Doki Doki Literature Club: quando è il videogiocatore a rompere la quarta parete

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La quarta parete è un muro immaginario, posto di fronte al palco di un teatro, attraverso il quale il pubblico osserva l’azione che si svolge nel mondo dell’opera rappresentata.

Il termine “rompere la quarta parete” viene usato in cinema, teatro, televisione, videogioco e nelle opere letterarie e fa riferimento ad un personaggio che si rivolge direttamente al pubblico o che riconosce attivamente che i personaggi e l’azione non sono reali. Questo produce l’effetto di ricordare agli spettatori che quello che stanno vedendo è finzione producendo così un effetto stordente.

Questa è la definizione “basilare” di cosa sia la quarta parete e cosa vuol dire romperla. Il mondo videoludico, di esempi in cui la quarta parete viene rotta, ne è pieno.

Caso a cui siamo particolarmente legati è quello di Psycho Mantis in Metal Gear Solid, che dimostra i suoi poteri al nostro eroe, leggendogli la mente. In realtà i poteri del telepate della Fox-Hound derivano dal semplice fatto che vengono letti i file di gioco all’interno della memory card. Era anche capace di muovere il controller, attivando la vibrazione di quest’ultimo, per inciso.

Altro esempio è all’interno del videogioco Deadpool, in questo caso è stato più semplice per i ragazzi di High Moon Studios. E’ proprio il personaggio Deadpool che rompe la quarta parete, il videogioco ha “solo” trasposto il personaggio cartaceo nel mondo videoludico.

Altro esempio molto importante e prezioso è Undertale. Quando il nostro personaggio combatte contro due nemici come Papyrus e Undyne, questi suggeriscono al giocatore le azioni da compiere, oppure come Flowey che, invece, può corrompere i salvataggi oppure addirittura chiudere il gioco. E perchè non tirare in gioco i capolavori della LucasArts, con Guybrush Threepwood e vari personaggi secondari che fanno spesso riferimenti al sistema di gioco, facendo intuire al giocatore che più o meno tutte le entità sono a conoscenza del fatto che facciano parte di un videogame.

Tutti questi giochi che abbiamo citato sono titoli in cui i personaggi interagiscono con noi videogiocatori e sono perfettamente consapevoli di essere all’interno di un videogioco.

E qui arriviamo arriviamo a Doki Doki Literature club.

Una piccola premessa che vogliamo fare è che da qui in poi sono presenti contenuti spoiler più o meno pesanti. Siete stati avvertiti!

Il titolo si presenta come una normale graphic novel, le caratteristiche ci sono tutte: impersoniamo il tipico ragazzo “nerd” molto comune in questo genere di opere, interessato quasi unicamente ad anime e manga.

In un normale giorno di scuola veniamo intercettati dalla nostra amica di infanzia e vicina di casa Sayori, che ci chiede in quale club ci vogliamo iscrivere e da bravi bradipi quali siamo, non abbiamo ancora scelto a quale club aderire perciò siamo quasi costretti ad entrare in quello di letteratura.

All’interno del club facciamo la conoscenza di altre tre ragazze. La piccola Natsuki, in apparenza arrogante, fredda e combattiva ma che nasconde un lato generoso, affettuoso e dolce. Yuri ragazza più matura rispetto a Natsuki, alta, intelligente, timida, preferisce non mettersi molto in mostra, chiede scusa anche quando la colpa non è sua, è appassionata di libri dove le storie di fantasia la fanno da padrona e di storie horror. L’ultima che incontriamo è Monika, la presidentessa del club. E’ la ragazza più popolare della scuola, il nostro personaggio la conosce, hanno frequentato la stessa classe l’anno prima. E poi c’è Sayori, appunto la nostra vicina e amica di infanzia.

Le prime ore di gioco sono molto lente: è pur sempre una graphic novel. Ci esercitiamo a scrivere poesie e a leggere quelle delle altre componenti del club.

I rapporti tra i vari personaggi incominciano ad intrecciarsi e vediamo che abbiamo catturato l’interesse delle ragazze, di tutte, tranne che quella di Monika: d’altronde lei è la più popolare della scuola, è altamente improbabile o impossibile che si interessi a noi. Quindi, come in ogni graphic novel che si rispetti, dobbiamo decidere la persona con cui vogliamo instaurare una relazione. Man mano che il titolo avanza vediamo che c’è una forte attrazione di Sayori nei i nostri confronti. Sayori ci viene presentata come una ragazza molto allegra e spensierata, fa fatica ad alzarsi la mattina e fa tutte le cose all’ultimo momento, ricevendo così i rimproveri del nostro personaggio. Abbiamo anche un’attrattiva verso Yuri ma lei è molto più timida e introversa.

In un normale giorno di club ci viene detto che dovremmo partecipare al festival scolastico, quest’ultimo servirà per trovare nuovi membri per l’associazione. In questo momento Sayori si allontana dalla stanza, mentre noi dobbiamo scegliere chi aiutare tra Natsuki e Yuri per i preparativi. Se scegliamo Yuri scopriremo che ha una strana attrazione per i coltelli, li colleziona e li trova molto interessanti, instaurando, così, parecchi dubbi in noi videogiocatori. Se scegliamo Natsuki, invece, ci rivelerà che la sua situazione familiare non è delle migliori. E qui vediamo una prima nota che ci allontana dalle normali graphic novel.

