Blacksad Under the Skin Recensione, investigazione felina

Recensioni
Camilla Colombo

Tempo di lettura: 6 minuti

Sono gli anni ’50 e ci troviamo a New York, inserita in una realtà alternativa in cui gli esseri umani sono sostituiti da animali antropomorfi. Questo universo scritto da Juan Díaz Canales e disegnato da Juanjo Guarnido, autori del fumetto spagnolo Blacksad, si presenta attraverso la prospettiva di John Blacksad, un investigatore privato con le sembianze di un felino nero dal carattere scettico e realista. Grazie al notevole successo conseguito in Francia, paese d’origine dell’editore Dargaud, l’opera ha così avuto modo di espandere il proprio mercato in tutto il mondo, rendendo possibile lo sviluppo di un videogioco dedicato e oggetto di questa recensione, intitolato Blacksad Under the Skin.

Sebbene la lettura del fumetto sia estremamente consigliata, non è indispensabile ai fini della comprensione del titolo e della godibilità degli accadimenti, anche se esistono indicazioni temporali che inseriscono questi ultimi tra le vicende del volume Artic Nation e quelle di Anima Rossa. L’informazione forse più importante che ci sentiamo però di condividere in questa premessa è che gli autori hanno ispirato la loro opera ai più classici gialli hardboiled (genere nato tra gli anni ’20 e gli anni ’30 e caratterizzato da un’investigazione deduttiva che non cerca in nessun modo di rendere gradevoli le scene di sesso e violenza)e al noir americano, tipico del cinema degli anni ’40 e ’50 e rilevabile in quelli che all’epoca venivano definiti “drammi polizieschi hollywoodiani”.

Questo particolare dramma investigativo realizzato da Pendulo Studios e YS Interactive e pubblicata da Microids è disponibile su Steam, PlayStation 4 e Xbox One e sarà presto rilasciato anche su Nintendo Switch.

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Le origini del Nome

Come abbiamo anticipato Blacksad Under the Skin è un videogioco generato a partire dal fumetto al quale dà vita non solo riproducendo fedelmente il mondo immaginato dal duo spagnolo, ma anche animando il particolare protagonista che rappresenta innegabilmente la chiave di volta degli accadimenti e del titolo stesso. John Blacksad è infatti uno di quei personaggi dal background colorito che finiscono quasi col catalizzare su di sé tutta l’attenzione, riuscendo a sovrastare anche i difetti più evidenti.

Prima di entrare in dettaglio nei tecnicismi, vorremmo aprire una piccola parentesi su questo affascinante protagonista facendo luce su alcuni retroscena che potrebbero concorrere ad interpretare la personalità nascosta dietro al pelo nero e ai lunghi baffi che lo contraddistinguono. Siamo infatti alle prese con un soggetto generato dalla passione per la storia, facoltà universitaria alla quale si è dedicato, e dall’esperienza accumulata sul campo di battaglia della seconda guerra mondiale. Risulta quindi intuitivo pensare a John come ad un personaggio estremamente flessibile: intelligente, ma cinico ed estremamente oggettivo, ulteriormente caricato non solo da un’infanzia vissuta tra le strade più malfamate della città, ma anche dalla scelta stilistica di lasciare che sia lui stesso, con le sue riflessioni, a fare le veci del narratore, avvicinandolo ulteriormente alla sensibilità del videogiocatore.

È attraverso la prospettiva di questo personaggio, nonché per mezzo delle sue indiscutibili doti investigative amplificate dai sensi di un felino che dovremo risolvere l’insolito caso sottoposto da Sonia Dunn, figlia di Joey Dunn, ritrovato nella sua palestra di pugilato impiccato apparentemente senza spiegazione. Come se non bastasse, oltre a dover affrontare il lutto per la perdita del padre, Sonia avrà la necessità di ritrovare Bobby Yale, il miglior atleta della scuola, scomparso in concomitanza con la dipartita del suo istruttore e soggetto indispensabile per la sopravvivenza dell’eredità di quest’ultimo. La sua assenza all’incontro programmato con il Campione in carica, infatti, porterebbe la struttura dei Dunn all’inevitabile fallimento.

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Nel limbo tra narrazione e tecnica

Sicuramente non è un’impresa semplice quella di riuscire a tradurre un’opera letteraria ed inanimata in videogioco, riuscendo ad oliare perfettamente i due ingranaggi fondamentali di narrazione e gameplay. Se infatti Blacksad Under the Skin riesce in modo brillante a coinvolgere ed intrattenere con la sua struttura investigativa e gli avvenimenti saldamente sostenuti da personaggi estremamente ben caratterizzati, non si può dire lo stesso della divisione tecnica che sembra zoppicare nel tentativo di stare al passo del’estro creativo.

In questo caso il comparto artistico risulta indubbiamente soddisfacente ed è quasi impossibile non soffermarsi sull’ottima trasposizione dalle tavole bidimensionali al modello 3D che mantiene e vivifica le iconiche scenografie e fotografie del fumetto. Inoltre, per i più appassionati sarà sicuramente piacevole notare la fedeltà con la quale sono stati riprodotti alcuni dettagli e scenari. Ad arricchire questa struttura grafica di base non manca una colonna sonora decisamente azzeccata che si fa forza di un intramontabile jazz che contribuisce a rafforzare l’atmosfera egregiamente riuscita. Gli elementi appena descritti dovrebbero essere sufficienti a strutturare il telaio per la realizzazione di un’ottima avventura grafica investigativa (e sicuramente di questa stiamo parlando), ma non riescono a nascondere alcune macchie che oscurano la linearità di questo prodotto.

