Ghost Recon Breakpoint Recensione, una costante perdita d’identità

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Andy Bercaru
Appassionato del mondo videoludico e della tecnologia già da quando era un bimbo in Beta Testing. Ama i giochi quasi quanto il Wrestling ed il Metalcore!

Appassionato del mondo videoludico e della tecnologia già da quando era un bimbo in Beta Testing. Ama i giochi quasi quanto il Wrestling ed il Metalcore!

Tempo di lettura: 9 minuti

Sicuramente in questi lunghissimi anni della nostra carriera ludica siamo stati testimoni di tantissimi alti e bassi di questa suddetta industria. Grazie al mondo videoludico, spesso e volentieri riusciamo a sperimentare sensazioni uniche che fanno capire quanto “artistico” sia il mondo di pensare di certi sviluppatori. Infatti, durante la storia che tutti conosciamo ormai, svariate aziende ludica hanno saputo raccogliere lodi ed infamie dal parte del pubblico, regalando ad esso gioie ed ovviamente dolori. Tuttavia, durante quest’ultima generazione di console, la tendenza sempre più frequente tra i pensieri generali delle software house sarebbe da associare all’avidità. Un flusso di pensieri che, per quanto capibile da un punto di vista commerciale, inizia leggermente a stare stretto ai giocatori di tutto il mondo. Ubisoft purtroppo sembra essere ricaduta in questa categoria svariate volte grazie alle sue saghe di punta come Assassin’s Creed, Rainbow Six ma anche Ghost Recon.

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La compagnia francese con l’andare degli anni, non sembra voler cercare di evolversi, restando ferma e costante sulle sue scelte. Così facendo però, i svariati prodotti che escono dalle sue porte tendono ad rimanere castrati o malamente danneggiati da una politica a dir poco discutibile. Ghost Recon Breakpoint potrebbe essere un giusto esempio di quanto affermato sopra essendo che, l’opera sembra voler proporre tanto. Tuttavia proprio il flusso di pensiero propenso a vedere ogni singola I.P. come una mucca da mungere, tende a macchiare un franchise che già con Wildlands perse buona parte della sua identità.

Durante l’inizio di questo 2019 siamo stati testimoni delle primissime notizie riguardante questo “sequel” della saga, che prometteva di migliorare in ogni dove tutti i vari aspetti deboli del predecessore. Effettivamente anche i primi video di gameplay suggerivano un netto miglioramento rispetto al passato. Ma una volta avuto il gioco tra le mani, capimmo che la realtà era abbastanza lontana da quanto visto nelle sequenze filmate. Durante le prossime righe cercheremmo di analizzare e capire cosa esattamente è andato storto con Breakpoint! Quindi se siete fan della saga e volete scoprire tutti i dettagli su questo nuovo capitolo, vi invitiamo a seguire le prossime righe di testo.

Un Ghost Recon senza membri

Per chi da anni segue questa saga, saprà già che alla base della sua parte narrativa, fino a qualche anno fa giaceva il buon vecchio Tom Clancy. L’autore dedicato ai racconti bellici o comunque basati sulla guerra, grazie alle opere Ubisoft ha saputo offrire una parte della sua visione letterale che durante i suoi anni di carriera ha fatto coinvolgere vari lettori. Ghost Recon sicuramente non ha mai brillato per originalità, ma i passati titoli hanno sempre saputo offrire un fulcro narrativa valido ed interessante pur partendo dalle premesse più basilari. Con Ghost Recon Wildlands però, molte cose cambiarono, portando la serie verso il baratro. Breakpoint tuttavia cerca di risolvere i danni creati dal precedente capitolo, sfruttando qualche asso nella manica.