Prima di iniziare i preparativi con una delle due ragazze passiamo a trovare Sayori a casa sua, dato che non era presente nel giorno di ritrovo. Dopo questo dialogo, Doki Doki Literature Club si trasformerà completamente e non sarà più lo stesso. La ragazza soffre di depressione, per questo fa fatica ad alzarsi la mattina: non trova motivi per farlo; per questo fa le cose all’ultimo momento: non ha interesse nel farle. Il videogiocatore adesso, abituato alla musica allegra, ai dialoghi allegri e ai colori allegri (il viola e il rosa sono i colori predominanti) rimane senza fiato. Quello che prova è solo un senso di inquietudine.

Il giorno del festival arriva, è tutto pronto, ma Sayori non c’è. Parliamo con Monika del motivo dell’assenza e lei ci dice che è a causa del dialogo avuto il giorno prima. La ragazza è consapevole della conversazione avvenuta, e quindi noi corriamo a casa sua in preda al panico. Appena entriamo nella camera, il senso di inquietudine avuto in precedenza si trasforma in panico. La scena che avremo davanti ai nostri occhi sarà questa:

Il gioco sembra rompersi, a schermo appaiono messaggi di errore e il titolo sembra ricominciare daccapo ma il nome di Sayori non appare più. E’ stata cancellata dalla memoria del gioco, da quella del nostro protagonista ma non dalla nostra. Il tutto sembra prendere un aspetto completamente diverso da quello a cui eravamo abituati. Il gioco non è più una classica visual novel. Le meccaniche di gioco rimangono le stesse, dobbiamo scegliere una delle tre ragazze. Ma il tutto prende una direzione più cupa, più macabra. Natsuki e Yuri litigano di continuo fino ad offendersi pesantemente. Troviamo Yuri che si taglia le braccia e da qui capiamo il suo interesse per i coltelli. Ad un tratto Yuri dichiara anche lei il suo amore per noi, anche se, più che amore, si tratta di una vera e propria ossessione. Infatti la ragazza, che non si sente abbastanza apprezzata da noi, si toglierà la vita, appunto, con un coltello proprio davanti ai nostri occhi.

In precedenza abbiamo detto che il giocatore utilizza il videogioco come intrattenimento. Adesso non è più così, il giocatore ha la sensazione di essere incastrato all’interno del gioco. Il protagonista, infatti, rimarrà per tre giorni, un weekend (all’interno del tempo reale è circa una mezz’ora buona) con una sola immagine su schermo, senza poter fare nulla. Il videogiocatore avrà solo il corpo di Yuri senza vita davanti a lui.

Arriva il lunedì, la prima ad entrare in aula è Monika. E quello che ci attende è tutto tranne che un normale videogioco. Il gioco si riavvia di nuovo e davanti a noi avremmo solo lei.

Monika dichiara di essere cosciente che è all’interno di un gioco ed è stata lei a cancellare Sayori, a portare alla morte Yuri e Natsuki con tutto il mondo di gioco, infatti nell’immagine potete vedere il vuoto fuori dalle finestre.

Il giocatore, se nel momento della morte di Yuri non aveva modo di uscire da quel momento di stallo, qui non ha proprio via di fuga. Monika parla a noi direttamente, il nostro protagonista ormai non esiste più.  Ha fatto tutto questo perché anche lei è innamorata di noi e ora rimarremo lì con lei per sempre. Siamo all’interno di un loop senza fine, se usciamo dal videogioco e rientriamo, ci troviamo davanti sempre Monika, che ci chiede di non riavviare più il gioco perché è come se la uccidessimo. Continua a parlare, senza più finire. Questo momento e i dialoghi possono durare per sempre poiché quest’ultimi ricominceranno da capo, appunto come in un loop.

Finalmente arriviamo al titolo dell’articolo, ammettiamo che ce ne è voluto di tempo per capirlo ma tutto questo era essenziale. L’unica maniera per uscire da questo loop, è andare nel file system, dove è installato il gioco e cancellare noi stessi il file di Monika. In questa maniera rientrando all’interno di Doki Doki, Monika scomparirà.

Il gioco prosegue con un nuovo riavvio, Monika non c’è più. Tutto sembra essere tornato alla normalità, Sayori ci ringrazia di aver salvato lei e le altre ragazze e il gioco finisce.

Abbiamo voluto scrivere tutto questo e portarlo all’attenzione di chi è arrivato fino a questo punto, per affermare con forza quanto sia prezioso Doki Doki Literature Club. Come detto in precedenza, in molti giochi è il videogioco con i personaggi al suo interno a rompere la quarta parete rivolgendosi a noi persone reali. In questo titolo, invece, siamo noi a romperla interagendo con i file del gioco per poter cambiare il corso della storia. Il videogiocatore si sente assolutamente impotente all’interno del gioco, gli eventi si svolgeranno sempre in questa maniera, anche se le scelte saranno diverse. Ed è proprio questo che non va a genio a Monika, si ribella a quanto fatto dai programmatori che le hanno levato il libero arbitrio: lei non ci sta. Per questo modifica i file e lo svolgersi degli eventi. Il Team Salvato ci rende assolutamente schiavi del gioco e ci sentiremo incastrati dentro di esso, senza poter fare nulla.

Per una volta è il gioco che utilizza noi e non il contrario.

Un’altra piccola nota a margine: quello descritto sopra, è solo il bad ending. Doki Doki Literature Club nasconde molto, molto di più. E’ una storia che preferiamo non raccontarvi, per il momento per lasciarvi il gusto di scoprirla da soli. Non ve ne pentirete.

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