Call of Duty: Modern Warfare Recensione, il ritorno del re?

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Riccardo Cantù
Super appassionato di tutto ciò che è entertainment. Musica, Videogiochi, Cinema, Fumetti, Letteratura sono il suo pane quotidiano. Ama anche il wrestling ma non c'ha mai provato a casa. Forse.

Super appassionato di tutto ciò che è entertainment. Musica, Videogiochi, Cinema, Fumetti, Letteratura sono il suo pane quotidiano. Ama anche il wrestling ma non c'ha mai provato a casa. Forse.

Tempo di lettura: 9 minuti

Su queste pagine vi abbiamo parlato più volte di Call of Duty: Modern Warfare. In occasione dell’uscita della Alfa e della Beta dedicate al nuovo capitolo della leggendaria serie bellica di Activision, vi abbiamo raccontato tutte le ambizioni del team di sviluppo che, dopo qualche anno di buio rappresentato da incarnazioni poco riuscite del brand (per usare un eufemismo), aveva tutte le intenzioni di tornare ai fasti del passato con un titolo rivoluzionario ma con un occhio attento ai canoni che hanno reso celebre la saga.

Oggi, ad un paio di settimane dal lancio, siamo pronti a parlarvi del nuovo Modern Warfare con un giudizio che abbiamo maturato nel corso di svariate ore passate nei campi di battaglia virtuali concepiti da Infinity Ward. Saranno riusciti a cancellare con un colpo di spugna le cocenti delusioni arrivate sul mercato negli scorsi anni e a riaccendere la passione nel cuore dei fan? Scopritelo con noi nella nostra recensione!

GOING DARK

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La serie di Call of Duty, come ormai ben saprete, viene pubblicata a cadenza annuale con i nuovi capitoli che vengono sviluppati da tre software house differenti: Infinity Ward, Sledgehammer Games e Treyarch. Proprio a quest’ultima si deve Black Ops 4, l’episodio di CoD uscito lo scorso anno che forse più di qualunque altro aveva diviso critica e pubblico. La totale mancanza di una campagna single player, un multiplayer che aggiornamento dopo aggiornamento ha perso la propria identità e i propri caratteri distintivi, una modalità zombie inutilmente complicata e il comparto Battle Royale che non è mai riuscito a decollare. Come se non bastasse, ormai da qualche tempo anche il gameplay di Call of Duty era diventato irriconoscibile a causa della tangibile volontà di proporre una formula al passo con i tempi fatta di elevata mobilità e time to kill sempre più risicati.

Quest’anno, invece, il timone torna a Infinity Ward, i padri della sotto-serie Modern Warfare nata nel 2007, che ha avuto il merito di consacrare il nome di CoD agli occhi del grande pubblico. Quasi a voler indicare una netta rottura rispetto al passato, lo studio californiano fondato da Zampella e West (poi passati a Respawn Entertainment sotto l’egida di EA) ha deciso di proporre una nuova lettura degli stilemi tipici che hanno caratterizzato la storia dell’IP bellico firmato Activision confezionando un prodotto completo, fresco e rinnovato sotto praticamente qualunque aspetto. Partiamo dall’analizzare la campagna per giocatore singolo che fa il suo sfolgorante ritorno dopo essere stata ingiustamente bistrattata lo scorso anno. Modern Warfare si configura come una sorta di rivisitazione dei concetti, dei personaggi e delle atmosfere apparse nei tre giochi della saga omonima originale. Ritroviamo, infatti, il team guidato dal Capitano John Price alle prese con un conflitto in Medio Oriente in cui sembrano essere invischiate alcune delle maggiori potenze militari a livello globale. Al giocatore sarà data la possibilità di assistere ad alcuni dei passaggi salienti della vicenda attraverso gli occhi di diversi protagonisti provenienti da una serie di estrazioni sociali differenti.

