Ghost of Tsushima Recensione, l’ultimo samurai di PS4

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Andy Bercaru
Appassionato del mondo videoludico e della tecnologia già da quando era un bimbo in Beta Testing. Ama i giochi quasi quanto il Wrestling ed il Metalcore!

Appassionato del mondo videoludico e della tecnologia già da quando era un bimbo in Beta Testing. Ama i giochi quasi quanto il Wrestling ed il Metalcore!

Tempo di lettura: 8 minuti

Non è certamente un mistero che l’umanità basa una buona percentuale della sua esistenza sui ricordi e sulle emozioni nostalgiche. Siamo delle creature strane che spesso si addentrano nel passato, sperando di rivivere e sperimentare epoche ormai tramontate. La storia infatti è un pilastro fondamentale della nostra evoluzione come esseri umani, facendoci capire cosa dobbiamo fare per andare avanti. Proprio grazie a questi “racconti” di epoche ormai concluse riusciamo (in parte) a rivivere ideologie che oggi, per svariati motivi, tendono a non essere più presenti. Il mondo è composto da storie e racconti che spesso danno colore a molte sfumature potenzialmente essenziali per il nostro io interiore. Ma tra tutte le varie culture, sicuramente quella nipponica è una delle più affascinanti di sempre! Ci sarebbero tantissime cose da dire sulla cultura delle terre del Sol Levante, ma una serie di righe di testo non sarebbero sufficienti per elencare in totalità l’immensità di questo specifico campo. Molte opere hanno provato a dimostrare il contrario, ma poche sono riuscite ad esprimere al meglio la vera natura della storia nipponica. Proprio per questo motivo Ghost of Tsushima sulla carta sembra una delle scelte più azzeccate per rappresentare al meglio la cultura nipponica.

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L’ultima opera dei ragazzi di Sucker Punch non ha solo un compito a dir poco arduo nel concludere al meglio una generazione meravigliosa, ma ha sulle spalle anche il fardello di far onore alla cultura giapponese. Insomma, due compiti a dir poco difficili che potrebbero mandare in tilt moltissime case di produzione. Infatti è molto raro vedere una produzione occidentale rendere giustizia in maniera fedele ad una cultura diversa dalla propria. Gran parte delle produzioni videoludiche che trattano il tema storico del Giappione (feudale), spesso e volentieri sono create proprio nelle terre del Sol Levante. Purtroppo non è facile affrontare un’argomento così vasto e il tutto diventa ancora più faticoso quando si prova ad avere elementi storicamente accurati al 100%.

Ghost of Tsushima fino dalla sua presentazione iniziale sembrava un prodotto molto promettente, accendendo così la curiosità in moltissimi appassionati della cultura nipponica. Ma sarà effettivamente riuscito il prodotto dei Sucker Punch a svolgere il compito a dovere? Ghost of Tsushima merita di chiudere una generazione a dir poco piena di meraviglie? Andiamo a scoprirlo nella nostra recensione!

A coward dies a thousand deaths…

Come già menzionato con le righe introduttive, a differenza di tante altre opere che hanno già intrapreso il “viaggio nelle terre del Sol Levante”, Ghost of Tsushima osa leggermente di più! Il prodotto creato dai ragazzi di Sucker Punch non solo vuole mostrare un’epoca famosa del Giappone Feudale ma addirittura vuole rimanere fedele alle sue radici storiche. Proprio per questo motivo i ragazzi americani hanno cercato in tutti questi anni di informarsi al meglio su ogni singolo aspetto di questa magnifica cultura. Studiare ogni singolo aspetto e curarlo a dovere per farlo sembrare fedele è certamente un compito molto arduo, ma Ghost of Tsushima riesce magnificamente a svolgere il compito assegnato. Infatti sin dalle prime ore si nota una cura a dir poco maniacale per i principali aspetti culturali delle terre nipponiche. L’esito finale di questo prodotto risulta ancora più impressionante se calcoliamo che, dietro quest’opera non ci sono stati sviluppatori nipponici (che in qualche modo sono legati alle proprie radici culturali e storiche).

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Lasciandoci alle spalle la piccola premessa iniziale, cercheremo di “raccontarvi” in che modo la storia si svolgerà. Ghost of Tsushima viene ambientato durante il periodo delle invasioni mongole (1274-1281), ovvero un periodo molto difficile per le terre nipponiche ed i suoi abitanti. I nobili guerrieri ed i vari abitanti dell’isola di Tsushima si confrontarono per la prima volta con una minaccia ben superiore a quelle viste prima, ovvero l’esercito di Kothun Khan.

