Epidemie Videoludiche: il mondo dei videogiochi e i virus incontrollabili

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Giuseppe Licciardi
Nato con un pad nella mano sinistra e un mouse nella destra. Ancora non si conosce la sua vera provenienza, molti pensano faccia parte di un' antica razza aliena che mira a divulgare il videogioco come arte. Per ora si sa solo che studia per diventare Ingegnere Informatico, ma forse è solo una scusa per mimetizzarsi tra gli essere umani.
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Nato con un pad nella mano sinistra e un mouse nella destra. Ancora non si conosce la sua vera provenienza, molti pensano faccia parte di un' antica razza aliena che mira a divulgare il videogioco come arte. Per ora si sa solo che studia per diventare Ingegnere Informatico, ma forse è solo una scusa per mimetizzarsi tra gli essere umani.

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C’è un vecchio detto che dice “ Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare!”. Non è forse cosi nel mondo videoludico? Da sempre infatti il mondo dei videogiochi mette noi videogiocatori alle prese con i più grossi problemi da risolvere. Quante volte abbiamo dovuto affrontare un nemico invisibile da un accampamento all’altro, o quante volte abbiamo dovuto far fuori mutanti che uscivano dai più grandi laboratori di ricerca. Un pò come nei videogiochi, in questo periodo anche noi dovremmo sentirci come degli eroi, quegli stessi protagonisti che interpretiamo giornalmente, che sono chiamati a fare degli sforzi per cercare di cambiare una situazione di disagio. Cerchiamo quindi di capire come il mondo dei videogiochi ha affrontato il tema delle epidemie.

Da giorni infatti per l’emergenza che sta attanagliando l’italia e il mondo intero, ha riaffiorato sicuramente in molti dei videogiocatori alcuni ricordi legati a quei giochi in cui hanno dovuto affrontare virus invisibili. Ecco perché cogliendo il momento, abbiamo deciso di parlare di alcuni di questi. Il tutto magari anche per far passare dei minuti di spensieratezza durante queste giornate in cui ci viene chiesto di restare a casa. A questo punto, mettiamoci comodi, prendiamo una buona tazza di thè e gustiamoci il viaggio. Prima di iniziare facciamo un piccolo passo indietro negli anni. E pensiamo a quali titoli, sia della nostra infanzia, sia del mondo videoludico moderno, potrebbero essere inclusi in questo articolo. Sicuramente ai più veterani verranno in mente titoli come Ghosts ‘n Goblin, o magari in senso più lato, quello che avviene in DOOM. Insomma, il mondo dell’intrattenimento videoludico ha affrontato da sempre, e sopratutto in modi tanto diversi, questo tipo di problematiche. Siano esse legate a grandi società che volevano avere un predominio economico, o siano esse dovute a incidenti avvenuti in laboratori di ricerca.

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epidemie

Tra titoli che sicuramente negli ultimi anni hanno rievocato questa tipologia di storia, sicuramente troviamo il capolavoro di Naughty Dog, The Last of Us. Il titolo della casa californiana è infatti basato su una pandemia globale innescata da un fungo. Dapprima colpisce l’agricoltura, anni dopo però le persone vengono infettate trasformandosi in creature amorfe prive di ragione. I nostri protagonisti Joel ed Ellie si troveranno ad affrontare un mondo che non è più come prima. Insidie, difficoltà e persone che fanno solo i loro interessi. Un mondo come quello di The Last of Us, racconta davvero in modo impeccabile la psicologia di chi ha perso tutto e va avanti per sopravvivere senza sapere come il domani sarà. Quella di Naughty Dog è forse una delle più grandi storie mai raccontate nel mondo videoludico, sia per narrativa che per costruzione dei personaggi. Se davvero ancora non avete avuto la possibilità di giocarlo, vi consigliamo caldamente di farlo, sopratutto data l’uscita del secondo capitolo a pochi mesi.

Allontanandoci un attimo da quelli che sembrano i tratti più maturi di un epoca videoludico, torniamo indietro nel tempo, stiamo parlando di epoca PS1, e ci fermiamo all’anno 1999. Il titolo in questione si basa su spionaggio e segreti di stato, forse molti di voi hanno già capito di cosa stiamo parlando. E si, è proprio lui Syphon Filter. Il gioco sviluppato da Eidetic poi diventata Sony Bend (i ragazzi di Day’s Gone per intenderci), è forse uno delle prime grandi esclusive Sony ancora ricordate nel tempo. Tanto che in molti chiedono ancora un remake. Ovviamente il titolo sfruttando la fama che stava avendo Metal Gear Solid di Kojima, cercò di sfruttare l’onda spionistica per attirare a se, tutte quelle persone che erano affascinate da quel modo di raccontare le storie. Il protagonista Gabriel Logan, è ormai un icona e nel primo capitolo si trova ad affrontare un nemico invisibile, il virus Syphon Filter.

