Westworld – Finale di stagione. La Fine è solo l’inizio

Recensioni
Alessio Meneghini
Alessio, nato a fine luglio del 1995 a Venezia, si appassiona fin dalla nascita del mondo Nerd. La sua passione nasce grazie ai supereroi (principalmente della DC Comics) e si amplifica con l’arrivo della Playstation all’età di 6 anni, la quale lo aiuta ad entrare nel mondo videoludico. Crescendo la sua passione raggiunge nuovi orizzonti, quali la passione per il cinema e per le serie TV; tra le sue serie TV “preferite” [..]

Alessio, nato a fine luglio del 1995 a Venezia, si appassiona fin dalla nascita del mondo Nerd. La sua passione nasce grazie ai supereroi (principalmente della DC Comics) e si amplifica con l’arrivo della Playstation all’età di 6 anni, la quale lo aiuta ad entrare nel mondo videoludico. Crescendo la sua passione raggiunge nuovi orizzonti, quali la passione per il cinema e per le serie TV; tra le sue serie TV “preferite” [..]

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Dopo il pilot di Westworld c’erano grandi aspettative per questa prima stagione, anche se nelle ultime puntate c’è stata qualche forzatura nella sceneggiatura siamo di fronte a un livello altissimo. Cosa ci avrà riservato il finale di stagione?

Analisi

Una delle riflessioni più belle nelle due ultime puntate viene formulata da Dolores che si chiede perché dovrebbe fuggire dal mondo costruito e fittizio in cui risiede; i visitatori hanno un’umanità reale e vivono in un mondo mutevole, non artificiale ma vogliono lo stesso affrontare il parco e tutto ciò che ne consegue. Dolores è portavoce di un sottotesto molto interessante: quale realtà sarebbe davvero onesta? Una realtà composta da un’etica e da una giustizia sociale o da una totale anarchia? Ovviamente l’anarchia non è la soluzione migliore, anche perché a causa dei nostri desideri contrastanti ci sarebbero molte più ingiustizie ma l’uomo vuole sperimentare ugualmente un’esperienza esente da regole. Westworld è il solo lo specchio di noi stessi e dei nostri desideri più reconditi.

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Per quasi tutta la stagione e specialmente nella seconda parte, abbiamo sentito parlare di un labirinto ma non sapendo a cosa si riferisse. Ora sappiamo che il labirinto rappresenta la nostra mente, essa è intricata ed è composta da desideri, aspirazioni, emozioni molte complesse in costante mutamento; non ha vie prestabilite ma come in un labirinto ti permette di scegliere più vie fino a trovare l’uscita che si desidera.

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La decima puntata stabilisce la grandezza della serie, oltre a regalare grandi interpretazioni sviscera ancora di più il parco come fonte di annichilimento dell’anima, più tempo spendi nel parco e più volte sei costretto a scendere a patti con il lato peggiore di te stesso. A volte però la forza di volontà non basta e una vita assente da ogni regola ti cambia in peggio fino a costruire un personaggio stanco di una qualsivoglia morale. Ritorna anche la tematica del sogno tanto cara a Jonathan Nolan, in quest’ultima puntata anche in veste di regista offrendo una messa in scena notevole pur essendo la sceneggiatura il punto di forza di questa serie.

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Conclusioni

Un finale da applausi è poco per definire l’ultima puntata di Westworld, una serie che ha saputo essere splendida fino alla fine anche con qualche forzatura inevitabile. Come il finale di stagione tende a precisare questa puntata finale è solo l’inizio.

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