Call of Duty Modern Warfare Provato, il Ritorno del Re

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Riccardo Cantù
Super appassionato di tutto ciò che è entertainment. Musica, Videogiochi, Cinema, Fumetti, Letteratura sono il suo pane quotidiano. Ama anche il wrestling ma non c'ha mai provato a casa. Forse.

Super appassionato di tutto ciò che è entertainment. Musica, Videogiochi, Cinema, Fumetti, Letteratura sono il suo pane quotidiano. Ama anche il wrestling ma non c'ha mai provato a casa. Forse.

Tempo di lettura: 6 minuti

La serie di Call of Duty, per anni assurta a vero e proprio golden standard in materia di sparatutto bellici per console, ultimamente non godeva di ottima salute. Dopo l’exploit del primo Call of Duty Modern Warfare, infatti, una politica di serializzazione che oseremmo definire scellerata, fatta di sequel a cadenza annuale privi di un reale mordente o di idee genuinamente innovative e divertenti ha fatto sì che l’indice di gradimento della saga crollasse inesorabilmente.

Di conseguenza, serviva uno scossone di generose proporzioni per ristabilire il dominio assoluto del brand nell’ambito degli FPS su console, una rivisitazione totale delle meccaniche del gioco, un’operazione di lifting per ogni aspetto della produzione che potesse elevare il nuovo capitolo della serie a vero e proprio must-buy. In breve, bisognava tornare alle radici della serie, ripartire dai canoni classici di Call of Duty e rivisitarli in chiave… moderna.

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Chi poteva riuscire in questa titanica impresa se non i padri di una delle sotto-serie più amate e vendute della storia? Ovviamente, stiamo parlando di Infinity Ward, i creatori dell’originale Call of Duty 4: Modern Warfare che all’epoca fu un autentico terremoto per l’industria e che, oggi, tentano di bissarne il successo con un nuovo, ambizioso, rivoluzionario titolo che, curiosamente, porta lo stesso nome.

Call of Duty: Modern Warfare si prepara ad approdare sui PC e le console di tutto il mondo, forte di un’importante mole di novità sia in termini di gameplay che di veste grafica, con la ferma volontà di sconvolgere e stupire il suo pubblico che, mai più di ora, ne sogna il trionfante ritorno. Nel corso dell’ultimo weekend abbiamo potuto provare un assaggio della nuova opera di Infinity Ward partecipando alla fase Alpha in esclusiva PS4 e ora siamo pronti a darvi le nostre impressioni.

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Nei tre giorni previsti, infatti, abbiamo potuto giocare a fondo l’inedita modalità multiplayer Scontro (Gunfight) che pone due squadre da due giocatori in frenetici scontri a fuoco in mappe di dimensioni piccolissime. Saranno riusciti a convincerci ogni oltre ragionevole dubbio? Scopriamolo insieme!

LA GUERRA NON CAMBIA MAI… O QUASI!

Per questo articolo, abbiamo deciso di raccontarvi la nostra esperienza in due parti: la prima vi offrirà le impressioni a caldo, le sensazioni che il gioco riesce a dare, mentre la seconda si concentrerà sull’analisi tecnica di questa nuova opera di Infinity Ward.

La fase Alpha della modalità Scontro di Modern Warfare non perde troppo tempo in convenevoli. Dopo aver cliccato il tasto “gioca” nel menu principale veniamo subito catapultati nel match-making che, già in questa prova preliminare, si dimostra a dir poco fulmineo. In pochi secondi veniamo lanciati nella nostra prima arena tra le cinque disponibili.

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La mappa, in effetti, è davvero piccola ma presenta un design curato nei minimi dettagli con coperture, zone elevate da cui è possibile avere una visuale sull’intero campo di battaglia e un obiettivo ben preciso: eliminare i due componenti della squadra avversaria prima che loro facciano lo stesso con noi. Il setup dell’equipaggiamento, che viene generato in modo casuale ad inizio round ed è identico per ciascun giocatore, ci costringe ad adottare strategie differenti in base alle armi a nostra disposizione.

Da “veterani” della serie Call of Duty pensavamo di essere pronti a ciò che ci aspettava, pensavamo di ritrovare lo stesso feeling di sempre in termini di movimenti e realizzazione delle armi ma, credeteci, non potevamo essere più in errore. Non dimenticheremo facilmente il primo match che abbiamo disputato in modalità Scontro su questo nuovo Modern Warfare. Avevamo a disposizione solo una Desert Eagle e dovevamo combattere in una zona di addestramento militare che presentava un corridoio sopraelevato centrale lambito da due corridoi coperti laterali.

