Arkane Studios, 20 anni tra esperienze ludiche e mondi da esplorare

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Giuseppe Licciardi
Nato con un pad nella mano sinistra e un mouse nella destra. Ancora non si conosce la sua vera provenienza, molti pensano faccia parte di un' antica razza aliena che mira a divulgare il videogioco come arte. Per ora si sa solo che studia per diventare Ingegnere Informatico, ma forse è solo una scusa per mimetizzarsi tra gli essere umani.
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Nato con un pad nella mano sinistra e un mouse nella destra. Ancora non si conosce la sua vera provenienza, molti pensano faccia parte di un' antica razza aliena che mira a divulgare il videogioco come arte. Per ora si sa solo che studia per diventare Ingegnere Informatico, ma forse è solo una scusa per mimetizzarsi tra gli essere umani.

Tempo di lettura: 6 minuti

Quando parliamo di mondi e di esperienze facciamo sempre riferimento, nella maggior parte dei casi, ai designer che plasmano i loro titolo seguendo il loro immaginario e ciò che vorrebbero vedere. A volte però non è sempre fattibile poter fare tutto quello che si vuole e trasportare le proprie idee in poligoni. Sono tante le storie che potremmo raccontare su grandi titoli che sono usciti, dopo un grandissimo sforzo creativo, sopratutto nell’ultima generazione di console. In questo mese però vogliamo celebrare uno degli studi che negli ultimi anni, ma che in realtà da sempre, affronta il proprio processo creativo cercando di regalare delle vere e proprie esperienze che rimangano impresse nella mente dei propri giocatori. Stiamo parlando di Arkane Studios, uno degli studi che più ha permesso a noi videogiocatori di esplorare mondi diversi in ogni titolo che ci hanno proposto, cercando di plasmare personaggi e strutture ludiche che ci rimangano impresse per sempre. La storia comincia circa 20 anni fa quando un giovane Raphael Colantonio decide di fondare lo studio, non con pochi sforzi. Guidato dalla sua voglia di far vivere ai giocatori del tempo nuove esperienze, in grado di rimanere impresse non solo nella nostra mente, ma anche che fossero di grande lustro per tutto il mercato videoludico.

I PRIMI PASSI

I primi passi di Arkane fondano le proprie radici alla fine del secolo scorso, era il 1999 e il mondo dei videogiochi era più che diverso rispetto a quello che conosciamo oggi. Le esperienze di grande successo erano fatte principalmente di sequel di grandi blockbuster e che ora sono delle pietre miliari dell’industria videoludica. Vi ricordiamo, infatti, che quelli erano gli anni di Resident Evil e della rinascita del brand di Final Fantasy, il quale con il settimo capitolo aveva fatto un passo avanti immenso, per l’immersività del 3D che all’epoca risultò uno sforzo immane da parte di Square Soft.

Colantonio però aveva tutte altre idee, voleva rendere Arkane una di quelle Software House famose per le esperienze che poteva regalare, voleva che i giocatori grazie ai loro giochi scoprissero nuovi mondi e nuovi modi di esplorare il videogioco. La mente dell’autore tornava sempre a titoli come System Shock e Ultima, che erano dei grandi titoli dai quali i giocatori ricevevano non solo semplici obiettivi da affrontare, ma sopratutto un mondo intero da esplorare con delle meccaniche semplici. Da questa idea di videogioco Arkane voleva semplicemente creare qualcosa che potesse rimanere nella memoria di tutti, cosi si pensò di poter sviluppare un seguito di una grande avventura ovvero Ultima Underworld.

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Si scoprì però che chi deteneva i diritti del titolo, non aveva alcuna intenzione di cederli per sviluppare un nuovo capitolo, allora Colantonio e suoi ragazzi di Arkane Studios corsero ai ripari, cercando di creare qualcosa di nuoco che fondasse le proprie basi sull’esplorazione di un nuovo mondo, nel quale immergere il giocatore e dargli completa libertà di esplorazione. Cosi nel 2002 la software house pubblicò Arx Fatalis, il suo primo titolo in soggettiva che condivideva tante idee con le memorie di Raphael, ma che in realtà offriva al giocatore un’avventura immersiva completamente nuova.

Questo primo titolo andò benissimo, sembrava quasi di aver fatto centro, la critica era entusiasta di poter giocare ad un titolo del genere. Le recensioni parlavano infatti di uno dei titoli più rivoluzionari del tempo, perché sapeva unire meccaniche di gameplay nuove con l’esplorazione di un mondo completamente autonomo e che “viveva” anche senza l’aiuto di alcuna azione da parte del giocatore. Arx Fatalis non rappresentò più soltanto un titolo tra i tanti dell’epoca, ma divenne un vero e proprio punto di riferimento per il genere, facendo diventare Arkane una delle aziende da tenere d’occhio nei prossimi anni.

