Desperados 3 Recensione, mille modi per morire nel vecchio west

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Andy Bercaru
Appassionato del mondo videoludico e della tecnologia già da quando era un bimbo in Beta Testing. Ama i giochi quasi quanto il Wrestling ed il Metalcore!

Appassionato del mondo videoludico e della tecnologia già da quando era un bimbo in Beta Testing. Ama i giochi quasi quanto il Wrestling ed il Metalcore!

Tempo di lettura: 5 minuti

La storia videoludica ci ha sempre dimostrato che, con ogni singola evoluzione spesso e volentieri tendiamo a dimenticare per strada delle cose importanti. Con l’avvento di nuove tecnologie e nuovi modi di giocare, sempre più generi tendono a “passare di moda” e diventare di conseguenza dimenticati. La fortuna vuole che i cicli vitali tendono a ripetersi e tantissime volte anche le mode ormai datate riescono a ritornare in voga. Questa attuale generazione videoludica ci ha dimostrato quanto il sentimento nostalgico dell’umanità riesce ancora ad avere il predominio sulle nuove tecnologie. Senz’ombra di dubbio questi 7 anni sono stati pesantemente dominati da opere del passato non indifferenti. Proprio per questo motivo anche tantissimi generi videoludici sono riusciti a trovare la propria strada in questa nuova era. Tra tutte le varie tipologie di generi, sicuramente il ritorno più curioso è stato quello dei RTT (Real Time Tactics). Questa particolare gamma di giochi ha predominato i primi anni 2000 con prodotti conosciuti come Commandos e Desperados!

Va però precisato che i titoli sopracitati non sono spariti per chissà quale complotto mediatico. Semplicemente il genere proposto da questi giochi non riusciva più andare d’accordo con una tipologia di giocatori sempre più abituati ad essere comodi. La difficoltà estrema e la pura strategia basata sul trial and error cominciava ad essere mal vista da gran parte del pubblico. Combinando questo “malus” ad una fama sempre più in caduta libera (per non parlare di una qualità dei giochi relativamente bassa) non è quindi così incredibile da credere al fatto che un’intera categoria videoludica è stata messa in “stand-by”. Va inoltre precisato anche il fatto che, l’RTT così come ogni singolo strategico andava a predominare sopratutto il mercato PC (in un epoca in quale esso non era così in voga come oggi).

A distanza di anni tuttavia, abbiamo visto tornare in voga questa particolare tipologia di giochi. A differenza delle scorse generazione, l’attuale gen è riuscita a “plasmare” giocatori decisamente più aperti di mentalità e con una voglia sempre più crescente verso nuovi titoli ancora mai esplorati. Proprio per questo motivo lo studio di sviluppo MiMiMi ha deciso di prendere la palla al balzo e cercare di resuscitare un “mostro sacro” dell’epoca PC, ovvero Desperados. Con questo terzo capitolo i ragazzi tedeschi hanno cercato di perfezionare una formula di gioco già riportata in vita (sempre grazie a loro) con Shadow Tactics. Ma saranno riusciti a portare avanti un’eredità nata quasi 2 decenni fa? Sarà questo Desperados 3 il passo successivo che renderà il genere ancora più popolare tra la schiera di videogiocatori moderni? Andiamo a scoprirlo, nella nostra recensione!

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desperados

The good, the bad and the hardcore one!

Anche se alla superficie questo particolare genere può sembrare “riduttivo” da un punto di vista narrativo, la saga di Desperados ha sempre saputo raccontare storie più che decenti. In questo terzo capitolo andremmo a vedere le origini di uno dei personaggi più iconici della serie, ovvero John Cooper (protagonista indiscusso della serie). Desperados 3 infatti si colloca anni prima rispetto a Wanted Dead or Alive, facendoci scoprire i misteri dietro l’evoluzione di Cooper stesso. Vedremo come esso è riuscito a legare amicizie, sconfiggere minacce letali ed oltretutto diventare il cacciatore di taglie indiscusso che abbiamo imparato ad amare. La parte narrativa del titolo non andrà mai a sorprendere il giocatore con colpi di scena assurdi o con situazioni mai viste, tuttavia riuscirà a tenervi incollati allo schermo per la durata di tutte le 30 ore di campagna. A venire in aiuto di una narrativa particolarmente lineare, sarà una charater design molto ben gestito con personaggi carismatici al punto giusto e tal volte sorprendenti da un punto di vista “umano”.

Anche una particolare cura per le ambientazioni del 1870 va resa nota e pregiata. Infatti il Colorado, la Louisiana ed il Messico saranno caratterizzate da vari aspetti tipici del spaghetti western. Deserti vuoti e sabbiosi, città dominate dall’anarchia, bar e locali tipici. Non manca assolutamente niente per far immedesimare al meglio il giocatore. Sicuramente dopo Red Dead Redemption questo Desperados 3 è uno dei prodotti che rispetta in maniera molto fedele il genere a quale si approccia.

