Chicken Police: Paint it Red! Recensione, noir tra cinema del ’40 e visual novel

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Una delle espressioni più classiche del videogioco d’investigazione si manifesta per mezzo di una rappresentazione in stile visual novel che può assumere svariate forme e connotazioni, legittimando il posizionamento sullo stesso piano di atmosfere peculiari e modalità di indagine orientate alla testualità che offrono una specifica immersione nel risolvimento del caso di turno. La sovrapposizione di questa libertà pressoché sconfinata alle ispirazioni derivate dal cinema noir degli anni ’40 – individuate più precisamente in titoli quali Il Grande Sonno, Gilda o La fiamma del peccato – e soprattutto da avventure grafiche del calibro di Grim Fandango di LucasArts e Snatcher, ideato da Hideo Kojima, ha così permesso al piccolo gruppo di sviluppatori del team ungherese indipendente The Wild Gentlemen di debuttare con Chicken Police: Paint it Red!: un’avventura punta e clicca a tinte noir e “animalesca” ispirata alla novella allegorica orwelliana La fattoria degli animali.

Nonostante la costituzione di questa softco risalga solo al 2018, lo stesso non può dirsi dei suoi membri – una decina tra dipendenti e collaboratori esterni -, tutti con un’esperienza decennale nel settore videoloudico e provenienti da grandissimi prodotti dei quali i più rilevanti risulteranno sicuramente The Witcher 3, Call of Duty WWII, Warhammer: Mark of Chaos, la serie di Crysis e Ryse: Son of Rome. Con queste premesse sarà facile immaginare il potenziale significante di Chicken Police: Paint it Red!, rafforzato da uno stile unico e bizzarro e da una narrazione forte di cinismo atipico e metafore attuali.

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“Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri.”

Con una citazione della novella di George Orwell precedentemente menzionata, ci immergiamo nell’ambientazione cupa e decolorata della città di Clawville, una zona creata con l’intento di essere neutrale all’interno della quale cercano una pace fittizia gli abitanti delle Lande Oscure, ciascuno caratterizzato da una particolare conformazione fisica che vede corpi chiaramente umani accompagnati da teste di svariate specie animali che richiamano spontaneamente – in una versione imbruttita – le sembianze proposte dal successo firmato Disney: Zootropolis. In un universo dove la diversità supera i confini del colore della pelle, raggiungendo vere e proprie differenze portatrici di discriminazione e inimicizia genetica, avremo modo di muovere i passi del rinomato “Detective Gallo” Santino “Sonny” Featherland, una leggenda in declino del dipartimento di polizia, costretto a vivere in un hotel abbandonato tra alcool scadente e rimpianti del passato.

Chicken Police: Paint it Red! si aprirà con la fine dell’ennesima giornata priva di colore del nostro protagonista, il quale, rientrato a casa dopo alcune interessanti ed intime riflessioni presentate sotto forma di cut-scene cinematografica, verrà accolto da un’inaspettata visita da parte di Deborah Ibanez, una composta donna-capra inviata dalla classica femmina fatale di potere – Natasha Catzenko – per trasmettere una particolare richiesta d’aiuto nel risolvimento di un caso del quale avremo modo di raccogliere informazioni unicamente col passare del tempo e che saremo inevitabilmente motivati, quasi minacciati, ad accettare. La mancanza di informazioni e i sospetti stimolati dall’istinto di un veterano, spingeranno il nostro Sonny a seppellire una dolorosa ascia di guerra per riallacciare i rapporti con lo storico partner Marty MacChicken, il quale, a differenza dell’ex-collega di cui vestiremo i panni, sembra ancora essere all’apice della sua carriera poliziesca che non nasconde profonde fratture nella sua personalità.

Ricongiunto per una notte lo straordinario duo noto a tutta la città, inizierà così un’investigazione che ci permetterà di fare luce non solo sugli eventi connessi al nostro misterioso incarico, ma anche sul passato e sui segreti dei quasi 30 personaggi coi quali avremo modo di interagire nel corso di tutta la nostra esplorazione e che formano, con le loro vicende, un piacevolissimo ed avvincente intreccio narrativo che conferma l’esperienza maturata dai suoi creatori.

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Tra cinema e narrazione testuale

Come abbiamo anticipato e come ci si aspetta da un titolo orientato all’indagine, Chicken Police: Paint it Red! plasma il suo gameplay proponendo una serie di dialoghi a scelta multipla il cui successo verrà definito da un misuratore che aggiungerà e sottrarrà punti al suo indicatore, monitorando l’andamento della conversazione e stabilendo, volta per volta, la performance di ogni singola discussione basata sostanzialmente sulla personalità del soggetto con il quale avremo modo di interfacciarci. L’interazione con i vari personaggi avverrà all’interno di specifici scenari bidimensionali caratterizzati da sfondi fotorealistici in bianco e nero dove si svolgeranno gli eventi principali che ci permetteranno di avanzare nell’investigazione.

