Episodio #1: Gameboy Micro – Una piccola (ma davvero) perla della grande N

4bit Corner
Roberto Rampado
Classe '86, cresciuto con MS-DOS, GameBoy e PlayStation, ha nel tempo sviluppato una vera e propria passione per il Retrogaming. Laureato in Ingegneria Informatica a Padova, lavora come sviluppatore software presso un'azienda locale. Nel tempo libero si interessa di musica, fumetti, videogames e tecnologia in generale.

Classe '86, cresciuto con MS-DOS, GameBoy e PlayStation, ha nel tempo sviluppato una vera e propria passione per il Retrogaming. Laureato in Ingegneria Informatica a Padova, lavora come sviluppatore software presso un'azienda locale. Nel tempo libero si interessa di musica, fumetti, videogames e tecnologia in generale.

Tempo di lettura: 5 minuti

Quando si parla di Nintendo, è impossibile non ricordarsi di GameBoy, probabilmente la prima console portatile a raggiungere un successo planetario, e mai come oggi attuale (vedi la nuova Super Retro Boy oppure Smart Boy).

Le varie versioni di GameBoy

Le varie versioni di GameBoy

GameBoy è stata una console dalle molteplici “facce”, incarnazioni che successivamente andavano via via a migliorare il modello originale uscito nel lontano 1989. Impossibile dimenticare la prima versione (a cui, probabilmente ognuno di noi, ha giocato fin dall’infanzia), con il suo schermo a tonalità di verde e nero, afflitto da fastidiose scie nei movimenti capaci di far perdere diottrie anche a un cieco (il cosiddetto “ghosting“) e che necessitava di ben quattro (!!!) batterie in formato stilo per il funzionamento, portandolo di conseguenza ad avere un peso non indifferente (si parla di 394g).

Già la sua prima evoluzione, ossia GameBoy Pocket, risolveva buona parte delle suddette problematiche, ad esempio adottando uno schermo “true black & white” con un tempo di risposta nettamente inferiore rispetto all’originale (eliminando contemporaneamente, di fatto, sia il ghosting che i guadagni degli ottici al tempo), oltre a ridurre il requisito di alimentazione, portando il numero di batterie necessarie al funzionamento da 4 AA a 2 AAA.

L’evoluzione della linea GameBoy è poi proseguita con GameBoy Light (solo Giappone), GameBoy Color, ed infine con GameBoy Advance (in gergo, GBA), nelle sue tre differenti declinazioni: originale, SP e Micro; se i primi due sono conosciuti ai più, l’ultimo risulta probabilmente la variante di GameBoy meno diffusa, e quindi la più ricercata fra i collezionisti.

GameBoy Micro in colorazione Silver

GameBoy Micro in colorazione Silver

GameBoy Micro venne introdotto nel mercato ormai più di 10 anni fà, precisamente nel 2005, ossia un anno dopo l’uscita di Nintendo DS; già da questo particolare si può dedurre il motivo della sua scarsa diffusione. Con l’uscita di Nintendo DS, l’interesse per GameBoy era ormai scemato, e così la quantità di consoles vendute fu decisamente esigua (2.42 milioni, meno del 5% rispetto al suo predecessore, GBA SP, che per contro ha piazzato ben 43.57 milioni di unità), portando ad un rapido ritiro dal mercato da parte di Nintendo (ritiro attuato già nel 2008, mentre GBA SP venne mantenuto in commercio fino al 2010).

L’ultima incarnazione di GameBoy vanta le dimensioni più contenute mai raggiunte dalla piccola portatile di Nintendo: parliamo di 50×101×17.2 mm per un peso di 80 g, il che lo rende il più piccolo e leggero GameBoy mai realizzato. Le dimensioni non sono l’unico vantaggio offerto da Micro: lo schermo, seppur più piccolo, mantiene la stessa risoluzione di tutta la linea “Advance“, presentando quindi un dot pitch (densità di pixel per pollice) superiore rispetto ai modelli precedenti.