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Ma partiamo con ordine e cerchiamo di analizzare la storia di questo capitolo! Ghost Recon Breakpoint si concentrerà su un conflitto scaturito su un arcipelago. Nella regione di Auroa la vita quotidiana sembrava andare alla grande, grazie alle nuovissime tecnologie portate dalla Skell Tech. La compagnia creata dalle fondamente di Jack Skell sembrava dare una prospettiva di vita a dir poco migliore alla propria popolazione, finchè, un giorno, il disastro non toccò anche il piccolo angolo utopistico. Vicino all’isola in questione, un cargo USS Seay sarebbe andato a sprofondare, perdendo ogni contatto con le forze dell’ordine americane. Per questo motivo il governo statunitense decide di mandare a verificare la situazione una squadra speciale capitanata da Nomad (il nostro PG). La squadra in questione sarà la mitica Ghost Recon che però, una volta arrivata nelle vicinanze dell’isola Auroa, verrà abbattuta da un gruppo di milizia conosciuto come i Lupi.

Proprio questa forza armata sarebbe dietro il declino dell’isola ed essa sarebbe capitanata da un ex membro dei Ghost ovvero il Colonello Cole D. Walker (interpretato dal mitico Jon Bernthal). Per non andare a spoilerarvi troppo, vi basta sapere che, la storia andrà ad analizzare l’intero motivo dietro il tradimento di Walker e del perchè esso abbia deciso di mettere sotto sopra Auroa. Durante la campagnia verrete spinti a collaborare con membri della Skell Tech ed rivoluzionari dell’isola, nella speranza di trovare validi alleati ed ovviamente indizi per capire il fulcro della vicenda. Anche se di base la storia parte con dei incipit interessanti, essa non riuscirà mai a sorprendere, rendendosi ben presto soltanto superflua e a tratti monotona.

Ci fa veramente dispiacere il fatto che, un pezzo grosso come Bernthal, che sembrava calzare a pennello per questo ruolo, venga usato in maniera così approssimativa. Inoltre, l’acting generale dell’opera lascia molto desiderare, facendo sembrare tutti i singoli personaggi piatti e senza un character design consono. Proprio per questo motivo, c’è una grossa perdita d’interesse da parte del giocatore, durante le sessioni di Breakpoint che, porterà esso a vedere il comparto narrativo dell’opera possibilmente come un involucro senza significato.

Un passo avanti e 5 indietro

Di solito, quando un comparto narrativo risulta debole, ci piace sperare che quello ludico riesce a risollevare l’intera opera, proponendo un’esperienza divertente. Di base, il prodotto Ubisoft riesce sicuramente a funzionare sotto moltissimi punti di vista, rendendosi apprezzabile. Tuttavia il continuo allontanamento dalle sue radici ed la scelta di accozzare svariati genere dentro un unico gioco, fanno di Breakpoint un gioco che non sa cosa vuol essere. Partiamo con ordine però e cerchiamo di far capire cos’è esattamente Ghost Recon. Per chi non conoscesse questa saga, essa nacque come una sorta di “spin-off” di Rainbow Six, proponendo incontri molto team based e metodici. La simulazione ed il ragionamento prima di ogni missione rendevano unica la saga portandola ad diventare a dir poco mainstream. Proprio per questo motivo, i creatori decisero di “limare” molte caratteristiche tattiche, puntando più su un gameplay action ma metodico.

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Con Wildlands la saga sembrava abbandonare del tutto le sue radici, ma con Breakpoint questa conferma risulta più veritiera di prima. Il nuovo capitolo della saga infatti, abbandona la metodologia classica e tattica, rendendo il gioco un misto tra un TPS classico, un open world ed un Gioco di Ruolo. Questi elementi tuttavia non sembrano funzionare a dovere, dando solo l’impressione di unicità, ma rendendo il tutto di una mediocrità assoluta. Partiamo dal fatto che, a livello di TPS Breakpoint sembra funzionare. Infatti sparare ad ogni cosa che si muove sarà estremamente divertente ed la varietà di armi renderanno il tutto ancora più dinamico. Anche la possibilità “stealth” data dal gioco ci tornerà spesso e volentieri utili e la soddisfazione di far fuori un intera base nemica senza essere individuati sarà immensa.