Ognuno di questi scenari – fortemente espressivi ed atmosferici, nonostante la loro staticità e dotati di una stratificazione sferica che quasi riuscirà a convincere sull’esistenza di una certa tridimensionalità – potrà essere esplorato orizzontalmente rivelando alcuni oggetti coi quali sarà possibile interagire per acquisire utili informazioni sul contesto profondo e sinistro della città di Clawville. Alcuni di questi oggetti potranno essere raccolti nella valigetta del protagonista, che farà le veci dell’inventario, all’interno della quale verranno inoltre inseriti alcuni oggetti consegnatici dai personaggi coi quali entreremo progressivamente in contatto. Questi ultimi, per altro, verranno catalogati in appositi file personali che sarà possibile consultare in qualsiasi momento tramite un diario che presenterà indizi (fondamentali per tenere traccia dei next-step necessari per proseguire), informazioni sui luoghi visitati, un codex contenente un resoconto degli avvenimenti affrontati fino a quel momento e i dati ottenuti dalle interviste ai personaggi e, infine, le statistiche relative agli interrogatori svolti.

Non mancherà una mappa della città che ci permetterà di raggiungere punti specifici (e mutevoli) suddivisi in “scene principali” che permetteranno l’avanzamento della nostra avventura, “scene limitate” che resteranno disponibili per un periodo di tempo circoscritto e che si baseranno sull’andamento della storia, costituendo eventi aggiuntivi e facoltativi e, in conclusione, “scene chiuse”, ovvero eventi che non possono ancora essere attivati, ma che anticipano gli obiettivi successivi previsti dalla linea narrativa .

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Rosso di sera

Sebbene l’aspetto più superficiale di Chicken Police: Paint it Red! possa risultare ironico al punto da dare l’impressione di rappresentare un titolo quasi demenziale, saranno sufficienti poche battute per convincerci della serietà cinica che attraverso le sembianze di esseri viventi generalmente “addomesticabili” da parte dell’uomo, cercano di raccontare, con temi ancora oggi attuali, una realtà più cruda e inaccettabile che potrebbe appartenere unicamente ad una società intelligente come quella dell’umanità stessa. In rappresentanza di questo intento, giocherà un ruolo particolare l’uso del colore rosso che verrà spruzzato come macchie colpevoli di sangue su una tela monocromatica dove l’assenza di colore gioca il fondamentale ruolo di testimone di un contesto sociale e politico profondamente illusorio e scorretto.

Poiché non è presente una traduzione in lingua italiana, diventa necessario ricordare che sarà indispensabile un’ottima conoscenza della lingua inglese per poter gestire al meglio l’avanzamento del titolo, per cogliere il cinismo irriverente che costituisce la sua personalità e, soprattutto, per comprendere gli interrogatori fortemente orientati all’interpretazione comportamentale, in via quasi analitica e psicologica, dei personaggi dall’intensa caratterizzazione e ispirati a quelli che possono facilmente essere interpretati come stereotipi dei film polizieschi e thriller degli anni compresi tra la fine della seconda guerra mondiale e la nota Golden Age. Questo complesso di elementi, purtroppo, rende l’esperienza di gioco estremamente imprevedibile, arrivando a produrre esiti deludenti e inaspettati che comprometteranno l’aspettativa di poter agire liberamente e individualmente nella gestione delle indagini creando, al contrario, dei vincoli narrativi che potrebbero facilmente non coincidere con le nostre intenzioni.

A questi piccoli inciampi, inoltre, va a sovrapporsi un’interfaccia imprecisa che spezza la potenziale scorrevolezza del gioco con una selezione delle azioni poco intuitiva alla quale sarà necessario fare quanto prima abitudine e con la spiacevole scelta di impedire ai lettori più rapidi – o semplicemente impazienti – di caricare con un comando tutto il testo della stessa finestra di dialogo, senza aspettare che l’effetto “macchina da scrivere” completi le parole, prima di passare alla finestra successiva.

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In conclusione

Nonostante le scelte stilistiche che potrebbero o meno far storcere il naso al videogiocatore che voglia cimentarsi nel risolvimento di questo caso coinvolgente e appariscente, Chicken Police: Paint it Red! è senza dubbio un titolo che merita attenzioni non solo per la sua maturità e il suo level design pulito e accattivante, ma anche per la presenza di un comparto artistico lodevole che si fregia di un doppiaggio professionale eccellente, di una colonna sonora impeccabile e di una sceneggiatura onorevole.

Il gioco è già disponibile su PC, Nintendo Switch, Playstation 4 e Xbox One ad un prezzo onesto e con un tempismo quasi ironico per l’imminente chiusura di un anno estremamente controverso che sembra averci gettati, nella quotidianità, nella giungla confusionaria di Clawville.

7.6

Gameplay

7.0/10

Longevità

7.0/10

Grafica

8.0/10

Sonoro

8.0/10

Trama

8.0/10

Pros

  • Atmosfera brillante
  • Doppiaggio e fotografia lodevoli
  • Ottima caratterizzazione e personalità

Cons

  • Qualche imperfezione nei comandi
  • Indispensabile ottima conoscenza dell'inglese
  • Gestione degli interrogatori pilotata

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