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Il round inizia e ci lanciamo in una corsa sfrenata per guadagnare velocemente la copertura e qui emerge la prima, grossa novità di questo nuovo capitolo di CoD. La corsa è disponibile in due varianti: la prima, quella standard, attivabile premendo l’analogico sinistro e la seconda a cui è possibile accedere premendo lo stesso analogico due volte. A questo punto, il nostro soldato solleva la propria arma e si fionda a testa bassa verso la propria destinazione, rinunciando a qualsiasi tipo di difesa. Passare da questa corsa avanzata all’assetto da combattimento, infatti, richiede qualche frazione di secondo e, se non si pone la giusta attenzione all’ambiente circostante, si rischia di incorrere in una fine prematura.

Conquistiamo il corridoio laterale sinistro e subito ci rendiamo conto che uno dei due avversari sta correndo all’impazzata verso di noi, probabilmente stupito dalla nuova meccanica legata agli scatti. Solleviamo la nostra Desert Eagle .50, prendiamo la mira e facciamo fuoco. Ecco. Quella sensazione è rimasta impressa a fuoco nella nostra mente per l’intera durata della partita. La pistola che impugnavamo era potente, davvero potente. Lo sparo si traduce in un rinculo parecchio accentuato, il controller vibra forte, il suono assordante rimbomba sulle pareti, il nostro soldato riesce a malapena a tenere ferma l’arma ma l’avversario accusa il colpo, la sua arma vola via e lui cade ai nostri piedi con un’animazione incredibilmente convincente.

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In quel momento abbiamo capito che tutto ciò che conoscevamo di Call of Duty è stato cancellato, modificato, evoluto. Possiamo dire addio alle sparatorie scanzonate ad altissima velocità dell’ultimo Black Ops, possiamo salutare gli esoscheletri e i doppi salti di Advanced Warfare: qui siamo di fronte alla guerra vera, quella brutale, quella che fa male allo stomaco a solo pensarci e, diamine, è così che Call of Duty avrebbe sempre dovuto essere. Senza entrare nel merito della campagna che non abbiamo ancora avuto modo di vedere o di provare, possiamo dirvi senza alcuna remora che questo nuovo Modern Warfare è fatto le cose in grande in termini di gameplay.

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Niente è stato lasciato al caso: ciascuna arma, ciascuna granata, ogni proiettile sparato viene accentuato a dovere da un comparto sonoro impressionante che riesce a restituire al giocatore una sensazione di immersione rara anche in un mercato affollato come quello odierno. Davvero fantastico.

La modalità Scontro, protagonista di questa prima fase di test, inoltre, si è dimostrata una gradita aggiunta al pacchetto di modalità tipicamente incluso in ogni nuova incarnazione del brand Call of Duty. La necessità di fare costante affidamento sul compagno per individuare, accerchiare e abbattere il nemico la rende una delle più papabili per le competizioni che, inevitabilmente, giocano una parte importante per ogni nuovo sparatutto online che arriva sul mercato.

LE REGOLE SONO CAMBIATE

Dal punto di vista del gameplay, come dicevamo, i lavoro di rivisitazione e aggiornamento svolto dal team di Infinity Ward è stato incredibile. Per quanto lo schema di comandi non sia cambiato di una virgola, mettendo subito a proprio agio i giocatori di vecchia data, lo shooting, i movimenti e l’approccio alla battaglia sono profondamente diversi dal solito.

Ciascuna arma è dotata di un feeling proprio e unico al punto che, chiudendo gli occhi, è facile distinguere una bocca da fuoco dall’altra semplicemente dalla vibrazione del controller. Gli scontri risultano viscerali, entusiasmanti, mozzafiato e il nuovo sistema di coperture, grazie al quale è possibile posizionarsi dietro ad un ostacolo e mirare da una posizione di vantaggio, garantisce una certa stratificazione ai combattimenti.

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L’engine che gestisce il tutto è completamente nuovo e, assieme ad un set di animazioni rinnovato e convincente, conferisce a questo nuovo Modern Warfare un look al passo con i tempi che potrà tranquillamente essere paragonato ai titoli più blasonati e tecnicamente più all’avanguardia presenti sul mercato. Se la struttura ludica e la veste grafica ci hanno lasciati a bocca aperta, è proprio il design sonoro a fare la parte del leone in questa nuova opera di Infinity Ward con una resa assolutamente realistica di colpi, suoni ambientali e passi di compagni e avversari.

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Insomma, possiamo dire senza alcun timore che questo primo assaggio di Call of Duty Modern Warfare ci ha convinti ogni oltre più rosea aspettativa. Gli sviluppatori hanno più volte promesso una campagna di ottima fattura che toccherà tematiche importanti e non si risparmierà scene adulte che dovrebbero offrire più di uno spunto di riflessione. Se quest’ultima, il comparto multiplayer classico e le Spec-Ops, che faranno il loro trionfale ritorno, avranno ricevuto la stessa attenzione e cura che sono state riservate alla modalità Gunfight potremmo essere di fronte a uno dei migliori Shooter in prima persona di sempre. Il re potrebbe essere pronto a reclamare il proprio trono.

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