Dragon Ball Z Kakarot Recensione, il ritorno di Goku

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Alessandro Niro
Nato il 16 luglio 1988, è stato fin da bambino appassionato di videogiochi, cinema, serie TV e fumetti. Ex redattore/recensore di varie testate giornalistiche e attualmente titolare di una società Informatica, ha deciso di aprire una propria freepress dedicata al mondo nerd. La passione per quello che fa ed ama, non lo ha mai fermato davanti a niente e nessuno.

Nato il 16 luglio 1988, è stato fin da bambino appassionato di videogiochi, cinema, serie TV e fumetti. Ex redattore/recensore di varie testate giornalistiche e attualmente titolare di una società Informatica, ha deciso di aprire una propria freepress dedicata al mondo nerd. La passione per quello che fa ed ama, non lo ha mai fermato davanti a niente e nessuno.

Tempo di lettura: 8 minuti

Pensare a Dragon Ball Z oggi come oggi, mi fa tornare alla mente vecchi ricordi: tornavo a casa dopo la scuola, posavo la cartella e pranzavo in cameretta con la televisione al massimo volume sintonizzata su Italia Uno a vedere la saga Z dei miei eroi preferiti mentre mia mamma mi urlava continuamente di abbassare il volume, specie nelle scene più concitate. Devo dire che i bei tempi passati mi mancano; tanto, tantissimo.

Dragon Ball ha segnato il mio percorso. La mia adolescenza; il mio modo di pensare e vedere le cose. Dragon Ball a dirla tutta, ha dato degli insegnamenti a tutti noi. Ci ha insegnato il vero valore dell’amicizia, della forza, quanto un allenamento continuo e costante possa farci evolvere sempre e comunque a un livello superiore, quanto le avversità e le cose negative della vita possano essere superate con grinta, umiltà, determinazione e fiducia.

Ogni personaggio del mondo di Dragon Ball ha avuto un ruolo importante nella storia e nella nostra vita: Vegeta mi ha insegnato che è importante essere orgogliosi, ma certe volte è necessario lasciarsi il proprio orgoglio alle spalle e pensare al bene comune. Crilin a quanto sia importante essere un buon amico. Junior mi ha insegnato che bisogna sacrificarsi per le persone a noi care. Gohan quant’è importante sprigionare tutta la potenza che abbiamo in corpo per difendere gli altri, Trunks e Goten che il gioco di squadra contro i nemici aiuta tanto e Goku… Goku mi ha insegnato che non importa quanto le cose siano difficili, perché se metti il cuore in tutto quello che fai, avrai sempre un’opportunità in più per farcela.

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Grazie a CyberConnect2 e Bandai Namco Entertainment, ho potuto finalmente ri-vivere le avventure di Goku e compagni ma purtroppo, non senza qualche lato negativo e soprattutto, qualche delusione. Vediamole insieme.

Ambientazione e attività secondarie

Semplice premessa: Dragon Ball Z Kakarot è il gioco che ogni fan della saga di Dragon Ball deve possedere. Non si è dei veri fan dell’opera se non si è giocato o almeno provato, l’ultima fatica distribuita da Bandai Namco. Bisogna capire che il nuovo Dragon Ball Z Kakarot è l’avversario diretto dei due Dragon Ball Xenoverse di qualche anno fa. Pur condividendo alcuni aspetti del gameplay, la differenza nei titoli risulta essere enorme, soprattutto sul lato narrativo.

Invece di creare una serie di timeline alternative ed una storia mai accaduta nel manga di Akira Toriyama, Dragon Ball Z Kakarot ha voluto ripercorrere la trama di Dragon Ball Z in tutta la sua interezza. Iniziato il gioco, infatti, ci troveremo subito al cospetto della prima saga: la saga dei Sayan, quella dove tutto ha avuto inizio. Da qui la storia la conosciamo tutti. Ripercorreremo quindi tutte le saghe del mito, impersonando diversi personaggi: Goku, Gohan, Piccolo, Vegeta, ecc…

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Lato negativo che mi ha fatto parecchio storcere il naso, sono stati gli svariati tagli a livello narrativo, specialmente nella saga di Cell e l’inserimento di certe scene, che potevano essere evitate: come Goku e Junior che vanno a prendere la patente, con una breve e inutile (a livello di trama) “corsa a tempo” in auto. I tagli effettuati verranno notati sicuramente dagli appassionati e in certi casi, ci sono stati dei tagli essenziali della storia compromettendone il senso narrativo.

