Recensioni
Martina Cofano
Appassionata di Fotografia e novella Scenografa, divoratrice professionista di Serie TV. Conservare in un luogo fresco a con connessione WI-FI.

Appassionata di Fotografia e novella Scenografa, divoratrice professionista di Serie TV. Conservare in un luogo fresco a con connessione WI-FI.

Tempo di lettura: 4 minuti

È arrivato uno dei titoli più attesi di questa stagione, e non poteva che essere un titolo completamente Made in Italy. Baby è la nuova scommessa di Netflix, interamente girata ed ambientata nella Roma bene della nostra generazione.

Questa serie da 6 episodi si è presentata al pubblico come “l’ennesimo teen drama” ambientato su ricchi banchi di scuola in una lussuosa struttura, e già si gridava alla copia all’italiana di Elite, da cui si discosta completamente. Quindi non fatevi ingannare dalle divise stirate e dai banchi lucidi, questa serie, seppur apparentemente frivola, ha ben altro su cui andare a parare.
Infatti Baby, sin dall’inizio, è sempre stato un titolo molto frainteso, ma dietro a questi 6 episodi si nasconde il lavoro di GRAMS, un collettivo formato da giovani autori e sceneggiatori che, prendendo spunto da ogni microesperienza di ogni singolo autore del collettivo, ha saputo creare una storia basata sull’adolescenza nuda e cruda di questa Roma tanto apparentemente frivola e meravigliosa quanto sbandata e crudele. Quindi non c’è che fare un bel COMPLIMENTI a questo giovane collettivo che porta e racconta un titolo di non poco spessore, con a fianco il nome di un gigante dello streaming quale è Netflix.

Trama

La storia di Baby si ispira a scandali purtroppo recenti che hanno trovato coinvolte molte giovani ragazze nel giro delle baby squillo, un tema che la serie racconterà e spiegherà nel corso dei suoi episodi. Quel “crescere è un segreto inconfessabile” non è mai stato così vero, a partire dai due personaggi principali che ci porteranno dentro questa storia costellata da segreti.
Le nostre due protagoniste, Chiara (Benedetta Porcaroli) e Ludovica (Alice Pagani), ci portano dietro le quinte dei pensieri che una giovane ragazza ha e si trova a ad avere riflettendo sulla considerazione che hanno di loro stesse. Ambientato nel bel Pairoli, una zona d’elite di Roma, dove i personaggi che lo abitano vivono i vuoti e le crisi esistenziali che ogni adolescente deve affrontare, ma li viviamo dal punto di vista di adolescenti facoltosi che, come tutti, vogliono colmare i vuoti che non riescono a riempire.
Spesso ci siamo trovati a guardare da lontano e giudicare, senza sapere cosa c’è dietro un vero scandalo. Baby riflette molto il pensiero che le protagoniste hanno su questo tema, inizialmente partito come un modo per svagasi e divertirsi, per poi dieventare qualcosa di molto più grande di loro. Ma non è solo l’insoddisfazione di queste ragazze, ciò che la serie racconta. È anche lo scavallamento dei valori e dei modelli che tutti i personaggi hanno nei confronti della loro famiglia, un ambiente che viene preso e raccontato da vicino con una lente d’ingrandimento. Ci sono drammi amorosi e familiari molto più vicini alla realtà di quanto non possiamo aver visto in titoli diversi.

Personaggi e cast

Passiamo all’analisi dei personaggi, tutti molto giovani e carismatici, mentre alti sono volti molto noti nell’ambiente cinematografico italiano come Claudia Pandolfi (Monica, matrigna di Damiano) e Isabella Ferrari (Simonetta, madre di Ludovica).
Le bellissime e talentuose Benedetta Porcaroli e Alice Pagani accompagnano la trama in maniera coinvolgente. Il cast è ricco non solo di esperti del mestiere, ma anche di giovani promesse del cinema che stanno nascendo e solcano i tappeti rossi di Netflix, come Riccardo Mandolini (Damiano) e Brando Pacitto (Fabio), ma anche altri, che fanno sentire la loro momentanea inesperienza per la recitazione, ma che ci hanno emozionato in più situazioni.

 

Fotografia e sceneggiatura

Si passa al lato tecnico, sicuramente la punta di diamante di questo titolo. Nulla da dire sulla qualità del prodotto che, come volevasi dimostrare, soddisfa e coinvolge lo spettatore in maniera quasi inebriante. È stato interessante scoprire questi personaggi e vederli sotto aspetti e luci differenti che, a loro volta, hanno fatto uscire fuori i pensieri e gli animi di questi adolescenti “dannati” e desiderosi di sentirsi grandi.
Unico punto dolente, ahimè, è la sceneggiatura, che pecca di un’inspessimento di trama. Questo, purtroppo, è un fattore che scatena una serie di reazioni a catena nello spettatore, che viene lasciato continuamente col fiato sospeso, ma senza alcun motivo apparente. Lo stesso discorso può essere esteso per il finale di stagione, che arriva quando meno ce lo si aspetta, continuando a credere che i buchi di trama lasciati si riempiranno prima o poi, ma poi ci rendiamo conto che siamo arrivati al sesto episodio, e non abbiamo ancora visto nulla di incisivo. Per come l’abbiamo interpretata, è anche la recitazione che scatena questa serie di fattori, il più delle volte una recitazione di livello base, ma comunque perdonabile. Molti degli attori presenti sono giovani che da poco si approcciano al duro mondo del cinema, e la perfezione, si sa, si raggiunge col tempo. Sicuramete dialoghi più lunghi ed intensi avrebbero dato quella nota di pesantezza di cui queta serie, per fortuna, non gode.

Baby andrà avanti con una seconda stagione, quasi inevitabile. Molte sono le storie lasciate a metà e molti i punti di svolta che ancora deve prendere questa serie.
Il primo round è andato, adesso aspettiamo il secondo!
Ogni tanto il cinema italiano cerca di regalarci dei titoli degni di nota, anche se di lavoro ce n’è ancora da fare, cara Italia.
Questo, a nostro modesto parere, merita di essere visto, compreso ed apprezzato dal pubblico. Nonostante le note di demerito, sono presenti anche quelle di merito.

Baby è disponibile su Netflix a partire dal 30 Novembre.

8

Regia

8.5/10

Sceneggiatura

6.0/10

Cast

7.5/10

Fotografia

9.0/10

Colonna sonora

9.0/10

Pros

  • Fotografia delle scene accattivante e coinvolgente
  • Attori carismatici e di bella presenza
  • Ottimo rapporto con le ambientazioni

Cons

  • Sceneggiatura scarsa con dialoghi banali
Aggiungi un commento all'articolo! Clicca qui.

Lascia un commento!

avatar
  Subscribe  
Notificami

Altri articoli in Recensioni

La Casa di Carta 3 Recensione, una rapina 2.0

Martina Cofano24 Luglio 2019

Stranger Things 3 Recensione, non è solo il Sottosopra

Martina Cofano6 Luglio 2019

Recensione Jessica Jones – Stagione 3, qual è la differenza tra il bene e il male?

Martina Cofano23 Giugno 2019

Recensione Black Mirror 5, il presente è davanti a noi

Martina Cofano4 Giugno 2019

Recensione Come Vendere Droga Online (in fretta), web e realtà finalmente si scontrano?

Martina Cofano3 Giugno 2019

Recensione Rilakkuma e Kaoru, un Giappone in stop motion

Martina Cofano18 Maggio 2019