Tuttavia, se da un lato queste poche meccaniche da shooting game sembrano ancora dare una buona dose di soddisfazione, le restanti dinamiche macchiano il titolo e non di poco. La componente tattica, se il gioco sarà giocato in singolo sarà totalmente eliminata essendo che, a differenza dei precedenti capitoli, questo Breakpoint non vi farà collaborare con un team. Inoltre, la grossa stupidità artificiale dei nemici renderà ogni incontro basilare, e privo di gusto. Mettersi in un angolino e massacrare nemici idioti che verranno correndo verso di voi, sarà all’ordine del giorno. In multiplayer questa pecca verrà notata un pò di meno, per il semplice fatto che con qualche amico la metodologia di tirar giù i nemici sarà possibilmente più dinamica.

Anche il lato Open World non sembra dare il massimo, pur offrendo una mappa a dir poco gigantesca. Tuttavia, la grandezza non è sempre tutto ed nel caso di Auroa questo detto risulterà più che veritiero. La mappa di gioco infatti sarà una delle più morte in assoluto, con lunghi paesaggi da esplorare ma senza il minimo coinvolgimento ludico. Non aspettatevi di trovare chissà quale evento random per la mappa, così come non aspettatevi a trovare gusto nell’esplorare a piedi l’arcipelago. Questa mania di Ubisoft nel creare gigantesche scatole vuote inizia pian piano a stufare, facendo capire quanto essa non sappia più che pesci pescare. Aggiungere qualche elemento survival non è bastato per salvare la mediocrità generale dell’open world. Svariate volte durante i nostri gameplay ci siamo ritrovati a fare lunghe camminate per la mappa, nella speranza di trovare qualcosa d’interessante o diverso da quanto visto prima. La nostra delusione è stata a dir poco grossissima, e proprio per questo motivo la nostra voglia d’esplorazione è andata a farsi benedire. Da aggiungere anche il fatto che ogni veicolo sarà quasi impossibile da gestire, rendendo ogni “gita a ruote” un vero inferno.

Per quanto riguarderebbe l’elemento GDR, il gioco cerca di diversificare il proprio gameplay grazie ad una serie di loot ed alberi d’abilità per il nostro PG. Tuttavia, anche questo elemento, per quanto poteva rendersi interessante, riuscirà ben presto a rivelarsi inutile. Stando al gioco, ogni area dovrebbe essere affrontata con un certo livello d’equipaggiamento, per non lasciarci le penne principalmente. Questo però viene altamente falsato dal fatto che, ogni singolo nemico potrà cadere giù come una foglia semplicemente colpendolo in testa. Quindi, unendo questo aspetto al grosso deficit intellettivo dei nemici, vi possiamo solo dire che anche con un livello bassissimo riuscirete a far stragi di nemici overlivellati. Questo ancora una volta rende l’elemento GDR a dir poco inutile.

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Togliamo di mezzo anche l’aspetto microtransazioni ed always online che, purtroppo fanno la loro presenza all’interno di Breakpoint. Sicuramente questi aspetti daranno molto fastidio ai giocatori (e possiamo anche capirlo), ma va detto che, durante la nostra esperienza di gioco, in nessuno modo siamo stati toccati dai stratagemmi “economici” di Ubisoft. Mai una volta siamo stati spinti a comprare qualcosa con soldi veri per colpa di qualche escamontage del gioco. Infatti, per quanto “invadenti” ed in grosso numero, i vari acqusiti in game rimarranno opzionali e per niente indispensabili. Certamente da fastidio vedere una tattica simile per un gioco Tripla A full budget, ma purtroppo, di questi tempi, l’unica cosa che si può fare è evitare di comprare tali “add on”.

