Concrete Genie, Anteprima Milan Games Week 2019

Anteprime
Camilla Colombo

Tempo di lettura: 4 minuti

Durante lo scorso Gamescom, Sony si è fatta sentire vivacemente grazie alle anteprime di due piccoli titoli: Dreams e Concrete Genie. Entrambi, infatti, hanno ottenuto immediatamente svariati riconoscimenti, tra i quali ricordiamo con entusiasmo quello per il titolo più originale e la migliore uscita PS4.

Nel corso di questa Milan Games Week 2019 abbiamo avuto finalmente il piacere di provare con le nostre mani e, soprattutto, i nostri occhi la demo di Concrete Genie, un titolo sviluppato da Pixelopus, studio californiano che opera internamente al colosso Sony e che dimostra con fierezza una notevole crescita produttiva rispetto alla sua precedente opera: Entwined, un prodotto estremamente interessante che già nel lontano 2014 colpì gli appassionati grazie alla sua artisticità e ad una trama tanto semplice quanto efficace.

La fotografia che avevamo di questa loro nuova creazione era, a questo punto, luminosa e vivida, colorata con stupore dalle prime immagini e dai primi trailer trapelati ormai due anni fa. Le nostre prime impressioni, positive e largamente condivise dalla critica, sono state diffusamente confermate dai primi istanti di gioco che hanno permesso di avvalorare la capacità espressiva e la vena artistica di questo titolo.

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Arte dinamica

Il nostro obiettivo sarà quello di restituire vitalità alla cittadina di Denska, paese natale del protagonista Ash, un ragazzino introverso ed estremamente creativo che grazie ad un pennello magico avrà la possibilità di illuminare le buie strade di una località apparentemente abbandonata e caduta in rovina.

Avrete a questo punto intuito che non si tratta di un gioco che ci impegnerà nella sconfitta di nemici o mostri. Al contrario, la nostra “arma”, intesa in senso prettamente platonico, è un pennello che permetterà di dare vita alle creature che potremo liberamente disegnare sulle pareti dei cupi edifici di Denska e che avremo modo di controllare per far sì che ci aiutino nella risoluzione degli enigmi disseminati lungo la nostra colorata impresa.

Queste creature, chiamate Geni, saranno personalizzabili a nostro piacimento: potremo infatti scegliere tra diverse caratteristiche fisiche sbloccabili nel corso del gioco che spaziano dalla forma del corpo ad elementi più decorativi, che contribuiranno a determinare il carattere dei nostri amici immaginari. L’idea è la stessa sita alla base della “creazione del personaggio” dei più celebri Giochi di Ruolo (GDR) e, più nello specifico, ricorda con un tocco di nostalgia una versione bidimensionale della creazione degli alieni di Spore.

Non mancano a tal proposito, sezioni del menù dedicate esclusivamente alla raccolta e al censimento delle svariate combinazioni di Geni che potremo realizzare, elementi che incentivano alla creatività e alla sperimentazione e che estendono e ampliano la durata di gioco (sulla quale non abbiamo ancora indicazioni).

Lo stesso principio di personalizzazione si applica ai paesaggi coi quali potremo dare vita ai nostri murales e che spesso e volentieri verranno espressamente richiesti dai Geni, creando un vero e proprio pretesto di interazione diretta con le nostre creature e con il gioco stesso.

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La libertà di espressione individuale è una delle note più brillanti e positive di questo titolo che permettono al giocatore di viverlo più o meno intensamente, ma mai allo stesso modo e assicurano un legame unico ed impattante che non fatica a far credere di poter lasciare un segno indelebile.

Un viaggio chiaroscuro

Il mezzo ed il fine risultano chiari ed intuitivi, ma costituiscono solo il lato luminoso della medaglia. Dall’altro lato avremo una realtà estremamente attuale e più oscura che si identifica nel tema del bullismo e dell’emarginazione, tipicamente infantile, del diverso e del debole, di tutto quello che comunemente verrebbe etichettato come “nerd” nella sua accezione negativa.

Oltre agli enigmi ambientali, infatti, un ulteriore ostacolo alla nostra avventura è costituito da un gruppo articolato di bulli che esprimono la riconosciuta mancanza di personalità dei ragazzini e che costituiranno un elemento di disturbo dal quale dovremo ben vedere di nasconderci, aggiungendo una sfumatura di stealth al gameplay dinamico e agile, che ci consentirà fin da subito di arrampicarci e di saltare da un edificio all’altro.

Non abbiamo purtroppo avuto modo di approfondire questo aspetto più umano e reale, ma resta evidente che il contrasto fra luce e ombra permea ogni angolo di questo titolo. Alle buone intenzioni del protagonista, infatti, si contrappongono la difficoltà di affrontare i coetanei e un senso di avvilente demoralizzazione che lo portano a rifugiarsi nella compagnia di amici immaginari e animati. Così, allo stesso modo, l’oscurità della cittadina cara ad Ash verrà spezzata dai suoi dipinti accesi e cromatici, delineati da nitidi tratti al neon.

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Concrete Genie dà tutta l’impressione di essere un titolo genuino e vivace che coinvolge ed emoziona grazie alla rara capacità di plasmare le proprie caratteristiche attorno ai desideri dell’utente e che comunica a gran voce la propria identità e il proprio potenziale.

Ormai manca veramente poco alla sua uscita e noi di Nerdplanet speriamo che riesca a rinforzarsi di elementi più attivi quali enigmi articolati e, perché no, confronti diretti con i nostri coetanei sfrontati, per diventare a tutti gli effetti un piccolo capolavoro.

NerdPlanet consiglia...
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