Children of Morta Recensione, doppia responsabilità

Recensioni
Camilla Colombo

Tempo di lettura: 6 minuti

Il Fantasy è un genere estremamente ricorrente in tutti i comparti artistici, dal cinema alla letteratura. Ed è sicuramente una carta vincente per tutti quegli utenti che, nel tempo, si sono abituati e affezionati a questo mondo e ai suoi cliché che sembrano non passare mai di moda. È però inevitabile oggigiorno applicarsi nella ricerca di espedienti che donino a questa scelta freschezza e originalità: proprio quello che cerca di fare Children of Morta.

Stiamo parlando di un action RPG con contaminazione roguelike prodotto da Dead Mage e pubblicato da 11 Bit Studios il 3 Settembre 2019 per PC, Xbox One, PlayStation 4 e Nintendo Switch. Un titolo che nonostante non sembri proporre nulla di nuovo, cerca di far propri gli elementi positivi dello scenario videloudico attuale, coniugando questi aspetti in modo singolare e presentandoli con un’ottima padronanza della cosiddetta “pixel art”, che in questo caso combina in modo originale disegni realizzati a mano ad animazioni frame per frame accostate alle tecniche di illuminazione più moderne.

Il gioco si sviluppa attorno all’esistenza e alla quotidianità della allargata famiglia Bergson, guidata dalla conoscenza di nonna Margaret e dello zio Ben sulla Via di Rea, lo spirito protettore di questa terra che ha reso la famiglia sua guardiana. Per rimanere in tema: “da grandi poteri derivano grandi responsabilità” e infatti il compito a loro affidato è quello di proteggere la terra di Morta dalla Corruzione, un’entità malvagia e oscura che consuma avidamente la vita e il paesaggio.

Sovrapposizione di responsabilità

Come in molti titoli recenti, dei quali Moonlighter è sicuramente un ottimo esempio, anche in questo caso faremo i conti con due tendenze parallele e alternate: la vita privata e intima della famiglia Bergson e la sua missione, molto ben intrecciati in un’alternanza di momenti placidi propri della quotidianità familiare e di circostanze frenetiche tipiche dei combattimenti in stile roguelike.

Questi due aspetti sono ben collimati dalla scelta di integrare lo sviluppo della storia familiare all’interno delle run nei vari dungeon, utilizzando come pretesto quest secondarie che porteranno allo sviluppo dell’arsenale a disposizione dei Bergson.

Se infatti, come è proprio della mentalità dei Roguelike, torneremo ad ogni sconfitta alla nostra villa di partenza resettando le nostre statistiche di base, in questo frangente Children of Morta integra a questa prospettiva un aspetto tipicamente “di ruolo” aggiungendo ad ogni ritorno un pezzo del puzzle alla storia familiare che ci condurrà a sbloccare nuovi personaggi e svariate funzionalità utili al potenziamento in battaglia dei singoli profili.

Potremo infatti scegliere di mandare in missione diversi membri della famiglia, ognuno dei quali avrà modalità e stili di combattimento totalmente differenti e perfettamente in linea con gli standard dei GDR classici.
Inizieremo la nostra avventura prendendo familiarità con la modalità e i comandi di gioco utilizzando il Guerriero e sbloccheremo successivamente l’Arcere, il Ladro, il Mago e altre classi ancora.

Chi vuole intendere, intenda, quello che è certo è che potremo iniziare ogni livello facendo ricorso alla modalità di combattimento a cui siamo più affezionati, senza dover per forza sperare di essere abbastanza fortunati da droppare un’arma che definisca il nostro stile di gioco.

A questo punto è bene precisare che lo sviluppo delle vicende familiari non dipende dalle nostre performance nei dungeon. La storia proseguirà anche nel caso in cui dovessimo fallire la nostra missione senza riuscire ad arrivare alla fine dei singoli livelli: questo è l’ottimo espediente che il team di Dead Mage ha utilizzato per spezzare la plausibile ridondanza causata dalla continua ripetizione dei livelli.

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Ad insegnarcelo, sarà la facilità con la quale soccomberemo in battaglia, soprattutto nelle fasi iniziali. Questa difficoltà, però, non è necessariamente un fattore negativo dal momento che avremo così modo di studiare i nemici presenti nei dungeon, per comprendere quale personaggio sia il più indicato ad affrontare le varie missioni.
Inoltre, per tamponare a questa difficoltà sarà possibile giocare in modalità cooperativa locale con un compagno che ci supporti nella nostra avventura.

Schieramento esagonale

Come anticipato, avremo la possibilità di selezionare ogni volta un personaggio differente, ciascuno dei quali agirà seguendo la propria modalità di combattimento: avremo quindi modo di affrontare le diverse aree optando per sistemi ravvicinati o a distanza oppure prediligendo mobilità o resistenza. Ognuno di essi avrà a disposizione un attacco base, un attacco speciale, potrà scattare per schivare e avrà modo, con l’avanzamento di livello, di integrare ulteriori capacità al proprio pool di azioni.

