Ghost Recon: Wildlands, prime impressioni della Closed Beta

Anteprime
Alessandro Niro
Nato il 16 luglio 1988, è stato fin da bambino appassionato di videogiochi, cinema, serie TV e fumetti. Ex redattore/recensore di varie testate giornalistiche e attualmente titolare di una società Informatica, ha deciso di aprire una propria freepress dedicata al mondo nerd. La passione per quello che fa ed ama, non lo ha mai fermato davanti a niente e nessuno.

Nato il 16 luglio 1988, è stato fin da bambino appassionato di videogiochi, cinema, serie TV e fumetti. Ex redattore/recensore di varie testate giornalistiche e attualmente titolare di una società Informatica, ha deciso di aprire una propria freepress dedicata al mondo nerd. La passione per quello che fa ed ama, non lo ha mai fermato davanti a niente e nessuno.

Tempo di lettura: 5 minuti

Ghost Recon: Wildlands, annunciato a sorpresa al termine della conferenza Ubisoft all’E3 2015, ha destato subito molta curiosità in tutti gli appassionati. Già visto in un nostro precedente articolo alla MilanGamesWeek 2016, abbiamo finalmente potuto provare con mano l’ultima fatica Ubisoft in uscita il 7 marzo.

Tom-Clancys-Ghost-Recon-Wildlands-Character-Trailer

Benvenuti in Bolivia

Come già accennato molte volte dalla stessa casa di sviluppo, si tratterebbe della più grande ambientazione mai riprodotta in un videogioco Ubisoft, con un’estensione che supera addirittura i capitoli di Far Cry e Assassin’s Creed.

image

Appena iniziata la beta ci troviamo subito al centro dell’azione e, per raggiungere il primo obiettivo prefissato, abbiamo utilizzato un veicolo: una semplicissima auto. Il sistema di guida non è dei migliori e, una telecamera legnosa, ci ha complicato maggiormente le cose rendendo, il primo approccio al titolo, molto confusionario. Ma, una volta arrivati all’accampamento nemico, la “musica” cambia.

image

Il punto forte del nuovo Tom Clancy’s è ovviamente il lavoro di squadra e la possibilità di poter giocare con altri tre amici e suonare, a colpi di mitra, i Narcos nemici. Abbiamo letto e sentito ovunque che per effettuare le varie missioni, si possono adottare diversi tipi di strategie: possiamo studiare una tattica ed abbattere il nemico con un azione Stealth oppure, lanciarci nella mischia a fuoco spianato, azione, quest’ultima, possibile ma sconsigliata dal team Ubisoft dato che, nella maggior parte di casi, potremmo finire in Game Over. Come detto quindi, l’azione Stealth e l’utilizzo del silenziatore sono fondamentali ai fini delle missioni.

image-1

Wildlands è un titolo complesso, un paio di proiettili sono sufficienti per stendere un agente e procedere senza prima aver fatto una ricognizione dell’area, risulterà essere rischioso e controproducente ai fini della missione stessa portando questa ad una ritirata strategica immediata. Per questo, il drone ed il binocolo saranno i nostri inseparabili compagni di viaggio.

Quando si passa all’azione è sempre meglio avere un basso profilo ed utilizzare il sync shot per eliminare coordinatamente le pattuglie con il proprio team. Studiare l’area, mettere fuori gioco i cecchini ed i nemici in luoghi strategici dovrà essere il nostro pane quotidiano per procedere al successo della missione. L’irruzione ad armi spianate dovrà essere l’ultima risorsa da poter utilizzare, anche perché, come precedentemente detto, morire è facilissimo.

Chi trova un amico tre amici trova un tesoro

Come avrete sicuramente capito dalle righe sopra, il teamplay è fondamentale per concludere con successo una missione. Un aspetto non di poco conto che rende Wildlands unico rispetto ad altri suoi “colleghi” è il co-op. Avremo infatti la possibilità di sconfiggere l’organizzazione Santa Blanca insieme a tre fidati compagni.

image-2

Sia chiaro, l’utilizzo della chat vocale per il completamento delle missioni è fondamentale, per organizzare al meglio il proprio attacco e la gestione dell’area nemica. Ad esempio, si potrebbero far fuori inizialmente i cecchini appostati per poi mandare un compagno in copertura della zona dall’alto mentre i rimanenti ripuliscono dal basso. Insomma, il sistema tattico può variare da team a team ed il bello di Wildlands è proprio questo. La possibilità di gestire ogni missione diversamente ed in completa autonomia.