La componente Always Online invece ci ha urtato e non poco essendo che, Ghost Reacon Breakpoint si propone come un gioco SINGLE PLAYER! Quindi la scelta di rendere il gioco interamente online la troviamo a dir poco stupida e senza senso. Proprio questo aspetto, svariate volte ci ha fatto crashare la partita per colpa dei server, facendoci perdere progressi abbastanza essenziali. Ancora una volta non capiamo tale scelta e sinceramente ci farebbe piacere se esse verrebbe tolta grazie a qualche patch.

Tecnicamente Parlando

L’opera Ubisoft, da un punto di vista grafico riesce ad essere come un quadro stupendo che, visto da vicino perde ogni sua bellezza. A livello di stabilità generale, su console il gioco non sembra tenere testa, risultando molto ballerino e a tratti poco fluido. I paesaggi di Auroa a tratti riescono ad offrire emozioni bellissime, per poi cadere ancora una volta di faccia contro il pavimento grazie ad una serie di dettagli tecnici fuori posto. Pop-up, texture mancanti o lente a caricare, e perdita di Frame saranno all’ordine del giorno su PS4 Pro.

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Possiamo capire che la grandezza della mappa avrebbe costato punti al livello tecnico generale. Tuttavia, tenendo conto della poco dinamicità dell’ambiente ed la mancanza di “vita”, non capiamo come Ubisoft sia riuscita a fare un lavoro così riduttivo, specialmente quando opere come Assassin’s Creed Odyssey (per rimanere sempre in casa) risultavano più ricche e tecnicamente più solide. Il gioco girerà ad una risoluzione a variare tra i classici 1080p ed i 1800p su PS4 Pro. Il framerate tuttavia rimarrà bloccato a soltanto 30 FPS, pur subendo diversi cali durante le sessioni più intense.

Da un punto di vista audio, il gioco risulta molto debole, con un voice acting piatto e svogliato ed con una costante mancanza di musica o suoni memorabili. Non abbiamo trovato nemmeno un motivo valido per elogiare Breakpoint sotto questo punto di vista, facendogli così toccare la mediocrità più totale.

Anche da un punto di vista di controlli in gioco non riesce a presentarsi troppo bene. Molti input dei comandi risulteranno complessi da gestire, spingendovi spesso e volentieri a cambiare svariati tasti. Si vede che, il gioco del team francese sarebbe stato concepito con in mente la classica accoppiata Mouse e Tastiera. Proprio per questo motivo, giocare con il pad Breakpoint, a tratti risulterà frustrante e difficile da padroneggiare.

In conclusione

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Ghost Recon Breakpoint sicuramente è da catalogare come un mezzo passo falso per la compagnia francese. Le tattiche avide e la confusione generale del team di sviluppo continuano ad affossare questa serie che, in passato riusciva a dare grosse soddisfazione ai fan ma anche al mercato ludico. Non capiamo dove Ubisoft voglia arrivare grazie a questo percorso quasi “autolesionista”. Ci auguriamo vivamente che i prossimi progetti possano essere migliori perchè sappiamo che dietro questa casa di sviluppo si nascondono potenziale perle.

Ci viene quindi difficile consigliarvi questo capitolo di Ghost Recon, specialmente se siete fan di vecchia data. Ovviamente se avete apprezzato Wildlands e volete semplicemente un’esperienza simile ed a tratti migliorata, allora l’opera in questione potrebbe fare al caso vostro, ma anche in questo caso con riserva essendo che, il mercato  ludico attuale, riesce ad offrire di meglio!

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Ghost Recon Breakpoint

69.99€
7

Trama

6.5/10

Gameplay

7.5/10

Grafica

7.0/10

Sonoro

6.0/10

Longevità

8.0/10

Pros

  • Gameplay valido e divertente...
  • Mappa di gioco gigantesca...
  • La varietà d'approccio delle varie missioni
  • In Coop da il massimo

Cons

  • ...ma al lungo andare anche molto ripetitivo
  • ...ma praticamente senza vita
  • L'Always Online per un titolo simile è una scelta senza senso
  • Storia molto deludente e superficiale
  • Le microtransazione
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