Recensioni
Martina Cofano
Appassionata di Fotografia e novella Scenografa, divoratrice professionista di Serie TV. Conservare in un luogo fresco a con connessione WI-FI.

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Tempo di lettura: 4 minuti

Un ritorno già sentito tra i quartieri romani di Baby, che ci riporta nelle case e tra i desideri più nascosti degli adolescenti benestanti della capitale italiana. I GRAMS (Antonio Le Fosse, Giacomo Mazzariol, Marco Raspanti, Re Salvador ed Eleonora Trucchi) tornano a raccontarci le vicende delle protagoniste, Chiara e Ludovica (Benedetta Porcaroli e Alice Pagani ) ed i coloro compagni dell’Istituto Collodi.
La prima stagione aveva fatto discutere non poche persone, e non solo per la sua trama provocatoria ed insolita. I giovani sceneggiatori, del gruppo creatore della serie, non si sono fermati. Ma noi abbiamo avuto molto da dire anche l’anno scorso, e sicuramente non ci faremo mancare la critica anche quest’anno.

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Un’infinita scalata controcorrente

Questa seconda stagione non ci ha portato particolari sensazioni. Possiamo affermare con sicurezza di essere rimasti agli stessi livelli degli episodi precedenti. Baby ha una trama forte ed affermata, che racconta in modo deciso e senza sfumature un argomento delicato come quello della prostituzione. Il suo cavallo di battaglia, se così di può definire, è quello di avere a disposizione dei giovani interpreti per i suoi personaggi. Attori in erba affiancati da figure già affermate nell’ambiente cinematografico (Isabella Ferrari, Max Tortora, Paolo Calabresi e Thomas Trabacchi). Il vero problema sta proprio nell’interpretazione di personaggi così poco equilibrati.
Ciononostante, in questi nuovi episodi siamo andati alla scoperta di retroscena meno superficiali, come le vite delle giovani ragazze impegnate nel giro delle baby squillo. Sicuramente è stato molto apprezzato il modo in cui la trama inizia ad inspessirsi col passare degli episodi, tuttavia è rimasto un velo di mistero che avvolge la serie e la porterà fino allo sviluppo finale.

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Il muro attorno all’attore

A differenza della stagione precedente, i nuovi episodi marcano e ricercano una linea narrativa parallela a quella principale. Infatti abbiamo la possibilità di conoscere i retroscena anche dei personaggi secondari che girano attorno alle protagoniste. Finalmente possiamo vedere un quadro più completo della trama, ma ancora una volta non abbiamo apprezzato lo stile recitativo così ammuzzato e poco sciolto degli interpreti dei giovani del Pairoli. Una scuola di interpretazione molto elementale si aggira tra gli episodi, un muro talmente spesso che è impossibile da abbattere. La recitazione ci appare talmente pesante da rischiare di non prendere sul serio le interessanti vicende che costruiscono il lungo percorso della nuova stagione. Non tutte le colpe sono da dare ai giovani attori di Baby, questi avranno tutta la vita per migliorare, se è questa la carriera che vorrano vivere. La sceneggiatura complica ulteriormente le cose, con linee di dialoghi talmente semplici e talvota troppo banali.

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Baby in trasferta

Nonostante sceneggiatura e recitazione non facciano parte del vocabolario di Baby, la fotografia delle scene rispecchia ben altro. Un lavoro curato nei minimi particolari e seguito fluidamente, che però fa a cazzotti con tutto il resto. Probabilmente questa serie verrebbe apprezzata di più dal pubblico italiano se mutata o vista in lingua inglese con i sottotitoli. A nostra difesa, possiamo affermare quanto questa serie sia stata apprezzata dal pubblico estero di Netflix. Forse dovremmo soffermarci di più su questo punto di vista. Eppure il cinema italiano non muore, anzi, cerca di farsi spazio tra i big esteri con idee innovative e pellicole esilaranti. Peccato che gli abbonati italiani nn vogliano solo fermarsi ad un film divertente, ma anche guardare, ogni tanto, qualcosa che gli scaturisca un sentimento profondo.

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Un prodotto poco sfruttato

Come già avevamo affermato nella recensione della prima stagione, questa serie ha molto da offrire. Il problema è che, nonostante l’intelligenza, questo studente non si applica (proprio come i suoi talentosi giovani attori). Vogliamo bene alle idee innovative del mercato italiano, ma siamo altrettanto delusi che un progetto come quello di Baby non sia stato seguito come avrebbe meritato. Noi comunque tifiamo per i GRAMS e continuiamo a dargli man forte, sperando di trovare, per la prossima stagione, un seguito come si deve per un progetto così ambizioso.

Non vi resta che guardare con i vostri occhi le vicende di tutti i giovani di Pairoli.
Baby è ora disponibile su Netflix!

5.7

Regia

6.5/10

Sceneggiatura

3.0/10

Cast

5.0/10

Fotografia

7.5/10

Colonna sonora

6.5/10

Pros

  • ottima fotografia delle scene
  • Sviluppo intrigante della trama

Cons

  • Sceneggiatura troppo banale per un tema così profondo
  • Doti attoriali del cast molto scarse
  • Lento coinvolgimento degli episodi

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