Borderlands 3 Recensione, il Looter-Shooter definitivo

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Andy Bercaru
Appassionato del mondo videoludico e della tecnologia già da quando era un bimbo in Beta Testing. Ama i giochi quasi quanto il Wrestling ed il Metalcore!

Appassionato del mondo videoludico e della tecnologia già da quando era un bimbo in Beta Testing. Ama i giochi quasi quanto il Wrestling ed il Metalcore!

Tempo di lettura: 9 minuti

Già svariate volte durante le nostre passate recensioni, vi abbiamo fatto notare di quanto questa generazione abbia saputo giocare con i nostri sentimenti da nostalgici. Per quanto quest’ultimi anni hanno saputo a deliziarci sempre di più con opere nuove di zecca, spesso e volentieri, l’impatto più grosso è stato creato da delle opere già note alla massa di videogiocatori. Non per niente, quando si va a parlare di ritorni leggendari, il buonsenso in gran parte dei fan, inizia a dare segnali di “pericolo”, temendo il peggio per la propria saga. Tuttavia, l’ottava generazione di console, ha saputo smentirci svariate volte, dimostrandoci che la passione di certi sviluppatori per determinate saghe, è ancora all’auge. Non per niente i vari sequel e remake di opere come Resident Evil, Devil May Cry e God of War, hanno saputo fare un impatto a dir poco colossale. Anche Gearbox avrebbe deciso di unirsi a sto filone, con una delle sue saghe più amate dai fan, ovvero quella di Borderlands.

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Fa quasi strano pensare che sono passati ben 10 anni da quando il primissimo capitolo si palesò davanti ai nostri occhi di videogiocatori. Fu proprio grazie a quest’opera che, Gearbox diete il via ad un genere del tutto unico, che durante gli anni a venire, si sarebbe consolidato nell’industria. Infatti, opere come Destiny o The Division, devono rigraziare principalmente a Borderlands per la propria esistenza, essendo che la creatura di Gearbox è stata la prima a mettere su le basi per certi colossi. Proprio grazie alla fama del primissimo capitolo, i ragazzi americani diedero vita a svariati sequel che (nel bene e nel male) riuscirono a portare avanti l’eredità di questa saga.

A distanza di ben 5 anni dall’ultimo capitolo uscito (e di ben 7 dal sequel diretto), Gearbox sembra aver deciso di portare avanti le pazzie di quest’opera, facendo uscire la terza “parte” della saga. Ma il tempo investito in questo progetti si sarà dimostrato benefico per l’opera stessa? Sarà riuscito Borderlands a riprendersi il trono del miglior Looter-Shooter in circolazione (vista la ardua concorrenza) ? Andiamo a scoprirlo nella prossime righe della nostra recensione!

Welcome back to the Borderlands baby!

Per chi conosce la creatura di Randy Pitchford non gli verrà difficile ritrovarsi nella frase che stiamo per dire di seguito, ovvero che, trovare una qualsivoglia profondità narrativa in Borderlands è come cercare l’acqua nel deserto. Da sempre, questa saga ha cercato di puntare molto di più sulla sua componente di gioco (gameplay) più che su quella narrativa, rimanendo basilare in quasi i tutti suoi aspetti. Tuttavia, anche con queste premesse fatte, va detto che l’universo di Borderlands riuscirà ad conquistarvi grazie al suo character design ed alle situazioni assurde in quale il gioco vi butterà. Ma partiamo con ordine e cerchiamo di fare un po’ di chiarezza sulla trama. Ancora una volta, il fulcro di questo terzo capitolo si concentrerà sulle ricerche di 4 cacciatori della cripta, ovvero FL4K, Moze, Amara ed il particolarissimo Zane. Il compito di questi quattro “protagonisti” sarà quello di cercare i segreti di una gigantesca cripta piena di tesori che si cella nelle terre di confine (Borderlands).

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Ovviamente, così come successo già dei precedenti capitoli di quest’opera, l’impresa non risulterà facile e proprio per questo motivo verrete affiancati dai Crimson Raiders, ovvero una “sottospecie” di forza speciale composta da vecchi cacciatori della cripta (come Lilith e Maya, le due sirene dei primi 2 Borderlands), che si vedrà impegnata in uno scontro “mortale” con una nuovissima minaccia, ovvero i FDC (meglio conosciuti anche come Fratelli della Cripta). Questa nuova “fratellanza” verrà capitanata dai due gemelli antagonisti di questo terzo capitolo, ovvero Tyreene e Troy Calipso che cercheranno di mettervi i bastoni tra le ruote appena ne avranno l’opportunità. Tuttavia, a differenza dei vecchi antagonisti della saga, i due fratelli risulteranno fin da subito poco carismatici e molto dimenticabili, lasciandovi con un particolare amaro in bocca, principalmente perchè essi non riusciranno ad diventare emblematici come un certo Jack il Bello.

