Destroy All Humans! Recensione, Crypto torna a far danni

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Giuseppe Licciardi
Nato con un pad nella mano sinistra e un mouse nella destra. Ancora non si conosce la sua vera provenienza, molti pensano faccia parte di un' antica razza aliena che mira a divulgare il videogioco come arte. Per ora si sa solo che studia per diventare Ingegnere Informatico, ma forse è solo una scusa per mimetizzarsi tra gli essere umani.
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Nato con un pad nella mano sinistra e un mouse nella destra. Ancora non si conosce la sua vera provenienza, molti pensano faccia parte di un' antica razza aliena che mira a divulgare il videogioco come arte. Per ora si sa solo che studia per diventare Ingegnere Informatico, ma forse è solo una scusa per mimetizzarsi tra gli essere umani.

Tempo di lettura: 5 minuti

Chi l’ha detto che gli alieni non tornano a farci visita? Forse questo può valere per i musi verdi! Ma no, Il nostro alieno non è verde e dopo più di 10 anni torna a far visita al nostro pianeta per portare ancora una volta scompiglio e distruzione. Crypto non è un alieno come tutti gli altri, è arrabbiato e furioso perché gli agenti americani hanno rapito uno dei suoi fratelli Furon! Non è una cosa da poco. In Destroy All Humans la trama sicuramente non è  la trave portante di tutta l’opera ma rappresenta una enorme citazioni al cinema degli anni 70 dedicato agli extraterrestri. È un mix di demenzialità, comicità becera e battute al limite del politically correct. È rimasto così come ce lo ricordavamo senza essere cambiato di una virgola, questo ovviamente può essere un male come un bene, l’importante è capire dove va a posizionarsi come prodotto.

DESTROY ALL REMAKES!

Durante gli ultimi anni abbiamo assistito ad una cospicua serie di rifacimento di grandi videogiochi del passato. Il motivo è semplicemente la nostalgia e  la voglia di riscoprire i vecchi mondi che ci hanno regalato tante emozioni da piccoli. Se pensiamo al più vicino Final fantasy 7 remake, quello è forse la massima espressione di come questa maxi operazione di remake possa far riscoprire in modo diverso alcuni scenari che ci hanno incantato in passato, ma nello stesso momento farli scoprire a chi non ha potuto viverli in quell’epoca o a chi ancora non era nato. Per Destroy All Humans il discorso è forse un po’ diverso, il titolo originale per PlayStation 2 viene ricordato ancora tutt’oggi da molti appassionati per essere un mix di citazionismo e demenzialità elevati all’ennesima potenza. Quello che ritroviamo in questo remake è proprio la stessa esperienza ripesa 1:1 e portata in alta definizione.

La trama è sempre la stessa, facciamo parte dell’Impero Furon, uno delle razze aliene più cattive dell’universo, ma un disastro ha segnato la nostra famiglia. Hanno rapito un nostro compagno durante un incidente a Rockwell ( ogni riferimento al caso Roswell ovviamente non è puramente casuale). Il nostro compito sarà quello di scendere sulla Terra e disintegrare ogni traccia di essere umano presente sul pianeta. O meglio, dovremmo far sì che le persone non ci scoprano mentre affronteremo ogni missione tramite l’ausilio dei mille gadget che avremo a disposizione grazie alla nostra avanzatissima tecnologia Furon. I poteri del nostro alieno Crypto sono quelli dell’ immaginario alieno classico. Telecinesi, comando a distanza e lavaggio del cervello e ultima e non meno importante una sonda che si potrà comodamente usare per inserirla…come dire..lì dove non batte il sole. Insomma sarà uno spasso poter prendere il controllo delle menti umane e andare in giro a creare scompiglio per le strade americane di Santa Modesta.

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CRYPTO! SPARAFLASHALI!