Le truppe mongole, a differenza dei guerrieri giapponesi (Samurai) tendevano a sfruttare tattiche sporche e meschine, calpestando l’onore e sfruttando ogni singolo trucco per decimare e conquistare il territorio. Queste atrocità costarono la vita a tantissime truppe Giapponesi che, di fronte ad una minaccia così grossa non sembravano avere speranze. Per i samurai l’onore era tutto, ma affrontare un nemico meschino in maniera onorevole spesso portava alla sconfitta ed ovviamente alla morte.

Queste atrocità ci vengono buttate in faccia sin dai primi minuti di gioco, facendoci vedere un nemico spietato e crudele che non ci darà mai tregua. Il tutto inizierà esattamente come la storia racconta, ovvero sulla spiaggia di Komoda e nei panni di uno samurai appartenente a uno dei tanti clan. Jin Sakai sarà il nostro alter-ego in questo viaggio che cercherà di farci insegnare cosa vuol dire onore, cosa significa cadere in disgrazia e che risultati porta il disonore. Per dovuti motivi “anti-spoiler” preferiamo fermarci qui con il racconto e lasciare sperimentare l’opera a voi.

Precisiamo però che, per quanto i vari aspetti storici risultano a dir poco fenomenali da approfondire , il racconto in se risulta poco più che sufficiente. Jin non riesce ad impressionare come protagonista e nemmeno i vari personaggi secondari. Tutto la storia risulta lenta, monotona e troppo telefonata in certi aspetti. Anche le varie scelte intraprese da Jin Sakai non riusciranno a plasmare a dovere il suo personaggio lasciandoci con un “fantasma di Tsushina” molto blando e dimenticabile. Qualche storia secondaria cercherà di approfondire in maniera più mirata varie caratteristiche del protagonista e del mondo intorno a se, tuttavia questi singoli aspetti non riescono a risollevare da terra una narrazione abbastanza mediocre.

…a hero dies once!

Se dal punto di vista narrativo l’opera dei Sucker Punch non riesce ad impressionare a dovere, il gameplay convince abbastanza! Ovviamente Ghost of Tsushima non va a “reinventare la ruota” offrendo di base un Action Open World a prima vista molto generico. Tuttavia il mondo di gioco è creato in tal modo da coinvolgere a dovere il giocatore con una miriade di segreti da scoprire! La voglia di esplorare è perennemente presente e proprio questo aspetto rende Ghost of Tsushima un prodotto coinvolgente da un punto di vista ludico! Piuttosto che concentrarsi sul discorso “quantità” i ragazzi di Sucker Punch hanno deciso di rendere il loro gioco più compatto ma anche più ricco di cose! A differenza di moltissimi open world GoT si presenta con una mappa decisamente ridotta (poco meno di 30km quadrati), ma proprio questa sua “piccolezza” la rende molto più facile da esplorare, rendendo le varie cavalcate molto rilassanti e principalmente poco noiose.

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Le attività sull’isola non saranno estremamente variegate, ma sapranno intrattenervi a dovere per più di 25 ore (se sceglierete di fare solo la main quest). Tuttavia una delle noti più dolenti dell’opera sta sicuramente nella struttura delle varie quest. Il numero risulta più che elevato ma la qualità generale di molte di queste missioni è a dir poco sotto la media. Spesso lo “scheletro” della quest consegue ad avere parti simil “vai dal punto A al punto B. Ammazza il nemico nel punto B. Torna al punto A” che spezzano i ritmi di gioco in maniera quasi titanica. Non sarebbe stato un problema se il numero di missioni a seguire questo schema risultava più ridotto. Tuttavia il modello sopracitato viene usato per praticamente 99% delle missioni (soprattutto quelle secondarie). Ma al di fuori di queste “problematiche”, Ghost of Tsushima saprà intrattenervi per lunghe ore se siete alla ricerca di un titolo longevo e sopratutto se siete “platinum hunters” (tenendovi impegnati per circa 50 ore di gioco).

