Living With Yourself: Paul Rudd e la sfida sul set della serie

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Nel suo ultimo progetto firmato Netflix, Living With Yourself, Paul Rudd segue il percorso intrapreso da Armie Hammer, Lisa Kudrow e Lindsay Lohan: recitare a tu per tu con se stessi.

“Non ho mai fatto niente del genere prima. Penso che ogni attore voglia sfidare se stesso e provare cose nuove e io la vedo così”, ha dichiarato il protagonista.

Nella serie di 8 episodi creata da Tim Greenberg, Rudd interpreta Miles Elliot, un uomo depresso e frustrato per la sua vita che si sottopone a un trattamento benessere sperimentale nella speranza di trovare la felicità. Il trattamento dovrebbe culminare con la creazione di un clone felice atto a rimpiazzarlo, mentre il Miles originale dovrebbe rimanere ucciso, ma l’esperimento finisce male e così Miles si ritrova davanti alla copia di se stesso, con il quale lotta per la vita.
Rudd ha quindi dovuto interpretare il doppio delle scene per almeno una dozzina di volte, cosa che ha provocato alcuni problemi logistici sul set. L’attore infatti non si è appoggiato a una controfigura o un partner, ma ha recitato ogni singola doppia scena ascoltandosi all’auricolare per darsi il tempo delle battute, come avrebbe fatto recitando con un qualsiasi altro compagno sulle scene.

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“Una delle sfide era essere in grado di immaginare gli sguardi e come reagire a qualcosa che stavo solo immaginando, e ovviamente il cambiamento quando dovevo interpretare il secondo personaggio” ha ammesso Paul Rudd. “L’ultimo obiettivo era portare il pubblico a far capire quale dei due personaggi fosse sullo schermo, anche quando l’altro non c’era, cogliendo le differenze tra i due”.

Benché l’interprete di Ant Man sia l’indiscusso protagonista, la storia di Living With Yoursel ruota attorno alla relazione con Kate, interpretata da Aisling Bea, e il tema dell’infertilità che mette a dura prova il matrimonio. Nel corso dell’intervista rilasciata all’Hollywood Report, Rudd ha dichiarato di essersi sentito immediatamente trascinato dal modo in cui la serie mostra le differenti prospettive puntata dopo puntata. In particolare, per quanto riguarda Kate, l’ha definita come “Piena di sfaccettature.”
Inoltre, l’attore si esprime ulteriormente: “Se un personaggio è davvero, davvero caratterizzato e gli altri sono solo una specie di segnaposto, messi lì solo per reagire e li senti come se non avessero una vita, questo rappresenta un errore di scrittura su tutta la linea. Penso che Tim abbia fatto molto cosa intelligente mostrando che ogni personaggio di questo show ha una vita e un’opinione su qualcosa e/o reazioni empatiche alle cose che accadono”.

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Living With Yourself vede anche la partecipazione del campione del football Tom Brady, che interpreta se stesso e lascia la spa nello stesso momento in cui il personaggio di Rudd è pronto per il suo trattamento che gli cambierà la vita.
Per quanto riguarda una seconda stagione, il futuro di Living With Yourself rimane poco chiaro. Non sono ancora state rese note notizie ufficiali, ma Paul Rudd ha sempre dichiarato di vedere il lavoro come autoconclusivo.

Fonte: THR

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