Qvando c’era… il numero 3 – Intervista a Stefano Antonucci, autore del fumetto che fa satira sul Duce

Fumetti
Claudia Padalino
Dal 1988, appassionata di fumetto d'autore, non d'autore, graffiti e disegnini fatti mentre si telefona. Laureata in Editoria e comunicazione aziendale, collabora con alcuni festival pugliesi per la promozione e la diffusione del fumetto italiano. Il suo sogno: riuscire a portare come ospite in Italia Alan Moore.

Dal 1988, appassionata di fumetto d'autore, non d'autore, graffiti e disegnini fatti mentre si telefona. Laureata in Editoria e comunicazione aziendale, collabora con alcuni festival pugliesi per la promozione e la diffusione del fumetto italiano. Il suo sogno: riuscire a portare come ospite in Italia Alan Moore.

Piazza Napoleone, Lucca. Durante i giorni della fiera i padiglioni sono inaccessibili, specialmente il padiglione Bassaglia, ospitante i grossi stand RW e Shockdom. A fatica, sgomito per cercare di giungere nella zona autori per incontrare Stefano Antonucci, disegnatore di Qvando c’era Lvi e V for Vangelo: dopo averlo faticosamente inseguito tra i suoi impegni nei vari stand, riesco finalmente a intervistarlo!

Il suo volume più recente, Qvando c’era Lvi vol.3, continua la saga del Duce, ritornato ai giorni nostri grazie ai seguaci di CasaPound, ma con una sorpresa… La serie sta per giungere alla fine, quali altre sorprese ci riserverà questo Duce 2.0?

antonucci

Ciao Stefano e grazie per il tempo concesso! Come procede con la serie Qvando c’era Lvi? Quali evoluzioni ci sono state dal primo albo a questo terzo?

Il progetto sta andando molto bene, nonostante fosse rischioso, anche a livello distributivo. Dopo l’ondata del primo volume, temevamo che si smorzasse un po’ l’effetto, che il pubblico ci abbandonasse, invece le vendite del numero due sono andate molto bene.

Vi siete evoluti anche in “cattiveria”! Questo terzo volume è veramente crudele.

Si, infatti abbiamo voluto fare un inizio più soft, meno traumatico, dato anche l’argomento delicato. Il primo, infatti, era una sorta di introduzione. Non vogliamo che la figura del Duce diventi una macchietta, anche perché con la satira corri sempre questo rischio, di rendere simpatico un personaggio e tralasciare il messaggio di base. Nel secondo e nel terzo numero si vede l’effetto caricaturale ancora più pesante, anche grazie alla cover variant di Loputyn (n.3).

Come sono state le reazioni su internet e sui social?

Sui social non lavoriamo tantissimo, alla fine i nostri progetti nascono su e per la carta. Quando abbiamo presentato QCL, ci sono arrivate molte reazioni a favore e a sfavore, minacce varie, gif animate… Minacce ai tempi dei social!

Un commento che ricordi in particolare?

Non ce n’è solo uno: se guardate bene nell’editoriale del n.3, c’è una raccolta di commenti di vari utenti dopo che hanno letto il numero 1! A quanto pare, il progetto ha smosso un po’ l’opinione pubblica.

Quali sono state le risposte da parte dell’edicola? Come ha reagito il pubblico?

Inaspettatamente benissimo! Non solo con il primo numero, ma anche con il secondo. Ci fa particolarmente piacere perché il problema della distribuzione nelle edicole è grosso, in quanto gli edicolanti non lo espongono in maniera visibile oppure non lo espongono proprio. Poi ci sono anche le edicole con i controsensi, quelle che espongono il nostro fumetto affianco ai calendari del Duce, con il cd degli inni fascisti… (ride)

Com’è stata la tua Lucca, sia come autore che come visitatore?

Questa è la prima Lucca che faccio come autore a 360°, in quanto in passato mi sono sempre trovato nell’area delle autoproduzioni, ho fatto lo standista… Questa è la prima volta che ho degli orari veri e propri, e appena ho tempo vado in giro o la sera vado a bere un peschino. Finora questa edizione è super figa, anche per via del bel tempo! Inoltre la parte bella della fiera è uscire e trovarti autori come Gipi, cazzeggi con Gipi… o con altri autori fighi che hai letto durante l’anno! Puoi anche chiedere disegni a chiunque per i tuoi prossimi numeri: il vantaggio della fiera è che gli autori sono accondiscendenti! Tranne Miller, lui fa solo dediche!

Ci sono progetti  futuri, al termine di Qvando c’era Lvi?

QCL finirà con il quarto volume, che uscirà il 15 gennaio in edicola e fumetteria. Io e Daniele abbiamo in cantiere un bel po’ di idee; rimarremo sempre sul genere satirico, ci interessa fare fumetti su questa linea.

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