Divinity Original Sin 2, la Recensione – NO SPOILER

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Alessandro Guida
Conosciuto sul web come WhereEaglesDare, l'energumeno che vi scrive è un amante e cultore dei videogames. Dedito al culto della MasterRace da tempo immemore, si diletta fra RTS, RPG - di quelli buoni - e Rocket League.

Conosciuto sul web come WhereEaglesDare, l'energumeno che vi scrive è un amante e cultore dei videogames. Dedito al culto della MasterRace da tempo immemore, si diletta fra RTS, RPG - di quelli buoni - e Rocket League.

Tempo di lettura: 10 minuti

Iniziare una nuova partita in Divinity Original Sin 2 è uno dei più grandi piaceri che un amante di RPG può concedersi.

Per chi non ne fosse a conoscenza, il titolo in questione è il sequel del primo capitolo sviluppato nel 2014 da Larian Studios, talentuoso team di sviluppo belga. Il lore della saga affonda le proprie radici nel lontano 2002, quando fu pubblicato Divine Divinity, sotto l’egida Microsoft.

Il gioco si inserì canonicamente tra la moltitudine di concorrenti usciti nello stesso periodo (in quegli anni la produzione RPG occidentale raggiunse vette altissime, basti ricordare Baldur’s Gate, Neverwinter Nights, Planescape Torment), passando quasi inosservato, nonostante godesse di un impianto scenico di rilievo e di un gameplay tarato e meticoloso.

Dal primo episodio acqua sotto i ponti ne è passata parecchia, ma la qualità della produzione è stata un crescendo continuo nel corso degli anni. Un universo dettagliato, una storia sempre diversa ed entusiasmante ed una narrazione magistrale: questi sono stati sempre il fiore all’occhiello dei Larian Studios.

Ma ora torniamo ad Divinity Original Sin 2, il titolo oggetto della nostra recensione.

300 years later

Nato da una campagna di crowdfunding su Kickstarter nel 26 Agosto 2015, il secondo capitolo di Original Sin prende le mosse 300 anni dopo la conclusione delle vicende narrate in precedenza.

L’impianto dell’opera è di quanto più canonico ci possa essere in ambito RPG. La struttura ricalca pedissequamente quella tipica delle pietre miliari del genere: il primo compito sarà quello di creare il nostro alter ego, il protagonista che ci accompagnerà per l’intera durata del titolo.

Già da questa prima fase di gioco, si intravede la dedizione e la cura che il team di sviluppo ha riversato nel titolo. La creazione del personaggio offre un ventaglio di possibilità ruolistiche sbalorditiva: ogni razza presente nel gioco (Umani, Nani, Elfi, Lucertoloidi e … Non Morti) può accedere a svariate classi, selezionabili di default o personalizzabili a piacimento in quanto a punti investiti e skill.

Avremo a nostra disposizione una classe per ogni evenienza (cliccate sulle immagini per ingrandirle NdR):

  • Il Ladro – Classe furtiva e letale, specializzata in trappole e scassinamenti
  • Lo Stregone – Tipico lancia-incantesimi, la sua riserva magica è in grado di devastare il campo di battaglia
  • Il Mago da Battaglia – Versatile ed aggressivo, questo guerriero utilizza le lame e la magia in modo bilanciato e potente
  • Il Paladino – La classe tank per eccellenza, ad una innata propensione difensiva unisce la possibilità di rafforzare se stesso e gli alleati
  • L’Evocatore – Il sangue di demone scorre nelle vene di questo personaggio, permettendo di evocare bestie mortali al suo servizio
  • L’Incantatore – Abile nel controllo degli elementi e nell’infusione degli armamenti, una classe di supporto che può fare la differenza
  • Il Guerriero – Il combattente è una classe votata al controllo dei nemici in corpo a corpo, grazie ad abilità apposite mantiene il focus dell’azione su se stesso
  • L’Inquisitore – Una classe per molti versi simile al mago da battaglia, alla magia unisce forza bruta e attacchi dalla distanza
  • Il Cavaliere – Se esiste un personaggio in grado di rilasciare una quantità di danni enormi in poco tempo esso è il cavaliere. Devastante e impulsivo, a discapito della difesa.
  • Il Metamorfo – Essere in grado di potenziare se stesso a dismisura, padroneggiando incantesimi che lo rendono una minaccia per tutti
  • Il Ranger – Tipica classe specializzata nella distanza, tramite l’uso di frecce speciali è in grado di far male, rallentare o debilitare i nemici
  • L’Assassino – Basata interamente sulla criticità dei colpi, questa classe è letale su nemici presi alle spalle o danneggiati
  • Il Tiratore – Molto simile al ranger, il tiratore controlla il campo di battaglia dalla distanza, colpendo da altezza superiore diventa una macchina di morte

