Crash Bandicoot 4: It’s About Time Recensione, nostalgia canaglia

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Andy Bercaru
Appassionato del mondo videoludico e della tecnologia già da quando era un bimbo in Beta Testing. Ama i giochi quasi quanto il Wrestling ed il Metalcore!

Appassionato del mondo videoludico e della tecnologia già da quando era un bimbo in Beta Testing. Ama i giochi quasi quanto il Wrestling ed il Metalcore!

Tempo di lettura: 7 minuti

Fa decisamente strano pensare che sono passati ben 25 anni da quando la mitica PlayStation arrivò sul mercato. Grazie a quella piccola scatola grigia molti di noi hanno scoperto il mondo videoludico e tutte le magie giacenti dentro di esso. Indubbiamente siamo molto condizionati dai sentimenti nostalgici e dai tempi “migliori”. Tempi nei quali ci sentivamo liberi e senza priorità, tempi nei quali ci bastava un divano, una TV a tubo catodico e tanto tempo libero per accrescere le nostre passioni. I lunghi pomeriggi dopo scuola diventavano quasi da favola in compagnia di certe leggende. Insomma, siamo cresciti anche grazie a questi ricordi che oggi plasmano ancora di più il nostro amore per questo determinato lato artistico. Non è stata la scuola o i genitori ad insegnarci a sognare, ma i nostri mitici amici conosciuti durante l’infanzia come Spyro, Solid Snake e un certo Crash Bandicoot.

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Questa generazione di console ha giocato diverse volte con i nostri sentimenti, cercando di farci ricordare quanto si stava meglio anni fa. Per quanto vedere una mole incredibile di remastered e remake non è stato sempre ben recepito dalla comunità, questa mossa ha aiutato molti giocatori a rivivere esperienze uniche. Che sia chiaro, non tutti hanno svolto il compito a dovere e molto spesso l’opera riproposta risultava peggiore dell’originale. Tuttavia in questa precisa generazione una compagnia videoludica è riuscita a fare scuola su come usare al meglio le vecchie glorie. Activision insieme ai suoi team interni, in questi ultimi anni, è stata un pilastro non indifferente per noi giocatori datati.

Dopo una N. Sane Trilogy dedicata al buon Crash Bandicoot ed una Reignited Trilogy che ci faceva prendere i panni del noto drago viola, ecco che Toys For Bob sembra aver deciso di buttarsi su nuovi orizzonti. Proprio per questo motivo, quasi a sorpresa durante questo 2020 i ragazzi in questione hanno deciso di annunciare un nuovo capitolo di Crash Bandicoot. Con la consapevolezza di dover sfruttare al meglio tutto quello che hanno imparato in questi anni e con la pressione di non dover fare un grosso fail, il compito svolto dai Toys For Bob non è stato sicuramente uno dei più semplici (specie visto il passato abbastanza discutibile della serie). Ma sarà riuscito questo Crash Bandicoot 4: It’s About Time a convincerci appieno ed a portare avanti l’eredità lasciata dai capitoli creati da Naughty Dog? Andiamo a scoprirlo nelle prossime righe della nostra recensione!

The new, the old and the Crash Bandicoot!

Quando si va a parlare di Crash Bandicoot di solito la trama va in secondo piano. Non fraintendeteci! Le storie narrate nei primi 3 capitoli originali sono sempre state lineare ma raccontate in maniera giusta. Tuttavia il focus dell’intera opera non andava mai a concentrarsi in maniera ossessiva sulla narrativa in quanto l’obbiettivo era divertire l’utente con il gameplay. Fa quindi ancora più strano vedere che non solo la storia in questo quarto capitolo di Crash riesce ad avere una certa valenza, ma anche la qualità del racconto non è per niente da buttare. Il racconto si rifà molto ai cartoni più famosi degli anni 90, proponendo una serie di gag semplici ma divertenti e funzionali e una moltitudine di personaggi caratterizzati più che bene.

