Gears 5 Recensione, The Coalition al massimo dello splendore

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Riccardo Cantù
Super appassionato di tutto ciò che è entertainment. Musica, Videogiochi, Cinema, Fumetti, Letteratura sono il suo pane quotidiano. Ama anche il wrestling ma non c'ha mai provato a casa. Forse.

Super appassionato di tutto ciò che è entertainment. Musica, Videogiochi, Cinema, Fumetti, Letteratura sono il suo pane quotidiano. Ama anche il wrestling ma non c'ha mai provato a casa. Forse.

Tempo di lettura: 9 minuti

In questa generazione videoludica, la piattaforma Xbox ha vissuto di alti e bassi. Se da una parte Xbox One ha avuto un percorso iniziale tortuoso e pieno di errori in termini di comunicazione, infatti, dall’altra è innegabile come dall’arrivo di Phil Spencer alle redini della divisione gaming di Microsoft la situazione sia radicalmente cambiata e la console del team verde abbia finalmente intrapreso la strada giusta.

È vero, nel corso degli ultimi anni Xbox ha ospitato poche esclusive di rilievo rispetto alla concorrenza rappresentata da Sony e Nintendo ma c’è anche da dire che la macchina della casa di Redmond è diventata un punto di riferimento tecnologico nell’ambito console con l’arrivo di Xbox One X e sta dimostrando di avere le idee molto chiare per il proprio futuro.

Proprio in un periodo tumultuoso in cui Microsoft ha iniziato ad investire parecchio in nuovi studi di sviluppo per garantirsi prospettive rosee in termini di software esclusivi, però, assistiamo al ritorno di uno dei baluardi immortali dell’azienda americana, il nuovo capitolo di una delle serie più amate dai fan di Xbox ma anche di tutti gli appassionati di videogiochi: Gears of War.

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Partorita dalle geniali menti di Cliff Bleszinski e della vecchia Epic Games, questa serie di sparatutto in terza persona ha letteralmente sconvolto il panorama videoludico imponendo nuovi standard qualitativi sia sotto il profilo del gameplay che sotto il punto di vista tecnologico. Ora che Epic Games si è dedicata quasi esclusivamente alla sua gallina dalle uova d’oro, Fortnite, il franchise è stato affidato ai talentuosi The Coalition che con Gears of War 4 avevano dimostrato di avere tutte le carte in regola per sobbarcarsi l’onere e l’onore di dare nuova linfa vitale alla saga.

Per quanto il quarto capitolo della serie sia stato molto apprezzato da critica e pubblico, però, la sensazione generale era quella di un episodio fortemente ancorato al passato, dotato di ottime idee ma privo del coraggio necessario per prendere scelte forti ed evolvere la serie in ogni direzione. Oggi, invece, arriva Gears 5 che già dal titolo (che perde il suffisso “of War”, come per decretare il definitivo allontanamento dalla trilogia originale), promette di frantumare qualsiasi convinzione anche del giocatore più accanito e di offrire l’esperienza Gears definitiva.

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Sarà riuscita The Coalition a incidere il proprio nome nella storia confezionando la Killer App di cui Xbox ha bisogno? Scopritelo con noi in questa nostra recensione!

BOUND BY BLOOD

La storia di Gears 5 inizia poco dopo lo straziante e sconvolgente finale del precedente capitolo con la squadra Delta, composta da JD Fenix (figlio di Marcus, eroe delle prime tre incarnazioni del brand), Del e Kait, alle prese con la sconcertante verità sul passato di quest’ultima.

Dopo una prima fase della campagna che ha il compito di immergere il giocatore nelle atmosfere del gioco e nel setting ideato da The Coalition che abbandona il mood scuro e opaco dei precedenti episodi in favore di una palette cromatica con colori vividi e sgargianti, la prospettiva dell’avventura passa al punto di vista di Kait e Gears 5 si mostra nella propria vera natura. Se in passato, infatti, Epic Games aveva saputo creare un universo narrativo coeso, ricco e interessante sacrificando, però, l’approfondimento dei personaggi, The Coalition sembra voler ribaltare la situazione andando a scavare nella psiche e nel background del personaggio più tormentato di questa nuova saga.

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Il giocatore, dunque, vivrà in prima persona il dramma che ha colpito la nuova protagonista e la paranoia che ne deriva scoprendo pian piano nuovi dettagli sulle sue radici e nuovi, imprevedibili colpi di scena che sono destinati a plasmare il futuro del mondo di Gears. Rimaniamo sul vago e non scendiamo nei particolari per evitare di anticiparvi troppo sulla trama di questo nuovo capitolo ma possiamo dirvi con assoluta certezza che il team di sviluppo ha saputo imbastire un plot piuttosto interessante che, oltre a chiarire alcuni passaggi oscuri della storia passata, getta solide basi per gli inevitabili sequel.