Una volta conclusa l’esperienza di creazione, la nostra avventura avrà inizio. Una sequenza narrata ci introdurrà gli elementi cardine del setting, mettendo in luce quali sono i presupposti alla base di ciò che accadrà.

A beautiful story

La narrazione vede il suo esordio all’interno di una nave prigione diretta a Fort Joy, Main Hub della prima parte di gioco e location conosciutissima a tutti coloro che hanno giocato il primo capitolo. Come da tradizione Larian, al giocatore verrà delegato il compito di comprendere cosa sta accadendo e del perché si trova in quella situazione.

Una volta entrati in game, al nostro collo noteremo subito un pesante collare: abituatevici, vi farà compagnia per molte ore. La pressante costrizione a cui siamo sottoposti è atta a limitare il nostro potere, ma quale sia questo potere, starà a noi scoprirlo. Nemmeno il protagonista ne è a conoscenza.

Non vi sono scorciatoie o semplici traguardi in Original Sin 2. Il gioco non vi accompagnerà per mano alla scoperta del mondo di gioco, eccezion fatta per un semplice tutorial iniziale, ogni meccanica di gioco dovrà essere sperimentata direttamente, ogni interazione con i personaggi dovrete scoprirla voi stessi.

Questa particolarità, già espressa con il titolo precedente, rende il gameplay ostico per i meno avvezzi al genere, ma riesce a regalare emozioni e coinvolgimento senza pari. La difficoltà di accesso risiede anche nella narrazione: purtroppo non vi è una traduzione italiana del titolo, ergo per tutti coloro che non masticano bene la lingua d’Albione sarà quasi impossibile godersi il gioco.

Non vi mentiamo dicendo che sia sufficiente una conoscenza base dell’inglese per comprendere ciò che accade. La sintassi, le metafore e lo stile presenti nella narrazione sono molti ostici, permettendone la fruizione soltanto a chi detiene una discreta conoscenza linguistica.

D’altro canto, il lavoro svolto su questo aspetto è magistrale. La quasi totalità dei discorsi è interamente doppiata e la quantità di voci messe in gioco è impressionante. Ogni personaggio, principale o secondario è stato caratterizzato con maestria. Il mondo di Divinity è ricco di storie interessanti e aneddoti pronti per essere scoperti, anche casualmente. La mole di testi da leggere è riguardevole, come anche lo stile che si denota al loro interno.

Durante il nostro viaggio verremo continuamente sollecitati da nuovi stimoli, grazie ad un ambientazione classica ma ben curata. Il nostro ego creativo e la nostra fantasia potranno poi trovare sfogo nell’inedita modalità Game Master, dove verremo chiamati a creare le nostre avventure, condividendole con la community.

Tramite il Game Master Mode ci trasformeremo in veri e propri Dungeon Masters, pronti a mettere alla prova i nostri amici. Cambieremo le regole, determineremo gli obiettivi ed elargiremo le ricompense, tutti in pieno stile D&D.

