Everybody’s Gone to the Rapture, perché provarlo

Speciali
Marco Pasqualini
Nato nel 1982 Marco è un ragazzo di città che ama la campagna più del multiplayer, pratica la monogamia su console, ne ama una alla volta anche se spesso si concede qualche scappatella su PC.

Nato nel 1982 Marco è un ragazzo di città che ama la campagna più del multiplayer, pratica la monogamia su console, ne ama una alla volta anche se spesso si concede qualche scappatella su PC.

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Everybody’s Gone to the Rapture è sicuramente un prodotto alquanto controverso ed è tornato d’attualità in quanto gioco gratuito PS Plus nel mese di novembre. Negli ultimi mesi ci ha “regalato” rispettivamente il sopra citato, Journey, Datura e Gone Home come se si volesse spingere ulteriormente il genere e, prepariamoci, in futuro con molta probabilità ci verranno propinati  S.O.M.A., The Vanishing of Ethan Carter, Kholat e Layers of Fear senza contare che recentemente è stato rilasciato (a 9,99 euro) Dear Ester: Landmark Edition sempre per PS4 (opera dei Chinese Room).

La questione di oggi riguarda il perchè giocarci. Già il termine gioco calza veramente troppo stretto a certi prodotti che hanno veramente poco di ludico e si prestano ad essere quasi dei film interattivi in cui l’unico scopo è di muoversi alla ricerca di indizi e poco altro. Già lo slogan Playstation “For The Players” non sembra molto sposarsi con tali titoli ma sotto sotto dobbiamo ringraziare mamma Sony per averceli fatti scoprire in quanto sicuramente il grosso dei videogiocatori, se non si trovano questi giochi gratuiti, non li avrebbero mai badati di striscio.

Non ci è dato sapere se per una casa di produzione indie il rilascio mensile gratuito possa essere definito un successo o un fallimento, ma in fondo coloro che hanno avuto un riscontro positivo sulle esperienze probabilmente sborserebbero una decina di euro per l’opera precedente o futura dello studio indipendente.

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Per quanto riguarda Everybody’s Gone to the Rapture il consiglio è di dargli una possibilità: pur ammettendo che chi è abituato a giocare a CoD (Call Of Duty) o Fifa possa tranquillamente evitarlo (ed evitare di reputarsi un grande esperto di videogames), tutti coloro che hanno una mente videoludica aperta dovrebbero provarlo.

La durata è circa un film di Nolan e mezzo (quattro ore), lo si finisce in una serata (se non ci si perde e non si capisce l’unico meccanismo di base) e probabilmente, giusto per precisazione, ammonta quasi per eccesso allo stesso quantitativo di tempo che ognuno di noi quotidianamente spende nei social a guardare video cretini.

La storia riguarda un villaggio misteriosamente disabitato negli anni ’80 in Inghilterra (a qualcuno potrebbe ricordare l’ambientazione di Hot Fuzz). E’ il punto forte di questo titolo la bellissima cura del paesaggio, della vegetazione e quell’aria rurale resa quasi alla perfezione coadiuvata da una particolare vicenda fantascientifica di inspiegabili luci, non in cielo, ma a livello terra.

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Peculiare è l’approccio personale che ognuno può dare all’esperienza: pur riconoscendo una simile linearità del proseguo, è soggettivo come uno voglia esplorare in quanto, per esempio, il nostro è stato quello di controllare prima la cintura esterna del villaggio e gli edifici principali (pub, chiesa e ambulatorio) per poi dedicarci alle singole abitazioni e questo rispecchia come probabilmente procederemmo se ci trovassimo in una situazione del genere.

Everybody’s Gone to the Rapture sarà gratuito per tutto il mese di novembre. Ora sta a voi la scelta di provare qualcosa di diverso.

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