I Medici – Masters of Florence 1×03/04. I Medici deludono.

Recensioni
Alessio Meneghini
Alessio, nato a fine luglio del 1995 a Venezia, si appassiona fin dalla nascita del mondo Nerd. La sua passione nasce grazie ai supereroi (principalmente della DC Comics) e si amplifica con l’arrivo della Playstation all’età di 6 anni, la quale lo aiuta ad entrare nel mondo videoludico. Crescendo la sua passione raggiunge nuovi orizzonti, quali la passione per il cinema e per le serie TV; tra le sue serie TV “preferite” [..]

Alessio, nato a fine luglio del 1995 a Venezia, si appassiona fin dalla nascita del mondo Nerd. La sua passione nasce grazie ai supereroi (principalmente della DC Comics) e si amplifica con l’arrivo della Playstation all’età di 6 anni, la quale lo aiuta ad entrare nel mondo videoludico. Crescendo la sua passione raggiunge nuovi orizzonti, quali la passione per il cinema e per le serie TV; tra le sue serie TV “preferite” [..]

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I Medici: Master of Florence procedono con due puntate ricche di avvenimenti ma non tutto sembra procedere per il meglio; la serie televisiva anglo-italiana ha ancora molto da dimostrare per uscire dalla mediocrità.
Ormai è chiara la scelta degli autori di suddividere le story-line in due periodi temporali precisi: la famiglia Medici vent’anni prima della morte di Giovanni Medici e le vicissitudini successive alla morte del padre di Cosimo De Medici.

Analisi

Contestualizzando la serie nel panorama televisivo odierno I Medici: Master of Florence risulta essere mediocre, troppo legata a una televisione colma di drammi, intrighi ma priva di un’anima e di qualcosa da dire. Le due puntate si concentrano sulla crisi della famiglia Medici enfatizzando molto la rivalità tra quest’ultima e la famiglia degli Albizi, la quale cerca in ogni modo di contrastare la sua rivale attraverso inganni di qualunque tipo; sapevamo che la serie avrebbe avuto imprecisioni storiche essendo romanzata ma questo non ha prodotto nulla di buono.

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Difficile trovare punti positivi

L’enorme difetto della  serie risiede nel suo essere pretenziosa, nel cercare di avvicinarsi a serie televisive americane molto seguite dal pubblico ma, non solo non ci riesce, ma è anche inferiore a prodotti nostrani come Boris, anche se quest’ultima non appartiene al genere storico. La serie continua ad accennare tematiche o eventi come la peste ed il dolore che essa provoca; anche in questo caso il dolore non è sviscerato ma solo trattato superficialmente.

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Il comparto tecnico compie un passo in avanti ponendo in scena una regia meno scialba ottenendo in alcuni casi inquadrature plongèe o contre-plongèe davvero di forte impatto ma non basta, la fotografia è ordinaria con sequenze illuminate in modo canonico. Bisogna ammettere che la serie aveva un potenziale ma fin ad’ora non ha saputo compiere il salto di qualità che ci saremmo  aspettati; i personaggi fatta eccezione per Cosimo De medici risultano ancora bi-dimensionali e le sotto trame faticano a svilupparsi, non ci resta che sperare nella seconda parte di stagione.

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