Arcade Story: il paradiso dei videocollezionisti di una volta

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Redazione
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Le passioni sono dei piccoli predatori nascosti e pronti a tenderti l’agguato, hanno radici profonde e spesso ti rincorrono fin dalla tenera età. Per quanto tu possa, o sia costretto, ad ignorarle, queste fanno sempre capolino nella tua testa. Uno degli step finali sfocia nella tendenza di intraprendere la strada del collezionismo, un percorso che con il giusto approccio può portare a delle interessanti soddisfazioni. La passione per i videogiochi è alla base della storia del protagonista di oggi: Antonio un quarantenne vicentino che circa tre anni fa si è voluto togliere lo sfizio che aveva fin da piccolo, ossia quello di possedere un vecchio coin-op di Out Run, l’iconico gioco Sega che a metà degli anni ‘80 ha rivoluzionato il genere delle corse automobilistiche.  Il primo passo compiuto non è stato l’unico in quanto Antonio è un po’ come Ryu (Street Fighter): forte, bilanciatissimo e sempre pronto a nuove sfide. Parlandoci a tu per tu è palese quanto sia un tipo che conosce in maniera profonda il commercio e, lavorando da anni nel settore della moda, è riuscito nel giro di tre anni a crearsi il suo piccolo grande harem di videogiochi. Oggi vi parliamo di Arcade Story.

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Le immagini che vi proponiamo non riescono a rendere giustizia della maestosità che ci si è palesata entrando nel magazzino di Arcade Story che è accattivante definire come un grande negozio vintage. La struttura riguarda sia la compravendita sia il noleggio che, per motivi logistici, è divisa in ben due ampi spazi lontani qualche chilometro tra loro. L’intenzione futura è quella di creare un solo spazio a cui aggiungere anche uno showroom dove poter giocare.

 

Il fascino esercitato dal gran numero di cabinati è stato sorprendente. C’è da scommettere che anche i più esperti farebbero fatica a riconoscere tutti i presenti e non nascondiamo di esserci trovati spiazzati dal non conoscerne alcuni. Il fiore all’occhiello della collezione riguarda prevalentemente i titoli ideati negli anni ‘70 e ‘80, i più amati da Antonio, e siamo stati sbalorditi dagli aneddoti e dalle spiegazioni. A fare breccia sono stati Lunar Lander e Death Race, due delle grandi rarità della collezione: il primo (Atari) è un gioco in grafica vettoriale in cui bisogna far atterrare un modulo spaziale nella Luna tenendo conto di diversi fattori tra cui gravità e riserve di carburante grazie a dei tasti di direzione e una manovella per il retrorazzo (vi assicuriamo che sia tanto divertente quanto difficile), il secondo un gioco di guida dall’alto, antenato di Carmageddon, in cui bisognava investire delle figure umanoidi stilizzate.

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Fa sorridere sapere che ai tempi ci fossero state delle polemiche, che hanno coinvolto tanti altri titoli da sala giochi, per l’eccessiva violenza di questo gioco ma sappiamo benissimo che ci sono state tante campagne contro i videogiochi anche quando parlare di realismo fosse praticamente impossibile. Nel caso dei due citati è romantico pensare quando circa una quarantina di anni fa questi comandi e grafiche semplicissime fossero potenti nello stimolare la fantasia dei primi videogiocatori, al contrario di quello che accade ora in cui basta un downgrade grafico per rendere un titolo ingiocabile per molti.  Vi consigliamo di dare un occhiata al sito https://arcade-story.it/ oppure alle relative pagine Facebook ed Instagram per farvi un’idea di alcuni dei cabinati presenti ed in vendita. A tal proposito è doveroso sottolineare il positivo atteggiamento di Antonio, il quale ci ha confessato che, per quanto ci si possa sforzare, con la giusta offerta qualsiasi pezzo della propria collezione possa essere venduto. Qualcuno potrà urlare alla blasfemia ma a nostro avviso riteniamo sia una giusta posizione sia nei confronti  del mercato sia verso tutti coloro che possono permettersi di investire nel romantico settore coin-op.

Inoltre segnaliamo che Arcade story sta progettando da tempo un proprio videogioco indie old style che potrebbe essere presentato al Nerd Show di Bologna a febbraio. Mostratoci in anteprima da Antonio e dal programmatore, è un videogame (16bit) con una curata visuale a volo d’uccello in stile Zelda in cui un piccolo e simpatico cavaliere deve districarsi in vari Dungeon attivando varie abilità a seconda dei nemici colpiti. Il fulcro del gioco è decisamente vecchio stile e riguarda il “fare più punti” possibile e scovare i passaggi segreti presenti in una mappa insospettatamente molto articolata e strutturata. Inoltre verrà poi installato in un vecchio cabinato e reso giocabile così da fondere e amalgamare insieme il vecchio stile e una nuova produzione indie.
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A tal proposito Arcade Story su richiesta realizza dei cabinati personalizzati di ottima fattura, restaurando la scocca in legno di alcuni vecchi e rimodernandola con nuovi componenti elettronici e un performante Scheda Arcade Jamma, e vi assicuriamo che sia riuscito a stuzzicare il nostro appetito soprattutto dopo averci spiegato quanto siano da sconsigliare i prodotti low cost che quotidianamente ci appaiono nei nostri social.
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