For Honor: Recensione della campagna

Recensioni
Alessandro Niro
Nato il 16 luglio 1988, è stato fin da bambino appassionato di videogiochi, cinema, serie TV e fumetti. Ex redattore/recensore di varie testate giornalistiche e attualmente titolare di una società Informatica, ha deciso di aprire una propria freepress dedicata al mondo nerd. La passione per quello che fa ed ama, non lo ha mai fermato davanti a niente e nessuno.

Nato il 16 luglio 1988, è stato fin da bambino appassionato di videogiochi, cinema, serie TV e fumetti. Ex redattore/recensore di varie testate giornalistiche e attualmente titolare di una società Informatica, ha deciso di aprire una propria freepress dedicata al mondo nerd. La passione per quello che fa ed ama, non lo ha mai fermato davanti a niente e nessuno.

Tempo di lettura: 4 minuti

For Honor, il gioco tanto atteso ed acclamato, presentato da Ubisoft all’E3 2016 di Los Angeles e, stato fulcro di attesa per milioni di appassionati, è finalmente arrivato sugli scaffali. Iniziamo con lo scusarci per la lunga attesa di una nostra recensione ma abbiamo preferito prima studiarci bene il sistema di combattimento, per dare un parere il più chiaro e profondo possibile.

La recensione di For Honor sarà sviluppata in due parti: campagna (questa che state leggendo) e multiplayer (che arriverà entro fine settimana). Questo perché ogni lato del gioco ha tantissimo da dire ed è giusto trattarlo con articoli a se stanti ed approfonditi.

L’ERA DEI LUPI

Il mondo è in tumulto e torturato da un’infinita guerra. Dopo un enorme cataclisma che ha messo in ginocchio le popolazioni che lo abitano, i sopravvissuti delle varie fazioni (Cavalieri, Vichinghi e Samurai) hanno cominciato a darsi battaglia per accaparrarsi le ultime risorse disponibili.

Dopo anni di guerre e spargimenti di sangue si è fatta largo nelle menti dei partecipanti la pace. I Vichinghi hanno smesso di razziare i forti dei Cavalieri e si sono rintanati sulle montagne innevate mentre, i Samurai, hanno costruito dimora oltre le acque cupe del lago. Ad una sola persona la Pace non sta bene: Apollyon, incarnazione stessa della guerra e terribile guerriera, meritandosi a pieno titolo il ruolo di antagonista principale della campagna di For Honor. Questa temibile Guerriera farà di tutto per scatenare il caos tra le fazioni e continuare un massacro per condurre, le diverse civiltà, all’Età dei Lupi.

STORIA, STRUTTURA MISSIONI E MAPPA DI GIOCO

La campagna single player di For Honor può essere giocata interamente in co-op assieme ad un vostro amico ed è suddivisa in tre atti che vi permetteranno di prendere le parti di tutte e tre le fazioni presenti in gioco tra le quali, come sopra specificato: Cavalieri, Vichinghi, Samurai.

Diversamente da quanto detto da altri nostri “colleghi”, la storia single player di For Honor non è affatto poco omogenea e slegata. Noi, l’abbiamo trovata, seppur sottotono e poco intrigante, comunque godibile. Ogni capitolo è strettamente collegato al precedente come al successivo. I danni dei Cavalieri sul mondo Vichingo si ripercuoteranno in tutta la campagna Vichinga e, il tutto, si ripercuoterà ed avrà una fine per mano dei Samurai.

I vari capitolo sono composti da sei missioni ciascuno per un totale di diciotto missioni disponibili, spalmate su circa otto ore di gioco e producendo, una serie di eventi a catena con un sistema narrativo davvero ben fatto e chiaro, rendendo in definitiva, la campagna di For Honor, soddisfacente e pienamente appagante. 

Andando avanti con le missioni e, progredendo di livello, sbloccheremo una serie di abilità attive e passive che potranno essere applicate durante tutta la campagna. In concomitanza troveremo, in ogni missione una serie di collezionabili da dover recuperare che non serviranno solo ed esclusivamente a riempire la nostra bacheca ma, soprattutto, a fornire oggetti utili da utilizzare nel PvP.

UN COMBAT SYSTEM D’ECCELLENZA

Anche nel single player l’elemento portante è il combat system. Completo, unico, dettagliato e diverso rispetto a qualsiasi altro gioco in commercio. Il sistema di guardia, contrattacco, parata e le numerose combo da poter eseguire fanno del titolo una perla in un mare di sassi.

Una pecca non di poco conto è data dall’IA dei nemici. Tralasciando il fatto che le missioni possono essere ripetute in qualsiasi momento a qualsiasi livello di difficoltà, con l’impostazione settata su “media” ci siamo ritrovati spesse volte in scontri 4 vs. 1 in cui, mentre combattevamo contro un nemico, gli altri, spesso e volentieri, si limitavano a guardarci (un buon paragone di IA potrebbe essere facilmente riscontrabile ad Assassin’s Creed).

SINGLE PLAYER DELUDENTE MA…

Nonostante il single player, come detto qualche riga più sopra, sia ben fatto e godibile, si poteva sicuramente osare di più. Una narrativa buona ma con una trama piuttosto blanda che, alla fine di tutto, non lascia il segno.

Dobbiamo però contare il fatto che, il gioco, è sviluppato principalmente per la modalità online. Inutile accanirsi contro una campagna superficiale per un gioco che dà il suo meglio ed è stato sviluppato, prettamente per il suo comparto multiplayer.

Rimanete sintonizzati con noi per la seconda ed ultima parte della recensione di For Honor relativa, stavolta, al comparto multiplayer, punto di forza del titolo Ubisoft!

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