Purtroppo, come abbiamo anticipato, sul lato tecnico di questo titolo sono evidenti fin da subito alcune imperfezioni che nel nostro caso hanno addirittura portato al riavvio forzato del gioco. Infatti, oltre ai difetti di scrittura del codice che portano ad inevitabili bug che impediscono il proseguimento dell’avventura e che, per esempio, inchiodano il protagonista costringendolo a girare su se stesso senza possibilità di liberarsi, sono presenti diversi momenti in cui la telecamera e la modalità di spostamento all’interno delle varie aree rendono difficile l’interazione o l’individuazione di alcuni oggetti, a volte indispensabili, e complicano in modo quasi esasperante l’esplorazione. Questo lato oscuro, comunque, possiamo provare a giustificarlo apprezzando il tentativo di abbandonare i limiti imposti dai punta e clicca per orientarsi maggiormente verso una maggiore apertura alla ricerca, tipica degli action.

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Elementare, Blacksad!

Abbiamo già accennato alla piacevole struttura investigativa, ma risulta indispensabile un approfondimento in merito dal momento che quest’ultima finisce inevitabilmente col corrispondere al gameplay. Per facilitare fin da subito la comprensione del metodo di indagine proposto, possiamo permetterci di fare un paragone con i prodotti della defunta Telltale Games, cadendo nell’ovvietà del preciso paragone tra questo titolo e The Wolf Among Us, nel quale è possibile vestire i panni di un protagonista estremamente allineato al nostro John.

La narrazione di Blacksad Under the Skin procede quindi tra esplorazione per la raccolta di indizi, deduzione logica e dialoghi che spesso e volentieri ci porteranno a dover prendere delle decisioni a volte impattanti sulla trama o incalzate da un tempo limitato di reazione. In quest’ultimo caso, non mancheranno decisioni che costeranno il prezzo della vita, costringendoci a ripetere alcune scene (e le relative sequenze video che, purtroppo, non potranno essere saltate). Nel complesso non ci troveremo nella posizione di avere grosse difficoltà nella raccolta e nell’associazione delle informazioni importanti: a queste ultime arriveremo anche grazie all’utilizzo dei nostri sensi felini che ci permetteranno di attivare una particolare modalità investigativa e una volta individuate verranno accumulate automaticamente in un taccuino consultabile in qualsiasi momento e notificate puntualmente. Una notifica apparirà anche nel caso in cui si presenti la possibilità di collegare gli indizi. L’avanzamento risulta quindi guidato e non lascia spazio a troppe incertezze, cosa che invece non si può dire in merito ad alcuni momenti di spaesamento che creano un po’ di confusione e contrasto nell’andamento lineare dell’investigazione.

Se gli amanti degli enigmi complessi e macchinosi potrebbero rimanere delusi (non stiamo infatti viaggiando sulla stessa onda degli Sherlock Homes sebbene non manchino gli elementi in comune), ci teniamo ad evidenziare che la limpidezza delle indagini è sicuramente prodotta da una scelta intenzionale guidata dalla volontà di facilitare la concentrazione sugli avvenimenti e sulle varie personalità incontrate lungo l’investigazione (per gli appassionati non mancheranno personaggi già noti quali il Commisario Smirnov e Weekly).

Anche se non è presente un inventario che raccolga eventuali oggetti utili per le indagini, non mancano dei collezionabili che consistono in figurine raccolte nella cosiddetta “Hall of Fame” e che rappresenteranno un interessante incentivo all’esplorazione delle varie aree, facilitando il raccoglimento degli indizi e alleggerendone la ricerca.

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La seduta è tolta

Nonostante gli alti e bassi, nel complesso Blacksad Under the Skin riesce a trovare il suo equilibrio, forte della certezza generata dall’origine letteraria. Quello che ci aspettiamo è sicuramente che vengano rilasciate patch e aggiornamenti che permettano al titolo di risultare più fluido e di far impennare il proprio potenziale di gradimento. A proposito di gradimento, vorremmo concludere questa recensione evidenziando un’importante ed interessante introduzione: l’efficacia dell’indagine, che ci permetterà di monitorare l’andamento della nostra investigazione e, di conseguenza, di adeguare la nostra strategia.

Al di là di ogni impressione soggettiva sul risultato finale, rimane notevole la fedeltà di questo titolo al fumetto soprattutto relativamente ai temi trattati, i quali, con la loro spietatezza e durezza, hanno sicuramente concorso al successo di questa saga.

Che siate appassionati o estranei al mondo di Blacksad, possiamo indistintamente consigliare di recuperare questo titolo sia per ampliare il ventaglio di avventure del protagonista sia, più semplicemente, per introdursi in una realtà che difficilmente finirà col lasciare indifferenti. Lo stesso dicasi per chiunque sia alla ricerca di una insolita avventura grafica investigativa da aggiungere al proprio bagaglio. L’unica riflessione che vi consigliamo di fare è di aspettare che vengano applicati gli aggiornamenti necessari per correggere i problemi tecnici più rilevanti approfittando, di conseguenza, di un possibile calo del prezzo.

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7.5

Design

8.0/10

Narrativa

9.0/10

Gameplay

6.0/10

Longevità

7.0/10

Pros

  • Ottima caratterizzazione dei personaggi
  • Atmosfera estremamente piacevole
  • Vicende e dialoghi ben strutturati

Cons

  • Obsolescenza del comparto tecnico
  • Gestione della telecamera poco soddisfacente
  • Ritmi di gioco a volte un po' rallentati

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