Il secondo aspetto che va precisato dell’opera Sucker Punch è il suo combat system. Esattamente come per la parte esplorativa, anche sotto questo punto di vista non ci confrontiamo con qualcosa di nuovo o innovativo. Il gioco infatti sfrutta il già noto Free Flow System reso famoso dalla serie Arkham. L’unica differenza risulta nel fatto che il giocatore avrà a disposizione una serie di stili da combattimento per affrontare al meglio le varie tipologie di nemico. Con il proseguire dell’avventura Jin imparerà nuove tecniche d’attacco rendendo il combat system ancora più vario. Nel complesso l’opera è riuscita a sfruttare bene il free flow ma non in maniera impeccabile. Infatti per qualche motivo il team di sviluppo ha deciso di non limare bene certi “lock” automatici del protagonista, spingendo molte azioni a risultare fallace.

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Molto bella anche la possibilità di approcciare i nemici sia in maniera onorevole (con confronti faccia a faccia), sia in maniera disonorevole (con attacchi furtivi e utensili come bombe e kunai). Risulta però un vero peccato il fatto che il modo in quale ci approcceremo a queste situazioni non influirà (quasi) minimamente sull’andamento generale della storia. Infatti a differenza delle vecchie opere Sucker Punch, Ghost of Tsushima non dispone di un sistema di moralità, rendendo l’andamento ancora più lineare del dovuto. Di base la scelta risulta capibile (visto che potenzialmente si voleva puntare ad una trama ben più lineare e basica), ma sarebbe stato bello vedere anche questa meccanica implementata meglio.

Tecnicamente Parlando

Ghost of Tsushima sotto moltissimi punti di vista risulta una meraviglia tecnica su PS4. Il comparto artistico è a dir poco curato nel dettaglio offrendo a tratti dei veri e proprio quadri da ammirare. Tuttavia la cura per i dettagli non è stata proprio maniacale essendo che, l’opera dei Sucker Punch tende a perdere di qualità quando il giocatore aguzza la vista. Per quanto la bellezza generale dell’isola di Tsushima è innegabile, se si scende nel dettaglio possiamo notare delle texture non del tutto curate, qualche pop-up di troppo e dei glitch grafici sporadici. Ovviamente niente di grave, ma va precisato che il comparto grafico è ben lontano dalla perfezione. Rimane impressionante però vedere certi panorami e pensare che queste meraviglie sfruttano una tecnologia di ormai quasi 7 anni.

Il gioco gira su PS4 alla risoluzione nativa di 1080p con un framerate stabile a 30FPS. Su PS4 Pro i giocatori avranno la possibilità di scelta tra una risoluzione maggiore (e un dettaglio grafico leggermente più curato) o un framerate superiore a 30FPS (oscillando tra i 35 ed i 40 fps). Un plauso va fatto ai caricamenti che sono a dir poco fulminei. Questo denota un’ottima ottimizzazione generale rendendo il gioco fluido e piacevole senza imbattersi in frustranti caricamenti.

Da un punto di vista audio siamo su buoni livelli. Niente di eccezionale o mai visto ma le varie melodie ed i suoni ambientali riescono a creare un’atmosfera molto fedele alle terre nipponiche feudali. L’unica nota dolente del comparto audio sarebbe da attribuire al doppiaggio Italiano e Inglese che risultano poco più che sufficienti. Infatti il nostro consiglio è di evitare categoricamente questi doppiaggi ed impostare il gioco fin da subito in Giapponese (con i sottotitoli in italiano ovviamente).

In conclusione

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Ghost of Tsushima è una vera e propria lettera d’amore verso la storia del Giappone. Sicuramente il suo gameplay non reinventa la ruota, ma l’obbiettivo dell’opera non è certamente quello! Tra alti e bassi Ghost of Tsushima è un prodotto più che buono ed un degno canto del cigno per PS4. Probabilmente i ragazzi americani potevano osare di più sotto certi punti di vista ma non riteniamo i compromessi fatti “dannosi”. Se amate il Giappone, i samurai e tutta la cultura nipponica, Ghost of Tsushima non può assolutamente mancare dalla vostra collezione!

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Ghost of Tsushima

74.99€
8

Gameplay

8.0/10

Trama

7.5/10

Grafica

8.5/10

Longevità

8.5/10

Sonoro

7.5/10

Pros

  • Storicamente molto accurato
  • Combat System divertente...
  • Artisticamente sbalorditivo
  • Comparto sonoro più che buono...

Cons

  • Trama abbastanza monotona e telefonata
  • ...ma con un lock-on system a dir poco fastidioso
  • La struttura delle missioni risulta troppo ripetitiva
  • ...ma doppiaggio a dir poco dimenticabile

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