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Martina Cofano
Appassionata di Fotografia e novella Scenografa, divoratrice professionista di Serie TV. Conservare in un luogo fresco a con connessione WI-FI.

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Tempo di lettura: 4 minuti

La Casa di Carta torna in pompa magna con l’attesissima terza stagione a quasi due anni di distanza dalla seconda. Sono stati 22 episodi di pura adrenalina e tensione, abbiamo potuto vivere con Tokyo la realizzazione del piano criminale più grande nella storia delle rapine. Abbiamo riso e pianto, abbiamo amato e odiato tutti i personaggi. Beh, abbiamo soprattutto pianto. La terza stagione non ci nasconde nulla sul passato della banda del Professore, ognuno confinato in un luogo sperduto nel mondo a godersi i suoi svariati milioni di euro. Ma cos’ha davvero da raccontarci, questa terza stagione?

Una leva emotiva dal passato

Chi ama La Casa di Carta ha adorato la prima stagione ed è impazzito per la seconda, che è stata la degna conclusione di un piano ben studiato. “Ma cosa deve ancora succedere?”, si chiederanno in molti. Il nuovo piano del Professore prevede un grande ritorno. Dopo diverso tempo passato in un paradiso tropicale, Rio viene catturato. Inutile sottolineare che l’incolumità del gruppo è messa a rischio, motivo per cui il Professore prepara un nuovo piano per mettere in salvo il ragazzo. Nuova destinazione? La Banca di Spagna. Ogni singolo episodio ha una leva emotiva che trasporta lo spettatore al passato della serie, al vecchio colpo alla Zecca di Stato. Il continuo ricordo di chi non c’è più e dei momenti felici passati insieme alla banda, il cui equilibrio sta per essere spezzato. Gran parte della trama fa parte di un ben studiato fan service, per accontentare i fan nella visione di personaggi ormai scomparsi ma impossibili da dimenticare. Tuttavia, la leva emotiva non viene solo dal passato, ma anche dal presente. Sicuramente troverete momenti di alta tensione ed emozione anche in questa terza stagione, che come sempre farà cadere qualche lacrimuccia (di tristezza o felicità?).

Il grido della rivoluzione

Ogni episodio porta con sé un grido di speranza e guerriglia. La terza stagione parte come un epilogo felice per i sette rapinatori più famigerati d’europa, ma anche con le conseguenze che ha portato il loro grande colpo allo stato. Gli ammiratori della banda si sono sparsi in tutto il mondo, e non solo a livello di finzione, ma anche nella nostra realtà di tutti i giorni. Le maschere di Dalì non sono più semplici oggetti da carnevale, ma eguagliano quasi il significato simbolico di un Anonymous: la Rivoluzione. La Casa di Carta è diventato un fenomeno di visione mondiale, particolarmente apprezzata sul territorio italiano per l’inno alla ribellione per eccellenza: “Bella Ciao”. La terza stagione verte sempre sul fenomeno di massa che una rivolta porta ad un paese oppresso e corrotto, motivo per cui è stato fondamentale marcare sulla linea emotiva politica.

Una stagione esplosiva

A differenza delle precedenti stagioni, questi nuovi 8 episodi rimangono senza dubbio i più esplosivi (metaforicamente e letteralmente). Di solito, dopo le prime stagioni, le serie tv presentano cali significativi di sceneggiatura e di suspense. La Casa di Carta ha fatto esattamente l’opposto, costruendo le stagioni successive sul punto debole dello spettatore: il feeling con i personaggi. Ognuno di noi ha avuto un personaggio preferito, e gli sceneggiatori lo tengono sempre a mente. Per rendere una stagione epica, si va a colpire direttamente al cuore degli spettatori. Senza contare i numerosi rsvolti alla trama durante tutto il corso della storia. Nel caso di questa terza stagione, ci troviamo faccia a faccia con volti noti e ben conosciuti, dinamiche vecchie e sentite negli episodi precedenti. L’unico punto a sfavore è stato proprio quello di ricomicniare tutto da zero.

La rapina 2.0

Il livello tecnico non è cambiato. L’impronta narrativa de La Casa di Carta è rimasta invariata. Fotografia e sceneggiatura sono sicuramente i punti forti di questa serie, con un grande bagaglio scenografico nel ricreare determinate ambientazioni . Avrete sicuramente modo di apprezzare diversi momenti di puro cinema, con una grande attenzione ai dettagli da parte dell’ideatore Alex Pina ed un grande lavoro da parte dello scenografo. Ciò che salta più all’occhio è che, alla fine, questa terza stagione ricrea la rapina perfetta delle passate stagioni, ma con una location diversa. Dai primi trailer era già stato appurato cosa avrebbero raccontato i nuovi episodi, perciò il nostro disappunto sta proprio nel dover rivedere ciò che abbiamo già visto in passato. Una vera e propria rapina 2.0. Fatta questa precisazione, c’è da dire in difesa della terza stagione che le novità sono state tante, a partire dai nuovi arrivati della banda. I nuovi personaggi sostituiscono i precedenti mancati, ma si fanno ugualmente amare. Palermo, Marsiglia e Bogotà avranno modo di farsi conoscere per tutta la durata della terza stagione, e sicuramente anche nella quarta.

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Già si sapeva che il finale di stagione avrebbe aperto alla successiva. Sicuramente troverete interessante come la svolta della trama porterà alla conclusione di questi nuovi episodi. Non potevano mancare i canti nostalgici e le lacrime, per dare un tocco di dramma in più alla trama. Apsettiamo con ansia nuove notizie riguardanti la quarta stagione, che sicuramente non tarderà nell’arrivare. Fateci sapere che cosa ne pensate!

La Casa di Carta 3 è già disponibile su Netflix a partire dal 19 Luglio!

7.3

Regia

7.5/10

Sceneggiatura

8.0/10

Cast

7.5/10

Colonna Sonora

6.0/10

Pros

  • Grande ritorno ad effetto
  • Interessante svolta nella trama
  • Cast rinnovato e degno di nota

Cons

  • Trama molto simile alle stagioni precedenti
  • Nessuna grande novità
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