DEX: Enhanced Edition (Switch), cyber-guerra artigianale

Recensioni
Camilla Colombo

Tempo di lettura: 6 minuti

Quando parliamo del genere Cyberpunk, ci sono alcuni elementi che sicuramente solleticheranno la nostra mente più di altri. Che si tratti del rapporto tra l’uomo e la macchina – e, di conseguenza, di quello tra la naturalezza del corpo e la complessità della mente – o che si pensi all’immagine capitalistica esasperata nel burattinoso monopolio delle grandi concentrazioni industriali e tecnologiche tipicamente associate alle storiche Zaibatsu giapponesi o, ancora, delle agitazioni politiche dipinte e anticipate da scrittori tra i quali Philip K. Dick risulterà sicuramente un luminare, non possiamo certo negare l’impatto che questa particolare visione futuristica (e pessimistica) avrà avuto almeno una volta su di noi. Questo stesso ordine, non a caso, è stato più volte rivisitato in tutti i complessi mediatici più noti: dal cinema, alla letteratura, fino ad arrivare, ovviamente, ai videogiochi. È infatti tra le tante uscite e gli annunci di genere che stanno progressivamente riempiendo questa intrigante e magnetica categoria che cerca di riproporsi nuovamente DEX, l’interessante action-gdr che trova il suo equilibrio in un ibrido tra platform e gioco di ruolo. Risalente nella sua prima versione al Maggio 2015 e rielaborato in una Enhanced Edition rilasciata inizialmente su Playstation 4, PSVita e Xbox One e ora disponibile anche su Nintendo Switch, torna a far parlare di sé questa particolare produzione sviluppata dalla casa di sviluppo Dreadlocks Ltd., con sede a Praga, continuando un’avventura iniziata su Kickstarter nel 2012 e liberamente ispirata ai noti predecessori Deus Ex e Shadowrun.

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Un mistero virtuale

In Dex: Enhanced Edition verremo inseriti fin da subito nel vivo dell’azione venendo immediatamente coinvolti, nei panni della protagonista eponima Dex, in un conflitto sociale che vede un movimento di hacker, guidati dalla leadership del nostro misterioso salvatore Raycast, impegnarsi nel tentativo di smascherare il Complesso: una corporazione fantasma di potenti aziende che ci darà la caccia e che per mantenere ed incrementare il suo potere ha sviluppato un programma capace di apprendere e di accedere ad ogni tipo di informazione affinché controllasse con infinite risorse tutta la rete della città futuristica di Harbor Prime. Questa intelligenza artificiale, chiamata Kether, capace di vedere tutto e leale a nessuno, rappresenta ciò che più si potrebbe avvicinare al Paradiso per un anarchico digitale: incorruttibile e affascinante. Per scongiurare il rischio che qualcuno potesse tentare di appropriarsene, il Complesso ha parallelamente creato un virus di controllo chiamato GSV, una risorsa estrema che riuscisse ad ostacolare l’operatività di questo Eden informatico. Giunto infatti il momento di distruggere il potenziale di Kether, sfuggito alla vigilanza dell’organizzazione, il virus venne rilasciato scatenando quello che nel gioco viene definito iconicamente “lunedì nero”, un intero giorno di totale blackout della rete in conseguenza del quale si sono perse tutte le tracce della miracolosa IA.

È proprio in queste circostanze che vedremo inserirsi la nostra prima attrice, capace di compiere imprese sovrumane come quella di connettersi al Cyberspazio senza l’ausilio di connessioni esterne e inspiegabilmente braccata da entrambe le fazioni; una ragazza dalla memoria oscurata che acquisirà conoscenza del proprio ruolo all’interno di un sistema intricato di pari passo con il videogiocatore, affrontando allo stesso tempo la realtà pericolosa generata dalla sua stessa esistenza. Con queste premesse, nel corso della nostra avventura troveremo molti nemici, ma allo stesso tempo avremo modo di avvicinare altrettanti alleati e utili conoscenti che ci permetteranno di plasmare il nostro percorso e di decidere che tipo di individuo vogliamo essere: spietato, diplomatico, libertino… ad Harbor Prime tutto sembra concesso.

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Gameplay “fatto a mano”

Abbiamo già accennato alla natura ibrida della struttura del gioco che prova, come spesso accade, a combinare diversi stili senza accontentarsi di un termine prestabilito. Nel caso di Dex: Enhanced Edition avremo così la possibilità di esporci ai tratti tipici dei videogiochi bidimensionali a piattaforme con combattimenti in tempo reale, senza però rinunciare ad un accenno di esplorazione e potendo altresì godere di quelle tradizionali caratteristiche che si associano ai giochi di ruolo con particolare attenzione per la progressione e la personalizzazione del personaggio. Nel nostro caso specifico, oltre ad avere la possibilità di assegnare punti abilità acquisiti con l’aumento del livello a specifiche statistiche personali (vita, danni, effrazione, persuasione ed altri ancora), potremo fare affidamento anche su specifici upgrade associati all’implementazione di software e parti meccaniche all’interno del nostro corpo.

