Recensioni
Martina Cofano
Appassionata di Fotografia e novella Scenografa, divoratrice professionista di Serie TV. Conservare in un luogo fresco a con connessione WI-FI.

Appassionata di Fotografia e novella Scenografa, divoratrice professionista di Serie TV. Conservare in un luogo fresco a con connessione WI-FI.

Tempo di lettura: 5 minuti

Ne abbiamo viste di serie che raccontano di eroi. Su Netflix abbiamo visto diverse decine di episodi su individui dai poteri talmente surreali da farci sognare. Daredevil ed i suoi supersensi da ninja, Luke Cage e la sua forza bruta, il pugno micidiale di Iron Fist e poi Jessica Jones, la più criticata e sottovalutata tra tutti i giustizieri mascherati dell’universo Marvel. Vi stupirà scoprire cos’ha combinato la Jones nella sua ultima terza stagione, il suo biglietto di addio in pieno stile Marvel, imperdibile.

Trattandosi di uno dei personaggi più sottovalutati, spesso ci si dimentica il contesto in cui si sviluppa forma e carattere di un individuo. Sostanzialmente Jessica Jones è quel personaggio anticonformista e perennemente imbronciato che non avrebbe mai voluto che le si dedicasse una serie. Jessica appartiene alla categoria di eroi geneticamente modificati che ha attraversato decine di step per arrivare al suo atto finale. Una conclusione in grande stile anche se discutibile. Ma partiamo con ordine.

Se la prima stagione ci ha fatto sognare e rivendicare un prosieguo della storia, la seconda stagione ha lasciato non poco amaro in bocca e non poca delusione tra gli spettatori che hanno atteso con ansia il ritorno di Jessica. Questa terza stagione, però ha alzato nettamente l’indice di gradimento che gradatamente aveva perso negli episodi precedenti.
 Ora Jessica lotta con costante rabbia e senso di colpa, o meglio, a livelli ben più alti di quando già faceva in precedenza. Nei primi episodi abbiamo visto la lotta tra Jessica e Killgrave, una nemesi perfetta ed un demone da esorcizzare che ha cresciuto e maturato in lei il desiderio di vendetta. Più avanti abbiamo conosciuto tutto (o quasi) il percorso familiare dei Jones, vita morte e modifiche genetiche che ci hanno fatto incontrare (con grande stupore) un altro personaggio fondamentale per il percorso di Jessica, ovvero la sua madre biologica, Tanto simile a lei quanto distruttiva. Abbiamo apprezzato la narrazione forzata che ha spento, per così dire, le numerose domande riguardanti il passato della protagonista, sebbene siano ancora tanti i dilemmi ed i crucci che infliggono chi di questo personaggio conosce già vita opere e miracoli. Un bel dilemma, insomma.
Ma quindi che cosa abbiamo concluso con questa terza stagione?

La famiglia è tutto

Sono stati 13 episodi di pura adrenalina, ansia mista rabbia e sollievo. Ogni personaggio è riuscito nella sua evoluzione finale, chi in bene e chi in male. Jessica Jones è arrivata al punto di decidere se ritenersi veramente una super eroina o appendere le scarpe al chiodo, ma come sempre ci sono personaggi che le remano costantemente contro, il classico esempio che attribuiamo senza se e senza ma alla sorellastra Trish Walker. Abbiamo visto in precedenza quanto questo personaggio ci tenga al rapporto critico che Jessica ha nei confronti della giustizia, cercando sempre di spingerla ad essere l’opposto di quello che si sentiva: una giustiziera.

 Trish ha definitivamente raggiunto la sua trasformazione finale che, vedrete, probabilmente è quella che le si addice di più. Psicologicamente pressante, è stato uno dei profili che meno abbiamo tollerato all’interno della serie, veicolando la retorica del bene che trionfa sul male. Ciononostante ha avuto un ruolo fondamentale nella trasformazione di Jessica e nell’epilogo della sua storia.

Eroe o antieroe?

Questo è stato il quesito principale per tutte e tre le stagioni di Jessica Jones. Eroe o antieroe? Conformista o anticonformista? L’ago della bilancia si è sempre posto nel mezzo, senza schierarsi troppo né da una parte né dall’altra. Probabilmente vi starete chiedendo se c’è una risposta a questa domanda. Beh, finalmente ce l’abbiamo.