Vi renderete presto conto che la spirale paranoica di Kait e la sua lotta per la verità rappresenta una delle vette più alte dell’intera saga e che questo Gears 5 riuscirà a tenervi incollati al monitor per tutte le 6/7 ore necessarie a completare la quest principale. Davvero un ottimo lavoro. Chiudiamo la disamina sulla campagna con un piccolo appunto. Per questo quinto capitolo, The Coalition ha deciso di lasciarsi alle spalle la linearità classica della serie e di adottare un approccio di più ampio respiro alle ambientazioni che compongono i 4 atti della storia.

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A bordo dello Skiff (una sorta di Kite Surf avveniristico) potrete esplorare liberamente gli ampi spazi che vi troverete a visitare partecipando a missioni e attività secondarie, raccogliendo oggetti collezionabili sparsi in giro per il mondo e approfondendo ancor di più la conoscenza di questo affascinante mondo. Non spaventatevi: non si tratta di un vero e proprio open world ma piuttosto di grandi macro-aree in cui il giocatore potrà investire parecchio tempo, se lo desidera, oppure decidere di proseguire direttamente con la trama primaria.

COGS OF WAR

Dal punto di vista dell’impianto ludico, Gears 5 non si discosta troppo dai canoni classici della serie ma presenta alcuni piccoli accorgimenti volti a rinfrescare la formula senza snaturarla troppo. Il feeling da cover shooter (inventato e reso celebre dal primo capitolo della serie) è ancora intatto ma un arsenale ricchissimo, una serie di manovre offensive particolari e l’introduzione del robot da battaglia Jack che ci accompagnerà nel corso di tutta l’avventura, rendono ciascuno scontro avvincente e potenzialmente parecchio stratificato.

Un nutrito tutorial iniziale ci introdurrà passo dopo passo nel galvanizzante sistema di combattimento tipico della serie presentando, allo stesso tempo, tutte le implementazioni pensate dal team di sviluppo per rendere le lotte variegate e intense. Sarà possibile, ad esempio, scavalcare una copertura per colpire il nemico nascosto dietro di essa e finirlo all’istante con un’esecuzione oppure tirarlo verso di noi e utilizzarlo come scudo umano.

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A questo si aggiunge, come dicevamo, un arsenale spaventosamente variegato composto da tre versioni diverse dell’iconico fucile d’assalto Lancer, due varietà di fucili a pompa, diversi fucili adatti per il combattimento a distanza, pistole, mitragliette, revolver, granate e tanto, tanto altro (sì, tornano anche le bizzarre e devastanti armi delle Locuste come il potente Boomshot, il Dropshot, il Buzzkill e l’Arco Torque) che contribuirà a plasmare i combattimenti sulla base dello stile di gioco dell’utente.

La novità più di rilievo, comunque, è l’inclusione del robot Jack controllato dalla IA o da un altro giocatore in carne ed ossa che avrà un ruolo chiave nella risoluzione di enigmi ambientali, potrà raggiungere armi e munizioni posti al di fuori della portata del giocatore e sarà dotato di una serie di abilità specifiche utili per volgere il combattimento a proprio favore. Queste ultime possono essere gestite e potenziate tramite un comodo quanto basilare skill tree tramite il quale acquistare potenziamenti spendendo i Componenti reperibili sul campo di battaglia.

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Tra queste troviamo un utilissimo occultamento per la squadra, ottimo per riposizionarsi e colpire il nemico eliminandolo di soppiatto; uno scudo personale che assorbirà un moderato quantitativo di danni; un radar utile per individuare oggetti e segreti nascosti e tanto altro. Come abbiamo accennato in precedenza, il sistema di gioco impostato da The Coalition è davvero impeccabile e arricchito da una serie di piccole meccaniche che renderanno questa esperienza veramente indimenticabile.

ALL AROUND ME ALL FAMILIAR FACES

Parliamo ora delle modalità multigiocatore, uno degli elementi più importanti ed apprezzati della saga di Gears of War. Oltre alla possibilità di affrontare la campagna in cooperativa in compagnia di altri due giocatori, Gears 5 offre una modalità multiplayer competitiva denominata Versus, la classica e amatissima modalità Orda e la neo-introdotta modalità Fuga, protagonista di un nutrito reveal durante l’ultimo E3.

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Versus ospita tutte le stipulazioni competitive classiche che abbiamo imparato a conoscere nel corso del tempo come il Deathmatch a Squadre, la modalità Guardiano, quella Esecuzione, Re della Collina, Dodgeball, Escalation e la nuova Corsa agli Armamenti molto simile al Gioco delle Armi visto in Call of Duty in cui sarà necessario accumulare kill con una serie di bocche da fuoco dalla difficoltà crescente. In Versus sarà possibile impersonare uno dei personaggi delle file COG o delle Locuste, personalizzare la skin del proprio alter-ego e dell’equipaggiamento iniziale o scegliere una delle guest star come i protagonisti di Halo Reach o del film Terminator: Dark Fate (!).

