El Camino Recensione, il ritorno del figliol prodigo

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Martina Cofano
Appassionata di Fotografia e novella Scenografa, divoratrice professionista di Serie TV. Conservare in un luogo fresco a con connessione WI-FI.

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Tempo di lettura: 4 minuti

Sembra quasi uno scherzo del destino che El Camino sia capitato proprio nel momento di massima nostalgia che la serie di Breaking Bad ha suscita tra i suoi fan. La notizia di un film proveniente direttamente dal vasto universo imperiale di Vince Gilligan, ha resuscitato grandi speranze per il continuo di una delle serie più iconiche mai andate in onda nell’ultimo decennio.
Questo diretto sequel ha diviso a metà il pubblico, tra amanti e semplici amatori della serie. Noi non ci stupiamo più di tanto, in quanto fenomeni del genere succedono molto più spesso di quanto si immagini, soprattutto se applicati a grandi titoli come Breaking Bad.
 E allora, che cosa ci ha lasciato questo El Camino?

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Una dolce lettera dal passato

Inutile sottolineare quanto la componente sentimentale e nostalgica abbia giocato un ruolo fondamentale per questo film. La storia riparte esattamente dove si era conclusa sei anni fa, con la fuga dalla prigionia di Jesse Pinkman (Aaron Paul) in sella alla sua Chevrolet omonima di questo nuovo titolo. Sebbene in un primo momento abbiamo sperato in un inizio molto più postumo (una storia che ricomincia a distanza di molti anni, per esempio) già dalle prime scene possiamo intuire l’andamento generale della pellicola, che mira nella posizione opposta. Jesse rincorrerà sempre il suo grande desiderio di libertà per tutto il film (e come dargli torto), ripercorrendo piccole sezioni di flashback che ci riporteranno direttamente tra gli episodi delle ultime due stagioni della serie. Tra piccoli particolari e memo che ritornano alla luce come il suono di una sveglia al mattino presto, non è così difficile la visione di questo film dopo una lunga astinenza da Breaking Bad. Di positivo c’è, senza dubbio, che possiamo finalmente vivere la vita di Jesse, un attimo dopo la sua fuga nell’ultimo episodio della serie.

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L’inconfondibile stile Gilligan

È inutile girarci tanto attorno. Se avete visto la serie ricorderete sicuramente le piccole perle cinematografiche che Vince Gilligan ci ha offerto per tutta la durata di Breaking Bad. E vi diremo di più: il suo stile persiste ancora. Tuttavia, è ovvio che la sua impronta si sia fatta sentire meno del dovuto, nelle due ore di durata di El Camino. Complice il fatto che la storia verta molto più sul lato narrativo, senza ovviamente tralasciare la tecnica, inconfondibile marchio di fabbrica del regista. Durante la visione vi capiterà senz’altro di tornare indietro nel tempo, ripercorrere le vecchie scene e i vecchi tecnicismi che vi hanno incantato durante le 5 stagioni della serie. Gilligan omaggia se stesso in continuazione, ma lo fa con molta eleganza, omaggiando più di chiunque altro Jesse Pinkman.

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Una resurrezione inaspettata

Questa è sempre la parte più difficile, quella in cui si elencano i flop senza mezze misure (cit.).
Jesse torna sul piccolo schermo di Netflix, questa volta, come un figliol prodigo appena resuscitato dal suo sepolcro. Dall’ultimo episodio di Breaking Bad avevamo accettato la possibilità che lui ce l’avesse veramente fatta, ma non ci siamo nemmeno interrogati più di tanto sul destino di Pinkman. L’abbiamo lasciato andare in volo come una colomba fa con il suo piccolo. Ebbene, questo film altro non è che una vera e propria cartolina d’addio, fatta e costruita a puntino per i fan secolari di Breaking Bad. Una degna fine, se così si può definire. Tuttavia, El Camino non è più di un fan service ben costruito. Immaginatevi, per un momento, di finire una serie e di averla amata alla follia. Immaginatevi stesi sul divano, a non capacitarsi della fine e a sognare un seguito ipotetico. Ecco, questo film è esattamente questo: un finale che esce dall’ipotesi e diventa azione. Non aggunge nulla di nuovo alla serie, nè tanto meno la toglie. Per noi questo film è da considerarsi come una coppia di episodi aggiuntivi della serie, che mirano giusto al cuore degli spettatori e fa leva sulla nostaglia, proprio come fece il secondo capitolo di Trainspotting al suo tempo.

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Se avete seguito e amato Breaking Bad, sicuramente non vi farete sfuggire questo ultimo titolo. Ancora di più, se avete seguito e amato Jesse Pinkman, questa sarà la vostra ultima occasione per schierarvi ancora dalla sua parte.

El Camino: il film di Breaking Bad è già disponibile su Netflix!
Fate la scelta giusta, questa volta.

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6.3

Regia

8.5/10

Sceneggiatura

6.5/10

Cast

8.0/10

Colonna sonora

5.5/10

Finale

3.0/10

Pros

  • Un degno ritorno del protagonista
  • Trama in linea con quella passata della serie
  • Crescita emotiva del personaggio sempre presente
  • Tecnicismi ammirabili

Cons

  • Nessun cambiamento significativo per l'universo di Breaking Bad
  • Sceneggiatura lenta

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