Call of Duty: Modern Warfare Provato, Infinity Ward alza la posta in gioco

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Riccardo Cantù
Super appassionato di tutto ciò che è entertainment. Musica, Videogiochi, Cinema, Fumetti, Letteratura sono il suo pane quotidiano. Ama anche il wrestling ma non c'ha mai provato a casa. Forse.

Super appassionato di tutto ciò che è entertainment. Musica, Videogiochi, Cinema, Fumetti, Letteratura sono il suo pane quotidiano. Ama anche il wrestling ma non c'ha mai provato a casa. Forse.

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Qualche tempo fa abbiamo già avuto modo di parlarvi di Call of Duty: Modern Warfare, in occasione della Alpha pubblica in esclusiva PS4 che ci aveva consentito di saggiare le potenzialità della nuova modalità Scontro (Gunfight).

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Oggi, dopo alcune settimane, torniamo a parlare del nuovo e chiacchieratissimo capitolo di questa saga leggendaria prodotta da Activision, in seguito alla nostra prova approfondita della Beta del comparto multiplayer competitivo tradizionale che, ancora una volta, ha saputo confermare le già ottime impressioni su questo Soft-Reboot del brand “Modern Warfare”.

EXIT, LIGHT

Le novità, le modifiche e le implementazioni di questo nuovo Modern Warfare sono tantissime e molte di esse hanno già scatenato accese discussioni tra gli appassionati sul web ma, non ve lo nascondiamo, dal canto nostro abbiamo apprezzato praticamente tutte le scelte adottate da Infinity Ward (i padri della serie originale e, per larga parte, artefici dell’immenso successo dell’IP Call of Duty). Come abbiamo più volte affermato, sulle nostre pagine, da grandi fan della serie sentivamo la necessità di una ventata di aria fresca, di una rivoluzione sostanziale della formula di gioco che non snaturasse necessariamente i canoni tipici di Call of Duty.

Bene, Infinity Ward ha fatto esattamente questo. Partendo dalle solide basi che nel corso degli anni hanno consolidato la posizione di CoD tra i capisaldi degli FPS bellici, il team di sviluppo ha osato, rischiato, rinfrescato la propria creatura sotto ogni direzione in una delle operazioni di lifting più riuscite degli ultimi tempi.

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Partiamo dal principio. Il multiplayer di questo Call of Duty: Modern Warfare conserva tutti i tratti distintivi tipici del brand: scontri frenetici su mappe di dimensioni medio-piccole, una curva di apprendimento dei fondamenti piuttosto accessibile ed un sistema di progressione calibrato per offrire al giocatore stimoli sempre nuovi. Infinity Ward, però, ha deciso di partire da questa base per evolvere il proprio titolo sotto ogni punto di vista. Il gameplay, ad esempio, è stato rimodellato per adattarsi al meglio alle esigenze del mercato attuale e presenta una serie di accortezze che conferiscono a questo Modern Warfare un aspetto generale del tutto nuovo.

I movimenti dei personaggi, il feeling delle armi, le fasi di shooting, tutto è stato re-immaginato con un occhio attento a non allontanarsi troppo dai canoni imposti dalla serie di appartenenza. Ciascuna delle armi introdotte in questo nuovo episodio di Call of Duty è stata curata nei minimi dettagli, dalla realizzazione poligonale fino al design sonoro, al punto che ognuna di esse è perfettamente riconoscibile anche dalla sola vibrazione nel pad che producono dopo lo sparo.

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D’altronde, il team di sviluppo è stato chiaro fin dal principio: volevano replicare in tutto e per tutto le sensazioni provate dai soldati sul campo di battaglia e, possiamo dirlo senza troppe remore, ci sono riusciti piuttosto bene. Il rinculo delle bocche da fuoco è realizzato con una buona accuratezza, le animazioni dei combattenti sono di ottima fattura e le mappe che abbiamo potuto provare erano sufficientemente stratificate per concedere agli utenti la scelta di come approcciarsi alla battaglia.