La modalità Orda, invece, fiore all’occhiello delle passate edizioni di Gears, torna in una veste potenziata, riveduta e corretta che assume un po’ le connotazioni del tower defense. All’inizio della partita, infatti, sarà necessario posizionare il Fabbricatore, unità generatrice di armi, equipaggiamenti e strutture difensive, in un qualunque punto della mappa che pensiamo sia strategicamente adeguato. Ben presto, le Locuste inizieranno ad assaltare il nostro team che dovrà fare affidamento sulle proprie abilità per resistere il più possibile alla forza bellica nemica.

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Eliminando gli avversari accumuleremo punti che potremo spendere presso il Fabbricatore per ottenere nuovi oggetti e strumenti utili per la battaglia. In tal senso è stata posta particolare enfasi sugli attributi specifici dei vari personaggi che, oltre ad avere un loadout differente l’uno dall’altro, avranno accesso a diverse abilità speciali e pezzi di equipaggiamento unici: una buona composizione del team sarà fondamentale per la vittoria! La modalità Fuga, infine, è sicuramente la novità più interessante dell’intero pacchetto.

Qui, una squadra di tre giocatori dovrà letteralmente correre contro il tempo per completare percorsi pre-determinati disseminati di nemici dalla potenza crescente e trappole mortali. Fuga è disponibile in diversi livelli di difficoltà che aggiungeranno molteplici modificatori all’esperienza come la dei nemici doppia, il dimezzamento delle munizioni e tanto altro in cambio di più laute ricompense. Anche in questo caso, inoltre, ciascuno dei personaggi utilizzabili avrà un set personale di armi e abilità che sarà necessario padroneggiare per portare a casa il risultato.

TECNICAMENTE PARLANDO

Sotto il profilo tecnico, il lavoro svolto da The Coalition è davvero sbalorditivo. Si tratta, indubbiamente, di uno dei giochi più belli da vedere apparsi in questa generazione di console con l’Unreal Engine 4 che da sfoggio di tutta la propria travolgente potenza.

I modelli dei personaggi incredibilmente particolareggiati, le animazioni facciali e corporee di prim’ordine, il level design stratificato e ricchissimo di piccoli dettagli e un’effettistica di eccellente fattura compongono il quadro di un’esperienza mozzafiato che può essere tranquillamente paragonata ai colossi del settore come le mastodontiche opere di Naughty Dog.

Molto spesso vi troverete imbambolati ad ammirare le meravigliose ambientazioni proposte dagli artisti di The Coalition e vi perderete ad esplorare uno dei mondi di gioco più vivaci e stimolanti di sempre. Anche il doppiaggio in italiano è di ottimo livello: risulta parecchio curato ed espressivo e contribuisce ad immergere ulteriormente il giocatore nelle atmosfere proposte dal titolo.

Dal punto di vista della longevità, infine, la campagna di Gears 5 si attesta sulle 6/7 ore che possono arrivare tranquillamente al doppio di tale cifra se deciderete di esplorare ogni anfratto delle vaste ambientazioni messe a disposizione dagli sviluppatori. In aggiunta a questo, comunque, le modalità multiplayer promettono di tenere impegnati i giocatori per un tempo virtualmente infinito grazie anche al nutrito programma di aggiornamenti gratuiti già annunciati da Microsoft.

IN CONCLUSIONE

Per concludere, questo Gears 5 è indubbiamente una delle esperienze videoludiche migliori dell’anno e, azzarderemmo, dell’intera generazione. Si tratta di un prodotto colossale, curato in ogni minimo dettagli e ricchissimo di contenuti.

Se, con Gears of War 4, The Coalition ha dimostrato di poter rendere giustizia alla serie, con Gears 5 possiamo dire che l’allievo è pronto a superare il maestro e che il futuro di questa splendida saga appare più roseo che mai.

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Se a questo aggiungiamo un comparto tecnico superlativo e il solito, divertentissimo gameplay di Gears potrete avere un’idea del perché consiglieremmo questa quinta incarnazione del franchise a chiunque. Un centro pressoché perfetto.

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9

Trama

8.5/10

Gameplay

9.0/10

Grafica

9.5/10

Sonoro

9.0/10

Longevità

9.0/10

Pros

  • Trama appassionante
  • Tecnicamente superbo
  • Gameplay solido e galvanizzante
  • Contenutisticamente mastodontico
  • Modalità Multiplayer variegate e divertenti

Cons

  • Qualche incertezza a livello di server per il multiplayer
  • Forse avrebbe meritato qualche mappa in più in Versus
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