Ghostrunner Recensione, la lama della rivolta cyberpunk

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Nelle miriadi di speculazioni su futuri apocalittici e dominati da automi e intelligenze artificiali, la dicotomia tra l’uomo e la macchina si è rivelata un assioma egemone per la rappresentazione distopica dell’avvenire. Il dominio delle emozioni e l’impossibilità di riprodurle digitalmente diventano un’ancora di salvezza per screditare queste previsioni catastrofiche e, inevitabilmente, si trasformano in un affascinante oggetto di reinterpretazione. Dalla narrazione di Asimov alla sceneggiatura di Matrix, arriviamo al 27 Ottobre 2020 con l’uscita di Ghostrunner: un videogioco d’azione in prima persona con un forte orientamento al parkour e ad un delirante platforming tridimensionale immerso in ambienti cyberpunk da manuale che colmano puntualmente quel vuoto creato dalle aspettative dipinte dalla conterranea CD Projekt Red.

Il coinvolgimento su larga scala in questo progetto aiuterà a comprendere la portata dei lavori che hanno permesso di conseguire l’accattivante risultato finale. A partire dalla casa di sviluppo di Cracovia One More Level, supportata dalla danese Slipgate6 e dalla texana 3D Realms e per mezzo della pubblicazione di 505 Games e di All in! Games (responsabile, per altro, del recente rilascio di Metamorphosis del quale potrete trovare una recensione qui), è così venuta a crearsi una collaborazione dalla notevole dispersione geografica che ha portato naturalmente all’incontro di veterani e debuttanti del settore che hanno senza dubbio avuto successo nel dimostrare la loro fervente dedizione.

La splendente cyber-katana in dotazione al protagonista, però, non sarà l’unica arma della quale avrete bisogno per immergervi in questa frenetica avventura. Di fondamentale importanza sarà infatti una ferrea pazienza che permetta di perseverare di fronte alla semplicità con la quale si andrà incontro al fallimento, in agguato dietro ad ogni proiettile e ad ogni caduta. Basterà un solo colpo per determinare la riuscita del nostro avanzamento: un colpo per vincere o per morire.

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Obiettivo: la vetta di Dharma

Ci troviamo in un futuro post-apocalittico nel quale l’aria del mondo è diventata radioattiva e, di conseguenza, irrespirabile per la sopravvivenza della specie umana. In questo frangente catastrofico, l’Architetto – un visionario lungimirante – si è impegnato nella realizzazione della Torre Dharma: un mastodontico edificio creato con lo scopo di contenere e preservare gli ultimi superstiti dell’umanità. La genesi di un utopico baluardo di resistenza del genere umano, però, favorirà nel tempo l’innata tendenza ad un colpo di Stato da parte di una scienziata complice dell’attuazione di questo progetto, Mara o Keymaster, la quale sfrutterà le sue conoscenze per spodestare il suo associato e creare un regime totalitaristico governato da violenza, povertà e terrore.

Ghostrunner aprirà le danze con un video introduttivo che ci catapulterà immediatamente nel vivo dell’azione, presentandoci in terza persona i connotati del nostro protagonista. Sarà solo durante il corso del gioco che avremo modo di ricevere un numero progressivo di informazioni che si sovrapporranno tramite dialoghi in remoto alle fasi concitate tipiche di ogni livello proposto. Questo varrà non solo per gli avvenimenti previsti dal copione della trama, ma anche per tutto ciò che concerne il passato e l’immediato presente del super-soldato Ghostrunner numero 74 del quale dovremo prontamente vestire i panni nel tentativo di recuperare i codici delle sue abilità e il pieno controllo sulla sua stretta connessione con la rete della torre.

Nella confusione della nostra “rinascita” verremo immediatamente contattati tramite una comunicazione neurale dal creatore della struttura, imprigionato in forma virtuale all’interno dei distretti posti alla base del mostruoso rifugio di ferro che coinciderà con il luogo nel quale ci ritroveremo al nostro oblioso risveglio. Come previsto dalla logica piramidale che scandisce e, allo stesso tempo, fossilizza la meritocrazia moderna, il nostro obiettivo – in quanto ultimo membro di una élite di combattenti cybernetici creati artificialmente per mantenere la pace e l’ordine nel nuovo sistema – risulterà così essere la sconfitta della antagonista confinata nella vetta per porre finalmente fine alla sua dittatura imperante. Per fare questo, verremo guidati su due fronti opposti: quello più metodico e razionale dell’Architetto e quello più umano e genuino di Zoe Avila, ultimo membro della resistenza formata dai Climbers: il gruppo di rivoltosi che ha avviato il processo di ricostruzione del nostro protagonista, precedentemente caduto a causa dello sterminio messo in atto dalla tiranna.

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Salta, schiva, corri e colpisci

Abbiamo già anticipato la natura del gameplay, costituita da una frenetica alternanza di combattimenti e platforming. Questi elementi, concorrono a deviare il gioco facendolo tendere verso lo speed-running, complice anche la stratificazione dell’avventura in una ventina di livelli ripetibili a piacimento e definiti da record di tempo, performance e vari collezionabili (artefatti, registrazioni audio o personalizzazioni della spada) dispersi negli ambienti proposti che mettono il giocatore dinnanzi alla possibilità di scegliere se dedicarsi a corse furiose o ad una esplorazione più rilassata delle labirintiche sezioni che si avrà modo di visitare durante la scalata della Torre Dharma.