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Tra Russia e America, ci ritroveremo a dover affrontare spie russe o mandanti di aziende farmaceutiche per poter contrastare il virus prima che diventi un problema incontrollabile. Il successo non avvenne subito, le persone erano troppo attratte dalla creazione di Kojima, ma solo dopo un pò si riscoprì il titolo, ed ebbe davvero un enorme successo. Insomma la saga di Syphon Filter con i suoi 7 titoli rappresenta una perla rara del panorama videoludico, che ancora oggi può essere apprezzata, sopratutto se si è giocatori di un tempo, ma non solo. Mettendoci nell’ottica di dover affrontare una narrazione, che sicuramente sente il peso degli anni sulle spalle, ma che in tempi in cui si chiede sempre più profondità narrativa, può rappresentare davvero una bella sorpresa.

A questo punto saliamo di nuovo sulla nostra macchina del tempo virtuale per fare un salto avanti nel tempo. E parliamo di un titolo che da pochi giorni ha avuto un grosso aggiornamento e viene apprezzato da tanti giocatori che passano il tempo a trasportare casse da dover mettere in sicurezza da una zona contaminata. Stiamo parlando di The Division, videogioco sviluppato da Ubisoft e che è arrivato al suo secondo capitolo. La trama del primo capitolo ci porta a New York, un ceppo molto resistente del vaiolo attacca duramente la popolazione mondiale durante il giorno del Black Friday. A un paio di giorni dall’inizio della pandemia, le risorse primarie iniziano a scarseggiare e il presidente degli Stati Uniti emana la Direttiva 5, che fallisce dopo pochi giorni. L’unica speranza rimane la divisone SHD, meglio conosciuta come La Divisone. Nei panni di un agente di queste forze speciali dovremo riportare la tranquillità tra le strade di New York e avremo il compito di capire da dove si è sviluppato il virus che ha portato al collasso l’umanità.

Il primo capitolo non viene ricordato per grandi acrobazie narrative, ma anzi, sopratutto per aver permesso ai giocatori di vivere in un mondo nel quale non si hanno certezze e dove il pericolo è dietro l’angolo, questa volta però impersonificando uno degli eroi, che sono chiamati a combattere. Il secondo capitolo della serie, che ha visto da poco un grosso aggiornamento di contenuti, è ambientato a Washington circa 7 mesi dopo gli avvenimenti di New York. La trama è la medesima, ma vista da un’altra ambientazione. Con l’ultimo aggiornamento Warlords of New York sarà possibile tornare nella grande mela per intercettare un noto criminale. Insomma il secondo capitolo rappresenta un ottima scelta, sopratutto per chi vuole un titolo longevo capace di intrattenere per un numero di ore indefinito, data la natura del titolo stesso. The Divison infatti può essere giocato liberamente in singolo, o anche completamente online con amici e conoscenti.

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epidemie

Insomma come abbiamo ben capito, siano essi gli anni 90, o il 2020. Il mondo dei videogiochi ha da sempre affrontato il tema delle epidemie mondiali, da diversi punti di vista. Si tratti infatti di titoli di spionaggio, o di titoli dedicati semplicemente alla narrativa e alla sopravvivenza, non ci siamo mai fatti mancare nulla. In ognuno di questi titoli però c’è un filo conduttore, che non sono le epidemie. Quello di voler aiutare a risolvere il problema non per se stessi, ma per un aiuto comune. Per aiutare le persone in difficoltà, quelle più bisognose. Solo i più forti, o chi ha gli strumenti giusti può combattere. Ma come in The Last of Us ci viene raccontato che un papà affronta qualcosa di più grande. In un momento come questo in Italia anche noi siamo tutti un pò Joel.

Persone di tutti i giorni chiamate a dover fare un grosso sforzo. Non solo per noi stessi, ma per tutta la comunità. Noi videogiocatori da sempre in prima linea, ci immergiamo in avventure e mondi lontani dai nostri, in cui interpretiamo eroi chiamati a salvare la situazione, in questo caso epidemie su vasta scala. Ora siamo noi stessi a dover salvare la situazione, fermiamoci un attimo e capiamo cosa possiamo fare per far tornare tutto alla normalità. Piccole responsabilità che fanno la differenza.

E quindi si conclude qui, questa nostra chiacchierata tra il virtuale e il reale nel mondo delle epidemie videoludiche, cercando magari di avervi fatto passare due minuti di spensieratezza, e magari avervi fatto venir voglia di provare qualche nuovo titolo. Ovviamente tutti i titoli sono reperibili sugli store digitali. Quindi non avete scuse per non provarli! Siamo inoltre curiosi di sapere come state affrontando questi giorni, e a cosa state giocando per passare il tempo, magari tra una riunione di lavoro e un’altra!

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