Ma anche con questa piccola pecca, va detto che il gioco riuscirà comunque a farvi tenere incollati alle vicende della storia essendo che punterà un mondo su battutine e situazioni al limite dell’assurdo. Già durante le primissime ore di gioco, Borderlands 3 riuscirà a strapparvi numerose risate per poi tirarvi calci in pancia per colpi di scena non del tutto attesi. Anche la marea di ritorni e cameo, come quello di Rhys, Maya, Moxxi e via dicendo, riescono a riempire i buchi della basilarità creati dal comparto narrativo generale. Sicuramente la storia raccontata in questo terzo capitolo non rimarrà indimenticabile nelle menti dei videogiocatori, tuttavia saprà divertire al momento giusto e darvi un motivo per portarvi avanti con le faccende del gioco. Persino delle missioni “idiote” come quelle rilegate alla consegna del caffè, riusciranno ad raccontarvi delle mini storie che vi faranno ridere per tutta la loro durata!

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Come vi abbiamo già fatto capire nelle righe precedenti, il punto di forza di quest’opera, sin dal suo principio, è il gameplay generale. Per chi non conoscesse (per qualche strano motivo?!) l’opera dei Gearbox Software, cercheremmo di fare più chiarezza sulle sue peculiarità. Borderlands si presenta come un classico FPS con svariati meccaniche da GDR e Dungeon Crawling, creando così un genere che noi tutti oggi conosciamo come Looter-Shooter. Per farvi avere un’immagine più completa, grazie a questo “genere” giochi come Destiny e The Division hanno trovato le fondamenta per restare solidi nel corso degli anni, adottando meccaniche di gameplay identiche a Borderlands. Tornando proprio all’opera dei Gearbox, essa cercherà di non distanziarsi troppo dalle sue fondamenta con questo terzo capitolo. Tuttavia, con dei piccoli miglioramenti, il team dietro al progetto è riuscito a rendere il tutto molto più solido ed variegato, dando possibilmente vita ad uno dei looter-shooter più completi di sempre.

Così come nei precedenti capitoli, anche in Borderlands 3 dovremmo scegliere ad inizio gioco uno dei 4 cacciatori disponibili, che porteranno modifiche di gameplay abbastanza grosse in base alla scelta stessa. Giocare con un “carro armato” come Moze vi spingerà ad essere molto più aggressivi, mentre con la Sirena Amara, il gioco vi darà la possibilità di “intrappolare” i nemici ed farli fuori da una distanza di sicurezza. Questo è solo un piccolo dettagli sul quale la scelta iniziale potrà influire sul vostro stile di gioco, spingendovi così a provare svariate run per sperimentare tutto quello che i 4 protagonisti avranno da offrire.

Tuttavia, la peculiarità più grossa della saga di Borderlands giaceva dietro il vastissimo arsenale proposto al giocatore. Il gioco, così come i precedenti capitoli vi metterà a disposizioni una marea di armi da sparo varie, che in questo terzo capitolo sembrano aver acquisito ancora più particolarità. Infatti, in Borderlands 3, ogni singola arma avrà qualche bonus di sparo o modalità alternativa di fuoco che renderanno certi incontri a dir poco pirotecnici. Tra pistole che sparano pallottole adesive che esplodono, fucili d’assalto che tracciano i nemici ed SMG che si trasformano in veri e proprio droni d’assalto, la varietà farà da padrone anche in questo caso.

Anche le missioni, per quanto basilari ed lineari, cercheranno comunque di rendere il tutto molto longevo ed divertente, offrendo una longevità a dir poco assurda anche per un titolo simile. Infatti, solo per finire la campagna principale ci metterete almeno 30/35 ore di gioco, ma il contenuto post endgame e le varie missioni secondarie vi porteranno via almeno un centinaio d’ore di gioco, rendendo il terzo capitolo più mastodontico del previsto. Anche la varietà di nemici aiuterà a portare avanti l’avventura sulle terre di confine, dandovi sempre un motivo per vedere ed esplorare i vari pianeti del gioco (perchè si, questa volta il gioco non si svolgerà più su un solo pianeta). Tuttavia, se proprio dobbiamo trovare un pelo nell’uovo, va detto che le varie boss fight, per quanto belle da vedere, non saranno anche belle da affrontare. Infatti la strategia per ogni singolo boss sarà la stessa, ovvero nascondersi in un punto in quale non si prende danno, e scaricare tutti i colpi delle nostre armi dentro il malcapitato. Quest’aspetto renderebbe (quasi) ogni scontro statico ed privo di mordente, creando boss “mangia pallottole” che staranno ad incassare colpi.

