AO Tennis 2 Recensione, un matchpoint quasi mancato

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Giuseppe Licciardi
Nato con un pad nella mano sinistra e un mouse nella destra. Ancora non si conosce la sua vera provenienza, molti pensano faccia parte di un' antica razza aliena che mira a divulgare il videogioco come arte. Per ora si sa solo che studia per diventare Ingegnere Informatico, ma forse è solo una scusa per mimetizzarsi tra gli essere umani.
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Nato con un pad nella mano sinistra e un mouse nella destra. Ancora non si conosce la sua vera provenienza, molti pensano faccia parte di un' antica razza aliena che mira a divulgare il videogioco come arte. Per ora si sa solo che studia per diventare Ingegnere Informatico, ma forse è solo una scusa per mimetizzarsi tra gli essere umani.

Tempo di lettura: 6 minuti

Sono un paio di anni ormai che la gestione dei titoli sportivi viene contesa soltanto tra un paio di publisher. I titoli calcistici ormai la fanno da padrona, sono pochi ormai quelli che cercano titoli di altri sport, se non contornati da qualche altra tipologia di gameplay che riesce ad andare fuori dagli schemi. L’esempio più classico che si possa fare è Mario e Sonic ai giochi olimpici. Un titolo che affiancando personaggi iconici agli sport olimpionici, permette a tutti di godersi in divertimento tutti gli sport delle competizioni olimpiche. Si può dire lo stesso però per i titoli più classici? Forse la passione per lo sport dei videogiocatori è calata o semplicemente le software house non investono più in un campo poco remunerativo? Titoli come AO Tennis 2 rappresentano davvero il tennis odierno?

Basti pensare ai titoli di sport che venivano prodotti per le precedenti generazioni. Di ogni tipo, e poter ogni categoria di utenza. Ora invece, come giusto che sia il mercato è cambiato. Noi come giocatori siamo cambiati. Cerchiamo sempre di più la profondità all’interno dei titoli. Tralasciando molte volte l’aspetto puramente ludico del videogioco. A volte ci ricordiamo che un titolo serve anche solo per svagarsi e non per forza per vivere esperienze indimenticabili. Ma ora tralasciando questo argomento, andiamo a vedere perché AO Tennis 2 rappresenta un giusto compromesso tra il ludico e il simulativo.

AO TENNIS 2, UN GRANDE CAMPO DA GIOCO

AO Tennis 2 rappresenta il secondo capitolo dedicato ad uno dei tornei più importanti della scena tennistica mondiale. Caso vuole che l’Australian Open sia uno dei major dove competono sia figure importanti del panorama tennistico, sia new entry. Impressionando migliaia di persone negli stadi. Ma nel titolo però non troviamo questa stessa voglia di voler impressionare, di voler farci capire quanto sia vivo il campo di gioco durante una partita. BigBen studios ormai da anni si occupa di Tennis.

Prima con AO Tennis, e poi con Tennis World Tour, prendendo però un grosso scivolone con questo secondo capitolo,non molto apprezzato dall’utenza. Il punto è che all’interno di questo capitolo troviamo molte cose che a distanza di un paio di anni, non sono cambiate. Una formula che offre, si, una grande varietà di scelta, ma che non è incisiva per un pubblico amante dello sport. Le modalità a nostra disposizione sono svariate. Vanno dal match rapido classico, fino ad arrivare ad una modalità carriera completamente rinnovata in questo secondo capitolo, rendendola più ”narrativa” (di questo parleremo dopo).

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Quello che sorprende di più del titolo però non sono le modalità di gioco, ma è il grosso impegno che i ragazzi di BigBen hanno messo nel loro editor di gioco. All’interno della modalità Accademia infatti è possibile trovare una grande varietà di personalizzazione. E’ possibile infatti avere a dispositivo un vasto editor diviso tra giocatori, arene e addirittura loghi. Ognuno di essi ha dei menù contestuali e. Un’infinità di scelte, per riuscire a creare ogni cosa che ci passi per la testa.

Davvero sorprendente è infatti l’editor degli stadi, che ci permette di creare vere e proprie cittadelle dello sport con diversi court all’interno. Oppure poter creare la propria accademia, con il logo e i tennisti. Il tutto ovviamente è possibile metterlo online e condividerlo con altri giocatori, ma sopratutto è possibile vedere le creazioni degli altri, votarle, scaricarle e quindi usarle all’interno del titolo. Un pò come avviene per il franchise di Forza. Questa è infatti una delle feature più interessanti del titolo.

UNA CARRIERA DA ESORDIENTI

Una però delle principali modalità di questo secondo capitolo, è la modalità Carriera. In questa modalità potremmo dare sfogo al nostro spirito da tennista sopito. O almeno, ci proveremo…questo perchè ovviamente sarà molto difficile all’inizio farsi spazio tra gli altri tennisti anche se non sono leggende del tennis odierno. Questa modalità sarà affrontabile con i tennisti che ci vengono messi a disposizione del titolo, oppure tramite il nostro alter ego, che potremo tranquillamente creare all’inizio della modalità Carriera. Anche qui, come l’editor per gli stadi, avremo modo di poter personalizzare il nostro alter ego, in maniera impeccabile. Avremo acceso ad una vasta mole di modifiche e personalizzazioni che ci permetteranno di ricrearci in modo abbastanza fedele anche all’interno del titolo.

