From Software, la storia: da produttori di software per le fattorie, a Sekiro: Shadow Die Twice

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Salvo Privitera
Appassionato da sempre di videogiochi, serie tv e film. Vivo la mia vita un quarto di miglio alla volta cercando di evitare gli spoiler per tutta la roba che ho ancora da recuperare. E fidatevi, ne ho tanta.

Appassionato da sempre di videogiochi, serie tv e film. Vivo la mia vita un quarto di miglio alla volta cercando di evitare gli spoiler per tutta la roba che ho ancora da recuperare. E fidatevi, ne ho tanta.

Tempo di lettura: 6 minuti

Nonostante esista da un bel po’, molti conosceranno From Software grazie ai recenti lavori, quali la trilogia di Dark Souls e Bloodborne e, per alcuni, anche Demon’s Souls. Ma la compagnia d’oltreoceano deve le sue origini a molto tempo prima. Come avete infatti letto dal titolo, From Software inizialmente si occupava di tutt’altro che di videogame; ma di software per l’agricoltura. La compagnia fondata nel 1986, solamente nel 1994 decise di buttarsi a capo fitto nel mondo dei videogiochi, contemporaneamente all’uscita della Playstation 1.

Nel corso della sua, oltre ventennale storia, la compagnia ha sempre creato titoli tutto sommato, di buona fattura, alcuni dei quali molto famosi nelle loro terre d’origine. In vista del loro prossimo titolo Sekiro: Shadows Die Twice, e all’apice della loro popolarità, noi della redazione di NerdPlanet abbiamo deciso di fare un viaggio nel tempo alla scoperta dei titoli d’esordio di From Software; per vedere come quest’ultimi abbiano influenzato anche le loro più attuali opere.

King’s Field (1994)

Uscito nel 1994, esattamente 13 giorni dopo l’arrivo della prima console Sony, il primo capitolo di King’s Field fu rilegato soltanto in Giappone. Il gioco ricevette buoni consensi, tanto da far sviluppare due sequel, King’s Field II e III, arrivati sta volta anche in USA. Nonostante i giochi non riceveranno mai la fama dei Souls, quest’ultimi troveranno molte similarità con King’s Filed: la grande difficoltà, il numero ridotto di NPC, un focus per il combattimento e le atmosfere cupe e tenebrose.

Grazie per gli incubi

Il gioco, un RPG in prima persona, aveva una vera e propria trama, anche se quest’ultima non è mai riuscita a convincere del tutto la critica.

Armored Core (1997)

Dopo la trilogia di King’s Field, From decise di puntare ad altro. Così si mise a lavoro su Armored Core, il titolo che fece conoscere la compagnia a livello globale e aumentò la loro notorietà. Il gioco ricevette ottimi consensi da parte di critica e pubblico, sopratutto per il combat system e per la personalizzazione dei robottoni.

Shadow Tower (1998)

Ma gli anni prima del 2000 erano una continua evoluzione di titoli e generi, un epoca in cui le compagnie si evolvevano costantemente, con tutti i pro e contro del caso ovviamente. Shadow Tower seguiva infatti la scia dei King’s Field, il gioco era infatti un Dungeon Crawler RPG in prima persona, praticamente un sequel spirituale – per essere gentili – della prima trilogia. Il gioco però introdusse diverse novità per l’epoca; novità che ancora oggi troviamo nei giochi recenti di From, come la durabilità di armi e armature, e la meccanica di difesa con lo scudo (quindi grazie Shadow Tower per aver introdotto questa santissima funzione, ndr).

Dove abbiamo già visto questi nemici?

Echo Night (1998)

Altra nuova IP di From fu Echo Night, un gioco che si distaccava completamente dai generi solcati prima di allora, per intavolare un puzzle game survival in prima persona horror. Il titolo ricevette anche un sequel (relegato solo in Giappone però) ed introdusse una meccanica nuova: i finali multipli, che From userà largamente in quasi tutte le sue future opere.

