Episodio #4: Before Solid – Il primo Metal Gear su MSX (1987)

4bit Corner
Roberto Rampado
Classe '86, cresciuto con MS-DOS, GameBoy e PlayStation, ha nel tempo sviluppato una vera e propria passione per il Retrogaming. Laureato in Ingegneria Informatica a Padova, lavora come sviluppatore software presso un'azienda locale. Nel tempo libero si interessa di musica, fumetti, videogames e tecnologia in generale.

Classe '86, cresciuto con MS-DOS, GameBoy e PlayStation, ha nel tempo sviluppato una vera e propria passione per il Retrogaming. Laureato in Ingegneria Informatica a Padova, lavora come sviluppatore software presso un'azienda locale. Nel tempo libero si interessa di musica, fumetti, videogames e tecnologia in generale.

Tempo di lettura: 5 minuti

Sicuramente fra i maggiori esponenti del genere Stealth, la saga Metal Gear, ideata dal guru giapponese Hideo Kojima, è indubbiamente un punto di riferimento nella storia dei videogames, per storia e gameplay. Grazie al suo visionario creatore, Metal Gear è diventata negli anni una delle IP (Intellectual Property) di maggior successo affermate nel settore.

Molte persone hanno approcciato la saga con il celebre Metal Gear Solid, uscito nel 1998 per la prima PlayStation, ma sicuramente molti meno hanno avuto modo di giocare i primi due episodi della saga, Metal Gear e Metal Gear 2: Solid Snake, usciti rispettivamente nel 1987 e 1990 per una piattaforma all’epoca molto in voga in oriente, ossia MSX2.

snake-metal-gear

Solid Snake durante il suo primo incontro con Metal Gear.

Il primo Metal Gear è stato un gioco rivoluzionario, principalmente perché è stato in assoluto uno dei primi ad introdurre il genere stealth nei videogames, assieme a 005 per cabinati e Castle Wolfenstein per Apple II, in un periodo dove il genere action/platform la faceva da padrona. Lo stealth prevede un gameplay lento e ragionato, in solitaria, dove bisogna valutare ogni conseguenza delle mosse che si faranno, e dove si predilige il passare silenzionamente ed inosservati fra i nemici, anzichè affrontarli a testa bassa in epici combattimeni campali.

Lo standard MSX

Ma sorvoliamo momentaneamente sul gioco e parliamo di MSX, ossia la piattaforma ove, oltre a Metal Gear, sono nati anche titoli del calibro di Bomberman e Puyo Puyo. MSX in realtà non identifica univocamente uno specifico prodotto, ma bensì rappresenta uno standard a cui i produttori di home computer dovevano adeguarsi per poter indicare, sulla confezione del loro dispositivo, la compatibilità allo stesso.

Ricordiamo che gli anni ’80 hanno visto il proliferare di numerosi home computer, diversi da quelli attualmente presenti. Questi si sono affermati nel tempo (ed aderenti allo standard PC IBM), dove ogni produttore aveva piena libertà nel creare la propria macchina, vedi Commodore con la sua gamma che spaziò da PET/VIC-20 a Commodore 64/128 ed Amiga, Sinclair con ZX80/81 e le varie incarnazioni di Spectrum, Atari con la sua gamma 8-bit (fra cui i popolari Atari XL / XE), Mattel con il suo Aquarius, ed una lista di altri produttori minori che potrebbe riempire qualche foglio A4. Ogni macchina aveva le sue peculiarità e, a parte alcuni rari casi, il software che “girava” su di esse era generalmente incompatibile con hardware differenti da quello per il quale erano stati studiati.

MSX nasce quindi nel 1983 da un iniziativa di Microsoft al fine di creare uno standard comune per chi avesse intenzione di realizzare home computer. Cosicchè sia il software sia l’hardware, creato secondo lo standard, fosse poi compatibile con tutte le macchine che ci aderivano. La stragrande maggioranza dei produttori decise di adottare MSX, per cui abbiamo macchine costruite da Philips, Sony, Toshiba, Canon, Casio, Panasonic, Pioneer, Samsung, Yamaha, giusto per citarne alcuni.

philips-msx-monitor

Un dispositivo MSX prodotto da Philips, collegato ad un apposito monitor.

Tali dispositivi si presentavano esteticamente come delle tastiere un pò più ingombranti della media, le quali contenevano al loro interno tutto l’hardware necessario al funzionamento, e permettevano di esser collegate ad un monitor o una TV mediante un’ uscita video dedicata. La CPU che dovevano montare era un Zilog Z80 (ormai ci siamo anche quasi stancati di sentirlo nominare, eh?), con clock fissato a 3.58 Mhz, mentre il quantitativo di ROM, RAM e memoria video variava a seconda delle varie revisioni dello standard.