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Si passa dal militare esperto alla giovane recluta, dai ribelli agli esponenti del governo senza soluzione di continuità in quella che è una delle migliori sceneggiature viste in un episodio della serie in tempi recenti. Al netto di alcune inaccuratezze storiche che hanno acceso aspre polemiche tra gli appassionati sul web, infatti, la trama di questa nuova iterazione di Call of Duty risulta godibile e piena di spunti interessanti. Non vogliamo anticiparvi troppo ma possiamo dirvi che non mancheranno scene piuttosto esplicite in cui la violenza e l’efferatezza della guerra moderna possono essere assaporate in tutta la loro amara crudeltà, segno inconfondibile dell’impegno da parte di Infinity Ward di offrire agli utenti un’esperienza realistica, adulta e senza filtri. Il confine tra bene e male, tra giusto e sbagliato viene assottigliato missione dopo missione in una spirale di eventi dal taglio fortemente cinematografico che eleva notevolmente lo standard che sarà necessario rispettare in futuro. Ci sono sezioni dal ritmo forsennato, porzioni da affrontare in modalità stealth coperti dal buio della notte e segmenti che sembrano usciti direttamente da un blockbuster hollywoodiano. Insomma, stiamo parlando di una campagna variegata e ben scritta, graziata da un cast di personaggi carismatico e da una serie di risvolti alquanto rari nel panorama odierno.

La durata del single player, come sempre, si aggira sulle 6 o 7 ore ma possiamo assicurarvi che esso saprà lasciare dentro di voi un segno indelebile, anche più di quanto fatto tanto tempo fa dagli originali Modern Warfare. Infinity Ward ha svolto davvero un lavoro coi fiocchi.

LE MANIERE FORTI? ECCOLE!

Per quanto il comparto per giocatore singolo sia galvanizzante e ben curato, è il multiplayer online ad essere, da sempre, il fiore all’occhiello delle varie incarnazioni di Call of Duty. Modern Warfare non fa differenza e propone un pacchetto contenutisticamente ricchissimo e impreziosito da un gameplay fortemente rinnovato. Iniziamo col dire che l’introduzione di un nuovo engine grafico ha consentito a Infinity Ward di gestire diversamente i furiosi scontri a fuoco del titolo, rispetto al passato. Sia chiaro da subito: i ritmi elevatissimi delle sparatorie rimangono intatti ma la software house losangelina ha deciso di apportare una pletora di piccoli accorgimenti volti a svecchiare l’alchimia della serie senza andare a snaturarla come avevano fatto alcuni episodi usciti in passato.

I movimenti dei soldati sono stati realizzati partendo da un’idea ben precisa: quella di abbracciare il più possibile il realismo nei combattimenti. Ci spieghiamo meglio. Se in passato si aveva la sensazione di muoversi senza un peso specifico nelle piccole mappe messe a disposizione dagli sviluppatori, questa volta il feeling dei movimenti e delle armi da fuoco costringerà il giocatore a ponderare più a lungo le proprie strategie, complice un design delle ambientazioni dal respiro nettamente più ampio rispetto al solito. Le varie bocche da fuoco che compongono l’arsenale messo a disposizione dei giocatori, provenienti direttamente dal mondo reale, inoltre, sono state replicate fedelmente cercando di riprodurre tutti i comportamenti tipici delle singole armi in modo da offrire la possibilità di scegliere quella più adatta al nostro stile di gioco. Ci sono fucili dal rinculo piuttosto elevato, mitragliette utili a breve distanza ma meno precise da lontano e pistole dal potere d’arresto spaventoso capaci di abbattere i nemici con un solo colpo. Tutto ciò che vedrete in Modern Warfare riflette la risolutezza di Infinity Ward di offrire l’esperienza più realistica ed empirica di sempre. Dimenticate i doppi salti, i jet-pack e le corse sui muri viste negli episodi passati della serie: si torna a tutto ciò che ha reso grande il brand con un gameplay stratificato e profondo come non mai con radici ben salde nei concetti che hanno reso popolare Call of Duty.