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Come confermato già dai creatori, Crash Bandicoot 4 riprende le vicende interrotte nel terzo capitolo (Crash Bandicoot: Warped). Neo Cortex e tutta la sua compagnia di scagnozzi buffi (ma pericolosi) si ritrovano bloccati all’interno di una prigione interdimensionale. Dopo tanti tentativi di fuga e con l’aiuto dei poteri di Uka Uka i nefasti cattivi riescono a produrre una spaccatura nel continuo spazio-temporale, dando la possibilità a Cortex ed i suoi scagnozzi non solo di fuggire, ma anche di mettere in pericolo ogni singola linea dimensionale e temporale. Ancora una volta a vedersela con i cattivi di turno saranno il mitico Crash Bandicoot e la ormai nota Coco Bandicoot. I due giovani questa volta verranno aiutati da una serie di nuovi amici che non solo daranno a loro la possibilità di fermare i cattivi, ma doneranno ai due protagonisti anche una moltitudine di poteri.

Raccontata in questa maniera la trama potrebbe risultare ancora una volta superflua o molto lineare, ma vi assicuriamo che la qualità delle gag ed i ritmi generali del racconto riusciranno ad offrirvi una trama più che godibile (quasi ottima). Abbiamo apprezzato davvero anche l’introduzione di tanti nuovi personaggi che in qualche modo non rovinano minimamente la sensazione classica da cartone animato. Sicuramente un gioco simile non si sperimenta per le sue doti narrative, ma avere un buon racconto è sicuramente un caratteristica da non sottovalutare (specie per questo genere d’appartenenza).

A Crash in Time… Kinda!

Come si fa ad evolvere un genere che, di base, ha dato praticamente tutto quello che aveva da dare? Si può davvero nel 2020 rendere unico il genere platform a tal punto da rendere un gioco appartenente al genere stesso un piccolo capolavoro? A quanto pare a questa domanda i ragazzi di Toys For Bob hanno trovato una risposta più che valida. Certe volte applicare il metodo “Perchè aggiustare se non è rotto?” funziona più che a dovere. Infatti Crash Bandicoot 4 riprende la stessa identica formula vista durante i primi 3 capitoli della saga. Quella specifica formula è riuscita a rendere l’originale trilogia un piccolo capolavoro per l’epoca (che sicuramente veniva superato da altri gradi pilastri). Quindi riproporre una strada già conosciuta non solo aiuta il titolo a mantenere una propria identità, ma conferma ancora una volta quanto sia valido il percorso classico.

Ma Crash Bandicoot 4 non è un semplice “been there, done that!” in quanto questo sequel si fregia della parole diversificazione e varietà. Pur offrendo un sistema classico di gioco composto da sezioni platform sempre più complicate, nemici posizionati in maniera strategica e segreti da scoprire, la varietà dei livelli e delle situazioni è a dir poco ottima! Crash avrà di base le stesse abilità acquistate durante il terzo capitolo, ovvero doppio salto, slide e via dicendo. Ma a questo “arsenale” si aggiungono nuove caratteristiche esclusive di questo nuovo capitolo. Il nostro amato bandicoot adesso è molto più agile e versatile in quanto non solo potrà superare sezioni girando su se stesso e saltando, ma anche grindando e correndo sui muri. Oltre la versatilità del personaggi vengono aggiunte anche una serie di nuove poteri dati dalle maschere quantiche (le veri protagoniste di questo quarto capitolo). Questi “magici” oggetti daranno abilità uniche ai nostri eroi permettendogli di eseguire salti più precisi, rallentare il tempo e tante altre cose (che teniamo a non spoilerarvi).

Un’altra cosa che Crash Bandicoot 4 aggiunge rispetto al predecessore è la possibilità di usare anche personaggi diversi da Coco e Crash. Tutti questi nuovi personaggi non solo avranno un ruolo focale nella storia, ma avranno anche una serie di livelli specifici che il giocatore dovrà portare a termine. Inoltre ogni singolo personaggio sarà caratterizzato da abilità uniche e diverse (come rampini e armi speciali in grado di mutare il gameplay).