Si va da 32 kB di ROM e 8 kB minimi di RAM + 16 kB di memoria video nella prima versione di MSX, fino a 64 kB di ROM e 64 kB minimi di RAM + 128 kB di memoria video di MSX2+. Ci sarebbe da aprire un discorso a parte per la sua ultima evoluzione, MSX turboR. Questo prevedeva un hardware radicalmente differente da quello delle versioni precedenti, con due processori (un R400 + uno Zilog Z80 per retrocompatibilità) affiancati da 96 kB di ROM e 256 kB minimi di RAM + 256 kB di memoria video.

metal-gear-box-art

La box art di Metal Gear su MSX2.

Su questo hardware giravano i primi due episodi di Metal Gear (nello specifico, su quello aderente allo standard MSX2), e graficamente si presentavano molto simili a tanti giochi usciti in quegli anni per home console come NES o Master System. Metal Gear ha un impostazione in 2D con visuale dall’alto e narra le vicende di un giovane Solid Snake, ancora alle prime armi, durante la sua prima missione per FOXHOUND.

Uno sguardo alla trama e al Gameplay

Snake deve infiltrarsi in Outer Heaven, uno stato fortificato fondato da un “leggendario mercenario”, al fine di scoprire dettagli sull’arma di distruzione di massa che stanno cercando di costruire al suo interno, oltre a cercare di scoprire cos’è successo a Gray Fox, agente di FOXHOUND che era stato inviato sul posto prima di Snake su ordine di Big Boss, all’epoca capo dell’organizzazione. Una volta infiltratosi nella fortezza, Snake riesce a liberare Gray Fox dalle grinfie dei mercenari e quest’ultimo gli rivela che in Outer Heaven stanno costruendo un tank bipede armato di testate nucleari chiamato Metal Gear.

title-screen

La title screen del gioco.

Snake decide dunque di salvare l’ingegner Pettrovich, ideatore di Metal Gear, e sua figlia Elen, il quale gli rivela il modo per distruggere Metal Gear. Dopo aver distrutto l’arma definitiva di Outer Heaven, il nostro eroe si trova a doversi confrontare con il leggendario mercenario a capo della fortezza, il quale si rivela essere Big Boss. L’intento di quest’ultimo era di creare una nuova superpotenza ad Outer Heaven, in modo tale da poter imporre il proprio dominio sul mondo. Snake riesce a sconfiggere Big Boss, il quale nel frattempo aveva attivato la sequenza di autodistruzione della base al fine di uccidere Snake, ed infine riesce a scappare da Outer Heaven con l’edificio in fiamme alle sue spalle.

Il gioco rappresenta una bella sfida in termini di gameplay, ove ogni azione avventata da parte del giocatore viene subito pesantemente punita, e procedere in modo silenzioso è una prerogativa sin dai primi minuti. La trama getta le basi per gli episodi seguenti, ponendo molta enfasi sul controllo delle superpotenze mediante l’impiego di un deterrente nucleare e dei soldati potenziati. Metal Gear introduce inoltre personaggi iconici che poi diverranno ricorrenti, quali Solid Snake, Bis Boss e Gray Fox.

msx-nes-comparison

Un confronto fra le versioni NES (a sinistra) ed MSX2 (a destra) di Metal Gear. Da notare l’interfaccia e la palette di colori differenti.

Il gioco ebbe anche delle conversioni per NES, MS-DOS e Commodore 64, ed inoltre venne riedito nel 2006, all’interno del disco bonus dell’edizione speciale di Metal Gear Solid 3: Subsistence, quest’ultima molto fedele all’originale per MSX. Meno famosa forse la riedizione all’interno dell’edizione speciale giapponese di Metal Gear Solid: The Twin Snakes, la quale ripropone però la versione NES del gioco.

…To Be Continued…

Con la prossima puntata di 4bit Corner “abbandoneremo” Solid Snake e le sue missioni prima e dopo FOXHOUND, per parlare invece del baffuto Mario, e nello specifico raccontarvi delle sue apparizioni meno conosciute, come “Hotel Mario” per Philips CD-i, oppure “Mario is Missing!” per Super Nintendo! Che il Retro Bit Power sia con voi!

Altri articoli in 4bit Corner

La strana storia di E.T: un flop che all’Atari costò miliardi

Marco Russi9 Febbraio 2018

Episodio #5: L’altro Mario. Le apparizioni meno conosciute del baffuto idraulico

Imma Marzovilli17 Dicembre 2017

Episodio #3: Sony PocketStation – La bizzarra creatività giapponese

Roberto Rampado14 Febbraio 2017

Episodio #2: SEGA Master System – La concorrenza del NES di Nintendo

Roberto Rampado31 Gennaio 2017

Episodio #1: Gameboy Micro – Una piccola (ma davvero) perla della grande N

Roberto Rampado17 Gennaio 2017

Episodio #0: L’interfaccia al retrogaming

Roberto Rampado16 Gennaio 2017