Questo non significa, comunque, che gli sviluppatori abbiano rinunciato a inserire alcune novità. La corsa tattica che vi abbiamo già descritto nei nostri articoli precedenti dedicati a MW garantisce nuove opzioni di ingaggio dando al giocatore la facoltà di sprintare fulmineamente da una copertura all’altra. Ciò vi renderà più vulnerabili ai colpi dei nemici ma vi consentirà, allo stesso tempo, di abbandonare velocemente scenari di battaglia particolarmente pericolosi in cui, al contrario, sarebbe facile perdere la vita. Un’altra novità assoluta è il tasto adibito al posizionamento delle armi su qualsiasi spigolo che azzera quasi completamente il rinculo del vostro armamento e permette di prendere la mira da posizioni più riparate in modo da avere l’assoluto controllo sulle porzioni della mappa in cui si concentra lo scontro. L’equipaggiamento, dal canto suo, può essere modificato nei minimi dettagli grazie ad un’opzione del menu multigiocatore denominata ‘L’Armaiolo’. Quest’ultimo vi garantirà l’accesso ad un ventaglio di personalizzazioni senza precedenti nella storia del brand che spaziano dai classici mirini dalle più disparate forme e dimensioni a calci più leggeri che forniscono una maggiore mobilità, impugnature ergonomiche che contribuiscono a stabilizzare la mira, proiettili perforanti capaci di oltrepassare le pareti più sottili e tanto, tantissimo altro. Il sistema Pick-5 vi permette di montare fino a cinque accessori diversi sulla vostra arma preferita in modo da adattarla il più possibile alla vostra interpretazione delle battaglie.

Torna anche il popolare sistema legato alle Killstreak che metterà a vostra disposizione una serie di potenziamenti capaci di ribaltare le sorti delle partite a patto di raggiungere il quantitativo di uccisioni richieste senza morire. C’è il sempreverde UAV che indica la posizione dei nemici sulla minimappa, il bombardamento aereo capace di annichilire i nemici in una determinata zona, l’elicottero d’assalto che pattuglia i cieli e spara dall’alto sugli avversari fino ad arrivare alla corazza Juggernaut dotata di mitragliatrice Gatling, impossibile da dimenticare per i fan degli originali Modern Warfare. Che dire invece delle modalità di gioco previste per il multiplayer? Il nuovo episodio di Call of Duty propone una selezione di stipulazioni mutuate dalle passate edizioni unitamente a un paio di novità che potrebbero rappresentare una buona variazione sul tema, se supportate e abbracciate dai fan.

Si tratta di Visore Notturno che, come suggerisce il nome, è deathmatch a squadre ambientato in mappe avvolte dall’oscurità e dominate dal silenzio assoluto. Il rumore dei passi e degli spari sono gli unici elementi che spezzano la quiete nonché l’unico modo di determinare la posizione degli avversari. È un’esperienza parecchio tesa e divertente nonché una delle trovate più originali di questo nuovo MW. L’altra novità, sotto questo profilo, è la modalità Guerra Terrestre che ricalca da vicino il concept della più celebre ‘Corsa’ di Battlefield. Due team di dimensioni generose si contendono cinque punti di interesse sparsi in mappe vaste e ricche di veicoli che sarà possibile pilotare. Stiamo parlando di una stipulazione assolutamente inedita per un capitolo della serie CoD ma che si adatta alla perfezione al tipo di gameplay più ragionato e viscerale dispiegato per questo Modern Warfare.

Ovviamente, c’è anche la modalità Scontro 2vs2 di cui vi abbiamo già parlato in un articolo dedicato. Quest’ultima è sicuramente la più riuscita delle novità introdotte nel neonato episodio di Call of Duty in quanto aggiunge ulteriore spessore e strategia alla formula imbastita da Infinity Ward. Due squadre da due giocatori si fronteggiano in setting che privilegiano il combattimento ravvicinato con un set di armi ed equipaggiamento generato randomicamente che li costringerà a pianificare attentamente le proprie mosse anche a causa dell’assenza del fattore di rigenerazione della salute. È un’ottima aggiunta che ambisce a premiare esclusivamente l’abilità e la capacità di adattamento dei giocatori e che potrà dare parecchie soddisfazioni anche in ambito esportivo.

