Battlefield V Open Beta – Provato

Anteprime
Luca Paura
Sin da piccolo, la bravura nella nullafacenza lo ha portato ad appassionarsi alla scrittura e ai videogames. In questo modo è riuscito ad entrare in mondi fantastici e straordinari da esplorare, fino a quando non si è buscato una freccia nel ginocchio.

Sin da piccolo, la bravura nella nullafacenza lo ha portato ad appassionarsi alla scrittura e ai videogames. In questo modo è riuscito ad entrare in mondi fantastici e straordinari da esplorare, fino a quando non si è buscato una freccia nel ginocchio.

Tempo di lettura: 3 minuti

La open beta di Battlefield V ha permesso a molti utenti di poter sperimentare in anteprima le potenzialità di questo nuovo sparatutto di casa DICE, sopratutto per valutare un eventuale acquisto al lancio ma sarà davvero riuscita a ribaltare l’opinione non proprio positiva degli utenti? Scopriamolo insieme in questo articolo.

Ovviamente si sta parlando di un titolo ancora in via di sviluppo che è stato rimandato proprio per cercare di risolvere dei problemi e dare all’utenza il gioco nello stato migliore possibile, quindi le considerazioni che verranno scritte di seguito potrebbero anche cambiare con l’uscita del gioco.

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MATCHMAKING E MAPPE DI GIOCO

Iniziamo subito col parlare del matchmaking di questa beta, dicendo subito che appena si cerca di accedere ci si ritroverà con numerosi problemi ai server, a causa dell’enorme affluenza di utenti, nulla di insolito, del resto molte open beta servono proprio per testare i server e migliorarli in seguito, cosa che di solito la serie di Battlefield ha sempre fatto, quindi non è raro in questa beta di Battlefield V ritrovarsi ad aspettare più di 2 minuti per entrare in una partita, si può essere fortunati o sfortunati, ma alla fine si riesce sempre a giocare.

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Parlando delle mappe di gioco, invece, la beta permette di provarne due: Rotterdam e Narvik, entrambe mappe molto grandi capaci di ospitare moltissimi giocatori, ma afflitte da diversi problemi di level design, come auto che bloccano un passaggio o dei muri posizionati poco dopo una porta aperta, che ne rendono difficoltosa la traversata e sopratutto l’apprendimento, fattore importante se si vuole essere competitivi in un gioco come questo.

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GAMEPLAY E GRAFICA

Punto focale di ogni sparatutto, Battlefield V compreso, è il gameplay. In questo nuovo capitolo della serie non ci sono molte differenze rispetto al suo predecessore, le migliorie principali si notano sopratutto per quanto riguarda il periodo storico in cui è ambientato, quindi sono state aggiunte armi tipiche della seconda guerra mondiale che possono essere usate da tutte le fazioni.Sarà possibile usare un STG44 tedesco nella fazione inglese o un Lee-Enfield inglese nella fazione tedesca, ma con tutta probabilità questo “errore” sarà risolto nel gioco finale, dove ogni fazione avrà le sue armi d’ordinanza.

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È anche possibile personalizzare le armi con mirini e altri pezzi acquistabili in game con una moneta di gioco che è possibile acquisire completando gli obbiettivi giornalieri. Per quanto riguarda, invece, il combattimento vero e proprio sul campo, non c’è molto da dire, è il solito Battlefield: molta dinamicità, un sacco di esplosioni ma poca della distruzione che caratterizzava la serie anche se, trattandosi della beta, è possibile che abbiano disabilitato qualche caratteristica per non stressare troppo il motore grafico e facilitare i 60 fotogrammi al secondo.

In ogni caso, dopo un paio di partite(che possono durare la bellezza di 40 minuti ciascuna in questa beta), la noia arriva facilmente e la voglia di giocare ad altro si fa sentire tutta.

Graficamente, usando ancora il Frostbite 3, il gioco risulta molto bello da vedere, anche se dopo 5 anni di onorato servizio, un nuovo motore grafico non sarebbe una scelta sbagliata, in quanto i segni del tempo sono ben visibili, sopratutto in alcuni bug e cali di frame ereditati da Battlefield 1.

IN CONCLUSIONE

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Per concludere cosa si può effettivamente dire di questo Battlefield V? In questa beta ciò che abbiamo potuto vedere è sempre il solito titolo targato DICE, con nuove mappe, il solito sistema di personalizzazione e poca innovazione. Certo, non è il gioco completo e l’averlo rimandato può essere servito proprio per cercare di migliorare i problemi e gli errori (una mina che esplode e non uccide il nemico facendolo a pezzi, fa abbastanza ridere tutto sommato), e da uno studio di talento come DICE ci aspettiamo proprio questo: miglioramenti. Quindi non ci resta che incrociare le dita e aspettare il 20 novembre.

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