The Last of Us Part 2: Crunch estenuanti secondo alcuni ex Naughty Dog

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Francesco Damiani
Appassionato di videogames e di cinema fin dalla tenera età. Crescendo ho imparato a conoscere questi due settori, studiando ogni loro forma creativa e comprendendo il grande lavoro che si cela dietro.

Appassionato di videogames e di cinema fin dalla tenera età. Crescendo ho imparato a conoscere questi due settori, studiando ogni loro forma creativa e comprendendo il grande lavoro che si cela dietro.

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Nell’ultimo periodo si continua a parlare sempre più spesso di Crunch Time e questa volta ad essere stato preso di mira proprio di queste accuse è proprio The Last of Us Part 2, il secondo capitolo in sviluppo da Naughty Dog.

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Alcuni messaggi inviati sotto forma anonima, sostengono che degli sviluppatori siano costretti a lavorare su turni estenuanti al progetto, per chi non conoscesse il crunch time, si tratta di lavoro extra che i dipendenti non sono obbligati a svolgere all’infuori del proprio turno, ma che per una serie di problematiche finiscono sempre con il prolungare le loro ore di lavoro.

Di seguito potrete trovare alcune dichiarazione anonime, in merito a questo episodio:
Questa è la mia opinione sui crunch di Naughty Dog: la verità sta nel mezzo. Non vi è una richiesta esplicita di fare degli extra. Può però esserci una certa pressione che spinge i dipendenti a farlo. Ad indurci a lavorare per tutto questo tempo sono coloro i quali ricoprono il ruolo di manager. Per spingerci a fare degli extra ci parlano anche di team composto da brillanti, talentuose e dedite persone che lavorano duro su un progetto tutte assieme.”

Di seguito le parole di un ex dipendente:

La realtà è che nessuno vi dirà mai che dovrete lavorare un certo quantitativo di ore. Nonostante tutto, però, qualcuno dovrà completare il lavoro. Quel quantitativo di ore di lavoro è semplicemente impossibile per chiunque, è troppo. Se non si raggiungono determinati obiettivi si rischia il licenziamento, quindi si hanno ben poche scelte.”

Mentre in un terzo messaggio si è poi parlato di stipendi:

“Il salario che ricevevamo era lievemente superiore a quello minimo. I capi utilizzavano questa strategia per rendere più appetibile il lavoro extra e spingerci a lavorare di più. Durante il crunch time, che può durare molti mesi, si potevano raggiungere le 60-80 ore di lavoro settimanali. Ricordo quando nel periodo precedente all’uscita del primo The Last of Us abbiamo superato le 100 ore.”

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Oltre al primo capitolo della serie, anche Uncharted 4 sembrerebbe aver richiesto molte ore di lavoro extra agli sviluppatori:

“Una normale settimana di lavoro era di circa 12 ore al giorno per 6 giorni a settimana e spesso non avevamo possibilità di scelta. Alcune volte restavamo in ufficio fino a mezzanotte o all’una. Alla fine del periodo di sviluppo di Uncharted 4 abbiamo iniziato a lavorare 7 giorni su 7 e, in alcuni casi, a rotazione si restava in ufficio per 24 ore. Per circa 9 mesi non ho avuto una vita al di fuori del lavoro. Alcune persone non restavano troppo tempo in ufficio semplicemente per motivi di salute. Chi di noi non lavorava abbastanza era più esposto al rischio di licenziamento rispetto a chi faceva questi turni.”

E’ facile intuire come la situazione non sia una delle migliori, tanto che potrebbe andare a peggiore se tali messaggi venissero confermati, per tanto vi consigliamo di prendere con le pinze quanto riportato, dato che si trattano di dichiarazioni divulgate anonimamente.

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Fonte:PlayStationLifeStyle

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