Vikings 5×01-5×02: The Departed- La Recensione

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Ebbene sì, dopo lunghi e interminabili mesi di attesa tornano a farci compagnia nelle fredde sere invernali i nostri vichinghi preferiti; un duplice episodio (dalla durata totale di un’ora e ventisei minuti) ha aperto il sipario della quinta stagione di Vikings, che parte decisamente col piede giusto, rispettando gli alti standard a cui ci hanno abituato le stagioni precedenti. Nuovi orizzonti ci si stagliano davanti, proponendoci diverse storyline legate ai personaggi che, molto probabilmente, saranno i protagonisti indiscussi delle prossime puntate. Adesso non ci resta che metterci comodi, versarci un bel corno di birra e commentare i primi due episodi!

PER CHI NON FOSSE IN PARI SCONSIGLIAMO CALDAMENTE DI PROSEGUIRE CON LA LETTURA!

 

 

 

IL NUOVO NEMICO

La storia ricomincia nel punto in cui si era interrotta. I figli di Ragnar si trovano nel Wessex, hanno vendicato la morte del padre uccidendo re Elle e re Ecbert, non prima però di aver stipulato con quest’ultimo un accordo che concede loro alcuni territori inglesi per permettere alle popolazioni norrene di stabilire degli insediamenti.

Durante i festeggiamenti, in seguito a un litigio, Ivar uccide suo fratello Sigurd in preda alla rabbia, in quanto egli l’ha offeso sostenendo che non sia un vero uomo. Perciò all’inizio della puntata assistiamo al funerale di Sigurd; Ivar si giustifica con i fratelli dicendo che è stato un incidente. Ad ogni modo, tutti sono convinti di aver riportato una grande vittoria, quello che non sanno è che l’accordo appena concluso non è valido perché Ecbert, prima di morire, ha rinunciato alla corona in favore del figlio Aethelwulf, scappato insieme alla moglie Judith e ai figli, con i quali si è stabilito in un piccolo villaggio.

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Ma la figura che emerge immediatamente è il personaggio che ha chiuso la scorsa stagione, il vescovo Heahmund, intenzionato a contrastare l’avvento dei vichinghi. Egli infatti, dopo aver trovato il corpo di re Ecbert, si mobilita per ripristinare l’ordine e scopre che il nuovo re è Aethelwulf. Il vescovo si presenta come un personaggio controverso e ben delineato, che apparentemente professa una fede incrollabile e una forte devozione, ma in realtà si lascia intendere che non sia proprio un santo, anzi, è anch’egli un peccatore, e soprattutto è mosso dal desiderio di annientare questi pagani la cui presenza non riesce a sopportare. Sicuramente darà del filo da torcere alla prole di Ragnar.

 

IVAR THE BONELESS 

Parliamo appunto dei figli di quello che ormai è l’ex protagonista della serie. Come già si era intuito nella stagione precedente, due sembrano essere i degni eredi di Ragnar Lothbrok: Bjorn e Ivar.

Il primo, nonché il maggiore tra tutti, decide di continuare l’opera iniziata dal padre, partendo alla scoperta di nuovi territori. Bjorn è animato dalla stessa sete di conoscenza del padre, non sembra per niente attirato dal potere, nonostante sia il diretto erede al trono; quello che gli interessa è scoprire nuovi mondi, anche quelli molto lontani da casa.

Ma colui che pare destinato a colmare il grande vuoto lasciato dall’inimitabile Ragnar è Ivar Senza Ossa (The boneless in inglese), la cui personalità spicca tra i suoi fratelli per spessore e complessità. In questi primi episodi lo storpio dimostra di essere innanzitutto un abile stratega, pianificando la conquista della città di York, facile da attaccare e vicina al mare e alle regioni del nord, quindi perfetta per fuggire verso casa in situazioni scomode e allo stesso tempo ottimale per spostarsi e conquistare altri territori lungo la costa. Inoltre, Ivar dimostra sempre una smisurata ambizione, che lo porta a fare il possibile per eliminare la distanza tra lui e gli altri fratelli, perché non gli piace essere considerato il più debole, non lo accetta.

UbbeHvitsärk restano ancora piuttosto anonimi, e l’unico ruolo importante che ricoprono al momento è arginare le manie di grandezza del fratello Ivar e cercare di tenere la famiglia unita.

 

L’ERRORE DELLA REGINA

Intanto a Kattegat la situazione non è tra le più rosee. Sbarca nella cittadina Harald insieme ad alcune navi con a bordo i suoi uomini; viene accolto da Lagertha , la quale nella scorsa stagione ha sventato un attacco organizzato proprio da uno scagnozzo di Harald per sottrarle il trono. A quel punto tutti ci saremmo aspettati una condanna a morte, una cruda e sanguinosa uccisione da far invidia a Tarantino, e invece la bionda più desiderata delle serie TV delude le aspettative di tutti (comprese quelle della sua fedele Astrid) con un’azione che risulta quasi OOC (out of character, lontana dalla caratterizzazione del personaggio) infatti risparmia la vita dell’uomo, credendo alla sua promessa di non voler più conquistare Kattegat, e considera seriamente la sua proposta, ovvero quella di sposarlo in cambio di protezione. Indi per cui, invece di mozzargli la testa o squartargli la schiena, lo intrattiene in pieno stile Vikings (Ragnar si starà rivoltando nel Valhalla!). Ma ahimè tutti paghiamo il conto per le nostre azioni, e quello della bella regina potrebbe essere amaro e difficile da digerire, visto che Harald riesce a scappare.

Sarà questo l’inizio del declino di Kattegat?

 

SACRO E PROFANO, ALFRED E FLOKI “COSTRUTTORI DI TRAME”

Oltre all’introduzione di diverse storyline che vedremo svilupparsi prossimamente, quello che colpisce di questo inizio è la presenza in giuste dosi di tutti gli elementi migliori della serie. Abbiamo saccheggi e uccisioni brutali di innocenti a caso, colonna sonora mozzafiato, in grado come al solito di creare un’atmosfera mistica e a tratti epica nelle scene salienti, e l’immancabile parallelismo tra cristianesimo e paganesimo. Agli antipodi delle due fazioni ci sono Alfred, figlio di Judith e Athlestan, e Floki. Il primo è affetto da una strana malattia e, mentre si trova nel villaggio insieme ai genitori, ha una visione del suo vero padre che lo mette in guardia sull’assedio di York.

Dal canto suo Floki, sconvolto dalla morte di Helga, costruisce una nave e parte da solo, facendosi guidare dagli dei. Il folle amico di Ragnar non si smentisce mai, resta uno dei più devoti alla sua religione e uno dei personaggi più intriganti della serie; il costruttore di navi si dimostra, anche in questo caso, costruttore di trame. Egli approda infatti in una terra sconosciuta e apparentemente deserta, e arrivato davanti a una cascata ha una visione di Odino. Si convince perciò di essere ad Asgard.

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La serie ci pone nuovamente di fronte a un dilemma, ovvero da quale parte schierarsi? Entrambe le religioni sembrano reali, sia Dio che le divinità norrene interagiscono con i personaggi, sono presenti nelle vicende e hanno un ruolo fondamentale nel determinare il destino dei protagonisti. Dio e Odino ci appaiono dunque come due facce della stessa medaglia.

Insomma, questo inizio di stagione ci lascia con tante domande. Che ruolo avrà Alfred? Sarà una sorta di sostituto di suo padre? E cosa ha realmente scoperto Floki?

C’è solo un modo per scoprirlo: continuare a seguire le avventure dei nostri vichinghi!

 

 

 

 

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