Hellblade: Senua’s Sacrifice, la Recensione – NO SPOILER

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Alessandro Guida
Conosciuto sul web come WhereEaglesDare, l'energumeno che vi scrive è un amante e cultore dei videogames. Dedito al culto della MasterRace da tempo immemore, si diletta fra RTS, RPG - di quelli buoni - e Rocket League.

Conosciuto sul web come WhereEaglesDare, l'energumeno che vi scrive è un amante e cultore dei videogames. Dedito al culto della MasterRace da tempo immemore, si diletta fra RTS, RPG - di quelli buoni - e Rocket League.

Tempo di lettura: 7 minuti

Eccoci arrivati alla recensione di uno dei titoli più attesi di questo terzo trimestre 2017.

Anche se in ritardo, siamo riusciti a giocare, testare ed apprezzare la versione PC DRM Free di Hellblade : Senua’s Sacrifice. Il gioco è stato sviluppato e pubblicato in modo indipendente dalla compagine di Ninja Theory sia su computer che su PlayStation 4.

Il non facile compito e la tematica affrontata dal team di sviluppo tocca le corde più sensibili dell’animo umano: saranno riusciti a trasporre in un opera videoludica le mille sfumature della psiche umana? Scopriamolo insieme. 

Attraverso i meandri della follia

Diciamolo subito, giocare a Hellblade : Senua’s Sacrifice costituisce un esperienza che trascende il semplice concetto di videogioco.

La cura e il background empirico che la compagine di Ninja Theory ha riposto nella realizzazione di questo titolo indipendente è qualcosa che raramente si ha l’occasione di sperimentare pad alla mano. Non stiamo parlando soltanto dell’impatto scenico dell’opera, che da solo è in grado di reggere tutta la struttura, ma vogliamo porre l’accento in particolare sulle sensazioni intense e palpabili che questo videogame riesce a trasmettere al giocatore.

Alla base del gioco vi è uno studio approfondito incentrato sulle varie sfaccettature della psicosi. Essendo quest’ultima una degenerazione psichiatrica in grado di distorcere la percezione della realtà, il giocatore sin dal principio viene assaltato da una miriade di input contrastanti e dall’incedere incessante.

Un turbinio di voci, sussurri e strazianti ricordi ci accompagnerà per tutto il gioco: la follia che attanaglia la mente di Senua, la nostra protagonista, ci farà compagnia in ogni istante, non concedendoci mai tregua.

Quasi come in un perenne delirio, l’intera esperienza offerta dal titolo verrà affrontata dall’inizio sino alla conclusione come una lotta senza fine, in primis contro noi stessi, contro la nostra mente e le più recondite paure che ivi vi dimorano.

Una discesa nel regno di Hel

Tutto l’impianto narrativo che ruota attorno alla produzione di Ninja Theory si allaccia fedelmente alla mitologia norrena.

La nostra protagonista, una guerriera celtica chiamata Senua, spinta da una cieca follia, intraprende un viaggio senza possibile ritorno verso il Regno dei Morti. Questo tetro piano dimensionale segue le leggi dettate dall’imperitura fiamma di Hel, leggendaria dea norrena figlia di Loki.

Durante la nostra stoica traversata ci troveremo ad avanzare con incedere lento verso il cuore di Hela, il gelido mondo di chi non esiste più. Tallonati senza sosta dalle innumerevoli voci nella nostra testa, ogni passo verso la metà lascerà un segno indelebile nella precaria sanità mentale della giovane guerriera.

Trascinata dal disperato desiderio di riportare in vita il proprio amato, Senua vedrà inesorabilmente dilagare l’oscurità imperitura che permea quel luogo, corrompendola e indebolendola. Ad ogni nostro fallimento, la protagonista patirà la sofferenza della carne, la quale verrà lentemente consumata dal miasma corrotto dell’oscurità.