Un ulteriore passo in avanti rispetto al modello precedente riguarda la luminosità, quest’ultima regolabile su ben cinque livelli (una flessibilità raggiunta in seguito solo da Nintendo DSi, la prima evoluzione di Nintendo DS). Effettuando una comparativa fra Micro e GBA SP, notiamo che il settaggio inferiore del primo porta comunque ad avere una luminosità superiore rispetto a quella della prima versione di SP, e paragonabile forse solamente alla successiva revisione AGS-101 di SP con schermo retroilluminato a due livelli, quest’ultimo di scarsa reperibilità in Italia.

Alcune cover personalizzate

Alcune cover personalizzate

Altra caratteristica di rilievo è la presenza di una cover frontale intercambiabile: oltre a fornire la possibilità di sostituzione in caso di graffi accidentali in corrispondenza dello schermo, questo ne permetteva la personalizzazione mediante scambio con le altre contenute nella confezione (in America venivano fornite due cover in aggiunta a quella pre montata), oppure con l’acquisto di nuove cover dallo shop Nintendo o da appassionati/rivenditori di terze parti che tutt’ora ne producono (vedi eBay).

Passando alle “note dolenti”, bisogna specificare che Micro supporta il funzionamento con le sole cartucce per GameBoy Advance, andando quindi a dismettere il supporto per le cartucce del GameBoy classico e Color che è stato mantenuto in tutte le edizioni precedenti fino ad SP. Va detto inoltre che la batteria presenta una durata nettamente inferiore rispetto a GBA SP: si passa dalle circa 18 ore di SP a sole 8 ore (entrambi valori massimi riferiti a condizioni di utilizzo ottimali, ossia con audio disattivato e schermo con luminosità impostata sul valore minimo per Micro e disattivata per SP).

L’alimentatore di Micro (notare il connettore diverso da SP)

L’alimentatore di Micro (notare il connettore diverso da SP)

Un altro dettaglio degno di nota è l’utilizzo di un alimentatore differente da quella di GBA SP, andando quindi ad abbandonare il modello AGS-002, condiviso con Nintendo DS, a favore di OXY-002; le specifiche elettriche sono equivalenti (5.2 V – 320 mAh), ma il connettore è stato modificato con uno più compatto, probabilmente a causa delle dimensioni della console. Fate dunque attenzione, in caso di acquisto della console nel mercato dell’usato, che venga fornito l’alimentatore corretto, altrimenti vi troverete a dover ricercarne uno separato, ciò potrebbe rivelarsi un’impresa più dura (e costosa) del previsto!

Chiudiamo questo episodio su GameBoy Micro elencando le edizioni base e speciali della console che sono state messe sul mercato dall’uscita:

Colorazioni base

  • Argento
  • Nero (Giappone ed Australia – in America con cover frontale argentata)
  • Viola (Giappone ed Australia)
  • Blu Perla (solo Giappone)
  • Rosa (solo Europa)
  • Verde (Europa ed Asia)
  • Blu (Europa ed Australia)
  • Rosso (Asia ed Australia)

Edizioni speciali

  • Edizione “20esimo anniversario” – rossa con cover frontale dorata (solo America)
  • Edizione “Famicom” – rossa con cover frontale dorata (solo Giappone)
  • Edizione “Pokémon” – rossa con cover frontale nera ed immagine di Pikachu (solo Giappone)
  • Edizione “Final Fantasy IV” – corpo blu con artwork in bianco e nero di Yoshitaka Amano (solo Giappone)
  • Edizione “Mother 3” – rossa con cover frontale rossa effetto “logoro” (solo Giappone)
  • Edizione “Toonami” – nera con logo e grafica personalizzata (solo America)
L’edizione speciale per il 20esimo anniversario

L’edizione speciale per il 20esimo anniversario

Nella prossima puntata di 4bit Corner: SEGA Master System, la prima console domestica di SEGA approdata in occidente!

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