Ary and the Secret of Seasons Recensione, l’equilibrio delle stagioni

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Nell’ambito dei videogiochi – e non solo – lo scenario delle avventure d’azione rappresenta un panorama familiare alla maggioranza del pubblico, costituendo sin dai suoi albori uno tra i generi preferiti dagli sviluppatori per dare vita alla propria creatività e alla miriade di universi digitali che hanno accompagnato, e lo fanno tutt’ora, la nostra vita videoludica. D’altronde, se col tempo l’evoluzione tecnologica ha permesso di infondere sempre più realismo all’interno di questo medium, è anche vero che quest’ultima non risulta indistintamente accessibile e che la soluzione più spontanea sia spesso quella di prediligere uno stile grafico low poly accompagnato coerentemente da racconti apparentemente infantili e adatti ad incontrare indiscriminatamente i gusti di tutti. Questo è infatti ciò che accade con Ary and the Secret of Seasons, l’action adventure sviluppato a partire dal 2016 dalla softco belga eXiin e in arrivo, grazie al porting di Fishing Cactus, su PC, Playstation 4, Xbox One e Nintendo Switch questo primo settembre 2020.

Dopo quattro anni di lavoro e una crescita progressiva dell’organico che da soli due componenti ha presto raggiunto la decina, assistiamo così al debutto di un promettente agglomerato multietnico e multiculturale che si apre ai grandi classici traendone quegli spunti che hanno permesso il concepimento di questa prima opera che ha catturato l’interesse di molti, primi tra tutti i membri di Modus Games, colpevoli di aver reso possibile la pubblicazione di titoli quali Trine 4: The Nightmare Prince (del quale potrete trovare una recensione qui) e Remothered: Broken Porcelain – il seguito dell’acclamatissimo Remothered: Tormented Fathers – disponibile a partire da questo autunno.

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Ispirazione classicista

Il primo approccio con la storia raccontata da Ary and the Secret of Seasons, ci riporterà inevitabilmente alla mente le vicende rappresentate nel film d’animazione targato Disney: Mulan, un grandissimo classico che ha posto al centro della propria narrazione la rivalsa delle protagoniste femminili, spesso imprigionate nello stereotipo della D.I.D (Donzella in Difficoltà) e finalmente in grado di vestire gli abiti dell’eroe. Avremo infatti modo di prendere il controllo di Ary, diminutivo di Aryelle, una ragazzina estremamente coraggiosa e caparbia che si troverà a fare le veci della propria famiglia presso il Consiglio delle Stagioni in seguito all’incapacità del padre Gwenn – guardiano dell’inverno – di accettare la scomparsa del figlio primogenito Flynn.

La nostra avventura inizierà piuttosto rapidamente e, dopo una breve introduzione, prenderemo le sembianze di nostro fratello ritrovandoci senza troppi fronzoli nel vivo dell’azione nel tentativo di riportare l’equilibrio delle stagioni nel regno di Valdi, un’area suddivisa in quattro regioni ciascuna caratterizzata dall’eterno dominio di specifiche condizioni climatiche e atmosferiche e preservate da quattro guardiani e dal potere delle rispettive sfere d’inverno, estate, autunno e primavera. Infatti, un’improvvisa ed apparentemente inspiegabile inversione di questa stabilità, causerà gravi danni alle circostanze locali, costringendo i custodi dei paesi coinvolti ad una riunione straordinaria che possa porre fine a questa disgrazia.

Inevitabilmente, scopriremo che la misteriosa sparizione di nostro fratello potrebbe avere qualche legame con la tragedia in atto e, tra leggende locali e la minaccia di un mago oscuro da tempo intrappolato nel cuore della torre dei guardiani, toccherà a noi cercare di salvare il pittoresco mondo di Valdi vivendo un’avventura ricca di incontri, sorprese, sotterfugi politici e segreti.

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Potere stagionale

In quanto videogioco d’avventura in terza persona, Ary and the Secret of Seasons ci terrà impegnati con combattimenti in tempo reale nei quali potremo fare affidamento su una spada per attacchi ravvicinati e su una fionda per mantenere le distanze dagli svariati nemici e dai boss ai quali dovremo opporci. Oltre ai più classici comandi di parata e schivata, inoltre, non mancheranno abilità sussidiarie come la possibilità di effettuare un doppio salto o agganciare e spostare oggetti e, soprattutto, avremo modo di manipolare le quattro stagioni per ribaltare le condizioni climatiche all’interno di campi energetici attorno a noi che legittimeranno con estrema curiosità il lato più macchiavellico del gameplay, il quale prevederà il risolvimento di puzzle ambientali arricchiti da qualche accenno di platforming.