A Movement Point to rule them all

Come accennato in precedenza, Divinity Original Sin 2 opta per un gameplay classico che strizza l’occhio alle grandi glorie del passato. Quindi ci troveremo a navigare fra svariate tabelle colme di statistiche, abilità e descrizioni minuziose. Ma il tutto sarà comunque un piacere: grazie ad una realizzazione pulita ed elegante, l’intera interfaccia utente del titolo risulta di facile fruizione. Unica nota dolente, il diario delle missioni (troppo dispersivo e mal indicizzato).

Dopo aver fatto pratica con la UI, il gioco vero e proprio si presenta con una visuale isometrica dall’alto, che permette di controllare il giocatore tramite il mouse o il controller (opzione ben implementata ma meno immediata). Il protagonista e il suo party, il cui numero massimo è di 4 membri, potrà essere controllato sia come una singola compagine che come unità singola, aprendo infinite possibilità di agire nel mondo di gioco.

Ma passiamo a descrivere il punto cardine di Divinity Original Sin 2: il Sistema di Combattimento.

Come nel precedente episodio, è stata ripresa la struttura a turni. Una volta entrati nel campo visivo delle unità ostili inizierà la fase di schermaglia.

Ogni unità dispone di un numero variabile di Punti Movimento, determinati dalle proprie Statistiche e spendibili per effettuare azioni durante il combattimento. L’ordine tramite il quale agiranno i personaggi sarà deciso dal loro valore di Iniziativa.

Sebbene il Sistema di Combattimento sia da questo versante abbastanza classico, con i tipici hit danno e salvezza determinati da un D6 o D12 casuale, quello che lo rende unico è la sua interazione con il Campo di Battaglia.

In ogni scontro al quale parteciperemo, il luogo in cui esso si svolge è determinante. Scegliere la posizione sbagliata dalla quale entrare in contatto con il nemico risulterà per la maggior parte delle volte fatale. Divinity Original Sin 2, almeno alle difficoltà più elevate, non ci riserverà quasi mai margine d’errore, costringendoci a molti “save&load”.

La conformazione del terreno e le sue caratteristiche fisiche giocheranno un ruolo di prim’ordine nell’economia di gioco. Al centro della loro gestione risiede la ruota degli elementi, dove acqua, fuoco, aria, terra e veleno saranno i fattori discriminanti per la buona riuscita delle nostre azioni.

Lanciando un incantesimo di fuoco su una nube tossica potremo ad esempio far saltare letteralmente in aria i nostri avversari, mentre una scarica elettrica diretta verso il nostro parti infliggerà molti più danni se ci troviamo su un terreno bagnato.

Le possibilità di interazione ambientale saranno molteplici e starà tutto alla capacità del giocatore nel cogliere le opportunità offerte dallo scenario. Badate bene, la difficoltà degli scontri è sin da subito tarata verso l’alto, quindi la gestione meticolosa del nostro gruppo diverrà un esigenza primaria sin dalle prime battute di gioco.

Il Crafting, l’Enchanting e le Rune diverranno i nostri migliori alleati, permettendoci di plasmare l’equipaggiamento degli eroi secondo il nostro stile di gioco e le nostre preferenze.

Se ciò non dovesse bastare c’è sempre un enorme Skill Tree con cui avere a che fare. Infatti ogni personaggio, in base alla propria classe di appartenenza e alle proprie abilità, sarà in grado di apprendere nuove e letali abilità. Ogni Skill è legata ad un determinato Ramo di Conoscenza, i quali potranno essere migliorati salendo di livello.

Anche qui le possibilità di customizzazione saranno sorprendenti, lasciando al giocatore una libertà assoluta.

A Painting in motion

Tecnicamente parlando, Divinity Original Sin 2 compie un netto passo avanti rispetto al predecessore. Se il primo capitolo difettava di una realizzazione dello scenario sporca e molte volte povera, questa volta Larian Studios si è impegnata affondo, realizzando un mondo vivo e vibrante.