Il comparto online ed i server hanno tenuto egreggiamente durante le sessioni di gioco della Closed. Tempi di attesa nel giusto e problematiche praticamente nulle.

Un sistema di personalizzazione profondo… Ma non troppo

Una delle cose che ci ha colpito è il sistema di personalizzazione del nostro personaggio. Già al momento di creazione, si è saputo distinguere da altri giochi del genere con un “arsenale” di opzioni davvero invidiabile e ben definito.

image-1

Avremo varie opzioni di scelta per il viso, potremo scegliere la tipologia di barba, colore di occhi, capelli, abiti, giacche, ginocchiere, tatuaggi e tutto quello che potrebbe rendere unico il nostro Ghost.

Senza contare l’albero delle abilità del nostro soldato, sbloccabile ottenendo punti esperienza in vari settori e suddivisi in aree di competenza: arma, drone, oggetto, preparazione fisica, squadra, supporto ribelle. I punti esperienza si potranno ottenere proseguendo con le missioni della campagna principale o, eseguendo missioni secondarie.

image-3

Anche la personalizzazione delle armi è ben collaudata. Sarà possibile modificare ogni arma presente nel nostro arsenale cambiandone le componenti per renderla più efficace e potendo personalizzare persino il colore o, implementare, una skin predefinita trovata in una delle missioni effettuate. Dal mirino ottico, alla canna, dal grilletto, al caricatore. Tutto modificabile in base alle proprie esigenze e stile di gioco.

image-2

Alcune problematiche riscontrate nel gameplay

Il gameplay presenta alcune pecche tecniche e fisiche, come ad esempio la distruttibilità dei veicoli ridotta al minimo: basterà infatti sparare poco più di due caricatori su un veicolo per farlo andare a fuoco con conseguente esplosione. Oppure la motocicletta che se urta un dosso o rilievo ad alta velocità salta in aria in maniera del tutto casuale. Piccolezze che potrebbero essere riparate dal team di sviluppo sicuramente in tempi brevi.

image-4

Il driving system risulta essere poco profondo, rimanendo alquanto basilare e difficile da comprendere con movimenti di telecamera che inizialmente tenderanno a darvi la nausea ma, una volta imparato a contrastarli, risulterà comunque godibile anche se, una miglioria da parte del team di sviluppo, su questo fronte, è dovuta.

Un’altra pecca riscontrata non di poco conto, è stata l’IA dei nemici e del team (giocato in sigleplayer quindi governati dal sistema). Spesso, i nemici sembrano veri e propri bambolotti che sparano alla rinfusa senza un obiettivo principale o peggio, sparano sempre a noi nonostante sia più vicino un altro membro del team completamente scoperto.

Togliendo le problematiche e, soprattutto, il rischio altissimo di ripetitività oramai must di giochi del genere, Ghost Recon: Wildlands si preannuncia essere un buon compromesso per chi non gradisce l’impianto da MMO ed il focus sulle statistiche del suo predecessore The Division, ma preferisce invece un’azione militare più diretta.

image

Ricordiamo che l’uscita è fissata per il 7 marzo. Attendiamo intrepidi a questo punto il gioco completo, sperando in correzioni e migliorie del caso.

Rimanete sintonizzati con noi per la nostra recensione e responso finale!

Altri articoli in Anteprime

The Peephole’s Chronicles: Weird John Anteprima, non aprite quella porta

Camilla Colombo30 Novembre 2020
baldur's gate 3

Baldur’s Gate 3 Early Access, lancia i tuoi dadi avventuriero

Giuseppe Licciardi12 Ottobre 2020

Remothered: Broken Porcelain Anteprima, il ritorno dell’orrore

Giuseppe Licciardi17 Settembre 2020
hotshot racing

Hotshot Racing Anteprima, si torna in pista negli anni ’90

Giuseppe Licciardi16 Luglio 2020
the persistence

The Persistence Anteprima, la claustrofobia arriva su Switch

Giuseppe Licciardi14 Maggio 2020

Iron Danger Anteprima, una nuova prospettiva per i giochi di ruolo

Camilla Colombo31 Gennaio 2020