Sarà altresì possibile fare affidamento sul catalogo di svariati mercanti che ci permetteranno di acquistare oggetti o potenziamenti permanenti utili ad affrontare con serenità la nostra avventura in cambio di monete custodite all’interno di forzieri nascosti in tutta l’area di gioco o ottenute per mezzo del compimento delle missioni che ci capiterà di svolgere nel corso del nostro viaggio. A tal proposito è utile sottolineare la presenza di una mappa consultabile sulla quale verranno indicati tutti i punti di interesse corrispondenti agli obiettivi, ai molti collezionabili, alle quest e agli scrigni. Diventa spontaneo, a questo punto, prevedere la spensieratezza della difficoltà di gioco la quale, sebbene sia selezionabile all’inizio del nostro primo avvio, non risulta mai rilevante o ostacolante, finendo col rendere questa particolare avventura scorrevole, estremamente gradevole e, soprattutto, accessibile a chiunque, costituendo così una proposta valida per riempire allo stesso modo anche la libreria digitale dei più piccoli.

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 Tutto nella norma

Ary and the Secret of Seasons strizza l’occhio, senza nasconderlo, a grandi classici: primo fra tutti l’immancabile The Legend of Zelda. Non mancano spunti ricalcati anche da altri successi più recenti come Final Fantasy XIV Online (in questo caso il paragone è da farsi soprattutto relativamente al sound design) ed è forse per questo che la nostra avventura non sembra trovare quella nota di carattere che riesca a distinguerla vigorosamente dalla massa di prodotti a lui simili. All’interno della narrazione vengono inoltre toccati temi comunemente diffusi e noti, ma in questo caso, se da un lato potranno sicuramente risultare prevedibili, dall’altro forniscono un agevole ponte tra le varie generazioni e un pretesto per riproporre in chiave più spensierata argomenti che persistono nell’essere attuali, reali e personali.

Nonostante questo, il titolo riesce a dimostrare il suo valore attraverso una genuina cura dei dettagli e una scorrevolezza coinvolgente che non permetterà al videogiocatore di percepire cali di tono o di ritmo, lasciandosi giocare agilmente per circa una decina di ore. D’altronde, la necessità di gestire le stagioni e le rispettive variazioni climatiche in aree circoscritte per riuscire a risolvere rompicapo ed enigmi, unita alla progettazione di ambienti dinamici coi quali dovremo interagire e alla possibilità di godere di una discreta libertà di esplorazione progressiva, costituiscono senza dubbio una carta vincente che trova un’ulteriore conferma nell’implementazione di combattimenti fluidi e snelli. Tutti questi elementi permettono così di chiudere un occhio sulle imperfezioni tecniche dovute soprattutto alla gestione di alcuni comandi e alle rispettive indicazioni, che in qualche occasione possono sovrapporsi o non rispondere prontamente agli input immessi.

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In conclusione

Le nomination e il premio come Best Unity Game ottenuto durante la manifestazione Gamescom del 2017, confermano il discreto successo dell’esordio di Ary and the Secret of Seasons che gode, per altro, di un delizioso comparto artistico diviso tra uno stile pulito e multicolore e una colonna sonora composta da The Marcus Hedges Trend Orchestra che arricchisce in modo calzante l’atmosfera dalle sfumature fantasy riprodotta.

Rispetto alle prime dimostrazioni, i progressi e i traguardi raggiunti rivelano l’impegno e la dedizione del team belga che si è occupato del suo sviluppo lasciando ben sperare per eventuali progetti futuri. In definitiva, consigliamo di tenere d’occhio questo titolo nel caso in cui siate alla ricerca di un’esperienza rilassante e sciolta che spezzi i toni delle produzioni più mature e complesse o, più semplicemente, se volete regalare a qualche piccolo videogiocatore la possibilità di vivere una particolare avventura.

0.00
7.1

Gameplay

7.0/10

Trama

7.0/10

Grafica e controlli

6.5/10

Sonoro

8.0/10

Longevità

7.0/10

Pros

  • Esperienza scorrevole e gradevole
  • Atmosfera piacevole
  • Dialoghi e cutscene ironiche e divertenti

Cons

  • Qualche imperfezione tecnica, soprattutto nei comandi
  • Il titolo è nel suo complesso molto elementare

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