WE’RE ALL IN THIS TOGETHER

Per l’occasione, Infinity Ward ha anche rispolverato una vecchia gloria: la modalità coop Spec Ops. Per chi non le conoscesse, si tratta di piccole missioni da affrontare assieme ad altri giocatori in cui far fronte ad ondate di avversari sempre più pericolose mentre ci si fa strada in scenari alquanto lineari. Qui, la sfida consiste semplicemente nel resistere all’assalto di numerosi nemici guidati dalla IA con una mira infallibile, capaci di mettere a segno colpi anche da distanze siderali e senza una qualsivoglia trama che sostenga il tutto. Indubbiamente è l’aspetto meno curato della produzione e ci dispiace constatare che siamo lontani anni luce rispetto alla grandezza delle quest cooperative viste in MW2. Sia chiaro, è comunque un contenuto aggiuntivo che potrà regalare qualche ora di divertimento extra ma niente che valga la pena annoverare tra i pregi principali dell’opera di Infinity Ward e Activision.

TECNICAMENTE PARLANDO

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Giungiamo, infine, al lato tecnico di Call of Duty: Modern Warfare che mostra, ancora una volta, tutta la cura e la dedizione profusi dal team di sviluppo californiano nel riportare la propria creatura ai fasti del passato. L’engine proprietario impiegato è una diretta evoluzione di quello che abbiamo imparato a conoscere nel corso degli anni ma rappresenta un passo avanti incredibile rispetto anche al precedente capitolo, Black Ops 4. I modelli poligonali dei personaggi, il sistema di illuminazione dinamico e il level design sembrano provenire da una generazione differente rispetto al capitolo uscito solo l’anno scorso e si configurano come i migliori mai visti in una qualsiasi incarnazione del brand Call of Duty. Infinity Ward ha curato le atmosfere del gioco fin nei più piccoli particolari restituendo al giocatore un feeling di immedesimazione senza precedenti. L’elemento più sconvolgente, tuttavia, è proprio il comparto sonoro che riesce a replicare accuratamente i passi dei nemici, lo sparo dei diversi tipi di armi e anche le urla di dolore tipiche dei conflitti a fuoco. Stiamo parlando di un’esperienza sensoriale di prim’ordine capace di rivaleggiare ad armi pari con alcuni dei prodotti più blasonati presenti sul mercato che contribuisce a calare il giocatore all’interno delle tematiche affrontate dal titolo.

IN CONCLUSIONE

In definitiva, Call of Duty: Modern Warfare è un prodotto eccezionale sotto ogni punto di vista. La campagna single player dai toni maturi rappresenta un gradito ritorno che non ha paura di affrontare temi delicati di mostrare gli orrori della guerra. Il comparto multigiocatore, mai così ricco e variegato, continua ad essere la portata principale e garantisce un quantitativo di ore di divertimento virtualmente infinito, coadiuvato dal miglior gameplay visto in un Call of Duty in tempi recenti. Dispiace solo per la modalità Spec Ops che, probabilmente, avrebbe necessitato di qualche attenzione aggiuntiva ma che comunque rappresenta una buona variazione sul tema.

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Ottimo il comparto tecnico che fa leva su un engine proprietario completamente rinnovato e che saprà regalare agli utenti scorci di assoluta bellezza, anche grazie ad un’illuminazione dinamica che non teme rivali, al momento. Insomma, Modern Warfare riporta la serie all’antico splendore ed alza l’asticella per i futuri capitoli della serie che dovranno tentare di replicarne la grandezza. Possiamo dirlo: il Re è tornato.

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Call of Duty: Modern Warfare

8.8

Trama

8.5/10

Gameplay

8.5/10

Grafica

9.0/10

Sonoro

9.5/10

Lonevità

8.5/10

Pros

  • La campagna tocca tematiche delicate e mature
  • Il gameplay risulta molto solido...
  • Ottimo comparto tecnico
  • Potenzialmente infinito

Cons

  • Le Spec Ops non brillano come in MW2
  • ...ma a tratti sbilanciato per la struttura delle mappe
  • Potrebbe spiazzare i vecchi amanti della saga

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