Jessica Jones ha sempre avuto due schieramenti ben distinti e semplici come bere un bicchier d’acqua (o un bourbon, nel suo caso): I buoni ed i cattivi. E poi c’era Jessica. Questi ultimi episodi, però, ribaltano drasticamente il pensiero che abbiamo verso queste due categorie, semplicemente perché in ogni personaggio il bene ed il male coincide in egual misura. 
Proprio come Jessica, che da sempre si discosta dall’essere un eroe, ma nel frattempo compie gesta eroiche incredibili così come infrange la legge in maniera esemplare. 
Come Jeryn Hogarth, l’avvocatessa più in gamba di New York, che difende i criminali ma è sempre pronta a collaborare con chi necessita di aiuto. Ecco, a quest’ultima facciamo una menzione speciale. Probabilmente è stato il personaggio meglio riuscito dall’inizio alla fine. Intrigante, spietata e dannatamente impeccabile sono solo alcuni dei pregi che possiamo affibbiarle. Diciamo che ogni donna vorrebbe essere Jeryn, la cui forza non sta nei muscoli ma nel suo cervello. Possiamo quindi constatare che non tutti gli eroi indossano una tuta o una giacca di pelle, ma forse indossano semplicemente un tailleur.

Un nemico da manuale

Come non lo vedevamo da secoli , e ne avevamo proprio bisogno. La terza stagione di apre nel più totale anonimato e prosegue col dare la caccia alla nemesi perfetta, all’apparenza candida e senza colpe ma profondamente spietata. È stato frustrante in senso positivo vedere lottare e lottare ancora tutto l’organico di Jessica Jones alle prese con il nemico perfetto. Ma è stato ancora più frustrante doversi rendere conto che il nemico perfetto è anch’egli un grande bugiardo. È stato adrenalinico vedere come la trama prende forma in maniera del tutto velata sotto i nostri occhi, spostandosi da un punto di fuoco all’altro. Era ciò che ci aspettavamo di vedere per il grande finale di questa serie tanto criticata. Così com’è stato piacevole vedere il risultato della giovane Krysten Ritter (Jessica) alle prese con i suoi primi passi alla regia degli episodi. Sicuramente come inizio non poteva che dirigere il suo personaggio, ma per quanto riguarda il suo percorso futuro c’è tanto su cui dovrà lavorare, ma le auguriamo tanta tanta fortuna.

In conclusione

Basta con i tecnicismi. Sicuramente non potevano mancare le scene di combattimento all’ultimo gancio di cui Jessica è tanto esperta. Abbiamo molto apprezzato l’utilizzo frequente degli slow motion, che solitamente danno un tocco di drammaticità smisurata alla scena, ma che per questa serie hanno avuto un ruolo fondamentale nell’enfatizzare le scene di combattimento. Insolito, ma molto efficace. Ciò che ha sempre contraddistinto Jessica Jones dalle altre serie appartenenti all’universo Marvel sono proprio le ambientazioni e le luci che crea. I toni noir creano suspense ed invogliano a saperne di più, e per tutti e 13 gli episodi vi verrà vermante voglia di arrivare fino alla fine. Unica nota dolente sono il numero e la durata degli episodi, che molto spesso allungano il brodo e creano dei “momenti morti” tra uno scambio di trama ed un altro. Tutto sommato, nonostante qualche piccola imperfezione, tutto il quadro generale della storia ha trovato il suo posto dell’universo di Jessica Jones.

Con la fine di Jessica Jones termina ufficialmente tutto l’arco narrativo che Marvel e Disney hanno portato con sè, insieme a Netflix. Ancora non sapremo se mai potrà tornare alla nostra visione una nuova versione di questa insolita eroina, ma noi vogliamo ricordare la Jessica di Krysten così: severa ma giusta.
Jessica Jones è ora disponibile su Netflix!
Scegliete da che parte schierarvi.

7.5

Regia

6.5/10

Sceneggiatura

7.0/10

Cast

8.5/10

Trama

8.5/10

Finale

7.0/10

Pros

  • Ottimo equilibrio trama/finale
  • Conclusione lineare dell'arco narrativo

Cons

  • Dialoghi ripetitivi e ridondanti
  • Alcuni buchi di trama irrisolti
  • Episodi di numero eccessivo

Altri articoli in Recensioni

Stranger Things 3 Recensione, non è solo il Sottosopra

Martina Cofano6 Luglio 2019

Recensione Black Mirror 5, il presente è davanti a noi

Martina Cofano4 Giugno 2019

Recensione Come Vendere Droga Online (in fretta), web e realtà finalmente si scontrano?

Martina Cofano3 Giugno 2019

Recensione Rilakkuma e Kaoru, un Giappone in stop motion

Martina Cofano18 Maggio 2019

Tuca&Bertie, la recensione della serie Netflix – NO SPOILER

Martina Cofano7 Maggio 2019

Le Terrificanti Avventure di Sabrina, parte 2 – La Recensione (NO SPOILER)

Martina Cofano12 Aprile 2019