Spike Lee & Netflix. Annunciata una serie tv tratta dal film Lola Darling

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Classe 1988, da sempre appassionata di cinema e fumetti, vive a Padova dove è ritornata dopo un lungo periodo trascorso tra Roma, Dublino, Matera e Padova. Assidua frequentatrice di mercatini dell'usato e fiere del fumetto, il collezionismo è il suo hobby preferito, insieme all'amore per la scrittura. Insegna italiano e storia e geografia alle superiori e alle medie, e spesso in classe parla volentieri di Dylan Dog, piuttosto che di Gabriele D'annunzio. Un suo maestro, un tempo, la rimproverò dicendole "Fare, o non fare! Non c'è provare!", e questo è diventato, ormai, il suo motto.

Classe 1988, da sempre appassionata di cinema e fumetti, vive a Padova dove è ritornata dopo un lungo periodo trascorso tra Roma, Dublino, Matera e Padova. Assidua frequentatrice di mercatini dell'usato e fiere del fumetto, il collezionismo è il suo hobby preferito, insieme all'amore per la scrittura. Insegna italiano e storia e geografia alle superiori e alle medie, e spesso in classe parla volentieri di Dylan Dog, piuttosto che di Gabriele D'annunzio. Un suo maestro, un tempo, la rimproverò dicendole "Fare, o non fare! Non c'è provare!", e questo è diventato, ormai, il suo motto.

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Era il 1986 quando Spike Lee dirigeva e interpretava il suo primo lungometraggio, Lola Darling (She’s Gotta Have It). Trent’anni dopo, Netflix annuncia la realizzazione della serie tv tratta dal capolavoro di Spike Lee, e che il regista americano dirigerà tutti gli episodi dello show.

Per chi non avesse visto il film, la storia è quella di Nola un’artista afroamericana, donna indipendente e cocciuta che deve divincolarsi tra lavoro, amici e tre diversi amanti, cercando di non perdere la propria identità. Celebre è la sua frase “La questione è tutta qui. Il mio corpo, la mia mente, a chi appartengono: a loro o a me?“, segno della sua alienazione ma allo stesso tempo della sua voglia di riscatto in una New York, quella del quartiere di Brooklyn, in cui di certo, non era facile vivere e sopravvivere.

A proposito della collaborazione con Netflix e della realizzazione della serie tv, Spike Lee ha dichiarato: She’s Gotta Have It ha un posto veramente speciale nel mio cuore. Abbiamo girato questo film in 12 giorni (2 settimane da 6 giorni) molto tempo fa, in un’estate caldissima del 1985, per un costo totale di 175.000 dollari. Soldi per cui abbiamo implorato, che abbiamo chiesto in prestito e fatto tutto pur di ottenere”. Ha poi aggiunto “Ora che è stato superato il 30esimo anniversario, continua a essere un dono. Stiamo ottenendo un’opportunità per rivisitare questi personaggi memorabili che sono ancora rilevanti e avant garde 3 decenni dopo. Detto questo è stata mia moglie, Tonya Lewis Lee ad avere l’idea di portare il mio film dal grande schermo al piccolo, realizzando una serie a episodi. Non ci avevo mai pensto. Tonya ha visto tutto il progetto chiaramente. Io non l’avevo fatto”.

Spike Lee è un neofita nel mondo degli show televisivi e delle serie tv, quindi, quello con Netflix sarà il suo debutto sul piccolo schermo. I fan di tutto il mondo si aspettano tanto da questo nuovo progetto Netflix, e conoscendo gli antecedenti, sicuramente nessuno rimarrà deluso.

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