Episodio #3: Sony PocketStation – La bizzarra creatività giapponese

4bit Corner
Roberto Rampado
Classe '86, cresciuto con MS-DOS, GameBoy e PlayStation, ha nel tempo sviluppato una vera e propria passione per il Retrogaming. Laureato in Ingegneria Informatica a Padova, lavora come sviluppatore software presso un'azienda locale. Nel tempo libero si interessa di musica, fumetti, videogames e tecnologia in generale.

Classe '86, cresciuto con MS-DOS, GameBoy e PlayStation, ha nel tempo sviluppato una vera e propria passione per il Retrogaming. Laureato in Ingegneria Informatica a Padova, lavora come sviluppatore software presso un'azienda locale. Nel tempo libero si interessa di musica, fumetti, videogames e tecnologia in generale.

Tempo di lettura: 4 minuti

Sicuramente molti fra noi hanno vissuto in prima persona l’avvento di Sony nel settore console domestiche con la sua prima, mitica, PlayStation, in un periodo (la metà degli anni ’90) dominato principalmente da Nintendo e SEGA, leader indiscussi di mercato.

Forse non tutti lo sanno, ma l’intento iniziale di Sony non era quello di entrare nel mercato come produttore di console, ma semplicemente affiancare Nintendo, che all’epoca distribuiva SNES (Super Nintendo) con un accessorio che permettesse a questo di leggere supporti ottici (un pò come fece poi SEGA con Mega CD). Purtroppo le cose non andarono bene, ed a causa di alcune problematiche nella trattativa fra Sony e Nintendo, la partnership fra le sue società si ruppe e Sony si ritrovò con un prodotto incompleto fra le mani.

playstation-prototype

Uno dei primissimi prototipi di PlayStation, quando l’accordo con Nintendo era ancora valido.

Per non gettare al vento il tempo e le energie spese in ricerca e sviluppo, Sony decise di completare il progetto per i fatti suoi, trasformando quel prototipo ancora allo stato embrionale in una console vera e propria. Poi si sa, una cosa tira l’altra, ed eccoci qui, nel 2017, arrivati ormai alla quarta iterazione di PlayStation (quarta “e mezza”, considerando PS4 Pro), con voci che parlano già di una futura PlayStation 5.

Oggigiorno siamo abituati ad avere dei prodotti molto standardizzati anche nel settore console, il quale, negli anni, si è molto uniformato sia nell’offerta di hardware che di software (a parte, fortunatamente, il genere indie, probabilmente l’unico ancora con la voglia di innovare). Negli anni ’90 invece, diversamente da ora, sia i produttori di console che gli sviluppatori di giochi si “sbizzarrivano” nello sperimentare soluzioni atipiche, che oggi potremmo considerare anacronistiche, volte a solleticare l’interesse dei potenziali acquirenti.

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PocketStation con confezione originale, manualistica e laccetto.

Fra questi “esperimenti” Sony può sicuramente annoverare PocketStation, un bizzarro accessorio (?) rilasciato per PlayStation solo nel mercato giapponese, all’ inizio del 1999. Wikipedia si limita a classificarlo come “periferica” senza entrare troppo nel dettaglio (anche perchè dubito esista un termine univoco per classificarla!).

PocketStation era una sorta di ibrido fra console portatile (la prima da parte di Sony) e Memory Card. Si trattava dunque di un dispositivo che permetteva di salvare i progressi dei giochi quando veniva collegata a PlayStation, mentre la si poteva utilizzare per giocare in modalità portatile una volta scollegata, questo grazie ai suoi cinque tasti di interazione posti sul frontale ed una batteria “a bottone” da 3 V modello CR2032 incorporata.

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PocketStation con in esecuzione il gioco Chocobo World.

Una curiosità rilevante su PocketStation è, sicuramente, quella che riguarda il software sviluppato per “girare” su questa cosiddetta console. Infatti questo veniva distribuito all’interno dei dischi di alcuni giochi selezionati, quindi il suo utilizzo era subordinato al possesso di una PlayStation (non era possibile acquistare giochi per PocketStation a parte).

Fra le funzionalita’ di PocketStation, oltre alla riproduzione di mini giochi dedicati, abbiamo solamente un orologio con sveglia ed un calendario, per cui si trattava di un dispositivo molto minimale. In aggiunta ad uno schermo monocromatico a cristalli liquidi ed ai cinque tasti, disponeva inoltre di una porta infrarossi ed un audio monofonico mediante speaker.

PocketStation di Sony e VMU di SEGA a confronto.

In molti hanno paragonato PocketStation a VMU (Visual Memory Unit) di SEGA, rilasciato in Giappone l’anno precedente. In effetti le somiglianze sono molte, a partire dalla forma, anche se VMU aveva qualche “asso nella manica”. Quest’ultima difatti permetteva, a differenza di PocketStation, il collegamento con altre VMU per il gioco in multiplayer. Inoltre era possibile utilizzarla come schermo secondario, una volta inserita nel controller di Dreamcast, visualizzando automaticamente immagini differenti a seconda del contesto del gioco principale riprodotto nella console.

Parlando invece dei giochi supportati dalla console, come si può facilmente intuire, si tratta per lo più di titoli riservati al territorio giapponese, come il celebre Dokodemo Issho. Il protagonista del gioco, Toro, è stata la mascotte di PocketStation sin dal lancio ed è poi stato riutilizzato da Sony per qualche sporadico cameo in altri giochi, come ad esempio PlayStation All Star Battle Royale, pubblicato nel 2012 per PlayStation 3, oppure nella serie Everybody’s Golf).

toro-dokodemo

Toro Inoue, il protagonista di Dokodemo Issho, a fianco del suo amico-nemico Kuro.

Abbiamo anche alcuni rari casi in cui la compatibilità con PocketStation da parte del gioco è stata mantenuta anche nella versione occidentale del titolo. Fra queste, probabilmente la più famosa e nota ai più, oltre a SaGa Frontier 2 di Square, è quella per il mini gioco Chocobo World, contenuta nel disco di gioco di Final Fantasy VIII, mediante il quale era possibile allenare il G.F. (Guardian Force) Boko presente anche nel gioco principale.

Altri titoli degni di nota compatibili con PocketStation (ahimè, solo nella loro variante d’oltreoceano) sono:

  • Crash Bandicoot 3
  • Spyro The Dragon
  • Spyro The Dragon 2
  • Street Fighter Alpha 3

Termina qui il terzo episodio della nostra rubrica 4bit Corner, nella prossima puntata parleremo delle origini della celebre saga di Metal Gear, ideato dalla geniale mente di Hideo Kojima nel 1987, e della sua particolare piattaforma di partenza, ossia MSX!

Crediti Fotografie

http://www.playstationgeneration.it

retrogamedepot.com

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