Eternal Ring & Ever Grace (Era Playstation 2, primi mesi del 2000)

Al lancio di Playstation 2, From Software non iniziò molto bene la generazione, creando inizialmente titoli dimenticabili e discreti. Il primo, Eternal Ring, un gioco ambientato in un mondo fantasy e con delle meccaniche pressoché simili con King’s Field, non fu un disastro, ma un titolo facilmente dimenticabile. Il flop totale venne causato da Ever Grace, un gioco in lavorazione per Playstation 1, ma che venne spostato su Playstation 2 perché definito “troppo ambizioso”, inutile dire che, come la maggior parte di titoli rinviati e traslocati, toppò da quasi tutti i lati.

Il gioco però, permetteva la scelta di due differenti personaggi, rispettivamente maschio e femmina. La peculiarità di tale scelta era la differenza di trama, che cambiava in base al personaggio scelto

Armored Core 2 (2000)

Visto i due precedenti flop dei titoli di inizio generazione, From Software non poteva più permettersi di sbagliare, e decisero di buttarsi su una loro IP storica; il sequel di Armored Core. Il gioco fu un successo da tutti i front; Armored Core 2 era stato migliorato da tutti i punti di vista possibili dal primo titolo: storia, personalizzazione, velocità di gioco e addirittura un multiplayer deathmatch 1 vs 1. Non per niente il titolo ricevette voti altissimi, venendo definito il gioco più bello mai fatto fino a quel momento da From Software.

L’arrivo di Miyazaki

Da questo momento in poi (dopo l’uscita di Armored Core 2), From Software alternò i suoi titoli tra buoni e discreti, non riuscendo più a lasciare il segno nel mercato. La compagnia si impegnò su diversi titoli di Armored Core, nuove IP che non riuscirono a spiccare del tutto, giochi esclusivi per Xbox, Playstation e Game Cube, e perfino un King’s Field 4.

Ma la storia della compagnia era lungi dall’essere finita, visto che durante metà sviluppo di Armored Core: Last Raven, si unì alla compagnia un uomo di soli 29 anni, destinato ad elevare From Software a quella che è oggi: Hidetaka Miyazaki.

Anche con l’intervento di Miyazaki, Armored Core: Last Raven non riuscì a convincere per niente pubblico e critica. Nonostante ciò, l’uomo riuscì comunque a scalare rapidamente la sua posizione all’interno dello studio.

Hidetaki Miyazaki è un amante di Berserk, il manga di Miura, e Devil Man di Go Nagai, com’è possibile notare all’interno della serie Souls e Blood, giochi che contengono diversi riferimenti ai manga prima citati. Il game designer è però anche un appassionato lettore delle opere di George R. R. Martin e Umberto Eco.

Demon’s Souls

Tutto cambiò quando Miyazaki venne a sapere che From stava creando un gioco medievale-fantasy, ma che non stava dando i risultati sperati della compagnia stessa. Così, l’attuale presidente dello studio, decise di prendere parte al progetto (che ricordiamo era stato già bollato come un fallimento) e ne curò personalmente lo sviluppo, riciclando alcuni asset creati per il titolo in questione, ma creandone la maggior parte da zero. Per la generazione successiva tirò fuori Demon’s Souls, un King’s Field in salsa moderna.

Demon’s Souls venne mostrato al Tokyo Game Show, ma non venne minimamente considerato dal pubblico

Non c’era nessun tipo di aspettativa per il gioco, credendo che si sarebbe rivelato un fallimento, la stessa Sony decise di pubblicare il gioco solamente in Giappone, e venne pubblicato in America da Atlus (e in Europa da Bandai, ma solamente un anno più tardi.)

Il gioco ebbe un lento ma inevitabile successo, ma inizialmente si rivelò un flop, vendendo, a mala pena, 39 mila copie nella prima settimana. Ma la sua difficoltà, il multiplayer asincrono, la storia e lore, appassionarono tutti i gamer che erano in cerca di una sfida (c’è da dire che la stampa internazionale valutò positivamente il gioco, con tantissimi voti alti, Demon’s Souls era stato infatti “capito” dalla stampa, ma non del pubblico, una magra consolazione). Il gioco infatti, riuscì a vendere successivamente 100.000 mila copie, che nonostante non sia molto neanche per l’epoca, impressionò la compagnia e lo stesso game designer.

Ciò gettò le basi per la futura trilogia dei Dark Souls, che elevò definitivamente la compagnia ad una delle più amate e apprezzate dal pubblico.. il resto è storia.

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