Hollywood Memories
Angelo Tartarella
Nato nel 1995 in Puglia, Angelo è, sin da bambino, un lettore vorace e cresce per questo appassionandosi alle storie. Crescendo, s'interessa a quelle raccontate nei film e nelle serie TV, scopre e si appassiona a quelle raccontate nei videogiochi e nei fumetti. Iniziato ai fumetti da Don Rosa ad Alan Moore, Angelo si è presto appassionato a questo mondo, nonostante lui sia principalmente un fedelissimo Disney e Marvel.

Nato nel 1995 in Puglia, Angelo è, sin da bambino, un lettore vorace e cresce per questo appassionandosi alle storie. Crescendo, s'interessa a quelle raccontate nei film e nelle serie TV, scopre e si appassiona a quelle raccontate nei videogiochi e nei fumetti. Iniziato ai fumetti da Don Rosa ad Alan Moore, Angelo si è presto appassionato a questo mondo, nonostante lui sia principalmente un fedelissimo Disney e Marvel.

Tempo di lettura: 4 minuti

In questo primo appuntamento con la rubrica Hollywood Memories parleremo di un film tanto memorabile quanto, sorprendentemente, poco noto tra il pubblico attuale: Casablanca, il memorabile film del 1942 (arrivato in Italia solo nel 1946) diretto da Michael Curtiz con protagonisti gli indimenticabili Humprey Bogart e Ingrid Bergman. Potete trovare il trailer, messo su YouTube dal canale di Movieclips Trailer Vault, subito in cima a questo articolo.

Bogart

Tratto da un’opera teatrale (Everybody come to Rick’s) Casablanca è sicuramente una delle pellicole cinematografiche hollywodiane più famose di sempre, facile metodo di verifica di ciò è vedere quanto siano diffuse le frasi provenienti dalla sceneggiatura di questo film, scritta da Julius J. Epstein, Howard Koch, Casey Robinson e Philip G. Epstein, nella cultura popolare o anche quanto iconici siano diventati i suoi personaggi… ma cominciamo con calma dal principio.

Casablanca è un film ambientato nel corso della 2a Guerra Mondiale nella città africana colonizzata dai francesi di Casablanca, dove tutti quelli che vogliono fuggire dalla guerra in Europa finiscono, per motivi burocratici, ad attendere, spesso per sempre, l’opportunità per poter scappare in America. Il film vede protagonista Rick e il suo Bar, il Rik’s Caffè Amèrican. Rick è un uomo dall’aria cinica ma dallo strano e fumoso passato che ha fatto del suo bar un luogo di ritrovo e intreccio per persone che si preparano per una partenza che potrebbe non avvenire mai. Tutto viene sconvolto dall’arrivo a Casablanca di Victor Laszlo e di sua moglie Elsa, i quali riportano a galla il passato di Rick e i segreti di una città che nasconde molto di più di quello che sembra.

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Già in questo riassunto possiamo notare la vera grandezza del film: la sua impossibilità ad essere inquadrato in un solo genere. Sì, è una storia d’amore, una meravigliosa e molto coinvolgente, ma è anche una commedia, divertente e recitata magnificamente, un film sulla vita dei migranti e degli apolidi della 2a Guerra Mondiale, un’analisi critica della situazione socio-politica degli anni ’40 nei paesi occupati dalla Germania, con un occhio di riguardo ai temi della corruzione e del gioco d’azzardo e a tutto questo aggiungete anche una cospirazione, dei personaggi che vanno incontro ad una grande crescita nel corso del film, un bel colpo di scena finale e dei grandi attori… adesso arriva, vero? La domanda: non è che un film pesante? No, assolutamente no.

I 127 minuti (e 1 secondo) del film scorrono con estremo piacere, rivelando allo spettatore tutte le trame e le sottotrame che si sovrappongono magistralmente, quasi come a comporre un arazzo magnifico che racconta una storia che è destinata a rimanerci impressa. Casablanca infatti è un film che ha una caratteristica comune a pochi. Prendete Mary Poppins, Chi Ha Incastrato Roger Rabbit? o Ghostbusters non importa quanti anni si abbia o quante volte li si sia visti, ci lasceranno sempre qualcosa, ci faranno divertire e commuovere come fossimo tornati alla prima volta che li abbiamo visti.

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Casablanca poi ha ispirato tanto al cinema, da i Fratelli Marx (Una Notte a Casablanca, 1946) fino a Woody Allen (Manhattan, 1979Try it Again, Sam, 1972) passando per l’italiano Francesco Nuti (Casablanca, Casablanca, 1985) e serie tv che non ci aspetteremmo avere riferimenti a questo film, come Star Trek: The Next Generation (1×24 We’ll Always Have Paris) o la decisamente meno celebre Quantum Leap (1×09 Play it Again, Seymour). Allora come mai così poca gente, al giorno d’oggi, ha guardato Casablanca? Forse la risposta è semplice: il primo problema è che è un film in bianco e nero ed è diffusa l’idea, molto più che semplicemente sbagliata, che i film bianco e nero siano spiacevoli o brutti, e poi perchè, diciamocela tutta, chi mai consiglierebbe Casablanca? Chi lo conosce lo da così per scontato, per così conosciuto e famoso che certo quando qualcuno gli chiede un film da guardare, magari un film romantico, un dramma, un film d’azione ma di classe, una commedia, che sia romantica o meno, Casablanca non è il titolo che gli sale alla labbra.

Se accetterete il consiglio di questa nostra rubrica e scoprirerete (o ri-scoprirete, se già lo conoscevate ma non lo guardate da troppo tempo) questo film, state certi che conoscerete un film che vi colpirà e vi rimarrà sempre positivamente impresso, perchè per chi apprezza i bei film, non importa quanti film piatti verrano prodotti, quante storie d’amore prevedibili e insapori, quante trame piene di buchi o personaggi monodimensionali, per noi ci sarà sempre Casablanca, magari abbiamo creduto di averla persa quando hanno prodotto un terribile remake futuristico con protagonista Pamela Anderson (no, non sto scherzando – Barb Wire, 1996), ma è sempre stata lì, pronta ad accoglierci, per ricordarci che Sam è sempre lì a suonare mentre il tempo passa.

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