Non chiamatele costruzioni: la passione per il modellismo

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Se parliamo di modellismo viene subito in mente il mitico e storico trenino elettrico, amore di molti (ex) bambini e odio di altrettanti genitori. In realtà l’argomento del modellismo è ben più complesso di quanto possa sembrare: in genere con questo termine si intende l’arte di produrre artigianalmente soggetti in scala e nasce con uno scopo funzionale (era l’unica maniera per mostrare l’effettiva resa in 3D di lavori di grandi dimensioni prima di eseguirli).

Solo con il tempo questo impiego assunse anche connotazioni tipicamente ludiche: ai classici mattoncini Lego che ripropongono modellini in miniatura per bambini di tutte le età si aggiungono anche prodotti più sofisticati in ambito navale, ma anche aeronautico e automobilistico (giusto per citarne qualcuno). Le nuove tecnologie, poi, hanno portato ad un ulteriore sviluppo di quest’arte passando da copie tipicamente statiche (non capaci di muoversi) a dinamiche (basti pensare al già citato trenino elettrico, ma anche alle automobili o gli aerei radiocomandati), raggiungendo la massima espressione con il Miniatur Wunderland di Amburgo (che racchiude il modellino civile più grande al mondo con numeri davvero da urlo, di cui parleremo meglio più avanti). Sicuri di volerle chiamare semplicemente costruzioni?

I mattoncini Lego

Vogliamo parlare proprio di costruzioni? Allora non possiamo non citare i mattoncini Lego che da quasi un secolo dominano il cuore di generazioni di bambini. L’azienda, fondata in Danimarca nel 1932, ha fatto dello sviluppo creativo dei più piccoli l’idea alla base di tutta la loro strategia commerciale: sebbene venduti spesso come pezzi per costruire un dato progetto (che può riguardare edifici, veicoli, ma anche animali o intere scenografie), i famosi mattoncini possono essere smontati e riassemblati (e ahimé persi) infinite volte prestandosi alla perfezione per qualsiasi idea passi per la mente del bambino.

Sicuri di sapere proprio tutto? Partiamo dalla particolare coincidenza del nome: LEGO deriva dal danese leg godt che significa gioca bene, ma allo stesso tempo il verbo latino lego può essere tradotto come studiare o mettere insieme. In aggiunta a questo, il mercato principale dei Lego in Europa è la Germania, tanto che in occasione di Euro 2016 la nazionale tedesca di calcio è stata interamente riprodotta con i famosi mattoncini.

Modellismo statico e dinamico

Agli albori della sua storica i primi modellini erano del tipo cosiddetto statico: pupazzi, mobili, veicoli e natanti dopo essere stati costruiti non erano in grado di muoversi autonomamente e per questo rimanevano fermi. È questa la forma più comune che hanno i modellini da costruire: normalmente i progetti che possiamo acquistare sono più semplici (perché manca tutta la parte tecnologica da assemblare) e il costo è solitamente inferiore (salvo le grandi raccolte che spesso si trovano nelle edicole).

Non pensate che il modellismo statico sia solo un passatempo utile a raccogliere polvere e cianfrusaglie, perché sbagliereste di grosso! Provate a fare un giro nei nostri musei, ma anche all’estero: i modellisti spesso collaborano con gli archeologi per la creazione di scenari complessi (quali contesti architettonici, città, ambienti naturali o scene di vita quotidiana), ma anche armi, natanti e tutto quanto può contribuire a far capire al grande pubblico la realtà storica portata alla luce, spesso in frammenti, dagli scienziati. Non male per un misero hobby, vero?

Negli ultimi sessant’anni, poi, il mondo del modellismo è stato totalmente rivoluzionato dalle moderne tecnologie informatiche: da che il massimo del movimento ottenibile era il trenino elettrico che cambiava rotaia e si fermava a comando, oggi si è giunti alla riproduzione di soggetti dinamici quasi totalmente indipendenti dall’uomo. L’esempio massimo è proprio il già citato Miniatur Wunderland di Amburgo, che ha ricreato degli angoli suggestivi dell’Europa in formato ridotto. La particolarità e il pregio di questa struttura non è tanto nell’aver assemblato delle miniature (se è per questo giocando qua in casa abbiamo l’Italia in Miniatura, un parco tematico che riproduce in scala tutto il Belpaese), ma nell’aver dato movimento a tali miniature: le navi si muovono da sole sull’acqua (vera), tanto quanto è possibile osservare le varie fasi di decollo e atterraggio dei velivoli nel vicino ambiente aeroportuale.

Come vedete, parlare di semplice hobby o di misere costruzioni quando ci riferiamo all’arte del modellismo è un po’ riduttivo. Una curiosità: com’è il vostro rapporto con le splendide collezioni che in ben pochi casi abbiamo avuto la fortuna di finire? Ci siete mai riusciti?

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