Un action RPG poco profondo

Tramite l’esplorazione della mappa di gioco, sarà possibile farmare oggetti per potenziare i nostri personaggi e trovare ingredienti e materiali per poter cucinare cibi e costruire macchinari. Il potenziamento del personaggio, avviene attraverso degli utili boost alle statistiche, alcuni permanenti e altri temporanei, rendendo la crescita del nostro personaggio più veloce. Soprattutto facendo cucinare dei piatti prelibati a Chichi, riusciremo ad avere un vantaggio su molte delle statistiche dei nostri personaggi.

Non potevano mancare ovviamente anche le Sfere del Drago. Tra un arco narrativo e l’altro, sarà possibile recuperarle tra le varie zone dell’area di gioco e una volta raccolte tutte,  ci permetteranno di esprimere un desiderio a Shenron. Tra i desideri esprimibili, troveremo la possibilità di richiedere Zeni (ossia la moneta del mondo di Dragon Ball), Sfere Z, materiali o ingredienti rari. I desideri non si limiteranno solo a questo, ma potremo far tornare in vita un vecchio avversario per ri-affrontarlo nuovamente. Con quest’ultima opzione, avremo modo di assistere a dialoghi e scene inedite che molti di noi hanno da sempre sperato di vedere: come ad esempio un nuovo incontro tra Vegeta e Nappa, o Freezer che incontra Vegeta dopo che questi è in grado di trasformarsi in Super Saiyan.

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Oltre ovviamente alla possibilità di mangiare, per far crescere il nostro personaggio e potenziarne le statistiche, avremo anche un sistema di Comunità. Questo metodo, basato su un sistema di collegamento ad “albero” di varie medaglie raffiguranti i personaggi, ci consente di ottenere ulteriori bonus per i protagonisti della saga. Saranno presenti sette diverse comunità: Comunità dei Guerrieri Z, Culinaria, di Allenamento, degli Inventori, degli Dei, degli Adulti e quella delle Avventure. In ognuna di esse sarà possibile collegare diverse medaglie personaggio, ottenibili attraverso la storia principale e le quest secondarie e ogni medaglie, potrà essere potenziata attraverso dei doni assegnabili, come riviste per adulti, grembiuli e altri materiali che troveremo proseguendo con la storia o girando in lungo e in largo la mappa. Ogni comunità influenzerà determinate caratteristiche come ad esempio nel caso della comunità dei Guerrieri Z, ottimizzandola al meglio, avremo un incremento sostanziale delle statistiche di combattimento, la potenza degli attacchi e ai personaggi di supporto.

Al momento dell’annuncio, Dragon Ball Z Kakarot era stato presentato come un Action RPG facendo la felicità dei fan. Peccato però che la componente RPG in quest’opera è stata trattata in maniera molto superficiale. Vantaggi che risulteranno comunque, nella maggior parte dei casi, superflui ai fini del proseguimento della storia. Personalmente, ho completato il gioco senza concentrarmi affatto sul lato del cibo, della pesca e del farming dei materiali.

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Anche la progressione dei vari personaggi risulta essere superficiale. Non si nota bene l’aumento di livello ad ogni incontro e quest’ultimo, non sembrerebbe cambiare nulla ai fini del combattimento, risultando solo un numero messo lì, senza una vera e propria progressione. Le nuove mosse e attacchi non si impareranno aumentando di livello, bensì effettuando degli allenamenti specifici, sparsi per la mappa di gioco. Insomma, il sistema di progressione e la parte RPG del titolo, mi è sembrata davvero poco profonda e superficiale.

Lato tecnico interessante anche se non privo di difetti

Quello che ho notato pad alla mano, è stata un’amara delusione iniziale. Con un breve tutorial, il gioco ci impartirà le prime nozioni e inizieremo subito a pescare. Sarà divertente: penserete: no. La pesca è elementare tanto quanto tutte le attività secondarie proposte. Ci basterà infatti mettere la nostra (finta) coda in acqua per attirare un pesce che, con la semplice pressione di due tasti, stenderemo al suolo. Mi è capitato più volte di premere il tasto errato ma nonostante ciò, sono riuscito comunque a prenderlo, senza alcun tipo di problema. Anche andare a caccia di selvaggina e dinosauri è piuttosto elementare e noioso, talmente tanto semplice che risulta un’attività secondaria superflua.

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Ci sono tante cose da fare e da vedere nel mondo di gioco, ma per quanto risulti essere colorato e fedele all’anime/manga, dà sempre l’idea di essere un’area vuota, presente solo ed esclusivamente a prolungare l’esperienza con collezionabili nascosti e materiali da raccogliere per potenziare i personaggi e sbloccare nuovi contenuti. Volendo fare un paragone, l’open world di Dragon Ball Z Kakarot è più vicino a quello che mi sono trovato in Assassin’s Creed Odyssey.