Qualsiasi sia la vostra preferenza, familiarizzare fin da subito con le abilità di Ghostrunner-74 sarà imprescindibile. Queste verranno assimilate gradualmente nel corso del nostro avanzamento e saranno puntualmente introdotte da tutorial discretamente esaustivi proposti nel Cybervoid: una dimensione accessibile solo ad alcuni eletti tramite appositi terminali, nascosta in una realtà virtuale sovrapposta a quella visibile agli occhi che ci permetterà di ottenere importanti uplink – potenziamenti di breve durata come shuriken virtuali o boost di velocità – indispensabili per affrontare gli scogli proposti dai meccanismi della struttura Dharma. In questo particolare spazio fatto di pixel e codici, verremo sottoposti ad alcune prove e puzzle per l’ottenimento di importanti upgrade che ci permetteranno di proseguire nella nostra avventura e di affrontare con più risorse la lineare evoluzione dei nemici che si pareranno dinnanzi al nostro cammino.

In quanto cyber-ninja, la nostra letalità sarà affidata prevalentemente ad un deciso fendente che, accompagnato ad un dash fulmineo, ad un rampino, a scivolata e parata e alla possibilità – fondamentale – di rallentare il tempo per qualche istante per schivare proiettili e ostacoli, darà vita ad un kit di base efficace e lineare. A queste abilità elementari, andranno gradualmente ad aggiungersene di secondarie come una spazzata d’aria che sbalzerà i nemici, una lama di vento a distanza o, ancora, il controllo mentale di alcuni nemici. Non manca, chiaramente, la facoltà di percorrere orizzontalmente alcuni muri e superfici che costituiranno, per la maggior parte del tempo, l’unica via verso la vetta e la fine di ogni livello, nonché l’anima del cuore platforming che caratterizza tutto il titolo.

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Vince la soggettività

Ghostrunner non è un titolo semplice da metabolizzare, nonostante la sua evidente cura grafica, la trama accattivante e la fluidità del gameplay, risulta difficile giudicare questo titolo senza prendere in considerazione la soggettiva propensione a sopportare continui game over e a ripetere inevitabilmente lo stesso segmento di gioco un numero incalcolabile di volte. Sebbene ogni livello sia costellato da una estesa moltitudine di checkpoint che permetteranno di riprendere l’avventura in prossimità del luogo della nostra dipartita, è importante tenere a mente che sarà necessario un buon grado di perseveranza per portare a termine questa missione.

Purtroppo non contribuisce l’effetto disturbante di chinetosi provocato dalla necessità di muovere incessantemente la telecamera, conseguenza che potrebbe mettere alla prova anche chi non pensava di poter risentire di motion sickness in un videogioco. La stessa durata del gioco, inoltre, sarà definibile unicamente in base alle abilità del singolo giocatore che affronterà ogni livello completandolo dopo una quantità di tempo imprevedibile anche in base al diverso grado di sfide proposte (queste ultime a volte un po’ incoerenti nella successione della difficoltà da una porzione di gioco ad un’altra).

Nonostante questo, rimane innegabile quanto Ghostrunner sia divertente, coinvolgente e soprattutto ben studiato malgrado la sensazione di ripetitività percepita a causa di una reale mancanza di boss-fight o della ridondanza ambientale imposta dalla scelta di confinare gli avvenimenti all’interno di uno spazio estremamente circoscritto. Lo stesso comparto artistico gode di una convincente colonna sonora di stampo Daft Punkiano, anticipato in una produzione cinematografica come quella di Tron Legacy, e si fregia inoltre di una qualità grafica ed un level design d’effetto (supportate da un Ray Tracing gentilmente offerto ai possessori di una scheda grafica Nvidia RTX) che riesce a sfruttare in pieno la contrapposizione ideologica tra il tradizionale passato tipicamente associato alla figura del ninja e l’aria di metallo al neon che precede quella visione futuristica che sembra sempre più avvicinarsi ad un punto di incontro in grado di mettere d’accordo tutti sulle sembianze del nostro avvenire.

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Le due facce della medaglia

Ghostrunner offre un interessante spunto che inchioda sotto ai riflettori l’incompatibilità del pensiero umano generato dalla propria esperienza, scindendo quest’ultimo in uno spettro eterogeneo e più o meno condivisibile di punti di vista che andranno gradualmente ad illudere e poi convincere il giocatore su cosa sia giusto e cosa sbagliato, senza permettergli di trovare immediatamente una soluzione all’interno del fervente contesto partorito dalla lotta per la sopravvivenza dell’intera specie. Libertà, dittatura e strapotere si scontreranno su un palco verticale che porterà ad un’ascensione sia fisica sia metaforica alla quale varrà sicuramente la pena di partecipare.

Il titolo è disponibile su tutte le piattaforme: PC, Playstation 4, Xbox One e Nintendo Switch ad un prezzo coerente ed onesto rispetto al suo contenuto ed è previsto un upgrade gratuito sia per Playstation5 sia per Xbox Series X. Se siete quindi alla ricerca di una sfida dinamica e hardcore, inserita in un contesto squisito e convincente, non potete di certo perdere la possibilità di calarvi nella parte del cyber-guerriero numero 74, accompagnandolo alla ricerca di uno scopo e della sua identità!

Ghostrunner

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8

Gameplay

8.0/10

Trama

8.0/10

Grafica

8.0/10

Sonoro

8.0/10

Longevità

8.0/10

Pros

  • Atmosfera e ambientazioni suggestive
  • Comparto artistico piacevole
  • Gameplay fluido

Cons

  • Qualche ripetizione stilistica
  • Difficoltà complessivamente punitiva e frustrante
  • Eccessiva frenesia della telecamera

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