Autonauts Recensione, quando il survival incontra la programmazione

Recensioni
Giuseppe Licciardi
Nato con un pad nella mano sinistra e un mouse nella destra. Ancora non si conosce la sua vera provenienza, molti pensano faccia parte di un' antica razza aliena che mira a divulgare il videogioco come arte. Per ora si sa solo che studia per diventare Ingegnere Informatico, ma forse è solo una scusa per mimetizzarsi tra gli essere umani.
@https://twitter.com/Sn0WzX

Nato con un pad nella mano sinistra e un mouse nella destra. Ancora non si conosce la sua vera provenienza, molti pensano faccia parte di un' antica razza aliena che mira a divulgare il videogioco come arte. Per ora si sa solo che studia per diventare Ingegnere Informatico, ma forse è solo una scusa per mimetizzarsi tra gli essere umani.

Tempo di lettura: 5 minuti

A volte succede che i videogiocatori dimentichino, cosa significa videogiocare. Siamo troppo presi dagli ultimi titoli tripla A,e dalla  cinematograficicità di un titolo. E molto spesso ci dimentichiamo quali sono i titoli che ci hanno reso appassionati. Ma ognuno di noi farà parte di una generazione diversa. C’è chi avrò cominciato con il NES, c’è chi invece avrà messo le mani per l prima volta su una console all’epoca PS1. Tutto questo per ricordarvi che all’epoca i titoli erano tutt’altro che come quelli di oggi. Ricordate le giornate passate a giocare a DR. Mario?

Beh.. un semplice titolo cosi, riusciva a farci stare incollati allo schermo per ore e ore. Dov’è finita quindi questa semplicità se non nel mercato degli Indie? Siamo troppo affannati nella ricerca del perfetto negli ultimi anni. Mentre c’è chi prova ad innovare nel suo piccolo, noi siamo alla ricerca dei tecnicismi e degli FPS stabili. L’innovazione e le idee, possono invece anche arrivare in un mercato di nicchia. Ed è questo che rende Autonauts diverso dai soliti Indie. Un titolo dal gusto survival, ma che strizza l’occhio ad un gestionale. La terra che popoleremo non sarà affatto la stessa, dopo il nostro “atterraggio”.

Leggi anche:  Age of Wonders Planetfall Recensione, una vasta scacchiera nello spazio

Siamo stanchi di fare tutto noi!

Quando si pensa a titoli survival, ormai vengono in mente solo i grandi nomi. In questo periodo soprattutto con il ritorno in auge di Minecraft, il genere è di nuovo sulla bocca di tutti. Dimentichiamoci però per un attimo di sapere cosa si faccia in Minecraft. Pensiamo invece che al posto di dover fare tutto da noi, potremmo avere qualcuno che o fa al posto nostro. L’idea alla base di Autonauts è questa, avere una serie di azioni automatizzate che ci permettano di sopravvivere all’interno del mondo in cui ci troviamo.

Leggi anche:  Ghost Recon Breakpoint Recensione, una costante perdita d'identità

Autonauts è uno di quei titoli che appena aperti, sa di indie, a partire dai menu. Il livello tecnico che ci troveremo davanti non è altissimo, ma se già abbiamo dimestichezza con titoli del genere, non ci verrà difficile capire che il lavoro dietro Autonauts non può essere paragonato ai titoli più blasonati, o con studi di sviluppo alle spalle. Quindi l’unica cosa d fare, è mettersi comodi e aspettare che la magia abbia inizio. La magia di cui parliamo è quella che caratterizza il titolo, quella che ha dato il nome al gioco, l’automazione. Verrà infatti facile capire fin dal primo tutorial, che non saremo noi a dover fare le azioni primarie.

Leggi anche:  Concrete Genie Recensione, diamo vita ai nostri sogni

Ma ci verrà data l’opportunità di costruire dei piccoli robot che si prenderanno cura del nostro environment. L’impatto con il mondo di gioco non sarà dei migliori, l’ambiente ci sembrerà spoglio e senza dettagli. La mappa di gioco non grandissima, ed è esplorabile sin dai primi minuti di gioco. Non essendo presenti delle insidie all’interno di questo mondo, ci sarà possibile visitarlo nella sua interezza fin da subito. Quindi fin da subito, capiamo che un vero e proprio obiettivo all’interno del gioco non c’è. E’ semplicemente un grosso sandbox che ha bisogno di essere scoperto. Il primo tutorial ci insegnerà le basi della sopravvivenza. Spaccare alberi, farsi un’accetta per raccogliere legna, e ripiantare gli alberi estirpati per farli ricrescere rigoglosi. Se ci fermassimo qui, il gioco sarebbe da bocciare a prescindere. E invece, ecco la svolta.