Come detto in precedenza questo remake non mira ad andare a modificare la giocabilità originale dello stesso. Le diverse missioni che andremo ad affrontare sono essenzialmente open map, e in ognuna di esse dovremmo dare sfoggio alle nostre abilità da alieno superiore e portare a termine i nostri obiettivi. Tra il controllo mentale di uno scienziato al distruggere un intera città con il nostro disco volante, saremo chiamati a dare una risposta dura al genere umano. Tutto il titolo sarà ovviamente infestato da una miriade di citazioni e battute che non sono state cambiate dall’originale. Il limite del politically correct non viene mai infranto ma ci troviamo comunque davanti a battute su comunisti che rappresentano l’inferiorità e che devono essere distrutti per il bene dell’America intera.

Per tutta la nostra avventura infatti il nostro Crypto verrà scambiato per una spia comunista che vuole interferire con i piani di evoluzione Americana, e che giustamente deve essere catturata per dare credibilità al popolo americano della superiorità della loro bandiera. Anche se non ci sono stati cambiamenti sostanziali all’impianto ludico del titolo, una cosa che ci sentiamo di sottolineare è che sarà possibile avere da subito a disposizione la possibilità di usare più poteri nello stesso momento, magati mentre usiamo la telecinesi su una mucca potremmo essere in grado di rubare il cervello ad un umano, il tutto sempre rispettando le creature del pianeta…. più o meno.

PICCOLE E PIACEVOLI AGGIUNTE

Dal punto di vista del gameplay poco è cambiato rispetto al capitolo precedente, cosa ben diversa invece per la rigiocabilità. Una volta completato ogni livello infatti, saremo in grado di poterlo rigiocare per superare delle sfide extra, che ci permettano di avere molti più punti DNA da spendere all’interno della nave madre per poterci potenziare. I potenziamenti interessando principalmente due aspetti del nostro Crypto, i suoi poteri e il suo disco volante. I primi saranno semplicemente per facilitarci nell’uso di essi, ad esempio sarà infatti possibile potenziare i nostri scudi per renderli più duri da buttare giù. Per il nostro disco volante sarà invece possibile aumentare la quantità di munizioni per il nostro inceneritore o per aumentare gli scudi della stessa. All’interno di ogni livello inoltre sarà possibile superare delle sfide bonus per poter avere accesso ad una serie di modelli e di costumi che potranno essere sfruttati per cambiare il look del nostro alieno per renderlo molto più stiloso durante la sua battaglia contro il genere umano.

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IT CAME FROM OUTER SPACE

Ovviamente inutile dire che il titolo prende parte di un immaginario anni 50, lo stesso della guerra fredda, e fa della sua principale fonte di “sostentamento” quel cinema del dopoguerra fatto di stereotipi che si ritrovano all’interno dei personaggi che incontreremo in tutto il titolo e che faranno sfoggio della loro “americanità” in tutto e per tutto. Il titolo però è in tutto e per tutto divertente da giocare, demenziale e soprattutto ci permette di staccare la testa e dare sfoggio a tutta la nostra creatività per trovare sempre nuovi modi per superare una missione, sia con un approccio più stealth o dando fiamme a tutto.

Destroy All Hunans è un titolo con uno scopo ben preciso, farci ricordare quanto è importante il divertimento in un videogioco aldilà della sua narrativa, dello stile artistico. Titoli di questo tipo sono tanto importanti quanto preziosi da poter ricordare, soprattutto per chi non ne ha potuto usufruire all’uscita originale. Speriamo che il titolo possa vendere bene e dare una speranza anche al sequel che viene ricordato come un piccolo flop e forse un remake potrebbe dargli un nuovo lustro. Se cercate però divertimento, spensieratezza e demenzialità per questa estate allora vi consigliamo caldamente di recuperare il titolo che non vi lascerà sicuramente a bocca asciutta. Lunga vita all’impero FURON!

Destroy All Humans!

40.98€
7.7

Gameplay

7.5/10

Trama

7.0/10

Grafica

8.0/10

Longevità

7.5/10

Divertimento

8.5/10

Pros

  • Divertente
  • Livelli rigiocabili
  • Sfide aggiuntive

Cons

  • Alcune missioni ripetitive
  • Forse ne volevamo di più

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