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Tuttavia, questo colmo riuscirà ad essere superato quando l’esperienza verrà affrontata in compagnia di qualche amico. Infatti la struttura ludica di questa saga, oltre all’arsenale sempre più gigantesco, punterebbe una marea anche sul suo comparto online/co-op. Per rendere l’esperienza più fluida, i ragazzi di Gearbox sembrano aver preso spunto da opere come Apex Legends, integrando un sistema di “ping” simile a quanto visto nell’opera Respawn. La comunicazione col compagno di squadra quindi, risulterà molto più facile. Anche la possibilità di rendere il loot individuale sarà riscontrata in questo capitolo, così da evitare situazioni in quale un compagno si farebbe possesso delle armi più belle. Tutte queste piccole modifiche cercano di rendere il tutto molto più appetibile in compagnia.

Insomma, senza sprecare altre parole, vi basta sapere che i ragazzi di Gearbox sono riusciti a dare vita ad un autentico peso massimo per il genere, riuscendo ad evolvere una formula già vista e rivista. Anche con certi piccoli difetti, il gioco riesce comunque a splendere!

Tecnicamente Parlando

Ovviamente lo stile cell shaded non poteva mancare da questo terzo capitolo, ed ad un primissimo impatto, il gioco potrebbe sembrare uguale ai precedenti capitoli da un punto di vista tecnico e grafico. Tuttavia, vi possiamo assicurare che le differenze sono presenti e come! Infatti l’Unreal Engine 4 riesce a far valorizzare molto di più certi dettagli come i vari giochi di luce ed gli effetti degli spari e delle esplosioni. Anche i modelli dei personaggi saranno caratterizzati da una profondità di dettaglio maggiore, rendendo essi molto più piacevoli alla vista. La versione da noi provata per questa recensione è stata quella PS4 Pro, che darà la possibilità al giocatore di scegliere tra due modalità prestazionali. Esse daranno priorità al Framerate o alla qualità grafica.

Durante la nostra esperienza abbiamo dato priorità al framerate, essendo che la qualità grafica non sembrava perdere chissà quale dettaglio. Dando priorità al comparto grafico, il gioco tendeva a soffrire di drastici cali di frame, rendendo l’esperienza a tratti molto ingiocabile. Tuttavia, questi problemi prestazionali, sembrano ritrovare “casa” anche sulle piattaforme più potenti, facendoci capire che qui si parla proprio di una mancata ottimizzazione tecnica.

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La risoluzione standard di PS4 PRO sarà di 1080p in modalità prestazioni (con un framerate tra i 40 ed i 60 FPS) e di 1800p in modalità risoluzione (in 30 fps). Ovviamente, la scelta va molto in base al gusto personale, e vedere i giochi dare possibilità di scelta anche su console, ci fa più che piacere. Tuttavia, ancora una volta ci teniamo a consigliare di sperimentare il tutto, usufruendo della modalità prestazioni.

Il comparto sonoro invece riesce ancora rimanere all’auge delle proprie doti, dimostrandosi a dir poco splendido. Il doppiaggio dei vari personaggi risulterà fantastico da sentire, rendendo l’intera avventura molto piacevole. Sentire le fesserie di Clap-trap ed i vari lamenti di Rhys aumenterà di più il fattore “comicità” del gioco. Anche i suoni ambientali e le varie canzoni presenti dentro il gioco daranno vita ad un comparto uditivo a dir poco splendido e completo.

Sotto il punto di vista del netcode non abbiamo trovato particolari problemi, riuscendo sempre a svolgere le nostre partite online senza intralci. Il gioco vanterà ancora una volta un sistema di drop in/drop out che darà la possibilità ai giocatori di unirsi a partite in corso in qualsiasi momento. I server sembrano reggere bene il tutto, non creando fastidiosi lag o situazioni che vi faranno crashare la partita.

In conclusione

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Per quanto l’attesa sia stata a dir poco mastodontica, l’opera dei Gearbox non è riuscita minimamente a deludere le nostre aspettative. Borderlands 3 è un prodotto che, partendo da basi ormai solide, riesce ad evolversi e prendersi una fetta di mercato non indifferente. Certamente la parte tecnica potrebbe essere ancora migliorata sotto diversi punti di vista. Tuttavia il gioco riesce a sorprendere a dismisura, posizionandolo senza tantissimi problemi in cima ai Looter-Shooter migliori di sempre!

Se cercate un’esperienza longeva, varie ma sopratutto divertentissima, Borderlands 3 è la giusta risposta alle vostre domande! Noi non possiamo fare altro che congratularci con Gearbox e 2K per aver tirato su un progetto ludico simile che si concentra più sul “giocare” e meno sul “spendere”.

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Borderlands 3

69,99€
9

Gameplay

9.5/10

Grafica

8.5/10

Storia

8.5/10

Longevità

9.5/10

Sonoro

9.0/10

Pros

  • Il miglior Looter-Shooter attualmente sul mercato
  • La varietà di nemici, situazioni e armi è a dir poco mastodontica
  • Praticamente infinito
  • In Coop da il massimo
  • Tecnicamente pulito...

Cons

  • I due antagonisti non sono proprio carismatici
  • Certi boss sono delle vere spugne per i proiettili
  • ...ma non del tutto stabile
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