Ogni personaggio avrà infatti un albero delle abilità personale e un proprio livello i cui sviluppi rimarranno inalterati anche in caso di fallimento. A tal proposito, nel corso delle run avremo una barra dell’esperienza che ci permetterà di ottenere un punto abilità ad ogni completamento, utile per poter attivare abilità permanenti e individuali sempre più vantaggiose. Rimanendo in tema di statistiche personali, sarà inoltre possibile gestire delle abilità “di famiglia” acquistando miglioramenti condivisi da tutti i membri del party presso l’officina dello zio Ben, sita all’interno di villa Bergson.
Sempre all’interno della villa, in seguito al completamento delle quest secondarie affidateci nel corso dello sviluppo della vita familiare, potremo sbloccare ulteriori stanze, come il laboratorio di erbe di nonna Margaret o la libreria, che ci permetteranno di accedere a feature aggiuntive.

Questi elementi rendono la prospettiva di affrontare le run molto più leggera e gradevole, dal momento che non saremo eccessivamente penalizzati e potremo comunque ottenere dei vantaggi permanenti e distribuiti. È quindi molto importante affrontare ogni tentativo sperimentando ed esplorando, soprattutto per riuscire a collezionare materiali e oggetti necessari per il compimento di tutte le missioni che ci verranno assegnate. È inoltre da notare il fatto che, una volta acquisiti i primi personaggi, verranno applicati dei debuff temporanei ai membri che utilizzeremo e che dureranno qualche turno in modo da forzarci all’utilizzo di tutti gli eroi e, di conseguenza, alla sperimentazione e all’avanzamento di questi ultimi.

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A proposito di esplorazione, durante le nostre avventure nella terra di Morta avremo modo di collezionare abilità aggiuntive temporanee che si estingueranno in caso di morte o di superamento del livello. Queste ultime si dividono in “rune” e “reliquie divine”: le prime sono totem o attacchi speciali che ci aiuteranno nei combattimenti e le seconde sono oggetti attivabili che consentono di ottenere facilitazioni attive o passive di una discreta varietà. È importante ricordare che sarà possibile equipaggiare solamente una runa per volta, cosa che comporta inevitabilmente la necessità di scegliere strategicamente quale sia l’abilità più adatta alla build e al personaggio utilizzati. Rune e reliquie si troveranno in giro per le mappe, presso il venditore sempre presente nei pressi delle varie uscite, nei forzieri o negli scrigni speciali che potremo aprire solamente con l’ottenimento di alcune gemme lasciate cadere dai nemici, i quali non è escluso che droppino anche qualche potenziamento o pozioni per il recupero della vita.

Proseguendo con la storia, avremo infine modo di attivare particolari totem che ci permetteranno di ottenere buff temporanei, della durata di qualche secondo o minuto, essenziali per il successo dei nostri pellegrinaggi.

La famiglia è tutto

In questa atmosfera accogliente e confortevole, avremo il compito di esplorare la montagna di Morta per poter risalire all’origine della Corruzione, una remota piaga oscura che gli Antichi erano riusciti a confinare, ma che nel nostro tempo di gioco ha purtroppo trovato una via di fuga. Per portare a termine questa missione, dovremo superare delle porzioni di una mappa composte da diversi livelli il cui completamento sarà possibile sconfiggendo un boss finale che ci permetterà di aprire un portale per la porzione successiva. Sebbene quindi, come è tipico dei roguelike, i livelli verranno generati proceduralmente e la sconfitta comporta il rifacimento di tutta l’esperienza, in questo caso il discorso si limiterà alla singola porzione di mappa che stiamo attualmente esplorando: l’integrazione di questo aspetto tipico dei giochi di ruolo alla dinamica roguelike, permette così di rendere l’esperienza indubbiamente più serena e meno frustrante, concedendo una fondamentale sensazione di avanzamento.

Nonostante la trama sia estremamente semplice, la forza di Children of Morta risiede sicuramente nei singoli episodi che riempiono la quotidianità dei nostri protagonisti: episodi semplici e condivisi, che evidenziano un forte e forse nostalgico legame familiare e che mostrano valori indiscutibilmente attuali.

Un’ultima postilla vogliamo dedicarla al comparto artistico indubbiamente di rilievo, che si identifica in paesaggi dettagliati e fiabeschi accompagnati da una colonna sonora piacevole e adeguata.

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Non possiamo quindi risparmiaci dal consigliare questo titolo a tutti gli amanti del genere fantasy, ma soprattutto a tutti coloro che stanno cercando un buon modo per iniziarsi ai roguelike, una tipologia di videogioco molto sfidante che non sempre rientra nelle corde dei videogiocatori, ma che sta sempre più spopolando, soprattutto tra le produzioni indipendenti (esempi celebri e recenti sono Dead Cells, Binding of Isaac, Enter the Gungeon, Hyper Light Drifter e molti altri ancora).

Se le premesse antecedenti al rilascio di questo gioco erano incerte e si temeva che Dead Mage non riuscisse nell’intento di creare un prodotto originale, possiamo ora ricrederci e apprezzare l’ottimo tentativo di incrociare geneticamente i generi GDR e roguelike.

 

Children of Morta

0.00
7.8

Gameplay

8.0/10

Trama

7.5/10

Colonna Sonora

7.5/10

Grafica

9.0/10

Longevità

7.0/10

Pros

  • Grafica e ambientazioni molto ben progettate
  • Ottimo cross-over tra GDR e roguelike

Cons

  • Non è possibile selezionare la lingua Italiana
  • Difficoltà abbastanza punitiva
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Giuseppe Garibaldi

Fantastica recensione!

Alessandro Niro
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Come sempre, grandissima Camilla!

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