sempre un alone di mistero dietro le persone che impastano e rendono magnifiche le nostre esperienze. Questo accade molte volte, perché il software come molti altri servizi, è un lavoro fatto da tante persone, e nella maggior parte dei casi, si parla dei team. Sono rari i casi in cui si assegna un’opera ad un unico autore. Di solito, un libro può essere scritto da un unica persona, un cortometraggioMa opere grandi, come un film o un videogioco tripla A, hanno alle spalle team di professionisti che lavorano insieme per portarci il miglior contenuto possibile. Eppure nel media dei videogiochi si notano alcuni tratti distintivi, quelle firme autoriali che solo pochi riescono a dare. L’esempio più grande che abbiamo nel mondo dei videogiochi è Hideo Kojima.

Hideo Kojima è un Game Designer pluripremiato e apprezzato dalla critica internazionale, non sempre però positivamente, è una figura poliedrica, capace di portare all’ interno del nostro mondo, nuove idee, spunti di riflessione e temi importanti. Questo non sarà ne un saggio sulla vita di Kojima, ne vuole essere una biografia. Questo articolo vuole rappresentare al meglio quello che Kojima è, da dove nasce e dove il suo “genio” è arrivato fino ad ora. Ma anche dove ci porterà nel prossimo viaggio che ci troveremo ad affrontare.

Una mente brillante

Hideo Kojima nasce a Tokyo nel 1963. Da genitori appassionati di cinema, non poteva non nascere un bambino quasi prodigio, si appassiona fin da subito al cinema e alla letteratura. Dopo la morte del padre, insieme alla famiglia, viaggia di continuo, senza avere una dimora stabile. Tutta l’adolescenza la vive, in uno stato di confusione, la sua passione per l’arte e la creatività si fa sempre più viva. Vuole trasformare tutto questo in un lavoro, ma le norme sociali giapponesi, gli impongono di trovare un lavoro più stabile.

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L’ Hideo Kojima del tempo, però, va lo stesso per la sua strada, e decide che è la sua vita deve essere vissuta a pieno. E deve trasformare le sue passioni, nel suo lavoro. Non solo per permettergli di vivere, ma per poter trasmettere a tutti, il suo modo di vedere l’’arte e la creatività. Così incomincia a scrivere delle storie, che vengono pubblicate su un magazine giapponese. Gli anni 80, sono però la vera svolta per Kojima.

Il mondo dei videogiochi entra nella sua vita, Super Mario Bros, è un successo in Giappone e cosi, un ancora giovane Hideo, decide che la sua vita dovrà essere dedicata a quel mondo. Non fu affatto facile, ma alla fine ce la fece. Ed entrò in una delle aziende, che gli ha regalato tante emozioni, lo ha reso quello che è, ma che alla fine è stata anche una delle sue più amare sconfitte.

La nascita di un capolavoro

Comincia cosi il lavoro di Kojima per Konami. Come ogni storia d’amore, i primi tempi saranno tutti rosa e fiori, il lavoro di Kojima per Konami, non si concentra soltanto ad essere un dipendente tra tanti. Ma le sue idee, daranno vita ad una delle opere che ancora tutt’oggi ha fatto si che il game designer, sia visto come un visionario dell’industria in cui lavora. Nel 1987, prende vita un progetto cosi grande, che lo stesso Kojima non lascerà più. Il primo Metal Gear, fu un successo eclatante, distribuito su MSX, fu accolto come uno dei migliori titoli mai usciti prima d’ora.

Le novità non erano sicuramente nel grafica, ma nei contenuti del titolo. Grazie alla sua passione per il cinema e per la letteratura, seppe creare un ambiente narrativo aldilà di ogni schema del tempo. Il titolo aveva un forte impatto spionistico. Difatti ancora oggi si pensa al titolo, come il capostipite del genere di spionaggio. Dato il forte impatto che ebbe il titolo, Konami, non perse l’occasione di chiedere a Kojima un sequel.