Grazie all’Unreal Engine 4 e al cel shading, CyberConnect2 è riuscita a disegnare la fantastica ambientazione della serie animata con uno stile colorato e fedelissimo a quello di Akira Toriyama. Nonostante qualche sbavatura, come l’effetto poligonale abbastanza marcato di quello che mi ha circondato tutto il tempo durante le sessioni di free roaming, l’ambientazione risulta essere gradevole alla vista. Anche le cut-scene sono davvero ben studiate, colorate e in linea con l’anime, trovando però meno curate e lente le scene d’intermezzo coi dialoghi a finestra.

Altro lato negativo a livello tecnico è il volo. Volare è una delle parti fondamentali dell’intera saga di Dragon Ball. I personaggi presenti nell’opera di Akira Toriyama (almeno la maggior parte di essi, con qualche piccola eccezione), ha la caratteristica di saper volare. Perché allora creare un sistema di volo scomodo e antiquato? In pratica, mentre stiamo volando, possiamo abbassarci e alzarci premendo i grilletti laterali destri (RB e RT per Xbox, e R1 e R2 per PS4). Sistema davvero scomodo e legnoso che non mi sono mai abituato ad usare.

Combat System spettacolare ma…

Teniamo in considerazione che Dragon Ball Z Kakarot non è un picchiaduro e ovviamente, l’attenzione alla varietà del combat system è passata inevitabilmente in secondo piano. Nonostante questo sorprende come si sia creato un sistema tanto semplice quanto appagante. La parola d’ordine è: spettacolarità. I continui colpi d’aura, schivate fulminee, parate e mosse speciali risultano essere talmente intuitivi e semplici da eseguire, che appaiono quasi essere superficiali.

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Specialmente negli scontri più lunghi, bisognerà dosare un po’ di tattica e astuzia nello scontro, tenendo d’occhio il proprio livello di energia per non rimanerne mai sprovvisti. Difatti per mantenere la forma da Super Sayan, dovremmo mantenere sempre alto il livello di energia che calerà ogni secondo che passa. Se attivassimo il Kaioken di Goku, faremmo aumentare ovviamente la sua potenza ma al contempo, faremmo anche calare progressivamente la sua vita, proprio perché l’utilizzo di questa tecnica come ci è dato sapere, danneggia il corpo di chi la sfrutta. Questi piccoli accorgimenti fanno denotare l’amore del team verso l’intramontabile epopea di Dragon Ball.

Anche il combat system soffre purtroppo di lati negativi. Giocato su Xbox (ma anche chi lo ha giocato su PS4 ha lamentato tali problematiche), all’inizio di ogni match ho riscontrato scatti e freeze compromettendo magari l’inizio di un incontro e facendomi quasi sempre subire il primo colpo. Senza contare la telecamera che la maggior parte delle volte, specie per gli scontri rasoterra, è impazzita incastrandosi al suolo e non facendomi capire che cosa stesse succedendo. Anche il moveset risulta essere poco vario, dando degli attacchi corpo a corpo uguali per tutti i personaggi. Il tutto risulta comunque essere ben amalgamato e uno scontro, è sempre un piacere per le dita e per gli occhi di chi guarda.

Tirando le somme

Dragon Ball Z Kakarot al netto di quanto detto sopra, risulta essere un ottimo titolo dell’epopea di Akira Toriyama, talmente denso di fanservice da superare tutti gli altri tie-in attualmente in commercio. Piacevole da giocare, con un combat system semplice ma appagante, riesce nel suo intento di divertire chi è appassionato alle avventure del mondo di Dragon Ball.

Le aspettative erano veramente alte e ammetto di aver avuto verso certi frangenti, un’amara delusione: missioni secondarie piuttosto inutili, un ritmo discontinuo, tagli anche importanti nella narrazione e un sistema di crescita non approfondito a dovere, rendono la nuova opera targata CyberConnect2 non perfetta ma al contempo, ho potuto rivivere in prima persona le avventure di Goku e compagni con ore e ore di puro divertimento.

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Dragon Ball Z Kakarot

7.3

Trama

7.5/10

Gameplay

7.0/10

Grafica

7.5/10

Sonoro

7.5/10

Longevità

7.0/10

Pros

  • Ripercorrere tutta la storia di Dragon Ball Z
  • Grafica curata e molto simile all'anime

Cons

  • Un RPG che di RPG ha ben poco...
  • Telecamera nei combattimenti a volte ballerina
  • Mondo di gioco leggermente spoglio

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