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Una volta che avremo finito di “costruire” il nostro tennista, potremo far partire la nostra avventura. Come detto in precedenza la nostra carriera sarà diversa dal solito, questa volta i ragazzi i BigBen hanno cercato di creare una carriera narrativa, con scene di intermezzo. Il tutto però si trasforma in alcune cutscene all’interno di un salotto, con un manager che ci dirà “ogni tanto” che stiamo crescendo come professionista. Insomma questa narrativa in AO Tennis 2 ci sembra essere poco presente, anche perchè la gestione del nostro tennista si ridurrà a poche cose. Fare sempre le stesse azioni.

Non dovremo far altro che pianificare settimana per settimana gli appuntamenti del nostro giocatore, tra tornei minori, alcuni major e allenamenti. Come ora potreste ben capire però. Non ci sarà tanto da dover fare al di fuori di questo, quindi ci ritroveremo ogni volta a rieseguire all’infinito le stesse azioni. Il tutto si tradurrà in un meccanismo che ci porterà a intervallare allenamenti e riposi, fino all’arrivo del prossimo torneo. Questo aspetto del titolo, in definitiva poteva essere gestito meglio, magari creando un piccolo background per il giocatore nella storia. E farci partire magari dalla periferia, o da un accademia fino a gareggiare all’Australian Open.

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OGNI DIRITTO…NON E’ SEMPRE PUNTO

Aldilà degli scivoloni narrativi, il livello di difficoltà del titolo ci è sembra abbastanza bilanciato. L’intelligenza artificiale, difficilmente ci permetterà di andare a segno con ogni tiro che faremo. I livelli di difficoltà sono ben bilanciati, anzi già impostando a livello Dilettante ci sembrerà di tirare contro un robot che prenderà ogni nostro colpo. Fare punto quindi diventerà sempre più difficile. Questo è infatti uno dei punti forti del titolo, che a livello simulativo riesce ad essere davvero eccellente. E se l’intelligenza artificiale è forse il fiore all’occhiello di questo titolo, la lista dei giocatori sui quali potremo fare affidamento durante le nostre partite risulta essere davvero ricca. Sono circa 217 i giocatori da poter usare, ma c’è un “ma”.

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Il tutto a patto che voi non conosciate alcun tennista, perché i nomi presenti non vi saranno familiari. Aldilà della leggenda Nadal, non saranno presenti altre leggende. Ci saranno solo giocatori inventati e non reali tennisti provenienti dalle varie nazioni. Insomma un brutto colpo, sopratutto per chi sperava in un match Nadal vs Federer. Questa è infatti una grossa mancanza, che poteva essere risparmiata, cercando di avere più licenze. Anche dal punto di vista dei campi la situazione è la medesima. Ci ritroveremo a giocare su campi australiani, ma il resto saranno campi inventati ad hoc per il titolo.Insomma.. sicuramente non una grande mossa, in molti infatti speravano in grandi match, ma non sarà possibile. Ma nulla è perduto, anche perché grazie all’editor online, è possibile scaricare tennisti con cui è possibile poi giocare all’interno delle varie modalità.

CONCLUSIONI

Tirando le somme di questa produzione, AO Tennis 2 raggiunge comunque la sufficienza, anche con i suoi problemi di rigiocabilità, e dei vari scivoloni tecnici. Il gioco rappresenta comunque un ottima simulazione tennistica. Il livello di difficoltà del titolo come detto in precedenza è molto ben bilanciato. Questo permette infatti di avere un ottima sfida, sopratutto per chi cerca un ottimo gioco di tennis, e la soddisfazione di poter battere una CPU che sembra prendere ogni nostro diritto. In definitiva il titolo aveva semplicemente bisogno forse di un attenzione in più per la modalità carriera, e forse una netta separazione tra le varie modalità, il tutto per non farle sembrare un mero copia e incolla con una rinominazione.

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Il nostro consiglio è di prendere il titolo solo se avete ben chiare quali sono le difficoltà e i punti deboli di questo AO Tennis 2. Anche se sicuramente sappiamo che una piccola nicchia di persone sarà sicuramente pronta per creare e farci avere stadi e tennisti da poter scaricare dallo store interno del titolo.

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AO Tennis 2

59.99
6

Gameplay

5.5/10

Giocabilità

6.5/10

Grafica

6.0/10

Sonoro

6.0/10

Pros

  • Difficoltà ben calibrata
  • Editor ben costruito
  • Ottima simulazione

Cons

  • Livello Tecnico
  • Grandi leggende non presenti
  • Poca differenza tra le modalità

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