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Ancora una volta con Metal Gear 2: Solid Snake, Kojima da sfogo al suo estro creativo, rendendo il titolo un capolavoro per la caratterizzazione dei personaggi e per la storia matura, che parla di armi nucleari e guerre civili. Per l’epoca infatti non era cosi scontato avere anche su MSX2 dei titoli che potessero affrontare temi così importanti. Anzi, in un videogioco non si era mai visto, qualcosa del genere. Tra lavori, minori ad avventure grafiche che ne sono susseguite, arrivano gli anni Playstation 1, e Kojima non può lasciarsi sfuggire l’occasione di mettere le mani su quella tecnologia in tre dimensioni che tanto lo affascina.

D’altronde si sa, Kojima è “un pazzo” farebbe di tutto per essere pioniere, e cosi fu. Nel 1998 nasce Metal Gear Solid, il primo capitolo di una saga, destinata a cambiare per sempre, il media, come lo conosciamo noi oggi. Il capitolo della saga MSX, debuttò su PS1, con il nome di Solid, proprio per i modelli dei personaggi e dell’ambiente 3D che veniva utilizzato all’interno del titolo.

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Lo stesso Kojima ai tempi non capì, come questo titolo potesse aver avuto tutto questo successo. Perché il team che lavorò al progetto, non era minimamente preparato per affrontare un lavoro di questa entità. Inutile dire che questo è il titolo che ha innalzato Kojima al gran pubblico, ha permesso di aumentare il suo status,ad uno dei migliori game designer della storia dei videogiochi. Non solo per il lavoro svolto a livello ludico, ma anche per aver sempre cercato di inserire un messaggio sociale, all’ interno dei suoi titoli.

La rottura e un nuovo inizio

La storia ovviamente è ancora lunga, anche se molti di noi sappiamo la fine. Dopo sequel, andati sempre bene, e la nascita di Kojima Productions nel 2005, come filiale di Konami, arriva un segno di rottura. Kojima, annuncia di essere a lavoro su un nuovo titolo di Metal Gear Solid, in uscita nel 2015. Annunciato nel 2012 da prima come un titolo sviluppato dal fantomatico Moby Dick Studio, Kojima poi decise di affrontare la folla alla GDC dell’anno successivo e di svelato il progetto The Phantom Pain.

Ed è cosi che venne annunciato il capitolo V di Metal Gear. Il titolo uscì, sotto però tante critiche, non tanto per quello che Kojima ha regalato ai fan, ma quanto per l’ambiente creatosi in Konami durante lo sviluppo del titolo. Ancora oggi ci chiediamo cosa sia successo in quegli uffici, cosa sia capitato non ci è dato saperlo. Ma dopo l’uscita del titolo Kojima Productions venne chiusa e Kojima mandato a casa.

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A questo punto della storia, molti avrebbero lasciato perdere. Ma il game designer non si da per vinto, rifonda Kojima Productions come studio indipendente, e annuncia che è a lavoro su un nuovo titolo. Ed è cosi che venne annunciato Death Stranding. Da questo momento il lavoro di Hideo Kojima, prende tutta un’altra piega. Il game designer può infatti dare sfogo a tutto il suo estro creativo. Tutte quelle idee che non venivano accettate da Konami, ora fintamente possono avere uno sfogo. Questo non vuole essere però un saggio che finisce con una descrizione di ciò che sarà Death Stranding.

Ma è la stessa essenza di ciò che vorrà farci vivere Kojima a farci capire il suo messaggio. Perchè questo è certo, il primo titolo di Kojima Productions sarà un viaggio. Un viaggio introspettivo, per conoscere noi stessi. Riconnetterci con gli altri, per poter rimediare a tutti quegli errori commessi durante questi secoli. In questo titolo, potremmo assistere ad un Hideo Kojima al 100%, senza freni.

Ed è solo cosi che saremo in grado di capire fino a dove può arrivare una mente cosi poliedrica come la sua. Fino a dove si spingerà Death Stranding?. Saremo davanti ad un nuovo capolavoro capace di mischiare le carte in tavola del media, o sarà qualcosa di più piccolo, ma capace di farci vivere emozioni uniche? Detto questo, vivete il viaggio… noi ci rivediamo in America, per riconnetterci. *Tomorrow is in our hands*

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