Blizzard fa causa all’autore di un cheat per Overwatch

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Alessandro Niro
Nato il 16 luglio 1988, è stato fin da bambino appassionato di videogiochi, cinema, serie TV e fumetti. Ex redattore/recensore di varie testate giornalistiche e attualmente titolare di una società Informatica, ha deciso di aprire una propria freepress dedicata al mondo nerd. La passione per quello che fa ed ama, non lo ha mai fermato davanti a niente e nessuno.

Nato il 16 luglio 1988, è stato fin da bambino appassionato di videogiochi, cinema, serie TV e fumetti. Ex redattore/recensore di varie testate giornalistiche e attualmente titolare di una società Informatica, ha deciso di aprire una propria freepress dedicata al mondo nerd. La passione per quello che fa ed ama, non lo ha mai fermato davanti a niente e nessuno.

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Pugno di ferro per Blizzard. Con il lancio della modalità competitiva di Overwatch, la Blizzard si è fatta molto più rigida nel contrastare il fenomeno dei cheater. Diversamente da altre sue concorrenti (vedesi ad esempio la Ubisoft col suo The Division), la software house ha bannato a vita moltissimi utenti per l’utilizzo di sistemi illeciti per raggiungere la vittoria nei match.

Ultima notizia trapelata online è la causa che sta attuando contro un certo Bossland, creatore di un cheat il quale permetteva di vedere dove si trovavano gli altri giocatori in qualsiasi momento. L’accusa contro il sopracitato utente è violazione del copyright e di barare.

Si può leggere sulla denuncia: “I Buddy Bots e il Cheat di Overwatch (conosciuti insieme come i “Bossland Hacks”) hanno causato e stanno ancora causando un grosso e irreparabile danno per Blizzard. Gli affari di Blizzard dipendono dal fatto che i suoi giochi siano divertenti e giusti per i giocatori di tutti i livelli di abilità e Blizzard spende un enorme quantità di tempo e soldi per assicurarsi che sia così. I Bossland Hacks distruggono l’integrità dei titoli di Blizzard, alienando e frustrando i giocatori corretti, con i ricavi che passano da Blizzard all’accusato“.

Finalmente una software house che attacca in prima linea l’utilizzo di questi sporchi trucchi per vincere facile.

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