Proprio a questa feature si ricollega il tanto discusso permadeath presente in Hellblade: ogni volta che moriremo, la corruzione avanzerà sul corpo della donna, portandola alla morte certa nel caso raggiunga la testa. Purtroppo, non siamo riusciti a sperimentare questa situazione in quanto non capiterà molto spesso di morire. Ed è proprio da qui che ci riallacciamo per discutere di quello che è l’aspetto puramente ludico di Hellblade: Senua’s Sacrifice.

Il Gameplay

Chiunque dal trailer di presentazione aveva pensato ad un nuovo action in terza persona rimarrà deluso: sebbene la componente attiva e violenta sia presente nel titolo, alla base di Hellblade vi è tutt’altro. Siamo di fronte ad un viaggio interiore affrontato da una mente instabile, dominata da uno stato psicotico perenne, il quale ci verrà fatto presente in ogni istante della nostra partita.

Inizialmente vestire i panni di Senua non è facile. Il primo impatto con la mente della protagonista lascia a disagio: le molteplici voci percepite dalla guerriera non ci danno il tempo di pensare liberamente. Dovremo imparare a zittirle o ad ignorarle, imbastendo una silenziosa lotta che rispecchia quella affrontata dalla donna.

Hellblade Senua's Sacrifice

Ogni evento che accade dinanzi ai nostri occhi ci verrà sussurrato all’orecchio secondo punti di vista completamente casuali, a volte discordanti. Molte volte le inquietanti voci ci indirizzeranno verso il giusto cammino, mentre qualche secondo dopo ci inviteranno a compiere azioni che porteranno inevitabilmente alla morte.

La psicosi che devasta la mente di Senua regna sovrana. Sotto il lacerato manto della follia invece, emerge quello che è il gameplay di Hellblade: i ragazzi di Ninja Theory hanno proposto un esperienza lineare, della durata di poco più di 5 ore, nella quale dovremo farci avanti verso la nostra meta risolvendo enigmi e combattendo.

L’inganno della mente

Il primo aspetto del gioco è quello preponderante dell’intera esperienza. Sin da subito ci ritroveremo a dover risolvere dei puzzle ambientali, affidandoci al nostro udito e alla nostra capacità di analisi. L’aspetto visivo invece, sebbene importante, si rivelerà molte volte fuorviante.

Infatti la vista, specialmente in alcune fasi di gioco, ci porterà completamente fuori strada, facendoci sentire davvero preda di un incubo. Nonostante molti enigmi siano stati ben congegnati, l’intera sequenza di obiettivi si rivelerà ben presto alquanto monotona, con un backtracking davvero troppo marcato.

Sebbene nessun test sia davvero difficile, la necessità di dover ritornare spesso sui nostri passi, in simbiosi con la lentissima animazione della corsa, rendono alcuni momenti di gioco quasi insopportabili.

Un tentativo riuscito a metà quindi, che alla qualità di alcune ottime trovate di game design affianca dei problemi strutturali che minano l’intera impalcatura di gioco.

A singolar tenzone con le ombre

Come accennato in precedenza, l’esperienza ludica di Hellblade presenta anche una parte nella quale domina il combattimento corpo a corpo. Sin dalle fasi iniziali di gioco, Senua sarà costretta a mettere mano alla sua spada.

Il combattimento è gestito secondo un sistema di lock che porta il focus della protagonista su di un singolo bersaglio alla volta. Durante le schermaglie sarà possibile preformare due tipologie di colpi, parare, schivare e spezzare la guardia.

Se inizialmente il sistema può risultare ben congegnato ed immersivo, ben presto ci si accorge che qualcosa non va: il lock sul singolo bersaglio porta la già ristretta visuale a precluderci una vista complessiva di ciò che accade a schermo. Sebbene i nemici da affrontare molto spesso si paleseranno a turni, nei momenti in cui saranno presenti molteplici avversari il sistema di combattimento farà acqua da tutte le parti.

Colpi alle spalle impossibili da evitare, fendenti che compenetrano senza danno gli avversari, animazioni interrotte in modo brusco e un movimento convulso della telecamera impediscono di godere appieno di un sistema che di suo ha del buono.