ROBOTLAND

Ad un certo punto ci verrà richiesto di costruire il nostro primo robot. Con un pò di legna e senza alcun circuito, costruiremo il nostro primo amico di latta. Tutto a questo punto, prenderà una piega ben diversa. Autonauts si mostrerà per quello che è un gioco che ci permette di giocare con l’informatica e la programmazione divertendosi. I nostri robot, avranno bisogno di un addestramento per poter compiere le azioni più disparate. Avremo bisogno ovviamente di un intera squadra di robot, da quello che ci raccoglie la legna, fino ad arrivare a quelli che ci trasformeranno la legna in assi.

Leggi anche:  The Surge 2 Recensione, un'evoluzione fermata a metà

Ovviamente tutto questo non è possibile farlo senza prima aver addestrato in nostri robot. Per farlo sarà necessario “programmarli”. Ed è qui che il gioco si fa interessante. Infatti per i più avvezzi alla programmazione, subito riconosceranno le dinamiche di un algoritmo. Il tutto però sarà condito da una meccanica a blocchi molto semplice, che ricorda Scratch, un software che viene utilizzato per insegnare il Coding ai più piccoli. Insomma, grazie a questo gioco dovremmo prendere padronanza dei blocchi di azioni dei robot, e fargli eseguire i nostri ordini. In tutto questo però non dobbiamo dimenticarci che il nostro obiettivo primario sarà completare alcun i obiettivi molto semplici, anche se non c’è un vero e proprio obiettivo all’interno del gioco. L’unico obiettivo sarà quello che ci prefiggeremo noi. Saremo noi infatti a decidere come giocare. 

In conclusione

Autonauts è uno di quei titoli che ha ancora bisogno di crescere, in una spigliatezza tecnica e uno stile grafico semplice, trova però la sua quadratura nelle meccaniche di gioco. La programmazione è infatti un ottimo modo per riuscire a sopperire le mancanze a livello tecnico. Ma d’altronde da un piccolo team, non si possono pretendere dei grandi salti mortali. Quello che ci auguriamo però, è che il titolo possa diventare anche altro oltre al semplice videogioco. Potrebbe infatti essere un ottimo modo per far approcciare i più piccoli al mondo della programmazione, giocando.

Molte volte infatti si insegna tramite dei giochi, in modo da rendere più piacevole la lezione.Ecco, Autonauts potrebbe essere un buon modo per unire videogiochi e istruzione. Non c’è altro da aggiungere se non consigliarvi l’esperienza, prendendo però in considerazione quello che viene offerto nell’intero pacchetto. Anzi, ve lo consigliamo proprio se siete in cerca di qualcosa per insegnare la programmazione. Chissà se il team di sviluppo ci ha già pensato a tutto questo. A noi intanto non resta che fare un grande in bocca al lupo per la riuscita del progetto. 

NerdPlanet consiglia...
Vi interessa divertirvi con i videogiochi anche mentre siete fuori di casa? Cliccate QUI!

Autonauts

0.00
6.3

Longevità

7.0/10

Gameplay

6.0/10

Grafica

6.0/10

Sonoro

6.0/10

Pros

  • Creatività
  • Tanti obiettivi da completare

Cons

  • Mancanza di una trama
  • Ambiente spoglio
  • Sonoro

Altri articoli in Recensioni

Resolutiion Recensione, un esperimento poliedrico

Camilla Colombo28 Maggio 2020

Someday you’ll Return Recensione, la Redenzione è una scelta

Camilla Colombo21 Maggio 2020

Embr Recensione, il pompiere paura non ne ha…o quasi

Giuseppe Licciardi20 Maggio 2020

In Other Waters Recensione, un ipnotico ibrido ludo-narrativo

Camilla Colombo4 Maggio 2020

Predator Hunting Ground Recensione, una caccia fallimentare

Andy Bercaru1 Maggio 2020
call of duty modern warfare 2

Call of Duty Modern Warfare 2 Remastered Recesione, ritorno di un mito

Giuseppe Licciardi6 Aprile 2020