Quindi come avrete già capito la varietà risulta a dir poco assurda in questo nuovo capitolo, riuscendo a rendere fresca e godibile una formula già rodata. Tuttavia teniamo a precisare che molti difetti classici della serie risultano (purtroppo) ancora presenti: non solo le hitbox certe volte porteranno il giocatore a tirare giù diversi santi, ma anche la curva di difficoltà tende ad impazzire più del dovuto in certe sezioni. Già Crash Bandicoot 4 presenta un livello di sfida molto elevato, avere quindi una curva di difficoltà non sempre stabile renderà molte delle sezioni a dir poco frustranti e poco godibili.

Al di fuori di questi dettagli però è davvero difficile criticare il lavoro svolto dai ragazzi di Toys for Bob. Se consideriamo ogni singola aggiunta, la longevità a dir poco immensa e la varietà delle situazioni, questo quarto capitolo porta avanti a testa alta l’eredità lasciata da Crash Bandicoot: Warped!

Tecnicamente Parlando

Crash Bandicoot 4 si presenta in maniera praticamente identica a quanto visto con la N. Sane Trilogy. Lo stile cartoon tipico della serie torna ancora una volta rendendo ogni singolo personaggio gradevole da vedere e ben dettagliato. Anche la varietà di colori usati per i vali livelli e la cura per i dettagli rendono il quarto capitolo stupendo da un punto di vista grafico. La versione da noi provata è stata quella PS4 Pro ed abbiamo sfruttato una risoluzione di 1080p. Non sappiamo esattamente se il gioco dispone di una risoluzione maggiore. Per quanto riguarda il frame rate il titolo gira in maniera a dir poco granitica a 60FPS: durante le nostre sessioni di gioco non abbiamo mai notato difficoltà da parte del gioco nel tenere fissi i 60 frame al secondo.

Anche il comparto sonoro mostra i suoi muscoli tornando con un doppiaggio molto valido ed una soundtrack in parte classica ed in parte rinnovata. Risentire il tema di N. Sanity Peak a distanza di anni è riuscito comunque a farci venire la pelle d’oca per la nostalgia e nello stesso tempo a darci una calma interiore non indifferente.

Per quanto riguarda lo schema dei controlli, abbiamo trovato ancora una volta il tutto molto responsivo e preciso. Ogni salto verrà valutato in maniera millimetrica in base all’input dato ed ogni singolo errore non sarà da attribuire ai vari comandi (in quanto essi funzionano in maniera più che egregia).

In conclusione

Ci sono voluti diversi anni per avere finalmente un seguito degno per il mitico Crash Bandicoot. Il talento dei ragazzi di Toys for Bob riesce ancora una volta a dimostrare il meglio, in quanto questo Crash Bandicoot 4: It’s About Time è un piccolo capolavoro per il genere. Non siamo davanti ad una rivoluzione netta del genere (questo primato viene ancora tenuto da Mario Odyssey), ma siamo sicuramente testimoni ad uno dei platform più belli e validi di questa (ormai passata) generazione.

Se avete amato i primi capitoli classici, avete spolpato la trilogia Remake e volete ancora vivere le avventure dell’iconico Bandicoot, allora questo nuovo capitolo non può assolutamente sfuggirvi. Speriamo davvero di vedere in futuro un trattamento simile anche per il nostro amico Spyro, in quanto il talento dei ragazzi di Toys for Bob è a dir poco fenomenale!

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Crash Bandicoot 4: It's About Time

69.99€
9

Gameplay

9.5/10

Trama

8.5/10

Grafica

9.0/10

Sonoro

8.5/10

Longevità

9.5/10

Pros

  • Uno dei migliori Platform di questa generazione
  • Storia divertente e personaggi ben caratterizzati
  • Longevità e rigiocabilità a dir poco assurda
  • Ancora tosto come una volta

Cons

  • I difetti classici della serie sono ancora presenti
  • Poco focus sui personaggi secondari
  • A tratti troppo punitivo

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