Non da meno, nel rispetto della scelta del copione di trattare da vicino argomenti sulla violazione informatica e l’hacking, per la raccolta di dati e l’infrazione di alcuni sistemi informativi sarà necessario cimentarsi in minigiochi affidati alla dimensione del “Cyberspazio” che ci intratterranno con una simulazione dinamica e circolare dei celebri rail shooter che hanno segnato la storia arcade e dei cabinati e che si identificano molto comunemente in Space Invaders. Questa particolare dinamica, associata ai valori di concentrazione – corrispondente alla nostra resistenza ai colpi subiti dai nemici virtuali corrispondenti a virus e firewall – e ad una barra dedicata all’utilizzo di attacchi potenziati, risulterà indispensabile per il proseguimento dell’avventura, costituendo purtroppo, allo stesso tempo, uno scoglio ostile soprattutto nelle fasi iniziali che non presentano un approfondimento esaustivo di tutte le nostre possibilità. Fortunatamente sarà presto possibile, anche in questo caso, fare affidamento su specifici software (ad uso singolo e permanenti) che ci permetteranno di superare più agevolmente questi intramezzi frenetici che ci consentiranno di collezionare le informazioni necessarie sia per il nostro avanzamento, sia per la progressiva comprensione degli avvenimenti che costituiscono la storia che circonda la nostra protagonista.

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Non mancheranno, inoltre, quest secondarie che spezzeranno la linearità della narrazione, arricchendo ed animando allo stesso tempo l’universo cyberpunk che troveremo ad accoglierci. Nonostante queste risultino di natura facoltativa, sarà spesso utile soffermarsi a completarle dal momento che costituiranno il modo più semplice per collezionare importanti risorse quali denaro per acquistare utili oggetti, armi e potenziamenti dagli svariati mercanti e NPC e, soprattutto, esperienza per aumentare il nostro livello e sbloccare importanti abilità che ci porteranno ad agire e a muoverci più liberamente all’interno della città.

L’attenzione per il progresso del personaggio risulta così essere mandatoria per riuscire a tenere il passo con la difficoltà del gioco, la quale dimostrerà spesso di essere penalizzante pur offrendo la possibilità di gestire con sufficiente libertà l’amministrazione dello stile di gioco. La dipendenza dal commercio di strumenti sarà molto stretta soprattutto per quanto riguarda il recupero della vita e della concentrazione e nonostante l’opportunità di scegliere se affrontare i nemici in modo stealth, con un combattimento corpo a corpo o direttamente con armi a distanza, a causa del sistema di comandi abbastanza farraginoso ci troveremo spesso in condizioni critiche e senza le risorse necessarie per evitare continui viaggi tra un settore e l’altro della mappa che comporteranno il reset dei nemici fino ad allora sconfitti. Purtroppo, infatti, nonostante le continue rivisitazioni dei tecnicismi di questo prodotto, risulteranno inevitabilmente evidenti i limiti di questa produzione che rischiano di compromettere l’esperienza generale, interferendo spesso con la fluidità e la scioltezza del proseguimento e spingendo il videogiocatore ad inciampare nella ricerca di soluzioni e strade alternative che portino, come anticipato, ad acquisire i requisiti necessari per affrontare determinate situazioni.

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Gli ottimi spunti

Nonostante le imprecisioni tecniche, DEX: Enhanced Edition è un titolo che si lascia giocare grazie soprattutto alla sua narrazione enigmatica che cattura facilmente la curiosità del videogiocatore e grazie anche ad un piacevolissimo level design realizzato a mano con un tratto che sfiora il cyber-futuro, colorandolo allo stesso tempo di sfumature nostalgiche tipiche degli anni ’80 e ’90. Purtroppo sembrano non seguire il passo di questi elementi riusciti i testi dei dialoghi interattivi che, non solo a causa di una traduzione italiana spesso imprecisa e frettolosa, finiscono in alcuni momenti con il risultare non pertinenti con la continuità della trama e con alcuni dei temi maturi e impegnativi proposti.

Sebbene il leggero conflitto di interessi tra le parti che costituiscono la totalità di questo titolo, non si può dire che non si tratti di un ottimo esperimento che offre non solo una buona rappresentazione del genere letterario e cinematografico al quale fa riferimento con velati riferimenti a Neuromante e Blade Runner, ma anche e soprattutto dei buoni spunti e propositi per eventuali produzioni future della stessa Dreadlocks Ltd. In definitiva, approfittando di possibili promozioni che vadano ad abbassare il prezzo di lancio orientato sulla ventina di euro, consigliamo di tenere d’occhio questa piccola rivelazione, senza perdere l’occasione di dargli una possibilità!

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6.7

Gameplay

5.0/10

Trama

7.0/10

Grafica

7.5/10

Longevità

7.0/10

Struttura del gioco

7.0/10

Pros

  • Vicende interessanti
  • Buona ambientazione Cyberpunk
  • Grafica disegnata a mano piacevole

Cons

  • Dialoghi scostanti
  • Controlli nei combattimenti approssimativi
  • Difficoltà di gioco a volte sproporzionata

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