Infatti il combat system di Hellblade: Senua’s Sacrifice offre momenti molto coinvolgenti, accompagnati da una resa dei colpi davvero ottima. Il comparto grafico aiuta in questo compito, regalando molte volte un vero spettacolo per gli occhi.

Un’ulteriore occasione mancata questa, che ad ottimi spunti cede il passo ad una realizzazione tecnica vacillante, proponendoci un sistema di combattimento che funziona male.

Analisi tecnica

Sebbene il gioco mostri il fianco sul lato puramente del gameplay, tecnicamente la produzione di Ninja Theory raggiunge vette di pura eccellenza.

Hellblade Senua's Sacrifice

Il comparto audio e video presente in Hellblade è il valore aggiunto che permette a questo titolo di brillare.

L’impianto audio, sfruttando a pieno il sistema binaurale, rende appieno lo stato di follia che permea la mente di Senua. Le voci che sentiremo costantemente nelle nostre orecchie proverranno dalle più disparate direzioni, irrompendo prepotentemente quando più intesa sarà paura della guerriera, mentre sussurreranno malevole nei momenti di quiete, facendoci letteralmente accapponare la pelle.

La colonna sonora e gli effetti ambientali coronano infine uno scenario uditivo spettacolare, dove il senso di immersione è totale. L’uso di un buon headset è quindi indispensabile per godere al meglio dell’esperienza surreale offertaci dal titolo.

Anche graficamente, Hellblade di difende davvero molto bene. Le scene proposte a schermo sembrano uscite direttamente da una produzione cinematografica di alto livello. Gli effetti di luce e le texture rendono ogni ambiente credibile e dettagliato.

Degna di nota è la resa delle fibre: pellicce e capelli sono renderizzati in modo incredibile, risultando quasi foto-realistici. Unica pecca è un filtro anti-aliasing non all’altezza, che tende ad impastare leggermente la scena se impostato su determinati livelli. Nulla di sgradevole, intendiamoci, ma si poteva fare di meglio.

Su PC il gioco presenta una scalabilità ben congegnata, riuscendo a girare anche su configurazione non proprio al top. Con tutti i settaggi al massimo ci troviamo dinanzi ad un quadro in movimento, dove tinte cupe ed angoscianti visioni si alternano a panorami mozzafiato realizzati in modo certosino.

Da segnalare infine è la spiacevole presenza di molti bug allo stato attuale del titolo. Durante la nostra prova ci è capitato infatti di trovarci dinanzi ad un game-breaking bug, il quale ci ha forzato a ricominciare una nuova partita, cosa davvero spiacevole. Al momento della recensione, il titolo è stato patchato già due volte, arrivando alla versione 1.01.1, nonostante tutto l’errore in questione, dove un elemento scenico risulta invalicabile, è ancora presente. 

Hellblade

Conclusione

Tirando le somme, il lavoro svolto da Ninja Theory è un’occasione mancata che lascia l’amaro in bocca. Alla cura riposta nella realizzazione del comparto scenico, dove la resa dello stato psicotico della protagonista avviene in modo magistrale, viene contrapposto un risicato aspetto ludico.

Non basta il profondo studio sui materiali trattati per far emergere Hellblade: Senua’s Sacrifice: sebbene questo aspetto raggiunge vette di eccellenza, la contemporanea presenza di enigmi banali e di un combat system rotto, minano la fruizione dell’intera esperienza, influenzando di conseguenza la valutazione generale.

Riservando una maggiore attenzione all’esperienza giocata, Ninja Theory avrebbe potuto tirar fuori dal cilindro un vero e proprio capolavoro, ma così non è stato. Davvero un peccato.

Hellblade: Senua's Sacrifice

29,99€
7

Sceneggiatura

8.5/10

Audio

9.0/10

Grafica

8.0/10

Gameplay

4.0/10

Longevità

5.5/10

Pros

  • Sceneggiatura fuori scala
  • Stato psicotico reso alla perfezione
  • Comparto audio eccezionale
  • Graficamente ottimo

Cons

  • Enigmi banali e ripetitivi
  • Combat system non all'altezza
  • Presenza di game-breaking bugs
  • Longevità e rigiocabilità scarsa

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