IL DNA DI ARKANE STUDIOS

Arx Fatalis aveva rappresentato il punto di svolta per la società, un titolo di debutto che aveva già plasmato il Dna dell’azienda. Lo studio a questo punto si espanse e furono create due realtà che vivevano insieme, ma che con il tempo avrebbero poi dato vita a titoli diversi, abbracciando però sempre la visione originale di Arkane, creare titolo da poter esplorare, creare mondi che il giocatore potesse ricordare per sempre completamente interagibili. Con queste promesse Arkane Lyone e Arkane Austin lavorarono intensamente dopo il primo titolo. Dovevano cercare un nuovo modo per far breccia nei cuori dei fan, ma sopratutto nel cuore di chi non ha aveva creduto nel loro primo progetto. Cosi nel 2012 diedero vita a quello che tutt’oggi viene considerato il loro titolo di debutto nel mercato “mainstream”, stiamo parlando di Dishonored. Questo nuovo lavoro dello studio di Colantonio univa tutto quello che si era appreso con Arx. Dare al giocatore più libertà, anche grazie all’influenza di titoli come Deus Ex, era uno dei principali obiettivi della società. Complice anche il nuovo hardware avanzato rispetto a quello utilizzato per i titoli precedenti, il gioco fu un successo.

Questa volta infatti non fu soltanto acclamato dalla critica, ma riuscì a catturare l’interesse di milioni di giocatori in tutto il mondo. Gameplay intricato, mondo coinvolgente e una storia affascinante, erano queste le caratteristiche chiave del titolo. Il tutto affondava le proprie radici in quello che Arkane sapeva fare meglio, immergere il giocatore in un avventura simulativa che lo facessero sentire parte di qualcosa. Tra contenuti scaricabili e espansioni, Dishonored è ormai riconosciuto come uno dei titoli più amati dell’ultimo decennio. Importantissimo fu il lavoro di studio che il team fece per il design del titolo, cercando di plasmare un nuovo concetto di “steampunk” affiancato all’epoca vittoriana. Il “whalepunk” cosi chiamato dai fan, rappresenta lo sforzo superiore di creare qualcosa di nuovo partendo dall’idea che tutto ruotasse intorno all’olio di balena.

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IL CAPITOLO PREY

Questo successo permise ad Arkane di spiegare le ali. Dishonored era stato prodotto da entrambi gli uffici di Lione e Austin, ma adesso ogni team avrebbe potuto dedicarsi ai propri progetti. Infatti, lo studio di Lione si dedicò allo sviluppo preliminare di Dishonored 2, mentre quello di Austin intraprese un viaggio totalmente diverso. Nacque così l’idea di Prey. Il titolo affondava le proprie radici nell’idea di Arx Fatalis riprendendo la struttura non lineare e interconnessa di quel mondo di gioco. L’idea principale del titolo semplicemente si basava di ambientare questo nuoco immersive sim all’interno di una stazione spaziale invasa da alieni che potevano prendere la forma di qualsiasi oggetto inanimato.

Questa folle idea divenne Prey, pubblicato nel 2017, fece impazzire la critica videoludica e fu amato da tantissimi giocatori. Premi come migliore gioco dell’anno. Ovviamente come per il primo titolo di Arkane, si poteva bene capire il perché di questa folle vittoria. L’ambientazione e il modo in cui il giocatore doveva interagire con l’ambiente erano protagonisti. L’uscita di Prey fu poi seguita da due importanti espansioni nel 2018, un roguelike e un’esperienza multigiocatore. Mooncrash offriva un’esperienza diversa dai giochi di Arkane, un mistero riproducibile all’infinito in cui ostacoli e pericoli venivano generati proceduralmente.

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IL FUTURO DELL’ IMMERSIONE

Cosa ci aspetta nel futuro di Arkane? In realtà già lo sappiamo, la risposta a questa domanda risiede nel prossimo titolo dell’azienda ovvero “DEATHLOOP“. Un gioco di combattimento sviluppato da Arkane Lyon che mette due assassini uno contro l’altro in un conflitto eterno. Il titolo sarà ambientato sull’isola di Blackreef, e bisognerà abbattere i bersagli per interrompere un ciclo senza fine. Il tutto sfruttando le meccaniche di libertà e di world building in perfetto stile Arkane.

Questo è forse solo l’inizio di quello che potremo vedere con l’arrivo della nuova generazione, una software house come Arkane potrebbe davvero cogliere la potenza del nuovo hardware per portarci esperienze sempre nuove, con nuove meccaniche, evolvendo sempre il proprio DNA rimanendo però fedele alle basi che hanno reso grande tutti i propri titoli. Uno studio che è sempre alla ricerca di novità, che sa amare il lavoro che fa, facendo immedesimare il giocatore sempre in nuovi mondi rendendo l’esperienza videoludica qualcosa di diverso. Facciamo ancora i nostri più grandi auguri ad Arkane, sperando di poter vedere presto le novità che ha in serbo per noi.

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