La pesantezza dei movimenti dei soldati, il nuovo contraccolpo amplificato di fucili e pistole e il design delle mappe, però, costringono ad un’interpretazione più ragionata degli scontri a fuoco mitigando in parte la filosofia da shooter arcade tipica della serie. Che questo sia un punto di merito o di demerito di questa nuova incarnazione del brand, toccherà a ciascun giocatore deciderlo ma, dal nostro punto di vista, aggiunge una certa dose di strategia alle sparatorie che è sempre mancata a Call of Duty e, per questo motivo, ci sentiamo di promuovere questa scelta.

ENTER, NIGHT

Sotto il profilo delle modalità di gioco, la beta comprendeva quelle classiche e arcinote ai fan di Call of Duty come il Deathmatch, la modalità Quartier Generale e quella Dominio ma ha anche proposto due novità assolute: la modalità Guerra Terrestre 32 contro 32 e il Deathmatch Notturno. La prima è un concept che si avvicina parecchio a quello della “Corsa” vista in Battlefield con due team di grandi dimensioni che si contendono cinque punti caldi su una mappa piuttosto ampia.

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Una volta conquistato a suon di piombo uno dei luoghi di interesse, si iniziano ad accumulare punti che condurranno alla vittoria e, di conseguenza, sarà necessario mantenere il controllo su più zone possibili. In questa modalità, comunque, vediamo l’introduzione dei veicoli, richiesti a gran voce da anni dalla community di Call of Duty. I carri armati, i quad e gli elicotteri, infatti, sono presenti e disponibili per tutti e variano notevolmente l’approccio alle partite.

C’è da dire che il feeling alla guida dei mezzi non è esattamente esaltante e non si avvicina molto a quello semi-simulativo di Battlefield ma essendo ancora una fase Beta, ci sono ampi margini di miglioramento, sotto questo aspetto. La seconda delle modalità inedite, come dicevamo, è il Deathmatch Notturno ed è qui che le cose si fanno davvero interessanti. Alcune mappe, infatti, sono disponibili anche in versione notturna, completamente avvolte nel buio e schiarite solo dal pallore della luna.

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Il silenzio assordante della notte viene spezzato solo dagli spari e dalle urla di dolore dei soldati feriti e la necessità di affidarsi completamente al visore notturno per avere un’idea di cosa accade attorno a noi rende questa modalità davvero intensa e quantomeno originale per uno shooter online. Non vediamo l’ora di provare il pacchetto completo.

TAKE MY HAND

Oltre al gameplay rinnovato, oltre alla nuovo motore grafico e oltre alle nuove stipulazioni del multiplayer, c’è un altro aspetto di Modern Warfare che ci ha davvero colpiti in positivo: l’Armaiolo. Quest’ultimo è il nome dato alla sezione di personalizzazione dell’equipaggiamento che, tramite un intuitivo sistema Pick-5 in cui sarà possibile scegliere fino a cinque accessori per la propria arma, ci consente di personalizzare a fondo le bocche da fuoco per adattarle al meglio al nostro stile di gioco.

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Ciascuna delle modifiche porta con sé un grafico abbastanza chiaro sull’impatto che avrà a livello di performance sulle nostre armi preferite con tanto di Pro e Contro bene in mostra in un menu apposito. Preferite una certa impugnatura per prevenire il rinculo verticale o sceglierete un caricatore aumentato? Preferite la canna lunga o un sottocanna con lanciagranate? La scelta sarà solo vostra!

Nota a margine: c’è anche la possibilità di selezionare il proprio operatore come nei precedenti CoD ma, questa volta, le modifiche saranno solo estetiche. Niente abilità speciali, fortunatamente.

WE ARE OFF TO NEVER-NEVER LAND

Per concludere, questo nuovo Call of Duty: Modern Warfare ci ha convinto sotto ogni punto di vista. La nuova interpretazione degli scontri, il gameplay rinfrescato e rimodernato, il nuovo motore grafico e la possibilità di personalizzare a fondo il nostro equipaggiamento ha fatto sì che le ore passate in compagnia della beta fossero tra le più divertenti che associamo al nome di Call of Duty negli ultimi tempi. Se la campagna si rivelasse altrettanto valida, saremmo di fronte, senza ombra di dubbio, al miglior esponente della saga da tanti anni a questa parte. Il 25 Ottobre non è mai sembrato così lontano.

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