SE da un punto di vista narrativo il gioco non brilla proprio per innovazione e sorprese generali, il comparto puramente ludico tende a tenersi su una scia molto simile (ovvero lineare) ma che in qualche modo sorprende di più. Partiamo dal presupposto che questo Desperados 3 vuole proporsi come un’esperienza videoludica molto hardcore basata sul trail and error. Infatti sarette costretti a sfruttare a dovere ogni singola abilità dei 5 protagonisti, attuare piani, fallire miseramente e poi riprovare. Ogni sbaglio sarà vostro e soltanto vostro! Il gioco non vi terrà per mano e non si abbasserà ad aiutarvi nei momenti più difficili. Dovete assolutamente spremere le meningi e capire dove va storto un certo piano. Una semplice azione può costarvi l’andamento della partita costringendovi a ricaricare un deterinato salvataggio.

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desperados

Va però tenuto in conto che, per quanto Dsperados 3 tende ad essere un gioco fortemente “dedicato” all’utenza più hardcore, esso cerca anche di dare possibilità ad un pubblico più casual. Infatti l’opera MiMiMi offre delle difficoltà decisamente più basse rendendo il gioco più guidato e più facile da approcciare dall’utenza non abituata a questi generi ludici. Ovviamente non aspettatevi che il gioco vi aiuti in ogni singola azione. Ancora una volta il trail and error sar presente anche se, alle difficoltà più basse il gioco vi darà più “possibilità” prima di fallire (magari rendendo i vari nemici meno attenti ecc.).

Oltre a queste specifiche particolarità legate alla difficoltà generale del titolo, se dobbiamo andare ad analizzare il gameplay non c’è moltissimo da dire. Ancora una volta siamo davanti ad un prodotto abbastanza classico in quale la tattica e lo stealth si uniscono in maniera egregia per dare vita ad una tipologia di gioco classica. L’unica differenza sarà apportata dalle varie abilità data dai protagonisti che renderanno le situazioni sempre più variegate. Sicuramente tra tutti i PG una menzione d’onore va al personaggi di Isabelle, che in qualche modo riesce a tenere un equilibrio di gameplay sempre solido pur usufruendo di certe mosse addirittura game breaking. Ovviamente non vogliamo spoilerarvi granchè in quanto, scoprire queste abilità uniche dei personaggi secondo noi è una delle parte più belle del gioco.

Tecnicamente parlando

Graficamente parlando il titolo si difende bene pur no dimostrando chissà quale peculiarità uniche. Le texture ed il mondo di gioco e ben curato e su PS4 pro la risoluzione va a 1080p. Tuttavia il framerate soffre di qualche singhiozzo pur essendo costantemente bloccato a 30 fps. Una particolarità che non castra decisamente l’esperienza (vista la tipologia di gioco), ma che tuttavia si fa decisamente troppo spazio durante le sessioni di gioco. Il sonoro risulta molto buono pur mancando il doppiaggio italiano.

Tuttavia i doppiatori sono riusciti a mantenere vivo lo spirito da Spaghetti Western con frase tipiche e accenti ben mirati che contraddistinguono i cowboy e il periodo storico del 1870. Le musiche anche sanno creare la giusta atmosfera grazie ad una varietà di tracce molto vasta. L’unica pecca va attribuita allo schema di controlli. Per quanto il gioco risulta gestibile con un pad, si vede che Desperados 3 è pensato per il Personal Computer. Le levette ed i tasti di un dualshock 4 non riescono a tenere il passo con la rapidità e la fluidità del mouse e della tastiera, rendendo il gioco a tratti macchinoso.

In conclusione

Desperados 3 è un ritorno più che dignitoso di una serie che per anni è rimasta morta. Vedere John Cooper e la sua compagnia di amici tornare a risolvere i casini del vecchio West e stata una sorpresa più che gradita. Abbiamo apprezzato il fatto che il team di sviluppo non è sceso a compromessi e hanno lasciato questo genere molto “easy to learn, hard to master“. Se avete amato Shadow Tactics o se semplicemente cercate un esperienza leggermente più Hardcore (rispetto alle solite uscite), questo Desperados 3 potrebbe fare al caso vostro. Tuttavia se le sfide vi spaventano o la vostra pazienza è paragonabile a quella di Richard Benson, questo prodotto potrebbe rivelarsi a dir poco una scelta sbagliata!

Desperados 3

0.00
7.7

Gameplay

8.0/10

Trama

7.0/10

Grafica

7.5/10

Sonoro

7.5/10

Longevità

8.5/10

Pros

  • Un ritorno al passato molto gradito
  • Il gameplay "hardcore" funziona a dovere
  • Ambientazione curata in maniera egregia
  • Longevità decisamente sopra la media

Cons

  • Qualche incongruenza tecnica
  • Decisamente non per tutti
  • La trama abbastanza banale

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