Anche le location meno importanti sono state trattate con riguardo, elargendo dettagli ovunque, con una miriade di elementi spostabili a piacimento. Infatti, l’intero scenario di gioco è soggetto alle nostre azioni: con l’uso della forza o della telecinesi potremmo spostare, distruggere o occultare la gran parte degli oggetti.

Un lavoro enorme, corredato da una realizzazione artistica che mostra carattere e vivacità.

IMPIANTO GRAFICO

A tutto schermo, il colpo d’occhio offerto dal gioco è senza ombra di dubbio stupendo. Il tutto è anche ottimizzato discretamente, riuscendo a gestire un frame-rate alquanto stabile in ogni occasione. La scalabilità del motore di gioco è decisamente buona, e confidiamo che la maggior parte dei giocatori riuscirà a trovare un compromesso fra le performance e la qualità.

Anche a livello basso, il quadro d’immagine risulta pulito e dettagliato, rinunciando però agli ottimi effetti di illuminazione e di gestione delle ombre. Anche il fogliame è stato ricreato con maestria, donando a tutto lo scenario un look particolare e mai monotono.

Sulla nostra Configurazione di Prova (i5-3570k + 16 GB RAM + RX 480 Nitro+ 8GB), la fluidità si attestava in media sui 70 fps, con rari cali sotto tale soglia. Le impostazioni grafiche adottate sono state quelle massime, con AntiAliasing ed Occlusione Ambientale attivati.

AMBIENTE SONORO

Per quanto riguarda l’aspetto prettamente uditivo dell’esperienza, il lavoro svolto è anche qui di altissima fattura. Le musiche di sottofondo sono evocative ed emozionanti, capaci di coronare ogni momento del gioco, variando da attimi di suspense, paura ed apprensione verso intere sezioni rilassate e ispirate, il tutto in maniera naturale e mai invasiva.

Gli effetti sonori in combattimento sono fedeli e il clangore delle armi è stato ben ricreato, come anche gli effetti sonori legati ad incantesimi ed esplosioni.

Conclusione

A discapito della mancata traduzione italiana e al netto di qualche imperfezione facilmente rimediabile, il titolo realizzato da Larian Studios rasenta la perfezione.

Siamo al cospetto di un RPG nudo e crudo, dove il giocatore dovrà crescere insieme al proprio personaggio per giungere all’epilogo. Ogni elemento di questa produzione è stato pensato e attuato in maniera impeccabile. Ogni giocatore, sia quello alla ricerca di una sfida e sia quello desideroso di una gran bella storia, saranno accontentati.

Godendo Divinity Original Sin 2 a fondo, abbiamo concluso il capitolo finale del gioco in non meno di 70 ore. La longevità si attesta quindi su un ottimo livello, riuscendo a tener compagnia al giocatore per molto tempo. Sono inoltre presenti le Modalità PVP Arena e Game Master, con le quali si potrà sforare la soglia delle 100 ore con tranquillità.

La Storia, il Sistema di Combattimento e la gestione del Party sono quanto di meglio possiamo sinora rintracciare. I personaggi che ci accompagneranno nella nostra avventura avranno ognuno le proprie storie, il proprio carattere e le proprie inclinazioni, costringendoci molte volte a dover optare per scelte difficili.

Arrivare alla conclusione sarà un esperienza indimenticabile, che ogni amante del genere ruolistico dovrebbe concedersi. Ottimo Lavoro.

Divinity Original Sin 2

9.5

Storia

9.3/10

Gameplay

10.0/10

Sonoro

9.0/10

Longevità

9.5/10

Extra

9.5/10

Pros

  • Un mondo vivo, capace di regalare emozioni
  • Impianto ruolistico impeccabile
  • Narrazione sorprendente
  • Sistema di Combattimento difficile ed appagante

Cons

  • Manca la traduzione italiana
  • Prima o poi finisce
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